Rachel Hawkins.
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Prodigium 4. MAGICO.
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2017. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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La sedicenne Sophie Mercer ha appena scoperto di essere una strega.
Il suo primo incantesimo, per, finisce in un disastro. Sua madre decide allora di spedirla alla Hecate Hall, una scuola speciale dove ragazzi particolarmente dotati, i Prodigium, imparano a usare i loro poteri con discrezione e soprattutto lontano dagli occhi dei normali. Da un giorno all'altro Sophie viene catapultata tra streghe, mutaforma, maghi, licantropi, fate e vampiri. Come se non bastasse, una minaccia incombe sulla scuola: un'organizzazione segreta e potentissima, L'Occhio di Dio, vuole eliminare dalla faccia della terra tutti i Prodigium.
E quando Sophie si rende conto di essere la prima della lista, le domande si affollano nella sua mente. Perch  finita nel mirino dell'Occhio? Quali sono i suoi reali poteri? E soprattutto, che genere di oscuri segreti nasconde la sua famiglia?
Incantesimo, Maleficio e Sortilegio sono i tre capitoli di una serie che ha conquistato i lettori e che prosegue nello spin-off Magico, in cui seguiamo le vicende della quindicenne Izzy Brannick, cacciatrice di mostri che all'improvviso si ritrova a vestire i panni di un'adolescente comune. A volte lasciarsi alle spalle il passato  molto pi difficile di quel che sembra... Benvenuti nella scuola dove  normale essere speciali.
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L'AUTRICE.
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Rachel Hawkins  nata in Virginia e cresciuta in Alabama, e ha insegnato inglese in una scuola superiore.
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MAGICO.
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A Katie, la cosa pi simile a una sorella che ho.
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CAPITOLO 1.
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Uccidere un vampiro  in effetti molto pi semplice di quel che
si potrebbe pensare. Lo so che nei film e in tiv sembra parecchio
difficile, come se bisognasse centrare un punto ben preciso. Ma la
verit  che sono solo voci messe in giro dai cacciatori di vampiri
per sembrare pi fighi. Perch se tutti sapessero quant' facile in
realt, non ci sarebbero cos tanti film e serie tiv sull'argomento.
Basta solo prendere un paletto di legno ed esercitare abbastanza
pressione da ficcarlo nel torace del vampiro. Non serve colpire per
forza il cuore.
Visto? Una cavolata.
Ma catturare un vampiro? Be', questo s che  pi difficile.
Stai fermo, borbottai, con la torcia in bocca. Ero cavalcioni sul
suo petto, con la destra impugnavo un paletto avvelenato e con la
sinistra il piccolo pezzo di carta su cui era scritto il rituale.
Lasciami andare, mortale!, grid il vampiro, ma la sua voce si
spezz sull'ultima sillaba, rovinando l'effetto drammatico. I miei
fratelli stanno per arrivare! Sguazzeremo nel tuo sangue.
Sputai la torcia, che atterr sul pavimento di legno. Avvicinandogli
il paletto al torace, mi chinai su di lui. Bel tentativo. Ti teniamo d'occhio
da una settimana. Stai lavorando in citt da solo. Niente nido all'orizzonte.
Nido  il termine con cui i vampiri indicano sia le loro case sia il
gruppo con cui le condividono. Lo trovavo un nome un po' ridicolo,
ma in effetti molte delle cose che riguardano i vampiri lo sono.
Questo era particolarmente cattivo. Non solo portava i capelli
ingellati, ma si era anche insediato nell'unica inquietante dimora
pseudo-vittoriana di tutta la citt. Ci mancava solo che appendesse
un'insegna al neon con su scritto Qui ci abita un vampiro. Tutti
i mobili erano di velluto rosso e di legno, e quando l'avevo colto in
flagrante, poco prima, stava scrivendo sul suo diario, mentre una
ragazza bionda sedeva vicino al camino.
Quando mi vide trasal, e io feci una smorfia, pensando a come
avrebbe reagito mia madre se fosse stata presente.
Il vampiro, che si faceva chiamare Pascal, ma probabilmente aveva
un nome tipo Brad o Jason, si contorse sotto di me, ma io rimasi
saldamente seduta. Uno dei vantaggi di essere una Brannick,  che
siamo pi forti della media. E poi questo vampiro in particolare era
abbastanza minuto. Quando lo avevo atterrato, mi ero resa conto
che era solo pochi centimetri pi basso di me, ed erano tutti capelli.
Sospirando, cercai di decifrare di nuovo il pezzo di carta. Erano
solo poche parole in latino, ma era importante pronunciare la formula
nel modo corretto. E non l'avevo mai fatto prima.
Ebbi una fitta di dolore al petto, che per feci del mio meglio per
ignorare.
Sotto di me, Pascal smise di dimenarsi. Con la testa girata da un
lato, mi fiss. Chi  Finley?.
Strinsi la presa sul paletto. Cosa?.
Pascal mi stava ancora studiando, il labbro superiore teso sopra le
zanne. La tua testa.  piena di quel nome. Finley. Finley. Finley.
Be', grandioso. I vampiri sono una gran rottura di scatole, anche
quando si limitano a succhiarti il sangue, ma alcuni di loro hanno
anche dei poteri extra. Riescono a leggere un po' nel pensiero, telecinesi,
roba cos. Evidentemente Pascal era uno di quelli speciali.
Esci dalla mia testa, gli ringhiai, tornando a concentrarmi sul
pezzetto di carta. Vado..., cominciai, ma lui mi interruppe: Tua
sorella. Finley  tua sorella.
Sentire il nome di mia sorella pronunciato dalle labbra di quella...
di quella cosa mi caus una fitta ancor pi intensa al petto, ma almeno
riuscii a trattenere le lacrime. Non ci sarebbe stato niente di
pi patetico che mettersi a piangere di fronte a un vampiro.
Inoltre, se ci fosse stata Finley al mio posto, se fossi stata io quella
scomparsa, non avrebbe mai permesso a un vampiro, men che
meno a un vampiro di nome Pascal, di ferirla. Quindi lo guardai in
tralice e premetti il paletto con forza, lacerandogli la pelle.
Pascal sibil, ma non distolse mai gli occhi dal mio viso. Quasi un anno.
 da quasi un anno che Finley se n' andata. Ed  da quasi un anno
che tu lavori da sola. Da quasi un anno ti senti come se fosse tutta col....
Vado tergum, dissi, abbassando il foglietto e poggiandogli la mano
libera contro lo sterno.
Il suo sguardo si pos su di essa e lui impallid ancora di pi. Che
cos'?, chiese, la voce satura di paura e dolore. Che cosa stai facendo?
 meglio che essere pugnalato, gli dissi io, ma quando mi arriv
la puzza di bruciato alle narici non ne fui pi cos sicura.
Sei una Brannick!, strill lui. Le Brannick non fanno magie!
Che diavolo  questa?.
Continuai a recitare la mia formula in latino, ma la sua era un'ottima
domanda. Le Brannick avevano pugnalato vampiri e ucciso lupi mannari
con frecce dalle punte d'argento (e poi con pi solidi proiettili,
sempre d'argento) per millenni. Avevamo dato fuoco alle streghe e alle
fate ridotte in schiavit, e sostanzialmente eravamo diventate le protagoniste
di storie mostruose. Ma le cose erano cambiate. Tanto per cominciare,
non c'erano pi Brannick a parte me e mia madre. Invece di
cacciare le creature della notte, lavoravamo per il Consiglio. E Loro non
si definiscono mostri; preferiscono il pi civilizzato termine Prodigium.
Quindi le Brannick erano diventate pi o meno gli agenti di polizia dei
Prodigium. Se si perdevano le tracce di uno di loro, noi lo trovavamo,
lo catturavamo e portavamo a termine un rituale che lo avrebbe rispedito
dritto al Consiglio, il quale avrebbe stabilito la punizione.
Be', era un po' pi difficile che limitarsi a pugnalare vampiri e sparare
ai lupi mannari, ma la tregua tra Brannick e Prodigium era una
cosa buona. Inoltre, nostra cugina, Sophie, era una Prodigium, e un
giorno sarebbe diventata capo del Consiglio. O facevamo pace o le
vacanze in famiglia sarebbero state veramente tremende.
Il rituale era quasi finito, l'aria intorno a Pascal aveva cominciato
a riverberare leggermente, quando lui all'improvviso si mise a gridare:
Il ragazzo allo specchio!.
Sorpresa, mi ritrassi un po'. Che cosa hai detto?.
Il petto di Pascal si sollevava e si riabbassava e la sua pelle era passata
dal color avorio al grigio.  lui che ti spaventa, ansim. Ha
qualcosa a che fare con la sparizione di Finley.
Avevo la bocca secca e, sbattendo le palpebre, scossi la testa.
No..., cominciai a dire, rendendomi conto troppo tardi che la
mano mi era scivolata via dal suo petto.
Approfittando della mia distrazione, Pascal si divincol, questa
volta con pi forza di prima, e riusc a liberare un braccio da sotto
le mie ginocchia. Ero pronta a ricevere un pugno allo stomaco, ma il
dorso della sua mano mi colp alla tempia, mandandomi al tappeto.
Andai a sbattere la testa contro lo spigolo di un tavolo e vidi le
stelle. Ci fu un movimento sfocato - i vampiri non saranno forti, ma
possono essere molto veloci - e Pascal sal per le scale, sparendo.
Mi misi a sedere e quando mi toccai la tempia trasalii. Per fortuna
non c'era sangue, ma mi si stava formando un bernoccolo. Lanciai
un'occhiata in direzione delle scale. Il paletto era rotolato sotto il
tavolo: lo raccolsi, chiudendo le dita intorno al legno. Il Consiglio
preferiva che gli rispedissimo i mostri, ma pugnalare un vampiro
per legittima difesa? Non avrebbero battuto ciglio.
Forse.
Iniziai a salire le scale con molta cautela, il paletto sollevato all'altezza
delle spalle. Lungo la parete erano allineate diverse di quelle
pacchiane lampade tonde - i vampiri hanno davvero un pessimo
gusto - e uno scintillio cattur la mia attenzione.
Abbassando lo sguardo, mi resi conto di essere coperta di un luccicante
strato argenteo. Oh, che schifo. Pascal era uno di quei cretini
a cui piacciono i glitter per il corpo. Ero ancora pi imbarazzata al
pensiero di avergli permesso di leggermi nel pensiero, di aver abbassato
la guardia quel tanto che gli aveva consentito di liberarsi.
Se era riuscito a uscire di casa...
Affondai le unghie nel legno del paletto. No. Non avrei permesso
che accadesse.
Il pianerottolo era coperto da un tappeto bordeaux che attutiva i
miei passi. Proprio di fronte a me c'era un'ampia specchiera con una
vistosa cornice: l'immagine che vi vedevo ricordava ben poco un'agguerrita
assassina di vampiri e piuttosto una ragazzina spaventata.
Il mio colorito era cereo tanto quanto quello di Pascal, in netto
contrasto con il rosso brillante della treccia.
Deglutii e feci del mio meglio per calmare i battiti frenetici del mio
cuore e impedire alla mia mente di divagare. C'era una cosa che i
vampiri e le Brannick avevano in comune: pochi di noi erano dotati
di poteri speciali. Quello di Pascal era di riuscire a leggere nel pensiero,
il mio - oltre alla forza e alla capacit di guarire rapidamente,
che derivavano dal fatto di essere una Brannick - era che riuscivo
a percepire la presenza di un Prodigium. E in quel momento il mio
sesto senso mi sugger che Pascal era andato verso destra.
Feci un passo in quella direzione.
Da una parte, sapevo che il mio fiuto non era pi quello di una volta.
Dall'altra, mi aspettavo che Pascal si fosse nascosto dietro una porta
o che stesse cercando di aprire una finestra, attraverso la quale
scappare. Quello che proprio non poteva mai e poi mai balzarmi in
mente era che all'improvviso sarebbe schizzato fuori dalle tenebre
e mi si sarebbe fiondato addosso.
Volammo entrambi per terra, battendo sul pavimento. Sentii il
paletto sfuggirmi dalle dita e, con un grugnito, cercai di piazzare
una ginocchiata nella pancia a Pascal. Tuttavia, era lui a essere in
vantaggio: era pi veloce di me e mi aveva colto di sorpresa. Scans
il mio ginocchio, mi prese per i capelli, facendomi bruscamente
girare la testa e scoprendomi il collo.
Stava sorridendo, le labbra di un rosa intenso in confronto al bianco
delle zanne, gli occhi simili a due pozze nere. Nonostante quegli
stupidi capelli, quel nome idiota e la camicia bianca aveva tutta
l'aria di un mostro terrificante.
Chin il capo e, quando sentii le punte aguzze dei suoi denti perforarmi
la pelle, non potei fare a meno di gridare. Non stava succedendo.
Non potevo farmi succhiare il sangue da uno stupido vampiro
che si faceva chiamare Pascal.
Una macchia grigia mi annebbi la vista e cominciai a sentire freddo,
pi freddo di quanto avessi mai sentito in tutta la mia vita. Poi,
sopra di me, vidi un lampo argentato, un luccichio color rame, e
all'improvviso fu Pascal a gridare. Il suo corpo si allontan dal mio
e io mi portai una mano tremante al collo, sentendo il sangue caldo
scorrermi sulla pelle gelida.
Battendo rapidamente le palpebre per schiarirmi la visuale, vidi
una donna dai capelli rossi vestita di nero piazzare una ginocchiata
in pieno petto a Pascal, mentre con una mano gli premeva un amuleto
d'argento sulla guancia. Si port l'altra alla cintura e ne estrasse
un paletto di legno.
Quest'ultimo si abbass e si ud un suono simile a quello di una
bolla che scoppia: Pascal svan in una sorprendente nuvoletta di
polvere e cenere.
Con la testa ancora nel pallone, guardai la donna, che si volt verso
di me.
Anche se sapevo che era impossibile, sentii me stessa chiedere:
Finn?.
Ma la persona che mi venne incontro non era mia sorella.
Stai bene?, mi chiese mia madre.
Io mi premetti pi forte la mano sui fori che Pascal mi aveva fatto sul
collo e annuii. S. Appoggiandomi al muro, mi rimisi in piedi. Nel
frattempo, notai che nonostante si fosse fiondata addosso a Pascal, lei
in qualche modo era riuscita a evitare di riempirsi di brillantini.
Ovvio, mormorai, poi il tappeto si stacc da terra e mi raccolse:
ero svenuta ai piedi di mia madre.


CAPITOLO 2

Le luci della nostra cucina erano troppo forti. Mi facevano male
agli occhi e mi pulsavano le tempie. Non era stato d'aiuto il fatto
che avessimo preso l'Itineris per tornare a casa. Itineris era una
specie di portale magico, che si trovava posizionato in vari punti, ai
quattro angoli del globo. Il problema era che, come per la maggior
parte delle cose che avessero a che fare con la magia, c'era la fregatura.
Viaggiare era di certo molto pi conveniente, ma il corpo ne
pativa le conseguenze. Immagino che essere trasportati attraverso
il continuum spazio-temporale non faccia molto bene.
L'intruglio che avevo davanti sembrava finalmente abbastanza
freddo da poterlo bere, quindi lo buttai gi. Aveva l'odore degli alberi
di pino, ma in compenso il mal di testa scomparve all'istante.
Davanti a me, mia madre si rigirava una tazza di caff tra le mani.
Aveva un'espressione dura dipinta in volto.
Era un vampiro giovane, disse alla fine, e io sentii l'urgenza di
chinare il capo.
S, replicai, allungando una mano per toccare i segni che mi aveva
lasciato sul collo. Grazie al t di mia madre, le punture erano
sparite quasi del tutto, anche se mi facevano ancora un po' male.
Non sarebbe dovuto essere un problema per te, Isolde, continu,
lo sguardo sempre fisso sulla tazza. Non ti avrei mai mandato
l da sola se non avessi pensato che fossi in grado gestire la
situazione.
Riappoggiai la mano sul tavolo. Avrei potuto gestire la situazione.
Mia madre mi guard il collo e inarc le sopracciglia. Quando era
pi giovane, era bellissima. E anche adesso, c'era qualcosa nei suoi
lineamenti che faceva s che la gente si girasse a guardarla. I suoi
occhi erano verde scuro, come i miei e quelli di Finley, ma duri, a
differenza dei nostri.
Insomma, la stavo gestendo, mormorai. Solo che era uno di
quelli che leggono nel pensiero e... mi  entrato nella testa....
E tu avresti dovuto cacciarlo fuori, mi rimbecc mia madre. Mi
chiesi se mi sentivo peggio per il morso del vampiro o per il senso
di colpa.
Con un sospiro, lei pos la tazza e si stropicci gli occhi. Mi dispiace,
Iz. Lo so, hai fatto del tuo meglio.
Ma il tuo meglio non  abbastanza.
Non c'era bisogno che lo dicesse. Quelle parole aleggiavano per la
cucina. C'erano un sacco di parole in quei giorni a riempire gli spazi
tra me e mia madre. Il nome di mia sorella probabilmente era la
pi ingombrante. Quasi un anno prima, Finley era sparita mentre
si occupava di un caso a New Orleans. Era un lavoro di routine, un
covo di streghe oscure che faceva degli incantesimi particolarmente
fastidiosi agli umani. Dovevamo andare insieme, ma all'ultimo
minuto Finley mi aveva detto di restare in macchina mentre lei sei
la vedeva con quelle streghe.
Potevo ancora scorgerla in piedi sotto un lampione, con i capelli
cos rossi da ferire gli occhi. Ci penso io, Iz, mi aveva detto, facendo
un cenno in direzione del libro che avevo in grembo. Finisci il
CAPITOLO. Quando sorrideva le spuntava una fossetta sulla guancia.
Lo so che non vedi l'ora di sapere come va a finire.
Era vero. L'eroina era appena stata rapita dai pirati, per cui le cose
si stavano facendo davvero interessanti. E quello sembrava proprio
un lavoretto facile. Finley si era diretta verso il covo delle streghe
con una sicurezza tale che non mi ero affatto preoccupata. Almeno
non finch non mi ero resa conto che era passata pi di un'ora e
mia sorella non era ancora tornata. Non finch non avevo raggiunto
la casa e l'avevo trovata completamente vuota, satura di puzza
di fumo e di zolfo. La cartuccera di Finley era davanti a un divano
mezzo sfondato.
Mamma e io l'avevamo cercata per sei mesi. Sei mesi a seguire le
sue tracce, a dormire nei motel e a esaminare casi simili a quello
di Finley, ma non eravamo arrivate da nessuna parte. Mia sorella
era... sparita nel nulla.
E poi un giorno mamma aveva impacchettato le nostre cose e si
era limitata a dire che saremmo tornate a casa. Abbiamo del lavoro
da fare, disse. Le Brannick vanno a caccia di mostri.  questo
il nostro compito, e abbiamo bisogno di rimetterci all'opera. Anche
Finley lo vorrebbe.
Quella era stata l'ultima volta che mia madre aveva pronunciato
il suo nome.
Adesso sedeva al tavolo, di fronte a me, e continuava a rigirarsi la
tazza tra le mani.
Forse dovremmo prendercela comoda per un po', disse alla fine.
Potresti fare qualche altra missione insieme a me, giusto il tempo
di rimetterti in sesto.
Finley aveva seguito delle missioni per conto proprio sin da quando
aveva quattordici anni. Io ne avevo sedici, e quella era stata la
prima volta che mia madre mi aveva lasciato scendere in campo da
sola. Non volevo che fosse anche l'ultima.
Spinsi via la tazza. Mamma, posso farcela. Solo... Ecco, il vampiro,
lui mi ha letto nel pensiero e io non ero pronta. Ma adesso lo
so! E sono in grado di stare in guardia la prossima volta.
Mia madre alz lo sguardo dal tavolo. Che cosa ha visto?.
Sapevo cosa voleva dire. Tamburellando sul tavolo di frmica, mi
strinsi nelle spalle. Stavo pensando a Finn, giusto per un secondo.
Lui... immagino abbia visto questo. E mi ha distratto.
Non feci menzione del fatto che Pascal avesse fatto riferimento al
ragazzo dello specchio. Tirare in ballo Finn era stato gi abbastanza
pesante per la mamma.
Proprio come avevo pensato, i suoi occhi all'improvviso sembrarono
perdersi nel vuoto. Okay, disse lei con voce rauca. La sedia
stridette sul linoleum quando la spost per alzarsi.
Be', andiamo... andiamo a letto. Penseremo domani alla nostra
prossima mossa.
Delle profonde parentesi le segnarono i lati della bocca e le sue
spalle mi parvero pi cadenti di com'erano state poco prima. Mentre
mi passava accanto, mi pos una mano sul capo, giusto per un
secondo. Sono contenta che tu stia bene, mormor. Mi arruff
leggermente i capelli e se ne and.
Sospirando, io presi la tazza e bevvi le ultime gocce di t. Ogni
singolo osso del mio corpo avrebbe voluto salire di sopra, farsi una
doccia e infilarsi a letto.
Ma prima dovevo fare una cosa.
Casa nostra non era niente di che. Alcune stanze da letto, una piccola
cucina, e un bagno che non veniva ristrutturato dagli anni Sessanta.
Un tempo era stata il quartier generale delle Brannick. Allora ce n'erano
molte di pi. Ora era solo una casa circondata da una fitta foresta.
Ma c'era una stanza che la distingueva da una qualsiasi casa normale.
Avevamo una Stanza della Guerra.
Detta cos, sembra una cosa molto pi figa di quanto in realt non
fosse. Si trattava solo di una stanza da letto in pi piena di scatoloni,
con un grande tavolo tondo e uno specchio.
Fu proprio allo specchio che mi diressi, togliendo il pesante telo
che lo copriva. Dentro il vetro c'era un mago che mi fissava.
Il suo nome era Torin, e sembrava un paio d'anni pi grande di
me, pi o meno sui diciotto. Ma dal momento che era stato intrappolato
in quello specchio nel 1587, tecnicamente ne aveva quattrocento
di pi.
Isolde!, mi chiam allegro, appoggiandosi all'indietro, le mani
sul tavolo. A cosa devo l'onore di questa visita?.
Era sempre strano guardare Torin. Bloccato nello specchio, sembrava
che stesse seduto al tavolo nel bel mezzo della Stanza della Guerra.
Ma in realt il tavolo era vuoto. Anche se avevo assistito a quel fenomeno
da sempre, continuavo a guardarmi intorno, come se da un
momento all'altro Torin potesse palesarsi dalla nostra parte del vetro.
Quel pensiero mi faceva male al cuore. Ai suoi tempi, Torin era stato
un potente stregone oscuro. Nessuno sapeva quale incantesimo
stesse tentando quando si era intrappolato da solo nello specchio,
ma uno dei miei antenati, Avis Brannick, lo aveva trovato e l'aveva
preso sotto la propria responsabilit.
Il fatto che Torin facesse delle sporadiche profezie probabilmente
aveva avuto un qualche ruolo nella vicenda. La sua abilit nel prevedere
il futuro era stata utile a qualcuna delle Brannick nel corso
degli anni;  pi facile combattere contro una strega o una fata
quando sai gi cosa accadr.
A me per non aveva predetto niente. Arrampicandomi sul tavolo,
incrociai le gambe e mi misi le mani sotto il mento. Stanotte sono
stata morsa da un vampiro.
Accigliandosi, Torin si protese in avanti. Oh, disse, una volta
che vide i segni che avevo sul collo. Vedo. Che... Qual  la parola
che usate voi?.
Non potei trattenermi dal sorridere, mentre alzavo gli occhi al
cielo. Schifo.
Torin annu. Ecco s. Imit la mia posa, e l'anello rosa con il rubino
brill alla debole luce della stanza. Gli arruffati capelli biondi
gli ricaddero sulla fronte e, quando mi sorrise, rivel i denti leggermente
storti. Raccontami tutta la storia.
Quindi lo feci, come sempre sin da quando ero stata abbastanza
grande per seguire mamma e Finn durante le loro missioni. C'era
qualcosa... non saprei, qualcosa di rilassante, nel parlare con Torin.
Sapevo che non si sarebbe messo a sottolineare tutti gli errori
che avevo compiuto, tutte le volte che avrei dovuto fare col e invece
avevo fatto col.
A differenza di mia madre, Torin non si incup durante il racconto.
Piuttosto si mise a ridacchiare quando gli descrissi la casa
di Pascal, sorrise quando feci riferimento ai glitter e inarc
le sopracciglia quando gli dissi che avevo inseguito il vampiro
su per le scale.
Ma stai bene. Sei sopravvissuta.
Sospirando, mi portai la treccia sulla spalla, mettendomi a giocare
con la sua estremit. S, ma se non fosse arrivata mamma... Pensa
che non dovrei pi lavorare per conto mio. Cosa che invece dovrei
fare eccome. Oggi le cose mi sono un po' sfuggite di mano, ma se
solo lei si fidasse un po' di pi....
Se si fosse fidata completamente di te, non ti avrebbe seguita, il
che significherebbe che non sarebbe potuta venire in tuo soccorso,
comment Torin, sollevando le spalle. E tu, mia cara Isolde, saresti
finita dissanguata su quello che posso solo immaginare come un orribile
tappeto, oppure saresti diventata la sposa di un non-morto.
Strinse gli occhi. Nessuna delle due cose ti calzerebbe a pennello.
Come non calzerebbe a pennello a me.
Le sue parole parvero insediarsi da qualche parte nel mio petto,
ma io le scacciai via. Torin era stato parte della mia vita per, be',
per tutta la mia vita. Quando mamma e Finley andavano in missione,
era lui a tenermi compagnia. E dopo la scomparsa di Finley,
era stato l'unico con cui potessi parlare di mia sorella. Ecco
perch quell'irritante sospetto, quello tirato in ballo da Pascal, mi
aveva tanto infastidito.
Tua madre  solo preoccupata per te, disse Torin, strappandomi
dai miei pensieri. Ha perso una figlia. Sono sicuro che l'idea di
perdere anche l'altra sia abbastanza terribile per lei.
Lo so, dissi. Il senso di colpa ritorn alla carica. E se fossi rimasta
uccisa quella sera, solo perch avevo permesso a uno stupido
vampiro di fare casino con la mia testa? Che ne sarebbe stato
di mia madre?
Mi tolsi l'elastico e cominciai a disfarmi la treccia. In mezzo alle
ciocche trovai un po' di cenere di vampiro. Ahi. Evidentemente ero
stata pi vicina a Pascal di quanto avessi pensato.
Arricciando il naso con disgusto, balzai gi dal tavolo. Okay.
Doccia e poi a letto. Grazie per la consulenza.
Torin fece un gesto plateale con la mano e i polsini di pizzo gli lasciarono
scoperto il polso. A disposizione, Isolde.
Ero quasi arrivata alla porta, quando mi voltai. Torin, tu.... Mi
interruppi, senza sapere come concludere. Alla fine trassi un profondo
respiro e dissi, un po' troppo in fretta: Giureresti di non
sapere nulla di Finn, vero?.
Glielo avevo gi chiesto, la sera in cui Finley era sparita. A parte
la sua cintura, in quella casa pericolante non c'era traccia di mia
sorella. Ma c'era uno specchio. Un grosso specchio, con una spessa
cornice di legno, su cui erano intagliati dei sorridenti cherubini. E,
anche se poteva essere un gioco di luci, avrei giurato di aver visto
riverberare la superficie riflettente.
Tuttavia quella sera ero sconvolta, confusa, triste. Non potevo esserne
del tutto sicura.
Torin si avvicin al vetro del suo specchio. No, Isolde, mi
disse, in tono sorprendentemente gentile. Non so dove sia tua
sorella.
Va bene. Mi passai una mano tra i capelli, tirando un lungo
sospiro. Va bene. Okay. Allungai la mano e spensi l'interruttore.
Dal buio, Torin aggiunse: Tra l'altro, Finley non mi  mai interessata
tanto. Non  la Brannick che mi liberer, dopotutto.
Mi meravigliai del fatto stesso di riuscire a parlare, considerando
il groppo che mi si era formato in gola. Non succeder, Torin. Io
sar anche pi carina con te di mamma e Finn, ma tu continuerai a
conversare con i miei nipoti attraverso quello specchio.
Lui si limit a ridere. Io so quello che ho visto. Arriver il giorno
in cui finalmente mi libererai da questa maledetta prigione
di vetro. Ma nel frattempo vatti a lavare i capelli dalla cenere
di vampiro e riposati. Tu e Aislinn dovrete fare un bel viaggio
domani.
Dove andremo?, gli chiesi. Che cosa hai visto?.
Ma non ottenni alcuna risposta.


CAPITOLO 3

Quando mi svegliai, l'indomani mattina, mamma era gi vestita e
mi stava aspettando al tavolo della cucina. Si accigli quando vide
che ero ancora in canottiera e pantaloncini del pigiama e mi indic
di nuovo le scale. Vatti a vestire. Partiamo tra cinque minuti.
Partiamo?. L'orologio diceva che erano appena le sei e mezza.
Evidentemente Torin aveva ragione. Mi stropicciai gli occhi. Dove
stiamo andando?.
Ma mia madre si limit a dire: Quattro minuti. Forza.
Non c'era molto nella stanza che io e Finley avevamo condiviso.
Un letto a castello - Finn aveva preteso di dormire in quello
di sopra -, un cassettone, una vecchia scrivania e uno specchio.
I vestiti di Finley erano ancora piegati nei cassetti e, quasi senza
pensarci, afferrai una delle sue felpe nere e me la infilai sopra
la canottiera. Mi tolsi i pantaloncini di flanella e mi misi un
paio di jeans (i miei, visto che Finn era pi alta di me) e un paio
di stivali neri.
Scendendo di corsa le scale, mi feci una treccia morbida. Speravo
che il posto in cui eravamo dirette non avesse un dress code.
Mamma era fuori dalla porta e quando la raggiunsi non disse nulla,
limitandosi a fare un cenno del capo in direzione del bosco l
intorno. Anni prima, tutte le Brannick avevano vissuto in quest'area
isolata tra le foreste del nord del Tennessee. C'erano ancora dei
fabbricati e ampi campi d'addestramento che potevano ospitare
anche un centinaio di persone, ma non avevo mai visto quel posto
stipato di gente. Dacch ricordassi, le uniche Brannick rimaste eravamo
io, mia madre e Finn.
Quel mattino il bosco era pieno di rumori, rami che si spezzavano
sotto i nostri piedi e uccellini che cinguettavano, ma mamma non
disse nulla e io non le feci domande.
Dopo quasi un chilometro di camminata in mezzo agli alberi, arrivammo
all'Itineris. Per chiunque passasse di l - non che da quella
foresta passasse molta gente - il portale sarebbe apparso come
una piccola apertura tra il fogliame. Non l'avrebbe mai notato nessuno,
a meno che non ci fosse incidentalmente finito dentro. Il che
probabilmente gli sarebbe stato fatale, visto che l'Itineris era troppo
intenso per gli umani. Noi potevamo usarlo solo perch avevamo
dei residui di magia che ci scorrevano nelle vene.
Mamma mi tese la mano e io la presi, chinandomi per passare sotto
i rami e varcando la soglia del portale.
Una delle cose pi strane dell'Itineris  quello che senti. Nessuna
folata di vento n percezione di movimento, ma un'opprimente e
nauseante pressione, come se il peso dell'intero Universo ti gravasse
addosso.
Tutt'a un tratto ci ritrovammo in piedi su una strada di pav.
Be', mamma era in piedi. Io ero in ginocchio, ansimante. Il passaggio
dal portale era ancora tosto.
Mamma mi aiut a tirarmi su, ma quello era chiaramente tutto
l'amorevole aiuto che avrei avuto. Non appena riguadagnai l'equilibrio,
lei si incammin lungo la strada.
Dove siamo?, le chiesi, seguendola.
Alabama, replic.
Non le chiesi in che zona dell'Alabama, ma a giudicare dalla sabbia
e dall'odore salmastro dell'aria, immaginai che ci trovassimo
vicino a una spiaggia. Non dovemmo camminare molto prima di
imbatterci in un sentiero fatto di conchiglie e sabbia. Mia madre
lo imbocc, e i suoi stivali scricchiolarono, producendo un rumore
esagerato in mezzo a quel silenzio.
Alla fine del vialetto c'era una piccola casa a un piano, che assomigliava
molto alla nostra. Una vecchia jeep era parcheggiata
davanti alla veranda e diversi scacciapensieri ondeggiavano
al vento.
La zanzariera si apr e ne usc una donna, che ci venne incontro.
Sembrava di una decina d'anni pi grande di mia madre e aveva i
capelli di un biondo scuro striato di grigio appuntati in un disordinato
chignon. Le braccia, lasciate scoperte dalla canottiera nera,
erano pallide e grassocce. Portava una dozzina di collane e di ciondoli
appesi al collo e reggeva una tazza di caff nella mano destra.
Ash?, chiese, accigliandosi.
Maya, rispose mia madre. Poi fece un cenno verso di me. Ti
dispiace se io e Izzy entriamo un attimo?.
Maya mi lanci un'occhiata, come se mi avesse notato solo in
quel momento. Io sollevai la mano in un debole gesto di saluto.
Ciao.
Lei non ricambi, ma sospir e disse:  troppo presto per le
Brannick. Dopodich si volt e ritorn dentro.
Io scavai un piccolo buco tra i gusci di conchiglie con la punta dello
stivale. Voleva dire che ce ne dobbiamo andare?.
Mia madre ridacchi, lasciandomi di stucco. No. Se Maya non ci
voleva, ce l'avrebbe fatto sapere, fidati.
Chi ?, le chiesi, ma lei non mi rispose; si limit a salire gli scalini
ed entrare in casa.
Dopo un lungo istante, la seguii.
L'interno non era spartano come quello di casa nostra, ma comunque
non lo si sarebbe potuto definire accogliente. Niente foto
alle pareti, anche se Maya aveva uno di quegli assurdi orologi
a forma di gatto, con la coda che ondeggiava al ritmo dei secondi
e gli occhi che guizzavano da una parte e dall'altra come se stesse
cercando qualcosa. L'unica altra cosa degna di nota era un polveroso
divano coperto da un plaid arancio e marrone e un vecchio
tavolino da caff. Comunque, non era questo ad avermi raggelato
sulla soglia. Invece che di riviste e libri, il tavolino da caff era
coperto di... piedi. Non piedi umani, almeno di quelli non mi
parve di vederne, ma sei zampe di pollo, alcuni di quei portachiavi
a zampa di coniglio e un'altra zampa marrone e pelosa. La superficie
del tavolino era punteggiata di bruciature e vi era posato
a faccia in gi un libro dalla copertina di pelle, che aveva tutte le
pagine spiegazzate. Tutto faceva pensare alla magia, ma io non ne
avevo avuto alcun sentore quando eravamo entrate, quindi non
avevo contemplato l'ipotesi che Maya fosse una Prodigium. Forse
era solo... una tassidermista, o qualcosa del genere. Mamma si era
fatta delle amiche piuttosto strane nel corso degli anni.
Doveva essere gi stata l, perch quando vide quella bizzarra collezione
non batt ciglio. Tuttavia si chin verso di me e sussurr:
Non fiatare finch non te lo dico io, okay? E non accettare nulla
di quello che Maya ti offrir da bere.
Mi sforzai di non deglutire. Capito.
Dopodich Maya usc dalla cucina con tre tazze fumanti. Anche
se era dall'altra parte della stanza, l'odore mi fece rivoltare lo stomaco.
Comunque, prima di accomodarsi sul divano, mia madre ne
accett due. Io mi sedetti accanto a lei, mentre Maya si accomod
per terra di fronte al tavolino. Indossava una gonna lunga che tintinnava
a ogni suo movimento, come se ci fossero dei campanelli
nascosti tra le pieghe.
Quindi tu sei Izzy, disse, soffiando sulla tazza. Tua mamma
ha portato qui Finley un sacco di volte, ma ha sempre detto che tu
eri ancora troppo giovane per uscire a lavorare. Quanti anni hai,
tredici?.
Ero sempre sembrata pi piccola di quanto non fossi. Ne compir
sedici il mese prossimo, le dissi, e lei fece un fischio. Oh, come
vola il tempo. Quando l'ho incontrata per la prima volta, Ash,
quanti anni aveva Izzy? Cinque, forse sei?  stato subito dopo la
morte di suo pap, e....
Non siamo venute qui a fare due chiacchiere, Maya, la interruppe
mia madre. Voglio vedere lo schedario.
Maya alz i suoi grandi occhi azzurri al cielo. Tutto qui? Potevi
anche solo mandarmi un'email, sai? Non c'era bisogno di venire
fino in Alabama. Pensavo che come minimo volessi un altro incantesimo
di localizzazione. Vediamo se questa volta abbiamo pi fortuna
e riusciamo a trovare tua figlia.


CAPITOLO 4

Detto questo, si alz e torn in cucina. Mentre lei era indaffarata
a prendere roba dai cassetti e dagli stipetti, io mi avvicinai a mia
madre. Un incantesimo di localizzazione? Per Finn?
Ssh, Izzy, disse lei, calma, ma aveva le spalle rigide e non faceva
che spostare il peso da un piede all'altro.
Cos', una strega?, sibilai. Sei andata da una strega per cercare
Finn e non mi hai detto niente?
Non erano affari tuoi. La sua voce era pi secca e stava affondando
le mani nelle cosce. Io feci scattare all'indietro il capo, come
se mi avesse dato uno schiaffo. In tutta onest, mi sentivo come se
l'avesse appena fatto.
Poi mamma sospir e mi si avvicin, e in tono pi morbido disse: Iz.
Scossi il capo e mi trattenni dal chiederle qualsiasi cosa su Finn.
Invece le dissi: Non sono riuscita a percepirla, Maya. E riesco sempre
a percepire le streghe.
Sono una strega limitata, replic Maya, tornando in soggiorno
con in mano un fascicolo da cui sbucavano un sacco di fogli, nonostante
gli elastici. Ecco perch tua madre mi sta offendendo, chiedendomi
di aiutarla in questa faccenda.
Agit il fascicolo e alcuni Post-it caddero fuori.
Che c' l dentro?, le chiesi, e Maya sospir, togliendo gli elastici
dalla cartelletta.
Articoli, roba strana recuperata su Internet... Insomma, mi tengo
informata su qualsiasi notizia in cui sembra ci sia di mezzo il soprannaturale.
Mi voltai verso mamma.  cos che trovi i casi?.
Mia madre non era mai stata imbarazzata in tutta la sua vita, ero
pronta a scommetterlo, tuttavia in quel momento sul suo viso apparve
un'espressione molto simile alla timidezza. Non sempre. Ma
qualche volta fa comodo... esternalizzare.
Sapevo che mamma aveva degli amici che di tanto in tanto l'aiutavano
a trovare dei casi. C'era il ragazzo che le aveva dato la barca,
quando era dovuta andare a stanare quelle sirene assassine, e poi
avevamo sempre un sacco di soldi, che prevenivano da una qualche
misteriosa fonte. Ma una signora di mezz'et che viveva in capo al
mondo e raccoglieva articoli su possibili eventi soprannaturali? Be',
mi sembrava... poco convincente.
Quando Maya si sedette davanti al tavolino da caff, mi tirai fin
sulle mani le maniche della felpa e chiesi: Che cos' una strega limitata?.
Spostando via tutte le zampe, Maya apr il fascicolo. Le streghe
a cui siete abituati nascono cos. Qual  quella stupida parola con
cui si definiscono?
Prodigium, rispondemmo in coro io e mia madre.
Ecco, s, i Prodigium acquistano i loro poteri a che et? Dodici,
tredici anni? Di punto in bianco possono fare le magie. Non hanno
bisogno di bacchette magiche o di libri di incantesimi, a meno
che non stiano provando a fare cose strane. Il punto  che si tratta
di un talento innato. Maya cominci a sfogliare le pagine. Alcuni
erano articoli di giornale con dei titoli a effetto. Ne intravidi uno
che annunciava a gran voce: Mostro marino avvistato in un resort
del New England!.
E a me sembra incredibilmente ingiusto, continu Maya. Un
paio di occhiali le pendeva da una catenella che portava appesa al
collo, e lei li prese e li inforc sulla punta del naso, mentre continuava
a esaminare le carte. Un articolo che sembrava riguardare
certi cerchi nel grano svolazz sul tappeto.
Perch alcune persone sono delle specie di divinit, mentre tutto
il resto di noi poveri mortali deve lottare nel fango dell'umanit,
cercando....
Basta cos, Maya, mamma si volt verso di me. Una strega limitata
 una di quelle streghe che hanno imparato a fare magie
studiando sui libri. I loro poteri sono molto ridotti se paragonati a
quelli di una strega naturale.
Non mi piace l'espressione strega limitata, disse Maya, con una
sprezzante alzata di spalle. Quello che faccio io  naturale tanto
quanto ci che fanno le belle streghe latine. Anzi, la magia limitata
 persino pi elegante.
Lanciai un'occhiata alla pila di zampe sul tappeto e mi trattenni
dal fare un commento sarcastico.
Ah, disse Maya alla fine, estraendo un grande foglio di carta.
Ecco quello che stavo cercando. Mi ci  caduto l'occhio perch 
successo proprio qui vicino.
Lo porse a mia madre e io mi avvicinai a lei, cos da poterlo leggere
da sopra la sua spalla. C'era la foto sgranata di una barella che
veniva portata fuori da un grosso edificio, circondato dal nastro
giallo della polizia. La didascalia diceva: Ancora nessuna traccia
dell'aggressore del popolare insegnante.
Che  successo?, indicai la foto.
 accaduto pochi mesi fa, rispose Maya. Me lo ricordo perch
quella cittadina del Mississippi  abbastanza vicina e la notizia
 apparsa anche sui giornali locali. Un professore di Scienze  stato
trovato quasi morto a causa di una botta alla testa.
Okay, sembra una brutta storia, ma non  detto che ci sia di mezzo
qualcosa di soprannaturale, dissi io, ma mia madre scosse il capo.
Indicando un punto dell'articolo, mi disse: Leggi qui. La polizia
 molto perplessa, soprattutto perch David Snyder  stato trovato
in una stanza chiusa dall'interno. Nessun testimone, zero impronte
digitali. E lui giura di essere stato da solo l dentro.
Avevo letto tutto, ma ancora non capivo.  inquietante, ma continua
a non sembrarmi un caso da Brannick.
Mamma sollev lo sguardo su di me, e gli angoli della sua bocca
si piegarono verso il basso. A meno che non si tratti di un'infestazione.
Affondando le dita nei cuscini del divano, cercai con tutta me
stessa di non alzare gli occhi al cielo. Mamma, andiamo. Un fantasma?.
Nella graduatoria delle minacce soprannaturali, i fantasmi erano
in fondo all'elenco. Per lo pi si limitavano a fluttuare in giro e a
spaventare la gente, e cacciarli via era di una facilit estrema.
Ma mia madre sorrise. Mi sembra perfetto, Iz. Proprio il tipo di
caso che potresti risolvere da sola, per riacquistare un po' di sicurezza....
A quel punto non riuscii a trattenermi dall'usare un tono petulante.
Mamma, i fantasmi sono una stupidaggine. Sono l'equivalente
delle biciclette con le rotelle per le Brannick.
Vallo a dire a Mr Snyder, mormor Maya, e mia madre annu.
Se si tratta di un'infestazione, dev'essere particolarmente pericolosa.
Lo dobbiamo agli studenti della..., strizz gli occhi per leggere
meglio, ...Mary Evans High. Bisogna proteggerli.
Buttandomi la treccia dietro le spalle, sprofondai sul divano. Lo
so, ma.... Raddrizzai la schiena. Aspettate,  successo in una
scuola superiore?.
Mia madre aveva sempre cercato di evitare i lavori che andavano
svolti nelle scuole. Non mi aveva mai detto perch, ma immaginavo
c'entrasse il fatto che non voleva che io e Finn ci facessimo strane
idee su com'era la vita normale. Ecco perch eravamo sempre state
istruite a casa, anche se dubito che qualcuno dei miei coetanei si
sia mai trovato a scrivere un tema dal titolo Il martello delle streghe
come prova di fine quadrimestre. E in effetti, qualche anno prima,
avevo avuto... non proprio un folle desiderio, ma pi che altro una
certa attrazione nei confronti della scuola superiore. Tuttavia, allora
ero solo una ragazzina.
Qualsiasi cosa ci fosse scritta su quel pezzo di carta, tutt'a un tratto
per mia madre divenne molto interessante, e un fremito di paura
mi si insedi nello stomaco. Mamma, quindi... devo andare in
questa scuola?.
Mia madre non alz lo sguardo. Sarebbe il modo migliore per
fare una perlustrazione. E potrebbe farti bene. Le sue labbra si
stirarono in una linea sottile, e compresi che qualsiasi cosa avrebbe
detto subito dopo sarebbe stato un ordine, non una richiesta.
Questo  proprio il caso che fa per noi, Isolde. Il caso di cui abbiamo
bisogno.
Quando mamma usava quel tono di voce, non c'erano discussioni
che tenevano. Era lo stesso tono con cui mi diceva di allenarmi
per un'altra ora.
Lo stesso tono che aveva usato il giorno in cui mi aveva detto che
avremmo smesso di cercare Finley.
S, signora, replicai io, sperando di non sembrare troppo imbronciata.
Ma... la scuola. La scuola normale, con... con... Be',
non avevo idea di cosa questo avrebbe realmente implicato, a parte
balli scolastici e armadietti, cose di cui avevo un concetto piuttosto
vago. E anche se la nostra capanna nel bosco non era niente di che,
per me comunque rappresentava casa.
La cittadina  a soli ottanta chilometri da qui, spieg Maya.
Posso accompagnarvi e mostrarvi la zona. Strinse gli occhi, puntandoli
su mia madre. Immagino che non avrete difficolt a trovare
una sistemazione, una volta giunte a destinazione.
Far qualche telefonata, disse mia madre, laconica.
Non avremo bisogno di una sistemazione, insistetti io, alzandomi
in piedi. Le sistemazioni servono per lavori ben pi difficili di
quello di dare la caccia a Casper.
Mamma cominci a raccogliere dei fogli. Alcuni di quegli articoli
avevano attirato la sua attenzione, e li ripieg con cautela, infilandoseli
nella tasca della giacca. Basta cos, Iz.
Si alz e si rivolse a Maya. Abbiamo bisogno di andare a casa a
raccogliere un po' di cose prima. Torneremo in macchina, la settimana
prossima.
Rimasi perplessa. S, avevamo un'auto, ma non era molto affidabile
e, per quanto li soffrissi, i viaggi con Itineris erano molto pi veloci.
Mentre mia madre e Maya si organizzavano, mi risedetti sul divano,
tenendo l'articolo di giornale in mano. Sapevo che avrei dovuto
essere pi preoccupata per il tizio che veniva trasportato in barella,
ma il mio sguardo non faceva che posarsi sul grande edificio di
mattoni alle sue spalle. Mary Evans High.
Un brivido mi corse lungo la schiena, e fui abbastanza certa che
non avesse niente a che fare con i fantasmi.


CAPITOLO 5

Sono cos contento che tu sia finalmente tornata, Isolde, disse
Torin sorridendomi, mentre attraversava l'ampia stanza dorata. Indossava
un elegante completo di velluto verde smeraldo, al posto
della sua solita tenuta pantaloni neri-camicia bianca, quindi compresi
che stavo sognando.
Di nuovo.
Te l'avevo detto, niente sogni, lo ripresi, ma lui si limit a stringersi
nelle spalle.
S, ma  stato anni fa.
Era due settimane fa, ribattei, anche se avevo preso la coppa
dorata che mi aveva offerto. Avevo la mano adorna di anelli e portavo
un vestito cos pesante che avrei tanto voluto sedermi. E se
la memoria non mi inganna, sono cinque anni che te lo ripeto. Mi
lisciai la camicia. E poi, perch non posso mai indossare degli abiti
normali?.
Torin bevve dalla sua coppa. Nel mio mondo, vige il mio codice
d'abbigliamento. E comunque stai benissimo.
Non c'erano mai degli specchi in quei sogni, quindi dovevo prenderlo
in parola.
Questa era casa tua?, gli chiesi. Lungo una parete erano allineati
dei domestici in livrea, che reggevano vassoi con altre coppe. Da
qualche parte l vicino c'era della musica, ma non riuscivo a capire
bene quale fosse la canzone.
Liberami e lo vedrai con i tuoi occhi.
Accigliandomi, gli restituii la coppa. Non accadr. Non importa
quante volte mi invaderai i sogni per giocare a vestirmi elegante.
Mi prese la mano tra le sue e io fui sorpresa dal constatare quanto
fosse calda la sua pelle. Torin non mi aveva mai toccato prima,
negli altri sogni. Sto solo cercando di dimostrarti che non sono
poi cos male. Che liberarmi non equivarr a scatenare una qualche
piaga. Voglio solo questo, disse, indicando con un cenno del capo
la stanza. Voglio indietro la mia vecchia vita.
Tirai via la mia mano dalle sue. La tua vecchia vita  finita quasi
mezzo millennio fa. Questo..., feci un cenno con la mano ingioiellata,
...non esiste pi. Almeno non fuori dai video di musica rap.
Torin si appoggi a un muro, facendo un esagerato sospiro. Mi
intristisci, Isolde.
E tu mi infastidisci. Adesso, vattene via e lasciami sognare... non
lo so, qualsiasi cosa sognino le adolescenti normali.
Girando il capo, Torin mi studi. Aveva gli occhi verdi, come me,
ma mentre i miei avevano dei riflessi grigi, i suoi erano punteggiati
da pagliuzze dorate che li facevano assomigliare a quelli di un gatto.
O forse riflettevano tutta la roba dorata che riempiva la stanza.
Che ne sai tu di com' un'adolescente normale?.
Mi ritrassi, facendo ondeggiare il vestito di broccato. Credo di
poterlo immaginare, tu che dici?.
Lui fece un sorriso indolente. S, come no. A proposito....
La stanza cominci a svanire e un'altra voce disse: Ecco qui.
Qualcosa mi atterr in grembo, facendomi svegliare di soprassalto.
Mia madre si era seduta nel sedile del guidatore, e io mi stropicciai
gli occhi. Gi. Non ero a un ballo del XVI secolo. Ero nel parcheggio
di un supermercato. Sentii il sogno che continuava ad avvolgermi,
ma lo scacciai via e mi misi a sedere, ispezionando la busta che
mamma mi aveva lanciato.
Ho preso tutto quello che avevano nel reparto scuola, mi disse,
mettendo in moto.
Rovistando nella busta, estrassi diversi cofanetti di serie tiv. Ne
guardai uno e feci una smorfia. Mmm, mamma, a meno che andare
in una scuola normale non significhi che devo vendicare l'omicidio
del gemello del mio fidanzato che si scopre che in realt
 proprio il mio fidanzato, non credo che questa roba mi sar di
qualche aiuto.
Meglio di niente.
La macchina sputacchi e sband mentre mamma imboccava l'autostrada,
e mi venne l'impellente esigenza di chiederle perch non
ci fossimo comprate un'auto nuova per quel lavoro.
Mamma era riuscita a trovare una piccola casa in affitto nella cittadina
di Ideal, Mississippi. Forse i fondatori l'avevano chiamata
Ideal per scherzo. Oltre che una manciata di negozi e isolati su
isolati di case esattamente come la nostra, Ideal non aveva molto
da offrire.
A parte una scuola che forse aveva una bella infestazione di serie A.
Ci fermammo nel vialetto di casa nostra. Come tutta la villetta, era
rivestito di vinile beige: un passo avanti rispetto alla capanna nel
bosco, ma comunque deprimente.
Aiutai mamma a scaricare, e stavo per salire in camera mia a guardare
la mia nuova serie tiv sul mio nuovo computer, quando lei
mi ferm.
Forse dovremmo... uscire a comprare dei vestiti nuovi. Non ci
avevo pensato.
Tutto il mio guardaroba consisteva in jeans neri, magliette nere e
varie felpe. Anch'esse erano nere, eccetto per quella rosa che mi
aveva dato Finn una volta per scherzo. Non c' bisogno, le risposi.
Avevo visto in giro abbastanza ragazzi da sapere che anche se
non sarei sembrata una supermodella non mi avrebbero nemmeno
scambiata per una specie di pazza.
Mia madre annu. Okay. E a proposito della tua copertura? Vuoi
ripassarla un'altra volta?.
Mi trattenni a stento dall'alzare gli occhi al cielo. Avevamo ripetuto
la storia che mi sarebbe servita come copertura almeno una
dozzina di volte lungo la strada dal Tennessee all'Alabama e almeno
altrettante volte da casa di Maya a l. Avrei potuto recitarla
nel sonno. Il concetto di base era che mi chiamavo Izzy Brannick -
mamma mi aveva permesso di usare il mio vero nome perch
era la prima volta che seguivo un caso da sola - e venivo dal
Tennessee. Mia madre aveva trovato lavoro nella citt vicina, ma
ci eravamo trasferite a Ideal perch l la scuola era migliore. Una
storia breve, semplice e tenera.
Tuttavia la ripetei a mia madre. Una volta che ebbi finito, lei mi
parve soddisfatta, anche se avevo come la sensazione che avrei
dovuto recitarla nuovamente l'indomani prima di andare a scuola.
C' qualcos'altro di cui vuoi parlare?, mi chiese. Io scossi
il capo.
Sei a posto per la notte?, mia madre stava gi guardando gi
dalle scale.
Certo, le dissi. Vai... vai a fare le tue cose.
Le cose di mia madre erano chiudersi nella stanza per gli ospiti
e studiare libri, giornali e strani documenti magici. Non sapevo
se stava cercando qualcosa che ci avrebbe aiutato con quel caso o
semplicemente approfondendo la sua Generale Ricerca sui Mostri.
C'era anche una piccola parte di me che si chiedeva se fosse alla ricerca
di indizi relativi alla sparizione di Finn, ma non le avevo mai
chiesto niente in proposito. Non sapevo nemmeno da dove arrivasse
tutta quella roba. Era apparsa e basta, la settimana prima, subito
dopo il trasloco. A dargliela doveva essere stato qualche altro suo
amico, immaginavo.
Una volta che fui nella mia stanza, esaminai i DVD cercando di decidere
da quale cominciare. Quello di due ragazze che si innamorano
di un alieno sembrava il pi interessante ma forse non era il pi
utile allo scopo, proprio come Secret Twin Murder Show. Quindi
alla fine scelsi una serie che parlava di una ragazzina povera che si
trasferiva in una scuola per ricchi, Ivy Springs.
La copertina era abbastanza brutta, ma alla terza puntata ero gi
cos presa che non notai la comparsa di Torin nel mio specchio fin
quando lui non si schiar la voce. Misi in pausa proprio mentre
Everton, il ragazzo ricco, diceva a Leslie, la nostra eroina povera,
che provava qualcosa per lei. Che c'?, sbottai.
Volevo solo sapere come stavi. Dovresti essermi grata, sai. Uscire
dal mio specchio mi costa una discreta fatica.
Prima di tutto, non  vero, ribattei. Non fai che spostarti da
uno specchio all'altro. In secondo luogo, ti sarei grata se avessi voluto
parlarti. Cosa che non voglio, quindi no, non ti sono affatto
grata. Avevo gi abbastanza cose a cui pensare, ci mancava solo
mettersi a discutere con Torin. Anche perch ero ancora piuttosto
irritata dal fatto che avesse invaso i miei sogni.
Non  carino da parte tua. Torin tir su col naso. Nello specchio
era seduto sul mio letto. Mia madre mi aveva fatto comprare
delle lenzuola nuove il giorno prima, ma io mi ero sentita cos sopraffatta
da disegni, fiori e stelline che alla fine avevo scelto della
biancheria verde che sembrava quasi identica a quella che avevo
lasciato nella vecchia casa.
Ignorando Torin, riavviai il DVD. Everton confess il proprio amore,
Leslie and in brodo di giuggiole ma, proprio quando stavano
per baciarsi, spunt di nuovo Torin. Quei due sono proprio insipidi.
Lo guardai in tralice. Stai zitto.
Dico sul serio. E poi quel tizio non sta con un'altra ragazza? Questa
storia non pu che finire male per tutti.
Nonostante non volessi, accennai un sorriso. Immagino di dovermi
abituare a questo tipo di psicodrammi.
Torin mi restitu il sorriso. Di certo fa pi paura che dover pugnalare
un vampiro, vero?.
Be', di fatto a me guardare una serie tiv per adolescenti mentre
chiacchiero con un mago di pi di quattrocento anni sembrava del
tutto normale.
Non lo so perch sto facendo tutto questo, dissi, senza staccare
gli occhi dallo schermo. O perch mamma si sta dando cos
tanto da fare. Se c' davvero un fantasma qui - e io ne dubito -
non significa che fosse necessario affittare una casa e farmi frequentare
quella scuola per mesi. Poteva essere semplicemente una
toccata e fuga....
Isolde, non fare la stupida. Allo specchio, Torin si era appoggiato
sulle mani e aveva incrociato le caviglie. Il tuo trasferimento
qui non ha niente a che fare con i fantasmi. Certo, c' la
possibilit che ci sia un'infestazione in corso alla Betty Crocker
High....
Mary Evans, lo corressi, ma lui si soffi via un ciuffo di capelli
dalla fronte e si strinse nelle spalle.
Ma ovviamente il vero motivo per cui Aislinn ti ha portata qui
 che vuole farti fare esperienza della vita quotidiana degli umani.
 un tipo burbero e difficile, quella donna, quindi avrebbe preferito
morire piuttosto che dirti: Oh, Isolde, il senso di colpa per
la sparizione di tua sorella mi ha lasciato ad annaspare in un mare
d'angoscia....
Basta cos. Mi alzai, spensi la tiv e mi voltai a guardare Torin.
Senti, se non puoi aiutarci con Finley, allora non parlare di lei,
okay?.
Torin fece una piccola smorfia, inclinando il capo e studiandomi.
Poi disse: Non era mia intenzione offenderti. Volevo solo assicurarmi
che sapessi perch sei qui, Isolde. Non c'entrano niente i fantasmi.
Il fatto  che tua madre vuole fare per te quello che non ha
mai fatto per tua sorella.
Sbuffando, mi diressi verso la porta. Mamma non la pensa cos.
La conosco da pi tempo di te, prosegu Torin, e io mi raggelai,
la mano ferma sulla maniglia. Non ci avevo mai pensato, ma in
effetti Torin conosceva la nostra famiglia da secoli. Aveva visto mia
madre crescere. Aveva conosciuto mia nonna, la mia bisnonna e
tutte le loro antenate Brannick fin dal XVI secolo.
Chinandosi in avanti, mi rivolse un sorriso timido. Ora, per favore,
possiamo smetterla di litigare e finire di vedere la puntata? Voglio
proprio scoprire che putiferio si scatener adesso.
Esitai, e Torin intrecci le mani sulle ginocchia, raddrizzando la
schiena. Prometto di comportarmi bene.
Chiss come mai, dubitavo che l'avrebbe fatto, ma in tutta onest
volevo proprio vedere la fine dell'episodio. Quindi mi sedetti per
terra e riaccesi la tiv. Leslie ed Everton si baciavano, la ragazza di
lui lo scopriva e la puntata finiva con Leslie che correva in lacrime
per la strada e una musichetta piagnucolosa in sottofondo.


CAPITOLO 6

Il mattino dopo mi svegliai prima che suonasse la sveglia. Era come
se non avessi mai pensato al primo giorno di scuola prima di
allora. Mi ricordavo di essere andata in giro per negozi con mamma
e Finn, di aver esaminato matite, raccoglitori e zaini, e di essermi
chiesta come sarebbe stato vivere una vita come quella. Ma non
avevo mai pensato che sarebbe potuta essere la mia.
Continuando a rimuginare, mi diressi al piano di sotto, in cucina.
Mamma era gi l e, a giudicare da quel che vidi, si era data da fare.
Ti aspetti che io mangi... tutta questa roba?. Fissai il tavolo, che
rischiava quasi di incurvarsi per il peso del cibo. Pancakes, bacon,
uova, una scodella di frutta, una pila di toast, e...
Quello  vero porridge?, le chiesi, indicando un tegame.
Di mais, rispose mia madre, asciugandosi le mani su uno strofinaccio
che aveva appeso alla cintola. E no, continu, non devi
mangiare tutto. Io... volevo solo che cominciassi la tua giornata
nel migliore dei modi.
Presi un piatto e ci misi del bacon. Mamma, non hai preparato
tutto questo cibo nemmeno il giorno in cui io e Finn siamo andate
a caccia del nostro primo lupo mannaro. Penso che oggi sar una
sfida meno difficile di quella. Stavo cercando di scherzare, ma lei
si accigli.
Mi sa che non vi ho mai preparato da mangiare. Finn si sapeva
preparare da sola i maccheroni al formaggio sin da quando aveva
quattro anni e tu a quell'et usavi gi il microonde. Avrei dovuto
cucinare di pi.
La fissai. Mamma, stiamo bene. E a me la pasta gi pronta  sempre
piaciuta. Soprattutto quella con le polpette. Finn tra l'altro mi
dava anche le sue e....
Odio piangere. Le lacrime, il moccio, la faccia tutta rossa. Ma la
cosa che odio di pi  quando il pianto mi coglie alla sprovvista.
Quindi abbassai lo sguardo sul mio piatto e mi ficcai un pezzo di
bacon in bocca, sperando che soffocasse i singhiozzi.
Tu hai bisogno di queste polpette pi di quanto ne abbia bisogno
io, Junior. Sei cos pelle e ossa che un giorno di questi un mutaforma
ti user come stuzzicadenti.
Mamma si era girata verso il lavandino. Sbrigati, altrimenti rischi
di perdere l'autobus, disse. Forse me lo stavo solo immaginando,
ma mi parve che avesse la voce appena un po' incrinata.
Masticai a lungo quel pezzo di bacon, nemmeno fosse fatto di cartone,
ma alla fine riuscii a buttarlo gi. Okay, va bene. Be', io, ecco...
vado ad aspettare l'autobus.
Mia madre si volt. Vuoi che venga ad aspettare con te?.
Lo volevo. Tantissimo. Perch andare a caccia di mostri mi sembrava
molto meno spaventoso che stare ad aspettare a una terrificante
fermata in periferia? Ma mi strinsi nelle spalle. No, non ti
preoccupare. Penso di potercela fare a stare in piedi all'angolo per
una decina di minuti.
Le parentesi che le segnavano le guance mi parvero pi profonde.
Non mi rispondere male.
Non ti ho risposto male. Io.... Sospirai e mi misi lo zaino in
spalla. Era lo stesso che usavo quando io e Finn andavamo in pattugliamento,
ma stavolta dentro non c'erano una balestra e delle fialette
di acqua benedetta. Solo quaderni e due confezioni di penne.
Torno dopo le tre, dissi a mamma.
Okay, replic lei. Ricordati, oggi la cosa pi importante  cominciare
ad ambientarti. Testa bassa....
...e occhi aperti, conclusi al posto suo. Quello sarebbe potuto
tranquillamente essere il motto della famiglia Brannick.
Mamma fece un cenno del capo. Va bene. Ne parleremo quando
sarai di ritorno. E....
Mi raggiunse e, con mia grande sorpresa, mi abbracci. Passa
una bella giornata, Iz.
Le restituii l'abbraccio, chiudendo gli occhi e respirando il suo
profumo confortante e familiare. Le Brannick non si abbracciavano
spesso, tanto che non riuscivo a ricordarmi dell'ultima volta che
mia madre l'aveva fatto con me. Okay.
La cucina dava sul corridoio che portava all'ingresso principale. I
vecchi proprietari di casa vi avevano messo una piccola libreria con
dei libri, un cestino per le chiavi e un minuscolo specchio per, non
so, controllarsi il rossetto subito prima di uscire o roba del genere.
Presi la mia felpa nera da uno dei ganci dell'appendiabiti e, in quel
frangente, colsi un movimento con la coda dell'occhio.
Torin.
Lo vidi riflesso allo specchio, appoggiato al muro alle mie spalle.
Sei nervosa?, mi chiese, sorridendo.
Lanciando un'occhiata in direzione della cucina, mi avvicinai alla
superficie riflettente e bisbigliai: No.
Il suo sorriso divenne pi ampio. S che lo sei. Sei una Brannick,
una Regina tra le Donne, e hai paura di andare a scuola. Quando,
in realt, sarebbe quella scuola a dover avere paura di te.
Lo disse come se fosse qualcosa di cui sarei dovuta andare orgogliosa.
Mamma era ancora alle prese con le pentole, sentivo l'acqua
del lavandino che scorreva, ma abbassai lo stesso la voce pi che
potei. Con questo che diavolo vorresti dire?
Quello che ho detto, replic Torin. Sei una Brannick. Non solo
sei stata allenata a disfarti delle creature pi potenti che popolano
questo mondo, ma sei stata educata a essere un killer efficiente. Pi
di mille anni di evoluzioni genetiche sono confluiti per dar forma a
te, Isolde Brannick, un'arma letale.
Lo fissai. Torin, questo voleva essere un discorso di incoraggiamento?.
Lui corrug la fronte. Un che? Io volevo solo cercare di farti sentire
pi sicura facendoti un breve excursus delle tue molte virt.
Aggiustandomi lo zaino sulle spalle, picchiettai sulla superficie
del vetro. Allora s, quello era un discorso di incoraggiamento.
Solo che non era affatto d'aiuto. Torin si era riappoggiato al muro
e aveva le braccia incrociate sul petto. A me sembrava che fosse
piuttosto buono e non ero nemmeno arrivato al punto in cui ti definivo
una tigre che si mescola a dei gattini.
In cucina l'acqua smise di scorrere. Lanciai un'occhiata a Torin.
Io non sono una tigre, sibilai. Lui mi fece una delle sue eleganti
scrollate di spalle, mentre mia madre gridava: Iz?.
Usc dalla cucina, ma Torin era gi sparito dallo specchio.
S?, replicai, sperando di avere un tono disinvolto.
Solo... sta' attenta, okay?.
Era una frase stranissima in bocca a lei. Insomma, per le mamme
normali sarebbe stata del tutto normale, ma non per la mia. E
per un attimo mi chiesi se sarei mai potuta essere quel genere di
ragazza che ha una madre che le dice di stare attenta. Quel genere
di ragazza che prende l'autobus e ha una mamma che le prepara
la colazione.
Poi aggiunse: Mantieni un profilo basso. E non dimenticarti della
tua copertura.
Il percorso in autobus si rivel pi semplice di quanto avessi previsto.
Trovai un posto a sedere e passai venti minuti a guardare le noiose strade
di Ideal che scorrevano fuori dal finestrino, ripetendo a me stessa
che avevo avuto a che fare con lupi mannari e demoni, per l'amor del
cielo. Nessuno degli altri ragazzi su quell'autobus avrebbe potuto dire
lo stesso. Quindi, quanto sarebbe potuto essere difficile andare a scuola?
Tutto quel che dovevo fare era raggiungere la segreteria, porgere al
segretario i miei documenti (falsi), prendere un orario e poi... entrare
in classe. Mamma e io avevamo concordato che non avrei cominciato
a fare domande sull'aggressione al professore di Scienze troppo presto,
ma comunque potevo tenere le orecchie aperte.
Avevo studiato una mappa della scuola la sera prima, ma non ero
preparata alla ressa di gente e al confusionario labirinto di corridoi,
scale e aule in cui mi imbattei non appena varcai le gigantesche
doppie porte dell'edificio. Era tutto cos... rumoroso. Alla mia
sinistra, un gruppo di ragazze strillava e sghignazzava a proposito
di qualcosa, mentre, proprio di fronte a me, due ragazzi parlavano
gridando, le cuffiette saldamente inserite nelle orecchie.
Raddrizzando le spalle, provai a camminare con la stessa sicurezza
che manifestavano tutti gli altri, ma non mi fu molto d'aiuto, visto
che in effetti non sapevo dove andare. Vagai lungo un corridoio,
solo per tornare indietro quando mi accorsi che finiva in una fila di
armadietti. Poi pensai di aver trovato la segreteria, ma in realt si
trattava solo della sala con i registri delle presenze.
La segreteria  nell'ala est, mi disse infastidita la responsabile
dell'ufficio, e io annuii e mormorai: Grazie, come se sapessi dove
diavolo era l'ala est.
Be', a est, ovvio.
Quando arrivai in segreteria stava gi per cominciare la prima ora
e l'impiegata a stento guard i miei documenti. Ecco, fece, mollandomi
una cartelletta. Orari e lista delle attivit extracurriculari.
Adesso muoviti, prima che suoni la terza campanella.
La terza campanella? Non sapevo che ce ne fossero tre.
In quel momento, scatt un acuto e penetrante ronzio, e io uscii
in corridoio, mentre gli altri ragazzi si erano all'improvviso messi
a correre ognuno verso la propria aula. Schiacciandomi contro la
parete, cercai di aprire la cartelletta senza essere travolta. Nel frattempo,
recitai tra me e me un accorato monologo. Oh mio Dio,
datti una calmata. Il tuo cuore sta andando a mille, e tutto questo
solo per una manciata di altri ragazzi? Hai combattuto contro dei
mostri. Datti una regolata, Brannick.
Ero quasi riuscita a farlo, quando un ragazzo di una trentina di
centimetri pi alto di me mi urt la spalla, facendomi cadere la cartelletta
e tutti i fogli che conteneva dalle mani.
Mi irrigidii e, prima di riuscire a fermarla, la mia mano era schizzata
in avanti per... non so, forse afferrare quel ragazzo, o magari
prenderlo a pugni, chi pu dirlo. Grazie al cielo, mi aveva gi sorpassato,
cos che il braccio mi rimase inerme a mezz'aria.
Trassi un profondo respiro e cercai di calmarmi. L'ultima cosa di
cui avevo bisogno era che il mio istinto prendesse il sopravvento
prima ancora che avessi messo piede in aula. Mi inginocchiai e cominciai
a raccogliere i miei fogli.
Ehi, tutto okay?.
Un ragazzo che doveva avere circa la mia et mi si era piazzato
davanti. I capelli castano chiaro gli ricadevano sugli occhi, che
invece notai erano marrone scuro. Be', mi  solo caduta un po'
di roba.
Lui si chin e raccolse la tabella con l'orario e la lista delle associazioni
scolastiche, mentre io ripescavo una cartina da sotto la fontanella.
Devi essere nuova, mi disse, e io alzai di scatto la testa.
Come fai a saperlo?
Mmm, sulla cartelletta c' scritto nuovo studente.
Oh, giusto. Ora che l'aveva menzionato, feci caso allo scarabocchio
sulla copertina. Ah, dissi, senza sapere che altro aggiungere.
E, a giudicare da questo qui, continu, brandendo il mio orario,
sia tu che io abbiamo inglese la prima ora. Andiamo, facciamo
la strada insieme.
Mentre lo seguivo, il ragazzo si aggiust lo zaino verde scuro, su
cui erano attaccate diverse mostrine che dicevano cose tipo Rusted
Nail e Filthy Monkey. Immaginai fossero nomi di gruppi musicali,
altrimenti quel tizio doveva far parte del pi strano gruppo di
boy scout di cui avessi mai sentito parlare.
Io sono Adam, mi disse, voltandosi appena. Dal momento che
io mi limitai ad annuire, si ferm. Probabilmente anche tu avrai
un nome.
Oh. S. Izzy. Mi chiamo Izzy.
Adam inclin il capo. Be', piacere di conoscerti, Izzy.
Suon un'altra campanella, la seconda, e io udii le porte che cominciavano
a chiudersi. Quella ..., feci, ma Adam mi interruppe
con un cenno della mano. Tu sei nuova e io ti stavo facendo
fare un giro, comportandomi da bravo cittadino. Tutto a posto,
quindi. Continuando a camminare, consult la lista delle attivit
extracurriculari. Hai gi deciso a quale delle nostre belle associazioni
iscriverti?.
Mi ripresi il foglio. Dal momento che sono arrivata da cinque
minuti, direi di no. E tra l'altro, non mi piacciono molto le associazioni
studentesche.
Ottimo, comment lui amabilmente, conducendomi verso una
rampa di scale. Ma almeno adesso sai che se ti venisse l'improvvisa
urgenza di iscriverti a una di esse, puoi scegliere tra il club degli
scacchi, la squadra di lacrosse o la societ degli acchiappafantasmi.
Mi raggelai, ferma sul quinto gradino. La cosa?.
Adam si volt, scostandosi un ciuffo di capelli dagli occhi. Il la-
crosse?  uno sport che si fa con delle racchette e....
No, non quello, dissi, esaminando la lista. Avete un gruppo
di acchiappafantasmi?. Ero abbastanza sicura di averlo trovato
anche sull'elenco: la Paranormal Management Society. Cercai di
nascondere un moto di gioia e ripiegai il foglio, per poi ficcarmelo
nella tasca posteriore dei jeans con una disinvolta scrollata di spalle.
Insomma...  un po' strano.
Adam fece una smorfia e ricominci a salire le scale. Se cos vogliamo
definirlo... La ragazza che lo gestisce, Romy Hayden,  una
tizia terribile. Ma lo vedrai con i tuoi occhi, perch frequenta anche
lei la nostra stessa lezione di Inglese. Anzi, a proposito, si ferm
davanti una porta e fece un inchino, eccoci arrivati.


CAPITOLO 7

Quando entrai in classe, tutti gli altri erano gi seduti ai rispettivi
banchi e mi sentii trenta paia d'occhi improvvisamente puntati
addosso.
Non era granch come sensazione.
Lei  Izzy, annunci Adam all'insegnante. Secondo il mio orario,
doveva essere Mrs Steele, e Adam aveva ragione; non sembrava
affatto turbata dal nostro ritardo. Benvenuta alla Mary Evans
High, Izzy, mi disse. Perch non ti siedi in prima fila per oggi?
Romy, puoi spostarti in un altro banco?.
Mi girai di scatto, per vedere la ragazza a cui si era rivolta. Non
che pensassi che il suo piccolo club di acchiappafantasmi potesse
essere di aiuto. Ogni tanto, qualche gruppetto come quello sbucava
fuori in giro per il Paese, e di solito aveva la brutta abitudine di
attirare un sacco di accoliti. Niente di pi pericoloso dei civili che
pensano di poter stanare dei Prodigium, mi aveva detto mia madre
qualche anno prima, dopo essere dovuta andare a sistemare un
po' di guai causati da uno di quei gruppi. I ragazzi leggono dei libri,
guardano un paio di stupidi programmi televisivi e si ficcano
nei pasticci prima ancora di rendersene conto.
Tuttavia, dal momento che in effetti io ero sulle tracce di un rancoroso
fantasma, quello poteva essere un buon inizio, anzi un inizio
migliore di quanto mi sarei aspettata.
Un'alta ragazza asiatica si alz da uno dei banchi della prima fila e
io mi resi conto di averla gi vista sull'autobus. Non era un tipo che
passa inosservato. Rispetto al mio look total black, era una specie di
esplosione di colori. Aveva dei jeans rossi e una maglietta bianca con
disegnati due arcobaleni e la scritta Double rainbow all the way in
fumettosi caratteri blu elettrico. In testa portava un cappello della
vivace tonalit di blu e la montatura dei suoi occhiali era viola evidenziatore.
Quando si alz, notai che portava delle Converse rosse.
Mentre prendeva posto a un altro banco, si tolse le lenti da sole dagli
occhiali, rivelando al di sotto delle normali lenti da vista. Buon
divertimento. Quello  uno dei miei posti preferiti.
Non sapevo cosa risponderle. Mamma mi aveva detto di avvicinarmi
alle persone, per scoprire qualcosa. Per investigare. Solo che
si era dimenticata di spiegarmi come. Mi sarei dovuta presentare a
Romy in quel momento? Usare la storia di copertura? O era ancora
troppo presto?
Per fortuna venni letteralmente salvata dalla campanella. Quando
suon, infatti, Mrs Steele, cominci a tirar fuori dei fogli con degli
esercizi. Passai i successivi cinquanta minuti a usare parole come
imperscrutabile. Non appena la lezione fin, Romy schizz verso la
porta, e quindi io non ebbi modo di allenarmi a raccontare la famosa
storia di copertura.
L'ora successiva era di Educazione fisica, l'unica materia che non
mi preoccupava affatto. Mamma aveva costretto me e Finn a fare
dieci chilometri di corsa al giorno praticamente sin da quando avevamo
cominciato a camminare. Inoltre, in tutte le serie tiv che mi
aveva comprato, avevo notato che i ragazzi per lo pi trascorrono
quest'ora a chiacchierare sotto le gradinate della palestra o a pomiciare
con i rispettivi fidanzati segreti. Dal momento che io non avevo
nessuno con cui chiacchierare, e neppure un ragazzo, segreto o
meno, immaginai di dover partecipare alla lezione.
Quanto meno, lo avrei fatto, se solo fossi riuscita a trovare la
palestra. Mi ci volle un po' a scoprire che si trovava in un edificio separato,
un po' lontano da quello della scuola. Quando finalmente
lo raggiunsi, mi resi conto che c'era un'unica cosa che mi mancava:
la divisa. Tutti uscivano dagli spogliatoi con indosso degli orribili
completi pantaloncini e maglietta grigi, quest'ultima con la scritta
meH sul petto.
L'insegnante, un tizio tracagnotto pi o meno dell'et di mia madre,
mi squadr da capo a piedi e abbai: Tu! Perch non hai la divisa?.
Prima che potessi rispondere, una voce disse:  nuova, non si
vede?.
Era Romy. Tutta vestita di grigio, sembrava pi bassa. L'insegnante
la guard in tralice. Ehi. Che tono  questo?
Scusi, disse lei, anche se dal tono sembrava tutto meno che dispiaciuta.
Poi si volt verso di me. Grida sempre. Ti ci abituerai.
Al che, come se avesse voluto dimostrare che Romy aveva ragione,
lui grid: Okay, voi laggi!. Fece un cenno della mano indicando
la met della palestra in cui mi trovavo io. Voi siete la squadra A,
gli altri sono la squadra B. Forza!.
Grugnendo, Romy si spinse gli occhiali sul naso.
Squadre di che?, le chiesi, mentre i ragazzi vicino a noi si dirigevano
verso il muro pi vicino.
Dodgeball. Schifoso dodgeball.
Dodgeball. Giusto. Ne avevo sentito parlare. E il nome sembrava
di per s abbastanza eloquente. Chiaramente ci sarebbero state
delle palle. E poi noi avremmo dovuto... scansarle.
L'insegnante cominci a sistemare una fila di palloni di gomma
rossi tra le nostre due squadre.
Giuro su Dio, se mi si rompono un'altra volta gli occhiali, faccio
causa a questo schifo di scuola, borbott Romy, a mezza voce.
Quando si accorse che la stavo guardando, aggiunse: Due volte
l'anno scorso. Due paia di occhiali. Alz la voce e punt gli occhi
sulla schiena del professore. Questo  un gioco barbaro!, disse.
Tieni la bocca chiusa, Hayden, replic lui, con l'aria di chi aveva
usato quella frase molto spesso.
Romy si accigli, ma si mise in fila. Io mi posizionai accanto a lei,
tirandomi gi il bordo della felpa.
Come ti chiami?, mi chiese lei. Sulla guancia le apparve una
piccola fossetta. Insomma, ormai per me sarai sempre La Ragazza
Che Mi Ha Rubato Il Posto, ma  un nome un po' troppo lungo
da usare abitualmente.
Izzy.
Che nome lezioso. Quindi sei nuova?.
Annuii, ma prima che potessi aggiungere altro il professore soffi
nel fischietto. Al che alcuni ragazzi schizzarono in avanti e presero
le palle di gomma. Prima che il fischio si fosse esaurito, un tizio alto
dall'altra parte della palestra punt Romy e le tir addosso il pallone.
Per fortuna gli occhiali si salvarono, ma lei venne comunque colpita
al braccio. Trasal, strofinandosi il punto in cui la pelle le si era
arrossata. Mentre il ragazzo alto rideva e dava il cinque a uno dei
suoi amici, Romy grid: S, bel colpo, Ben. Hai preso una ragazza
miope di quaranta chili. Tu s che sei un vero maschio!. Dopodich
si incammin a grandi passi verso gli spalti.
Con la coda dell'occhio vidi una palla che rimbalzava verso di
me, ma mi scansai. Okay. Potevo farcela. Era abbastanza simile a
un esercizio che mamma faceva fare a me e Finn. In quel caso i palloni
erano pi pesanti e fatti di pelle, ma il principio era lo stesso.
Era una delle attivit preferite di mia madre perch combinava sia
la forza che l'agilit. Finley era sempre stata pi brava di me per
quanto riguardava la forza, ma l'agilit? Quella era la mia specialit.
Nel frattempo diversi ragazzi di entrambe le squadre erano stati
colpiti, e alla fine eravamo rimasti in cinque dalla mia parte della
palestra e in sei dall'altra. Uno di loro era il ragazzo alto che aveva
colpito Romy, Ben. Immagino che alcune ragazze l'avrebbero considerato
bello, ma tutto quello che vedevo io era un cretino psicotico
che si diverte a prendere a pallonate le ragazze.
I nostri sguardi si incrociarono e lui sollev un angolo della bocca,
accennando una specie di sorriso. Facendo leva sulla gamba d'appoggio,
come se stesse giocando a baseball, Ben mi tir contro una
palla rossa. Il suo lancio fu cos forte che dovetti fare un passo indietro
quando la presi. Ma la presi. Il sorrisetto di Ben si trasform
in un cipiglio, probabilmente perch non vedeva l'ora di atterrarmi.
Molto male, amico, borbottai a mezza voce. Detto questo, gettai
il pallone contro di lui.
Volevo colpirlo sul braccio, proprio come lui aveva fatto con Romy.
Non intendevo fargli male - okay, magari non intendevo fargli molto
male - ma nel momento stesso in cui la palla prese il volo mi resi
conto di averla tirata troppo forte. Quella con cui ci esercitavamo
a casa era di pelle. Era pesante e aveva bisogno che le si imprimesse
molto slancio. Il pallone con cui stavamo giocando invece era di
gomma, ma io avevo usato la stessa quantit di forza.
Colpii Ben alla spalla e gli feci perdere l'equilibrio; le sue scarpe
stridettero sul pavimento mentre cascava. Rote le braccia e alla fine
inciamp all'indietro, fino a quando non and a sbattere contro
la parete opposta della palestra, crollando per terra.
Per un istante cal un silenzio mortale. Poi il suono del fischietto
del professore squarci l'aria. Tu!, abbai, lasciando cadere il fischietto.
Ragazza nuova! Come ti chiami?.
Mi resi improvvisamente conto che avevo gli occhi di tutti puntati
addosso. Che cavolo.
Raddrizzai le spalle e mi rivolsi al professore. Izzy Brannick.
Okay, Izzy Brannick, vorresti dirmi perch hai appena fatto cadere
McCrary con il culo per terra?.
Confusa, lanciai un'occhiata a Ben. Uno dei suoi amici lo stava
aiutando a rialzarsi. Era pallido e quando l'altro gli tocc la spalla,
trasal.
Stavo solo... giocando, replicai, questa volta con un tono di voce
un po' pi tremulo.
Era stato eliminato, disse il professore, e dal momento che io lo
stavo fissando, scosse la testa. Hai preso il suo lancio. Quindi era
gi stato eliminato. Non c'era nessun bisogno di ritirargli la palla,
e di certo non era necessario.... Si interruppe per guardare Ben e
sgran gli occhi. Santo cielo, ti sei lussato la spalla?.
Ben in effetti sembrava abbastanza malconcio.
Non era mia intenzione, feci, ma il professore non mi stava
ascoltando. Portalo in infermeria, disse al ragazzo accanto a Ben.
Il suo sguardo poi torn su di me. E tu. Tu... corri intorno al campo.
Fino alla fine dell'ora.
Davvero,  stato un incidente..., ribattei, ma il professor Lewis
indic le doppie porte della palestra. giri. Di. campo.
Udii delle risatine, e notai che Romy mi stava guardando con la
coda dell'occhio, ma in fin dei conti tutti in quella palestra mi stavano
fissando con un misto di disprezzo e paura. All'improvviso mi
vidi attraverso i loro occhi - vestita di nero, i capelli legati alla meno
peggio - e mi chiesi come mi fosse sembrato possibile adattarmi.


CAPITOLO 8

Il campo da football era proprio alle spalle della palestra, alla base
della collina. Oltre alla pista che lo circondava, vantava anche
diverse serie di precarie tribune. Scesi i gradini fino alla pista, con
il respiro che si condensava in piccole nuvolette bianche. Avevo
le guance ancora cos accaldate che mi sorpresi che non si fossero
messe a fumare per il freddo.
Il sole era alto, ma realizzai con un certo stupore che dovevano essere
ancora circa le nove. Non era nemmeno ora di pranzo e avevo
gi rischiato di uccidere qualcuno. Cosa aveva detto Torin a proposito
del fatto che avrei frequentato una scuola normale? Che io
ero una tigre e che gli altri erano come dei gattini? Non mi sentivo
proprio una tigre e Ben non aveva affatto l'aria di un gattino, eppure...
Lui era finito in infermeria e io in punizione.
Non che quella fosse una vera punizione, comunque. Si trattava
solo di correre, ce la potevo fare.
La pista intorno al campo di football non era nemmeno una vera
pista. Pi che altro sembrava un sentiero logoro, con la terra che
sbucava tra l'erba secca e marroncina. Felice di essermi messa le
scarpe da ginnastica e non gli stivali, anche se pure con quelli ero
abbastanza veloce, mi misi a correre.
L'aria di febbraio mi pugnalava i polmoni e ogni respiro me li faceva
bruciare. Ma dopo ogni passo cominciavo a sentirmi un po'
pi... okay, normale probabilmente non era la parola giusta, ma
almeno meno da schifo. Mamma lo diceva sempre che l'esercizio
fisico  la miglior cura per tutto. Finn e io capivamo che una missione
non era andata a buon fine quando lei, una volta che aveva
fatto ritorno, andava ad allenarsi sul campo.
Ah, cosa non avrei dato per quel campo in quel momento. Un paio
di giri intorno alla pista della scuola era pur sempre qualcosa, ma
prendere a pugni un manichino o lanciare stelle ninja sarebbe stato
molto pi soddisfacente.
Aumentando il ritmo, girai l'angolo e all'improvviso mi accorsi che
qualcuno mi stava guardando. Alzai lo sguardo e in effetti vidi un ragazzo
sugli spalti. Colsi solo qualche dettaglio mentre gli correvo accanto:
capelli ondulati e neri, occhiali da sole, qualcosa di strano relativamente
alla sua giacca - e quando lui alz una mano, lo ignorai.
Quando feci il secondo giro era ancora l, ma a quel punto si era
alzato in piedi, le mani ficcate in tasca e le spalle appoggiate alla
parete. Che tipo strano, mormorai. Be', certo, considerato che
avevo appena atterrato un altro ragazzo giocando a dodgeball, forse
non avevo molto diritto di dire la mia. Tuttavia, persino io sapevo
che non era socialmente accettabile fissare le persone.
Mi tirai su il cappuccio della felpa e continuai a correre, ancora pi
veloce. Al terzo giro, sugli spalti non c'era pi nessuno. Fantastico.
Forse il Guardone aveva trovato qualche altra ragazza da molestare.
Abbassando gli occhi sulla pista, mi chiesi quanti giri era previsto
che facessi. Il professore non l'aveva specificato. C'era per caso un
numero di giri prestabilito che tutti coloro che andavano a scuola
gi sapevano? Significava che dovevo correre fino alla fine dell'ora
di Educazione fisica? E in quel caso avrei sentito la campanella
anche se ero fuori?
All'improvviso un paio di lucide scarpe nere mi si pales davanti
agli occhi. Il Guardone era in piedi nel mezzo della pista. Non si
mosse, quindi io scartai di lato, derapando un po', e rallentai.
Con il fiatone, mi voltai verso di lui. Ma che diavolo...?, ansimai.
Si tolse gli occhiali da sole e se li infil nel colletto della camicia.
Notai che le stanghette erano color acqua marina. I suoi occhi, che
pi o meno erano di quella stessa sfumatura, si strinsero su di me.
Qualcuno sta cercando di ucciderti?
Cosa?.
Scrollando le spalle, lui si ficc le mani nelle tasche della giacca.
Gli altri ragazzi che avevo visto alla Mary Evans High portavano
dei maglioni o delle giacche a vento, come Adam. Lui invece aveva
una giacca da marinaio blu navy e una specie di sciarpetta grigia
annodata con un nodo complicato intorno al collo.
 solo che non ho mai visto nessuno correre in modo cos... determinato,
disse. Quindi ho dedotto che qualcuno ti stesse inseguendo.
Si allung a guardare in modo plateale il tracciato. Ma
non mi sembra che sia questo il caso. Quindi, perch stai correndo?.
Me l'ha ordinato il professor Lewis.
Lui inarc le sopracciglia. Ah. Quindi sei stata punita. Il professor
Lewis non  un tipo molto creativo quando si tratta di sanzioni
disciplinari. Quindi, vediamo....
Squadrandomi dalla testa ai piedi, mi gir intorno. Okay, il fatto
che mi fissasse era una cosa, ma girarmi intorno? Be', non mi parve
affatto bello. Girai anche io, insieme a lui. Che stai facendo?.
Ti sarai di sicuro comportata da dura. Gli hai risposto per le ri-
me, forse? O magari hai detto una parolaccia quando hai perso la
staffetta?
Non sono affari tuoi, sbottai, mentre abbassavo lo sguardo e
realizzavo che portava dei pantaloni con la piega. Non pensavo
nemmeno che esistessero ancora. E perch tu non facevi Educazione
fisica?.
Alla fine smise di girarmi intorno e si infil una mano in tasca.
Ne estrasse un inalatore e me lo mostr. Asma. Ma piuttosto che
permettermi di scegliere un altro corso, quei fascisti che gestiscono
la scuola mi costringono a venire tutti i giorni in palestra e a sedere
fuori.
E allora perch non sei seduto fuori dalla palestra?.
Sorridendo, il ragazzo rimise l'inalatore in tasca. Immaginavo
che se fossi rimasto seduto l, almeno avrei potuto commentare le
prove atletiche dei miei compagni. Il professor Lewis, purtroppo,
non era dello stesso avviso. Quindi adesso sono stato bandito ed
esiliato nel selvaggio campo da football. Come te.
Si rimise gli occhiali da sole. E adesso che sai il mio oscuro segreto,
sarebbe carino da parte tua condividere il tuo con me. Oh, comunque
mi chiamo Dex, aggiunse. Solo nel caso non ti andasse
di condividere il tuo oscuro segreto con uno sconosciuto.
Forse fu per via del suo sorriso, che rappresentava un bel cambiamento
rispetto agli sguardi severi e sconvolti che avevo rimediato
in palestra, in ogni caso mi ritrovai a sorridergli a mia volta. Izzy.
E, ecco, il problema  stato che si  verificato un incidente durante
una partita di dodgeball.
Una delle frasi pi intriganti che sento da un po' di tempo a questa
parte, disse Dex, spostando il peso sui talloni. Ho ovviamente
bisogno che tu scenda nei dettagli.
Un cretino ha colpito una ragazza troppo forte con una pallonata.
E io... gli ho restituito il favore.
Dex chin il capo, guardandomi da sopra le lenti degli occhiali
da sole. E?
E forse ho un po' esagerato e gli ho lussato una spalla.
Wow, davvero?, mi chiese Dex. Solo per un secondo la sua recita
- o qualsiasi cosa fosse - si interruppe, e mi parve di avere davanti
un ragazzo qualsiasi.
Un ragazzo qualsiasi che portava la cravatta, ma comunque...
 stato un incidente, mi affrettai a precisare, ma lui scosse il capo.
Chi era la ragazza e chi il cretino?
Romy Hayden e Ben... qualcosa. Non me lo ricordo.
Hai atterrato Ben McCrary?, mi chiese, gli occhi sgranati.
 stato un incidente, ripetei. Ho tirato la palla pi forte di
quanto avrei voluto.
Dex scoppi a ridere. Oh, mio Dio,  la cosa pi divertente che
abbia sentito in tutta la settimana. Sei la mia nuova eroina.
Strizzando gli occhi, mi si avvicin e disse: Sul serio, potrei quasi
innamorarmi di te a questo punto. Sarebbe un problema se ti dessi
un bacio?.
La testa prese a girarmi e feci un passo indietro. Pensai a mia cugina,
Sophie, e al suo ragazzo, Archer. Al modo in cui flirtavano
sempre. Avrei dovuto avere la battuta pronta. Invece mi limitai a
dire: S, sarebbe un problema.
Aspettai che il suo sorriso svanisse, che quello strano luccichio smettesse
di illuminargli lo sguardo. E invece mi parve ancora pi contento.
Be', allora aspetteremo finch non ci saremo conosciuti meglio.
Un momento, aveva appena detto aspetteremo?
E non solo hai aggredito Ben McCrary....
Io non l'ho aggredito, mormorai, tuttavia Dex mi ignor.
Ma l'hai fatto per difendere Romy Hayden, che  una delle persone
pi inutili di tutta la scuola. Non sto scherzando. Oggi sei la
mia compagna preferita.
Da qualche parte in lontananza udii provenire il suono elettronico
della campanella, e Dex si accigli. Purtroppo il tempo che avevamo
a disposizione per stare insieme  finito. A meno che tu adesso
non abbia Algebra 2.
Scossi il capo, pensando all'orario che avevo infilato nella tasca
posteriore dei jeans. Storia europea.
Ah, sei al secondo anno. Io sono pi piccolo. Peccato,  stato
breve ma intenso, fece Dex, con un sospiro. In ogni caso, ci vediamo
domani sull'autobus.
Lo fissai, perplessa. Prendi il mio stesso autobus?
Non mi hai notato stamattina? Sono ferito.
Ero troppo occupata a pensare a come me la sarei cavata alla Mary
Evans High per notare qualcuno, persino un ragazzo di un metro
e ottanta con i pantaloni con la piega.
Non sono un tipo molto mattiniero, dissi alla fine.
Spostando il peso dai talloni alle punte, Dex mi sorrise di nuovo.
Va bene. Ti conserver un posto a sedere domani. Ci vediamo,
Isabella.
Isolde, lo corressi, e il suo sorriso si fece ancor pi ampio.
Ancora meglio. Mi tese la mano.
I nostri palmi si toccarono e io sentii una specie di scossa. Lui invece
probabilmente non sent nulla, a giudicare da come mi strinse
la mano, prima di lasciarla andare. Cerca di non uccidere nessun
altro oggi!, mi disse, mentre si dirigeva verso la scuola camminando
all'indietro.
La testa mi stava ancora girando, ma mi impegnai a restituirgli un
debole sorriso. Una volta che ebbe svoltato l'angolo e cominciato
a camminare normalmente, abbassai lo sguardo sulla mia mano.
La pelle mi pizzicava ancora, proprio come se mi fosse passata attraverso
una scarica di corrente elettrica. Era una traccia debole,
ne avevo sentite di certo di pi intense, ma inconfondibile. Magia.
Dex era un Prodigium.


CAPITOLO 9

Il resto della giornata pass senza eventi degni di nota. Immagino
che dopo aver picchiato qualcuno durante una partita di dodgeball
e aver flirtato con un mostro, qualsiasi altra cosa sarebbe comunque
sembrata poco interessante.
Non ero ancora pronta per un ulteriore incontro con Dex, quindi
anzich prendere l'autobus, decisi di tornare a casa a piedi. Erano
solo pochi chilometri di strada, ma quando arrivai mi facevano male
i piedi, anche se la passeggiata mi aveva dato modo di riflettere. Che
tipo di Prodigium era Dex? Un mago, sarebbe stata la risposta pi
ovvia - non gli avevo visto addosso la pietra di sangue e, senza di essa,
i vampiri alla luce del sole si cuociono, e non avevo sentito uno strano
odore di animale che mi potesse far pensare a un mutaforma. Le ali
sono abbastanza ingombranti, quindi, a meno che non le avesse nascoste
sotto la giacca, non poteva essere nemmeno un Fae, cio una
fata maschio. Ma ero sempre stata circondata da streghe e stregoni
ed ero sempre riuscita a percepire i loro poteri appena mi trovavo a
pochi metri da loro. Non avevo mai dovuto toccarne uno per capirlo.
Non appena aprii la porta di casa, cercai di pensare a chi potevo
chiedere chiarimenti in proposito. Sapevo che avrei dovuto parlarne
con mia madre, ma non avevo mai avuto problemi a identificare
un Prodigium prima di allora e non era una cosa che ero pronta
ad ammettere. Inoltre, il caso che dovevo seguire, la mia occasione
per mettermi alla prova, consisteva in tutt'altro.
Mi chiesi cosa avrebbe detto Finley se fosse stata l. Probabilmente
qualcosa del tipo: Pugnalalo con un coltello d'argento e vedi
se muore.
Il che mi lasciava un'unica opzione.
Casa mia era buia e silenziosa quando vi entrai e non avevo visto
la macchina di mia madre nel vialetto. Tuttavia, mi ritrovai a camminare
in punta di piedi mentre mi dirigevo verso la terza stanza da
letto. Non avevo mai messo piede l dentro e quindi, quando aprii
la porta, mi sentii come se mi fossi beccata un pugno alla pancia.
C'erano tutte le cose di Finley. Persino il suo cuscino e una fotografia
che aveva appeso nella cornice dello specchio della nostra
stanza. Era di noi due: io avevo circa sei anni e lei otto o nove.
Eravamo nel campo d'allenamento, due ragazzine con i capelli
rossi ognuna con il braccio sulle spalle dell'altra. Era una fotografia
molto dolce (bastava non far caso al fatto che io avevo in
mano una balestra in miniatura e che Finn stringeva invece l'elsa
di una spada) e mi sarebbe piaciuto ricordarmi del giorno in cui
era stata scattata.
C'era anche la sua cintura in quella stanza, la cintura che avevo
trovato quella notte, appesa a uno dei montanti del letto. Volevo
andarla a prendere, stringerla tra le mani. Invece, superai il letto
e puntai allo specchio. Come al solito era coperto da un pesante
drappo. Quando lo scostai, trovai Torin, l'anca appoggiata al bordo
del letto alle mie spalle.
Si stava esaminando le unghie, annoiato, ma quando si accorse di
me, il suo volto si illumin. Ciao, Isolde. Hai avuto una bella giornata
a scuola?
Non proprio, gli risposi. Ma ho bisogno di chiederti una cosa.
Torin incroci le braccia. Non sono dell'umore per elargire profezie
oggi, a essere sincero.
Non mi serve una profezia. Quel che ho bisogno di sapere riguarda,
come dire, il presente. Oggi ho incontrato un ragazzo e lui ha...
non so, ha un certo qualcosa.
Qualcosa nel senso che  bello e ti piace o qualcosa nel senso che
 uno della mia razza?.
Mi accigliai.  un Prodigium. Credo. Non lo so. Mi  sembrato
strano quando l'ho toccato.
Nel secondo stesso in cui pronunciai quelle parole mi pentii di
averlo fatto. Il timido sorriso di Torin non fece che confermarmi
che avrei fatto meglio a tacere.
Io l'avevo detto ad Aislinn che sarebbe stato meglio se avesse avuto
a che fare con qualcuno di sesso maschile. Un ragazzo ti tocca e
tu scambi gli ormoni per la magia.
Avrei voluto scuotere la cornice, ma incrociai le braccia, imitando
la sua posa. Non erano ormoni. Era magia. O un qualche tipo
di potere. Un potere diverso da quelli che ho percepito finora. Era
molto... non saprei, molto debole.
Finalmente il sorriso scomparve e Torin riusc a mostrarsi un po'
pi serio. Pi debole del mio?.
Anche se era intrappolato nello specchio, Torin irradiava un certo
potere, e io annuii. S. Di solito riesco a individuare un Prodigium
anche da una certa distanza. Invece con questo ragazzo non
ho percepito nulla finch non mi ha stretto la mano. Potrebbe essere...
un pessimo, pessimo mago?. Scossi la testa. No, aspetta.
Soffre d'asma. Se fosse stato un mago, se la sarebbe curata. Uno
dei benefici di essere una creatura magica  che praticamente non
ti ammali mai.
Torin fece un'elegante scrollata di spalle. Forse stava fingendo.
Ed esistono modi per diluire i propri poteri. Un controincantesimo,
per esempio, o un amuleto vincolante. Ti  sembrato un tipo
strano?.
Ripensai a Dex, al suo modo formale di parlare e al suo look all'antica,
per quanto alla moda. S, ma non sono sicura che sia stato
per via della magia.
Se sapessi dove abita, potrei sempre intrufolarmi nel suo specchio
e scoprirlo, si offr Torin. Sarebbe, come dite voi, una gigantesca
rottura di scatole, ma potrei provarci.
Torin si spostava abbastanza facilmente tra gli specchi di casa nostra
perch quello in cui era stato originariamente intrappolato si
trovava l. Andare negli specchi di altre case per lui era un po' difficile,
ma gliel'avevo gi visto fare. E non posso negarlo, l'idea di
spedire Torin a dare una controllata a Dex mi tentava parecchio.
E se Dex fosse stato pericoloso? Okay, forse un ragazzo asmatico
che portava la cravatta non sembrava minaccioso, ma in fondo io
che ne sapevo? E poi ero l apposta per investigare su delle marachelle
sovrannaturali.
Tuttavia non riuscivo a non pensare che spedire il mio mago domestico
a spiare per conto mio nello specchio di un altro tizio era...
be', viscido. Soprattutto considerato che Dex era una delle poche
persone che quel giorno era stata carina con me. Quindi scossi il capo.
No, non c' bisogno di spingersi a tanto. Lo scoprir da sola.
Come vuoi, disse Torin, tornando a studiarsi le pellicine delle
dita. Ma l'offerta  sempre valida.
Mi appoggiai al letto, sostenendomi con le braccia alla spalliera
dalla parte dei piedi. Nel riflesso dello specchio, sembrava che fossimo
praticamente l'uno sull'altra. Vuoi solo che ti debba un favore.
C' solo un favore che potresti farmi, Isolde, ed  liberarmi da
questa prigione.
Quelle parole mi procurarono un brivido lungo la schiena. Non
succeder mai.
Lui alz lo sguardo, inarcando un sopracciglio. Oh, quindi adesso
sei tu che hai il dono di predire il futuro? Lo so io quello che ho
visto. Tu sei la mia chiave e la mia salvezza.
Senza rispondergli, mi alzai e andai a coprire lo specchio. La sua
voce venne attutita dal drappo, ma lo sentii dire: Ricordati, Isolde,
un favore in cambio di un altro favore. Posso esserti molto utile.
Aveva ragione. Lo era gi stato. Ma le sue visioni non arrivavano
mai quando ce n'era pi bisogno e, stando a quel che mi aveva detto
mia madre, Torin aveva un modo tutto suo di interpretare le parole
e le promesse, grazie al quale riusciva a ottenere sempre pi di
quel che eri disposto a concedergli e a darti meno di quel che volevi.
In altre parole, non ne valeva la pena.
Sospirando, aprii la porta e uscii in corridoio.
Che stavi facendo?.
Quando sentii la voce di mia madre spezzare il silenzio, non potei
fare a meno di trasalire. Era in piedi proprio davanti la porta d'ingresso,
accigliata. Isolde?, mi chiese, rigida.
Mi raggelai, avevo un milione di bugie sulla punta della lingua. Ma
mamma mi scopriva sempre, e il fatto che le avessi mentito l'avrebbe
solo fatta infuriare di pi. Stavo parlando con Torin.
Di che cosa?
Di com' andata a scuola. Tecnicamente non era una bugia, ma
lei mi guard torvo.
Be', perch non lo dici anche a me?. La sua espressione si indur.
Mi interessa soprattutto la parte in cui fai male a un altro ragazzo
durante la lezione di Educazione fisica.
Ah. Ecco perch era arrabbiata.  stato un incidente, per quella
che mi parve la milionesima volta in quella giornata, mia madre
emise un sospiro di frustrazione e gett la borsa sul tavolino dell'ingresso.
Maledizione, Izzy, te l'avevo detto, tenere un profilo basso
 fondamentale.
Ci stavo provando!.
Rompere il braccio a un compagno alla seconda ora di lezione?
 cos che ci stavi provando?
Si  solo lussato la spalla, mormorai, in un tono che parve petulante
persino a me. E poi era un cretino che ha fatto male apposta
a questa ragazza che pensavo avrebbe potuto aiutarmi con la
storia del fantasma.
Mia madre sospir, poi si rese conto di quello che avevo appena
detto. Che vuoi dire?.
Le raccontai brevemente della Paranormal Management Society
e di Romy. Non appena pronunciai la frase ragazzi che vanno a
caccia di fantasmi, si sedette sul bordo del letto.
Maledizione. Lo sai che se si scopre che c' davvero un'infestazione,
quei ragazzi non faranno altro che peggiorare le cose? Finisce
sempre cos.
Gi, commentai, andandomi a sedere accanto a lei. Ma  qualcosa.
Se non altro, potrebbero avere delle informazioni. O su Mr
Snyder o sulla presenza che infesta la scuola. Risparmiami la scocciatura
di dover andare in biblioteca.
Mamma alz lo sguardo e sul viso le guizz qualcosa di molto simile
a un sorriso. Quindi andresti veramente in biblioteca e non
a cercare sul Google?.
A quel punto fui io a sorridere. Mamma, si chiama Google,
senza articolo. E s, tu mi hai sempre detto che i libri sono la fonte
migliore per fare delle ricerche. Nemmeno internet pu sapere
tutto.
Lo so di avertelo detto, sono solo sorpresa che tu mi abbia ascoltato.
Qualche volta lo faccio, le risposi, e lei allung una mano per
darmi una pacca sul ginocchio. Poi, schiarendosi la voce, si alz in
piedi e si diresse verso la porta.
Be',  un inizio, disse, in tono lievemente burbero.  probabile
che questa strada non ti condurr da nessuna parte, ma meglio
di niente. Adesso, andiamo. Non mi piace stare troppo tempo in
questa stanza.
Deglutendo il mio disappunto, mi alzai anche io. Ero sempre stata
fiera di mia madre. Certo non mi preparava i biscotti e non mi
cuciva i vestiti per Halloween, ma combatteva contro i mostri. Era
tosta e intelligente, e magari non mi leggeva le storie della buonanotte,
ma mi aveva insegnato a difendermi dalle cose che si nascondono
sotto i letti.
Tuttavia, in quel momento non avrei voluto una madre intelligente
e tosta, che prendeva i mostri a calci nel sedere. Volevo sedermi sul
divano con lei e raccontarle di quella brutta giornata. E forse anche
di Dex, tralasciando la parte dei probabili poteri magici.
Volevo dirle anche che mi mancava Finley.
Invece, la seguii fuori dalla porta e dissi: Be', io... credo che dovrei
andare a fare i compiti.
Giusto, disse mia madre, con un brusco cenno del capo. E io
andr, ehm, a sistemare la cucina. Ci vediamo alle sei per cena?
Certo, dissi, voltandomi mentre salivo le scale.
Quando ero arrivata a met della rampa, mia madre mi chiam.
Izzy?
S.
Io... stai facendo un ottimo lavoro, disse, a spizzichi e bocconi.
A parte la spalla lussata.
Non era esattamente una cosa del tipo: Oh, Izzy, sono cos orgogliosa
di te. Ho sbagliato ad affidarti una missione cos stupida.
Ma mi considerai comunque soddisfatta.


CAPITOLO 10

Mi misi a sedere, confusa. Mi stavo muovendo; sopra di me, gli
uccelli cinguettavano e il profumo dei fiori era cos forte che mi fece
girare un po' la testa. La luce del sole sbrilluccicava sulla superficie
verde dell'acqua. Quando alzai una mano per proteggermi dal
riflesso, notai di nuovo che indossavo una tonnellata di anelli che
non avevo mai posseduto.
Sbuffando, sprofondai di nuovo sul cuscino di seta. Perch siamo
su una barca?.
All'estremit opposta della barchetta a remi sedeva Torin, che mi
sorrideva mentre vogava. Pensavo che un cambiamento di scenario
potesse farti piacere.
Sai cosa mi farebbe piacere? Che tu la smettessi di invadere i miei
sogni con..., feci un cenno con la mano, qualsiasi cosa questa sia.
 una gita, Isolde. Pure bella, tra l'altro.
Per quanto lo odiassi, non potevo controbattere. Il sole mi riscaldava
il viso e c'era qualcosa di innegabilmente piacevole nel navigare
lungo un fiume fiancheggiato di cespugli fioriti e salici piangenti.
Dove siamo?, gli chiesi. Un posto che conosci?.
Torin lasci andare i remi e si appoggi alla barca, chiudendo gli
occhi e offrendo il viso ai raggi. La risposta la sai gi.
Se voglio scoprirlo devo liberarti, mormorai.
Lui annu. Gi.
Dal momento che non accadr, c' qualche altra ragione per la
quale hai deciso di portarmi in giro in barca?
Stavi digrignando i denti nel sonno. La cosa mi infastidiva e mi
preoccupava al tempo stesso, quindi ho pensato che una gita ti
avrebbe fatto bene.
Prima di tutto, non guardarmi dormire. Secondo....
Oh, ssh, replic Torin senza arrabbiarsi. Non puoi limitarti a
distenderti sui cuscini e goderti una bella giornata estiva?.
 febbraio, e sono gi distesa, gli ricordai.
Nel mondo reale, disse Torin. Ma qui possiamo scegliere qualsiasi
periodo dell'anno.
Non volevo che i miei pensieri prendessero quel corso, era pericoloso.
Torin era bravissimo in quel genere di cose: offriva sogni,
desideri e giornate perfette. Ma niente di tutto ci era vero,
n gratis.
Tuttavia era bello godere della sonnolenza e del calore del sole,
senza dovermi preoccupare di Finley, di mia madre, dei fantasmi o
- brivido - della scuola.
Appoggiandomi alla paratia della barca, accarezzai con la punta
delle dita la superficie dell'acqua. Mi ci volle un istante per realizzare
che non avevo alcun riflesso. Mettendomi a sedere, mi rivolsi a
Torin: Va bene, capisco che non ti piacciano gli specchi, ma adesso
anche l'acqua ha smesso di essere riflettente?
Nel mio mondo decido io, replic.
Colsi un movimento sulla riva pi lontana e, quando sollevai il capo,
vidi una donna che camminava lungo la riva. Indossava un pesante
abito di broccato viola e alla luce del sole i suoi capelli neri
avevano dei riflessi blu. Chi  quella l?.
Mmm?. Torin gir il capo e, vedendo la donna, si accigli. Che
ci fa l?.
Fece un cenno con la mano e lei spar, ma lui non parve rasserenarsi.
Strano. Non avevo invitato Rowena. Strinse gli occhi a fessura.
L'hai invitata tu?
Dal momento che nemmeno so chi  Rowena, direi di no.
Torin spost nuovamente lo sguardo verso il punto in cui si trovava
la donna. Rowena era un membro.... Si interruppe, scostandosi
i capelli via dalla fronte. Non importa.
Rimasi l ad aspettare che aggiungesse qualcos'altro, ma Torin si
limit a chiudere gli occhi ed esporre il volto al sole. Non ne sapevo
molto della vita che aveva vissuto prima dello specchio, e qualche
volta mi chiedevo se non fosse meglio cos. Era troppo strano pensare
a lui come a una persona normale, un ragazzo normale, che se
ne andava tranquillamente a zonzo per i fatti suoi.
Restammo in silenzio per un po', tanto che forse io mi appisolai.
Possibile? Dormire durante un sogno? Quando c'era di mezzo Torin
ci si doveva aspettare di tutto. In ogni caso, quando all'improvviso
lui apr bocca, io trasalii. Dovresti solo essere te stessa.
Cosa?.
Hai paura di non piacere a quei ragazzi. Ecco perch digrignavi
i denti nel sonno. Ti stai preoccupando di come fare a entrare nelle
loro grazie, di come infiltrarti nel loro gruppo.
Sollev il capo, guardandomi intensamente. Ma tu sei una persona
deliziosa, e vedrai che gli piacerai se sarai... cos come sei.
Mi spostai, lisciando delle pieghe immaginarie sulla mia gonna.
Quindi  questo il tuo preziosissimo consiglio? Essere me stessa?.
Torin sorrise: aveva i denti un po' storti, ma bianchissimi. S. Sii
te stessa. Sii Isolde Brannick e loro non potranno fare a meno di
adorarti. Mi prese una mano e vi depose un bacio sul dorso.
Io ero troppo scioccata per poter fare qualsiasi altra cosa che non
fosse starmene seduta l, con le mani in grembo.
Quando Torin alz il capo, i suoi occhi mi parvero di un verde luminosissimo,
quasi lo stesso verde dell'acqua su cui stavamo fluttuando.
Adesso svegliati, mi sussurr.
E io mi svegliai, quasi all'istante, con lo stomaco in subbuglio.
Secondo la mia sveglia, mancavano tre minuti al momento in cui
avrei dovuto alzarmi. Una pallida luce grigia filtrava attraverso le
tende.
I miei occhi corsero subito allo specchio, ma l non c'era traccia di
Torin. Il che, considerando quanto mi sentivo strana, era una buona
notizia. Che diavolo era successo? Il fatto che mi avesse preso la
mano nel sogno precedente era un conto, ma il baciamano di quello
da cui mi ero appena svegliata era, per dirlo con le parole di Maya,
tutt'un altro paio di maniche.
Ancora turbata, scostai le coperte, mi alzai e scesi al piano di sotto.
Mamma era gi uscita. Stavolta niente abbondante colazione. Un
Post-it sul freezer mi avvisava che dentro c'erano dei waffle surgelati.
Ne misi due nel tostapane, poi salii nuovamente al piano di
sopra e mi feci la doccia pi calda che potessi sopportare. Mentre
me ne stavo sotto il getto dell'acqua bollente, pensai al sogno della
notte precedente. Non alla storia del baciamano - a quello non volevo
pensare affatto -, ma a ci che era successo prima.
Sii te stessa, mi aveva detto Torin. Potevo farcela. E, be', il primo
giorno di scuola non era andato proprio nel modo ideale (scusate
il gioco di parole), ma almeno avevo fatto amicizia con Romy.
Pi o meno. Quindi a quel punto non dovevo fare altro che parlare
con lei del club di acchiappafantasmi e vedere se sapeva qualcosa
dell'aggressione al professore di Scienze.
Facile.
Quando uscii dalla doccia mi sentivo meglio, ma mi resi conto
che il mio piccolo discorso di autoincoraggiamento era durato pi
a lungo di quanto pensassi. I waffle si erano bruciati e rischiavo di
perdere l'autobus.
Mi infilai dei vestiti qualsiasi - jeans, maglietta nera e, ricordandomi
degli sguardi del giorno prima, l'unica felpa rosa che possedevo
- e corsi alla porta. La fermata era in fondo all'isolato e quando
mi misi a correre le porte dell'autobus si stavano gi per chiudere.
Montai su, i capelli ancora bagnati sciolti sulle spalle, e feci quello
che speravo sarebbe apparso come un sorriso di scuse.
L'autista - Maggie, a quanto diceva la targhetta - tir su col naso,
scocciata. Io non aspetto mai nessuno, sbott. Sei stata fortunata
stavolta, ragazzina.
Mi scusi, mormorai, facendomi strada verso il fondo della vettura.
Scrutai le file alla ricerca di un posto libero, ma all'improvviso
Dex si alz, agitando le braccia. Isolde!, mi chiam. Sono io,
Dex, il tuo nuovo migliore amico! Ti ho tenuto un posto.
Alcuni ragazzi intorno a lui si voltarono a guardarlo, ma Dex non
li not o comunque non diede loro alcun peso. Io alzai la mano,
per salutarlo. Se ne stava l seduto a fissarmi, minaccioso come un
golden retriever, ma non potevo non pensare a quanto era accaduto
il giorno prima. Se io sapevo che Dex era un Prodigium, allora lui
sapeva cos'ero io? Per questo faceva tanto l'amicone?
L'autobus scatt in avanti non appena raggiunsi la parte posteriore,
e Dex fece per sostenermi. Immagino che volesse prendermi per
il polso, invece la sua mano mi atterr sul fianco. Anche attraverso
i jeans, avvertii un lieve sentore di magia.
Lui si ritrasse di scatto e per un istante pensai che l'avesse sentito
anche lui. Ma poi trasal e disse: Scusami, probabilmente non
siamo ancora abbastanza intimi da poterci toccare in modo inappropriato.
Oh, giusto. Ero cos preoccupata a cercare di stabilire che razza
di creatura fosse che non mi era venuto in mente che un ragazzo mi
aveva appena toccato il fianco, ovvero quella che poteva tranquillamente
essere definita la zona bikini. Quando mamma mi aveva
fatto il discorsetto sulle Cose della Vita, diversi anni prima, mi
aveva appunto detto: Non lasciare che i ragazzi ti tocchino nella
zona bikini. Poi Finn aveva scelto proprio quel momento per saltare
sul cofano della nostra auto e la conversazione si era interrotta.
Credo che mia madre si sia sentita sollevata.
Arrossendo, mi sedetti accanto a Dex e cercai di evitare che le
nostre cosce si toccassero. (Le cosce non fanno parte della zona
bikini, ma ero comunque abbastanza sicura che fossero un po'
scandalose.)
Non appena mi misi a intrecciarmi i capelli, Dex poggi una caviglia
sul ginocchio opposto. Quel giorno portava dei pantaloni di
velluto e una maglia a V di un blu scuro che faceva sembrare i suoi
occhi ancora pi azzurri. Il giaccone da marinaio era appallottolato
dietro la sua testa.
Lo indicai con un cenno del capo. Stavi facendo un pisolino?
S. L'autobus passa da casa mia alle sei e mezza, un orario secondo
me disumano. Di solito dormo per tutto il tragitto, ma tenter
l'impresa di essere un degno vicino di posto.
Mentre mi fermavo la treccia con un elastico, alzai lo sguardo su
di lui. Parli sempre cos?
Cos come?.
Inarcai entrambe le sopracciglia. Tenter l'impresa di essere un
degno vicino di posto? Chi  che dice cose del genere?.
Ridacchiando, mi diede una piccola gomitata sulle costole. Le
persone civilizzate. Quelle che hanno nomi tipo Dexter e Isolde.
Izzy, gli dissi io. Solo mia madre mi chiama Isolde, e per giunta
quando  arrabbiata con me. Non feci riferimento al fatto che
ultimamente usava spesso il mio nome per intero.
Insomma, come mai sei finita a Ideal, Mississippi, Izzy?, mi
chiese Dex, raddrizzando la schiena. Aveva i capelli tutti arruffati
sulla nuca e a me venne l'assurdo impulso di allisciarglieli. Per evitare
che le mie dita prendessero l'iniziativa, le intrecciai e mi posai
le mani in grembo.
Vivevamo in Tennessee, ma poi mia madre ha, ehm, perso il lavoro.
Quindi ha pensato che cambiare scenario avrebbe fatto bene
a entrambe. Era la prima volta che usavo la storia di copertura.
Dex la prese per buona con una scrollata di spalle.
Anche io sono nuovo, disse. Be', quasi nuovo. Mi sono trasferito
qui l'estate scorsa.
Da dove?.
Dex intrecci le dita e allung le braccia oltre la testa. New York.
Anche i tuoi genitori volevano cambiare scenario?
Loro, ehm... loro non ci sono pi.
Sorpresa, mi girai a guardarlo. E con chi vivi?.
Dex sgran gli occhi con finta innocenza. Oh, vivo da solo. Non
te l'avevo detto? Ho trentacinque anni.
Visto che alzai gli occhi al cielo, si ammorbid. Vivo con mia
nonna.
Lo aveva detto in tono disinvolto, ma mamma aveva insegnato a
me e a Finn a prestare attenzione al linguaggio del corpo. Dex si era
arrotolato la cinghia dello zaino alle dita cos stretta che le nocche
gli erano diventate bianche.
Prima che potessi dire qualsiasi cosa, dal sedile davanti sbuc una
faccia. Ehi, disse Romy. Izzy, giusto?
S, risposi. Da quant' che sei seduta l?.
Romy  come me, disse Dex, ficcando la punta del suo stivale
sullo schienale del sedile di lei. Ci passano a prendere troppo presto,
quindi dormiamo per tutto il tragitto.
Proviamo a dormire, lo corresse lei. Quest'idiota di solito mi
tiene sveglia. Nonostante l'insulto, il suo tono era affettuoso, e Dex
le aveva rivolto un ampio sorriso.
Comunque, ti volevo ringraziare per aver staccato il braccio a
Ben McCrary, ieri.
Gli ho solo slogato la spalla, dissi io, ma Dex mi mise a tacere
con un cenno della mano.
La versione di Romy mi piace di pi. Aspetta che arrivino le vacanze
di primavera e vedrai che la versione pi diffusa sar che gli
hai staccato entrambe le braccia e spezzato la schiena.
Romy sghignazz. Le hai detto dell'incontro?, chiese a Dex.
No, prima la stavo annoiando con la storia della mia vita, replic
lui. Perch non le dai il tormento tu?.
Con gli occhi che le brillavano dietro le lenti degli occhiali, Romy
appoggi il mento sulle mani. Be', dal momento che sei una tipa
cos figa, pensavamo che potresti unirti al nostro club.
Sperai di avere un'espressione perplessa piuttosto che sollevata.
Tutto quel tempo perso a preoccuparmi per come avrei fatto a entrare
nel club e, bam, mi avevano invitato. Forse quella giornata sarebbe
stata davvero migliore della precedente.
Feci del mio meglio per corrugare la fronte e spostai lo sguardo
dall'uno all'altra. C'era qualcosa di snervante nelle loro espressioni,
identiche e allegre.  uno di quei club la cui prima regola  che
non bisogna parlarne?.
Dex gett indietro il capo e scoppi a ridere, e Romy fece di nuovo
il verso di poco prima. No, disse. Ma se lo fosse, vorrei senz'altro
che tu ne facessi parte. Questo  un gruppo ufficialmente riconosciuto
dalla scuola, quindi conta come attivit extracurriculare e
fa punteggio per l'iscrizione al college.
Oh, giusto. Il college. Dovevo fingere che fosse una cosa di cui
mi preoccupavo.
Ma a quel punto Dex si tir su e disse: Romy, non credo che a Harvard
saranno molto impressionati dal sapere che sei membro della
PMS.
Dovetti reprimere una risatina. Paranormal Management Society,
PMS. Era anche la sigla della sindrome premestruale.
Romy parve un po' in imbarazzo. Non avevo pensato al doppio senso
della sigla, e quando me ne sono resa conto Anderson aveva gi preparato
le magliette, insistette, cosa che fece ridere ancor di pi Dex.
Quindi, che cos' questa PMS?, chiesi, anche se gi conoscevo
la risposta.
Paranormal Management Society, rispose Romy, dando una manata
a Dex.
Oh, feci io debolmente. ... ehm... fantastico.
Okay, vedi, ho come la sensazione che anzich fantastico avresti
voluto dire una noia mortale e non voglio pi essere vostra
amica, comment Dex.
No, scossi il capo. Non mi sembra affatto una noia mortale...
Solo che non avevo mai sentito di una scuola che sponsorizzava un
club di cacciatori di mostri. Che fate di preciso?
Per lo pi ce ne andiamo in giro di notte con un ingombrante
equipaggiamento che abbiamo comprato su internet, mi spieg
Dex, e Romy gli diede un'altra manata sul braccio.
Cerchiamo leggende locali sui fantasmi, e poi... le studiamo.
Dex si chin verso di me e in un sussurro aggiunse: Studiare 
la parola in codice per andarsene in giro di notte con un ingombrante
equipaggiamento che abbiamo comprato su internet.
Stiamo lavorando anche su altre cose, intervenne rapidamente
Romy. Anderson - lo conoscerai a breve -  il nostro ricercatore
ufficiale di storie di fantasmi e sta cercando di scoprire come possiamo,
ecco, bandirli ed esorcizzare i luoghi che infestano.
Romy sembrava eccitatissima, e io mi dovetti sforzare di non trasalire.
Il fatto che degli umani si occupassero di roba soprannaturale
era gi abbastanza pericoloso, ma gli esorcismi non erano certo
materia adatta a un gruppetto di adolescenti.
Avete gi trovato qualcosa?, chiesi.
Pensavamo di aver individuato delle voci di fantasmi su un nastro,
mi disse Romy, che avevamo trovato in un'inquietante casa
abbandonata in una cittadina qui vicino. E le ante dell'armadio di
Anderson una volta si sono aperte da sole.
Perch aveva lasciato la finestra aperta, mormor Dex, e Romy
lo fulmin con lo sguardo. Forse. Non lo sappiamo. Potrebbe anche
essere stato... qualcos'altro.
Certo, perch no? Solo che non voglio mettermi una maglietta
con su scritto PMS, okay?, aggiunsi. Romy mi tese la mano. Affare
fatto.


CAPITOLO 11

Ci stringemmo la mano proprio mentre l'autobus si fermava davanti
scuola. Cerca di farti cacciare dalla palestra di nuovo, oggi,
mi disse Dex, mentre raccoglieva la sua roba. Possiamo vederci al
campo da football.
Ah-ah, mormorai, mettendomi lo zaino in spalla.
Romy e io ci dirigemmo verso l'aula di Inglese, mentre Dex si avviava
rilassato a seguire la sua prima ora. Arrivammo nella classe
di Mrs Steel prima della seconda campanella, quindi Romy gett
lo zaino sul banco accanto al mio e disse: Corro in bagno, mi controlli
lo zaino?
Certo, replicai io, mentre lei si precipitava fuori.
Non appena si fu allontanata, gli occhi mi si posarono su di esso.
Avrei fatto in tempo a dare una rapida occhiata al suo contenuto?
Non ero sicura che ci fosse qualcosa che avesse a che fare con la
PMS o con il mio caso, ma mamma mi aveva detto di guardare tutto.
Se qualcuno mi avesse chiesto che stavo facendo potevo sempre
rispondere che cercavo una penna.
Avevo gi allungato la mano, quando qualcosa di pesante mi piomb
sul banco. Stupita, alzai lo sguardo e vidi che Adam ci si era seduto
sopra.
Ciao, mi disse, sorridendo.
Ritrassi la mano. Ehm. Ciao.
Quindi immagino che alla fine tu abbia deciso di diventare un'acchiappafantasmi.
Stava ancora sorridendo, ma c'era qualcosa di
strano nella sua espressione. Sembrava un po'... depresso.
Dal momento che non dissi nulla, si affrett a proseguire. Insomma,
ti ho visto parlare con Romy e Dex, e sembravate grandi amici.
Soprattutto tu e Dex.
Ero cos confusa che non riuscii a fare altro che continuare a fissarlo,
mentre il mio cervello si affannava a cercare una risposta. Perch
Adam si preoccupava di controllare con chi stessi? Sono carini,
dissi alla fine, e lui scroll le spalle.
Comunque, te lo volevo chiedere gi ieri, ma... vabb.
Adam era diventato rosso e stava balbettando, e io mi preparai,
qualsiasi cosa fosse quella che voleva chiedermi. Ecco, riprese,
posso avere il tuo numero?.
Sbattei le palpebre. Cosa... ah, il mio numero di cellulare. Era
questo che voleva. Cos avrebbe potuto chiamarmi.
Certo, risposi, sperando di sembrare normale. Perch quella era
una cosa normale. I ragazzi ti chiedono spesso il numero di telefono.
Lo scarabocchiai su un pezzo di carta e glielo porsi. Lui sorrise,
sollevato.
Fantastico, disse, annuendo.
Romy torn dal bagno e si sedette con un tonfo sulla sedia, sospirando.
Quando not Adam, gli rivolse un piccolo cenno. Ehi,
Lipinski.
Romy, replic lui, ma senza guardarla. Torn a rivolgersi a me
e disse: Okay, be', io... ehm, ci vediamo Izzy. Agit il foglietto.
Ti chiamo.
Va bene, dissi io, continuando a chiedermi che intenzioni avesse.
Una volta che lui si fu seduto al suo banco, Romy mi si avvicin.
Com' possibile che tu stia gi mietendo vittime? Frequenti questa
scuola da meno di ventiquattro ore!.
Mi girai. Cosa?
Lipinski ti ha praticamente sbavato sul banco e Dex  persino
pi imbranato del solito in tua presenza.
Suon la terza campanella, risparmiandomi dal rispondere. Mentre
prendevo carta e penna per rispondere al questionario lessicale
di Mrs Steele, lanciai un'occhiata ad Adam, qualche fila pi gi. Lui
stava guardando me, quindi mi girai subito verso la cattedra. C'era
qualcosa di... sognante nella sua espressione. Com'era possibile?
Avevamo trascorso appena cinque minuti insieme, il giorno prima.
Per quanto riguardava Dex, be', era un Prodigium. E probabilmente
si interessava a me solo per questo. Invece Adam mi aveva
chiesto il numero perch... in effetti non riuscivo a pensare a un altro
motivo se non quello che volesse chiamarmi. E perch i ragazzi
chiamano le ragazze se non per chiedere loro di uscire?
Mentre scarabocchiavo la definizione di moratorio, cercai di
ignorare il senso di vuoto che sentivo allo stomaco. A parte quello
che avevo visto in tiv, non ne sapevo niente delle normali interazioni
tra adolescenti. Mi ero preparata sui fantasmi e sulla mia copertura,
ma c'era una variabile che non avevo considerato... gli umani.
La gente normale. Con pensieri, emozioni e desideri ordinari che
non avevano niente a che fare con il soprannaturale.
Non potevo insospettirmi per ogni singola persona che mostrasse
un seppur minimo interesse nei miei confronti. Chiaramente dovevo
approfondire le Abilit nel Trattare la Gente Normale.
Forse c'era gi una nuova stagione di Ivy Springs in DVD...
Alla fine dell'ora di Inglese avevo gi preparato una lista delle cose
che mi servivano. Altri DVD, ovvio, ma anche alcune di quelle
riviste che avevo visto nei supermercati e nelle stazioni di servizio.
Quelli con delle ragazze dai capelli luminosi in copertina e titoli
tipo Adolescenti americane o Miss Vivacit. Volevo essere
entrambe le cose. Be', almeno per il momento potevo anche non
essere vivace, ma di sicuro in quelle riviste ci sarebbero state
un sacco di ottime informazioni sui ragazzi normali. Erano piene
zeppe di articoli su Come capire se piaci a un ragazzo o Il tuo lucidalabbra
pu ucciderti?
Avevo anche aggiunto trucchi? alla mia lista, solo per depennarlo
subito dopo. Forse prima avrei fatto meglio a leggere uno di
quei pezzi sui rossetti assassini.
La lista mi era ben chiara ed ero anche di buonumore quando arriv
l'ora di Educazione fisica, nonostante il professor Lewis mi
avesse dato la divisa non appena ero entrata in palestra. Mi misi il
completo di maglietta e pantaloncini pi brutto sulla faccia della
Terra e seguii Romy fuori dagli spogliatoi.
Ben era l, seduto sugli spalti, con la spalla fasciata. Mi aspettavo
che mi lanciasse un'Occhiata Mortale, ma era troppo impegnato a
parlare con la bionda accanto a lui.
Chi  quella?, chiesi a Romy, indicandola con un cenno del capo.
Non l'avevo notata il giorno prima.
Lei sospir. Beth Tanner. La fidanzata di Ben. Stanno insieme
praticamente da sempre. Ma ogni tanto si lasciano e poi si riprendono.
In questo preciso momento sembra che... si siano lasciati, dissi,
ma stavo minimizzando. La faccia di Beth era dello stesso rosso
della linea del tiro libero e mi parve di notare che avesse le lacrime
agli occhi. Ben allung il braccio sano per prenderle una mano, ma
lei lo allontan. Insomma, si pu sapere che c' che non va in te?,
url. La sua voce riecheggi in tutta la palestra.
Al che anche Ben alz la voce. Non sono stato io. Sollev il braccio
ferito per quanto glielo consentiva la fasciatura. Come avrei
potuto con questa roba qui?. Mentre lo diceva, il suo sguardo si
pos su di me e mi parve di vederlo impallidire leggermente.
Ehi, Ben McCrary  terrorizzato da te, sussurr Romy, e io mi
accigliai.
Beth stava scuotendo il capo e mi resi conto che Ben non era l'unico
ad aver paura; il volto arrossato di Beth e la sua voce tremante
non erano dovuti solo alla rabbia. Muovendosi a scatti, si volt e
prese la sua borsa, rovistandoci dentro. Lo sapevo che eri sconvolto,
ma questo...?.
Estrasse qualcosa dallo zaino e io sentii tutti i miei muscoli contrarsi,
ma lei non stava brandendo un'arma. Era una bambola. La Barbie
aveva i capelli dello stesso biondo luminoso di quelli di Beth e
portava una minuscola uniforme da cheerleader verde e bianca che,
grazie a bandierine e striscioni, sapevo essere i colori della scuola.
Tuttavia, anche se mi trovavo a una certa distanza, mi ero accorta
che c'era qualcosa che non andava in quella bambola. Il suo corpicino
di plastica era tutto rovinato e deformato e aveva una grossa
macchia rossa sulla pancia. Che schifo!, strill Beth, scuotendo
la bambola, e Ben sembr ancor pi pallido.
Beth, te lo giuro su Dio, non sono stato io ad appenderla al tuo
armadietto. Ancora una volta, Ben sollev il braccio. Non avrei
potuto....
Bugiardo!, grid lei, e il suo insulto riecheggi in tutta la palestra.
Per il professor Lewis era abbastanza. Si volt e soffi nel fischietto.
Giri di pista, tutti!.
Qui dentro o fuori nel campo da football?, chiese una ragazza.
A quel punto, Beth stava piangendo troppo e non riusciva a parlare.
Era diventata rossa come un peperone. Il professore aveva un
colorito della stessa sfumatura, e sembrava sconvolto. Non importa!,
url alla ragazza. Correte e basta.
Mi voltai verso Romy e mi accorsi che stava fissando Ben e Beth
con una strana espressione dipinta in volto. Romy?, le chiesi.
Met della classe aveva gi cominciato a correre pigramente intorno
alla palestra, mentre l'altra met si stava dirigendo verso
l'esterno.
Afferrandomi la manica, Romy mi spinse verso il secondo gruppo.
Dobbiamo parlare con Dex.
E di che?.
Ma lei non mi rispose.
Dex era di nuovo sugli spalti e stava leggendo. Non appena ci vide,
ci salut con la mano e balz gi dai gradini.
Sono stati buttati tutti fuori oggi? Cos', una rivolta? Avete deciso
di fare a pezzi Ben McCrary? E Izzy capitaner l'attacco?
Sta' zitto, disse Romy. Chiaramente aveva qualcosa in mente.
Per rispetto dell'asma di Dex, ci mettemmo a camminare lungo la
pista invece di correre, mentre Romy aggiornava Dex sul tracollo
di Beth.
Ah, la telenovela scolastica. Non mi stanco mai di seguirla, disse
lui, quando lei ebbe concluso il racconto.
Penso che sia qualcosa di pi, comment Romy, mordicchiandosi
l'unghia del pollice. E se la bambola fosse come la rana?.
Dex smise di camminare, infilandosi le mani nelle tasche della giacca.
Okaaaay, disse lentamente. Potrebbe... essere.
Che diavolo significa tutto questo?, chiesi io. Faceva troppo
freddo per starsene fuori in maglietta a maniche corte e pantaloncini
e avrei voluto essermi portata la felpa.
Vedendomi tremare, Dex si tolse la giacca e me la poggi sulle
spalle. In quel frangente intravidi un lampo argenteo sul suo polso.
All'inizio pensai fosse un orologio, ma in realt doveva trattarsi di
un braccialetto. Ero cos impegnata a cercare una pietra di sangue
- ero abbastanza sicura che Dex non fosse un vampiro, ma sempre
meglio controllare - che non prestai attenzione alla risposta di
Romy, finch non la sentii dire: ...come Mr Snyder.
Alzai la testa di scatto. Cosa?
Mr Snyder, rispose Dex. L'attuale scandalo cittadino, nonch
il caso di cui si sta occupando la PMS.
Trassi un profondo respiro, senza sapere come procedere. Dovevo
sembrare interessata, ma non troppo. Che  successo?, chiesi,
immaginando che fosse una domanda sicura.
 stato quasi ucciso da una creatura invisibile che brandiva un
microscopio, replic Romy.
Credo di aver bisogno di ulteriori spiegazioni, dissi, e Dex fece
finta di tenere qualcosa sopra la testa e di abbassarlo con forza,
producendo un suono sordo.
Mi soffiai sulle mani per riscaldarle, sorridendo appena. No, lo
so che si pu uccidere qualcuno con dell'attrezzatura da laboratorio.
 la parte sulla creatura invisibile che mi sfugge.
Mr Snyder era in una stanza da solo, disse Romy. Una stanza
chiusa dall'interno, senza finestre.
La sua spiegazione coincideva con quello che avevo letto sul giornale,
anche se quest'ultimo non aveva fatto menzione del microscopio.
E che c'entra la bambola di Beth con tutta questa storia?, chiesi.
E la rana?
Circa una settimana prima dell'aggressione a Mr Snyder, qualcuno
ha preso una delle rane morte che lui usava per dissezionarle
in aula, rispose Dex, voltandosi e mettendosi a camminare all'indietro.
 stata attaccata alla sua porta, con la testolina tutta sfracellata.
Avevo visto un sacco di cose disgustose nella mia vita, tuttavia arricciai
lo stesso il naso. Bleah.
Gi, fece Romy, rabbrividendo. Povera ranocchia.
Era gi morta, le ricord Dex, ma Romy non lo stava nemmeno
guardando.
E adesso la bambola, mormor lei a mezza voce.
Dex la guard da sopra il bordo degli occhiali da sole. Qualche
volta ti dimentichi che non tutti possiamo leggerti nel pensiero,
Romy. Non stai chiarendo la situazione a Izzy.
Romy si mise i capelli dietro le orecchie. Okay, dunque il fatto 
che la polizia pensa che chiunque sia stato ad attaccare Mr Snyder,
provava del rancore nei suoi confronti.
Una deduzione brillante, intervenne Dex, ma Romy lo ignor.
E la rana doveva essere una specie di avvertimento, un modo per
spaventarlo. Ma, come dicevamo, lui era solo nella stanza. Ha giurato
e spergiurato che non c'era nessuno l dentro e gli  sembrato
che il microscopio lo avesse aggredito di sua spontanea iniziativa.
Il che ci ha ovviamente indotto a pensare che si sia trattato
di un fantasma.
No, ha indotto te a pensare che si sia trattato di un fantasma,
Romy, disse Dex, e lei si spinse gli occhiali sul naso.
Hai una spiegazione migliore per un'aggressione che si  verificata
in una stanza chiusa dall'interno da parte di qualcosa che la
vittima non  riuscita a vedere?.
N Dex n io rispondemmo, e Romy fece un brusco cenno del capo.
Ecco. E poi lo sanno tutti che qui c' un fantasma: Mary Evans.
Era la figlia del sindaco di Ideal, ai primi del Novecento. Ha pure
frequentato questa scuola.
Allora si chiamava gi Mary Evans High?, chiese Dex. Sarebbe
una coincidenza stupefacente.
Romy aveva accelerato il passo e io e Dex fummo costretti a fare
lo stesso, lui sempre camminando all'indietro. No, allora si chiamava
qualcosa tipo Generale confederato. Comunque, Mary si
 innamorata di uno dei suoi professori.
Che schifo, dicemmo io e Dex all'unisono.
Ignorandoci, Romy prosegu. La loro storia d'amore dur per un
po', poi lei rimase incinta.
Doppiamente schifoso, disse Dex, girando sui tacchi e dandoci
quindi le spalle.
Cos decisero di fuggire insieme, continu Romy, con una scrollata
di spalle. O almeno questo fu quello che il professore promise
a Mary. Avrebbero dovuto incontrarsi in una grotta, appena fuori
dalla citt. Era l che si vedevano di solito.
Ma le ment e lei mor di freddo mentre lo aspettava e adesso il
suo fantasma infesta la scuola dove si sono conosciuti, conclusi
io, senza pensarci.
Mi ci volle un istante per rendermi conto che Romy e Dex avevano
smesso di camminare. Mi bloccai e mi guardai alle spalle.
Come facevi a saperlo?, mi chiese Romy. Vivi qui da quanto,
una settimana?.
Anche meno, per la verit, ma non era per questo che conoscevo
quella particolare storia di fantasmi. Ce n'erano in circolazione
diverse versioni. Il che non significava che non fosse vera; solo un
po'... noiosa.
Non avrei saputo dire se fossi delusa o sollevata. Avevo detto a
mia madre che sarebbe stato un caso facile, ma non pensavo cos
tanto. Era quello il fantasma con cui avremmo dovuto fare i conti.
Mi accorsi che Dex e Romy mi stavano fissando, aspettando una
risposta. Oh, giusto. La storia di Mary Evans. Se ne parlava nella
brochure sulla scuola che hanno dato a mia madre.
Dex si accigli. Abbiamo una brochure? E parla della storia del
fantasma locale?
Ce l'hai ancora?, chiese Romy. Potrei aggiungerlo alla mia cartelletta
su Mary Evans.
Mi sa che l'abbiamo buttata via, dissi rapidamente, prima di
cercare di cambiare argomento. Quindi pensate che il fantasma
di Mary Evans sia arrabbiato con i professori o....
Romy si mordicchi un labbro. Questo  quello che pensavamo
all'inizio. Ma se la Barbie  un avvertimento per Beth, cos come la
rana era un avvertimento per Mr Snyder, allora significa che....
Dex si ferm all'improvviso, portandosi una mano sul petto. Emise
una specie di rantolo e all'inizio pensai che stesse scherzando. Ma
Romy lo afferr per il braccio. Dex?.
Lui rovist in tasca e ne estrasse l'inalatore. Ne prese due boccate e
il rantolo lentamente cominci a diminuire. Un'altra boccata e parve
aver ripreso a respirare in maniera normale, anche se un po' concitata.
Scusate, disse. Non volevo fare una scenata drammatica.
Non dovresti correre, lo rimprover Romy, e lui alz gli occhi
al cielo.
Stavo solo camminando veloce. E comunque adesso sto bene.
Alz il capo e, anche se era un po' pi pallido, non sembrava sul
punto di collassare. Comunque, perch non vai a informare Anderson
della tua geniale intuizione? A quest'ora credo che abbia
Giornalismo.
Romy esit, e Dex le fece un cenno con la mano. Non ti preoccupare.
Se il professor Lewis decide di onorarci della sua presenza,
gli dir che sei andata nello spogliatoio. Non si azzarder a venire
a cercarti l.
Sei uno scemo, Dex, gli disse Romy.
Ed  per questo che ti piaccio. Adesso vai.
Una volta che Romy si fu allontanata, Dex si volt verso di me.
Finalmente soli.  andato meglio il tuo secondo giorno rispetto
al primo?
Sono stati entrambi densi di pericolo, ma dal momento che oggi
ci sono stati meno danni fisici, credo di poter affermare che sia
andata meglio.
Dex scoppi a ridere, ma aveva ancora il fiato corto. Sono contento
che tu abbia deciso di unirti alla nostra piccola banda di acchiappafantasmi.
Mi tolsi la giacca dalle spalle e gliela diedi, cercando di mostrarmi
pi disinvolta che potevo. Gi, non ti facevo il tipo.
Dex mi rivolse un mezzo sorriso e si riprese la giacca. Sono un uomo
pieno di misteri, Miss Brannick, mi disse. E ora, se vuole scusarmi,
penso di tornare ai miei spalti e al mio libro. Ci vediamo sull'autobus.
Lo guardai allontanarsi, chiedendomi di che genere fossero quei
suoi misteri.


CAPITOLO 12

Speravo di poter partecipare subito al mio primo incontro della
Paranormal Management Society, ma sulla strada di ritorno a casa,
quel pomeriggio, Romy mi inform che, per ragioni di budget,
potevano riunirsi solo ogni due settimane, il che significava che avrei
dovuto aspettare sino al gioved successivo. Mancavano dieci giorni
ed erano ben pi di quel che speravo - prima venivo a capo di quel
caso meglio era -, ma alla fin fine ne fui quasi contenta.
Intanto, la scuola era pi impegnativa di quanto pensassi. Le lezioni
di Inglese erano interessanti. Stavamo leggendo il Macbeth
e, anche se non avevo mai letto Shakespeare prima di allora, qualsiasi
storia che avesse a che fare con streghe, fantasmi e un po' di
violenza mi sembrava nelle mie corde. Anche Storia era okay, e me
la cavavo persino in Chimica, ma la geometria era uno dei nemici
pi ostici che avessi mai affrontato. Non avevo pensato molto a
come tenere insieme la caccia ai fantasmi e i problemi di matematica,
quindi lasciarsi per un po' il caso alle spalle non sarebbe stata
una cattiva idea.
Oltre a darmi modo di fare i compiti per casa, quei dieci giorni mi
avrebbero permesso di stringere un po' di pi con Romy e Dex. E
ancora non avevo incontrato il misterioso Anderson. Andava a scuola
in macchina e, dal momento che era al terzo anno, non avevamo
nessuna lezione in comune. Tuttavia mi sedevo tutti i giorni accanto
a Romy e Dex sull'autobus, e quando arriv il momento della
prima riunione della PMS mi sentivo gi una del gruppo. Mi chiesi
se tutti i ragazzi facessero amicizia cos velocemente o se quello era
appannaggio speciale di Dex e Romy.
Le riunioni della Paranormal Management Society si tenevano in
una delle classi prefabbricate che si trovavano sul retro della scuola,
e fu l che ci dirigemmo io e Romy quel gioved pomeriggio, quando
suon l'ultima campanella. Sono state dichiarate inagibili un milione
di anni fa, mi disse Romy, mentre entravamo in quella che sostanzialmente
era una roulotte, ma alcune scuole le usano ancora per
le lezioni di Artistica o di Giornalismo. Fece una smorfia. Insomma,
quelle che contano ben poco, secondo lo Stato del Mississippi.
Quella roulotte in particolare quell'anno non era stata utilizzata.
Puzzava di gomme da cancellare e moquette bagnata, ma c'era una
grande lavagna e alcuni banchi senza oscenit varie intagliate, quindi
aveva tutti i requisiti previsti da Romy. Prima ci riunivamo in
mensa, ma i custodi ci rompevano sempre. Romy si volt verso la
lavagna, prese un pennarello blu e scarabocchi: 1 punto: Izzy.
Da quanto tempo esiste questo gruppo?, le chiesi, mentre scriveva:
2 punto: Palestra/Beth/Bambola.
Avevo provato a fondarlo quando andavo alle medie, ma alcuni
genitori si sono lamentati. A quanto pare, investigare sul paranormale
 il primo passo verso il satanismo. Ma quando sono arrivata
alle superiori ero pronta.
Dopo aver scritto: 3 punto: Stasera?, Romy si volt e mi rivolse
un ampio sorriso. Ho spiegato a Mr Owens, il preside, che non
c' nulla di occulto. Sollev il pollice, per contare.  scienza. Alla
Duke si studia Parapsicologia, per l'amor del cielo. E poi, sollev
anche l'indice, qualche anno fa, alla Mary Evans High c'era
un'associazione che studiava vecchi omicidi irrisolti. Molto peggio
che andare a caccia di fantasmi. Dulcis in fundo, sollev anche il
medio, studiare le storie dei fantasmi che popolano quest'area aumenta
la nostra conoscenza del folclore locale.
Mi sedetti su uno dei banchi, accavallando le gambe. Wow. Lo
volevi davvero... s, insomma, fondare questo club. La porta si
spalanc e fece il suo ingresso un ragazzo allampanato, persino pi
alto di Dex. Aveva i capelli biondi lunghi fin quasi alle spalle e anche
se sul viso gli erano rimaste alcune cicatrici di brufoli, pur non
essendo bello come Dex, era comunque molto carino. Non appena
i suoi occhi si posarono su Romy, il suo volto parve illuminarsi.
Ehi, Romy, disse, con una voce sorprendentemente profonda.
Poi vide anche me. Oh. Ciao.
Feci un cenno di saluto. Ciao.
Anderson, lei  Izzy, disse Romy, e anche lei parve illuminarsi.
Anche lei fa parte del club adesso, ma cominceremo solo quando
saranno arrivati tutti.
Okay, disse lui, affabile, sedendosi sul banco pi vicino a Romy.
Tutti in realt voleva dire Dex. Arriv cinque minuti pi tardi
e si sedette al banco accanto al mio. Ehi, Izzy, mi disse, posando
quei suoi occhi blu su di me, sei abbastanza impressionata dal nostro
quartier generale?.
Romy gli tir il cancellino. Okay, adesso che ci siamo tutti, possiamo
cominciare questa riunione della Paranormal Management
Society. Primo punto, indic la lavagna. Diamo il benvenuto al
nostro nuovo membro, Izzy Brannick. Izzy frequenta la Mary Evans
da appena due settimane, ma si  gi dimostrata in gamba procurando
un danno permanente a Ben McCrary.
Wow, comment Anderson, guardandomi con un certo rispetto,
mentre io dicevo: L'ho solo colpito con un pallone.
Sono anni che lo sogno, replic Anderson. Puoi descrivermi
meglio cos' successo?
Pi tardi, rispose Romy al posto mio. Abbiamo un sacco di
cose di cui parlare.
Dopo aver rovistato nello zaino, ne estrasse un laptop. Ora, come
sapete sono successe un sacco di cose strane qui intorno ultimamente.
Oggi io e Izzy abbiamo osservato una cosa molto bizzarra.
Romy si appoggi al banco di fronte il mio, tenendo il computer in
equilibrio sulle gambe. Beth Tanner ha trovato una Barbie vestita
come lei e molto malconcia appesa al suo armadietto.
Anderson si sporse in avanti. Come Mr Snyder e la rana, osserv
sgranando gli occhi.
Possibile, disse Romy, girando il computer in modo che tutti
potessimo vedere. C'era una cartella sul desktop che si chiamava
Mary Evans e Romy ci clicc sopra. Okay, come tutti sanno,
Mary ha infestato questo posto sin da quando  morta.
Condannata a frequentare per sempre le superiori, disse Dex, scrollando
le spalle. Anche a me, al posto suo, verrebbe l'istinto omicida.
Romy non alz gli occhi dallo schermo, ma ci accigli. S, ma perch
quest'istinto omicida? Insomma, sono passati centinaia di anni,
e fino a pochi mesi fa l'unica attivit del fantasma era quella di
aprire ogni tanto gli sportelli degli armadietti o rubare degli oggetti
e farli riapparire in qualche posto strano. Cliccando su un'icona,
Romy apr un documento che riportava in testa la scritta Prove
in grassetto. Seguiva un elenco, che comprendeva anche i seguenti
punti: armadietti e gesso.
Quando le chiesi che significava, Romy chiuse il documento e disse:
Circa dieci anni fa, un'intera classe di Storia vide un gessetto
fluttuare per aria per una trentina di secondi.
A quel punto fui io ad accigliarmi. Tra un gessetto fluttuante
e una rana smembrata passava una certa differenza. Era molto
strano che un fantasma avesse quel tipo di controllo sull'ambiente
circostante. Se era opera di Mary Evans, prima mi liberavo di
lei meglio era.
Accanto a me, Anderson tamburell con una matita sul suo apparecchio
per i denti. Se  stata Mary a lasciare quella bambola per
Beth, tutta la nostra teoria sul professor Snyder va a farsi friggere.
Mi lanci un'occhiata, arrossendo leggermente. Avevamo immaginato
che se la fosse presa con lui proprio perch un professore,
come il tizio che... ehm, hai presente....
Sospirando, Dex si spost sulla sedia e mise i piedi sul banco accanto
a me. Come il tizio che l'ha messa incinta.
Per essere una teoria, non era poi cos campata in aria. Annuii. Ma
Anderson aveva ragione: perch adesso se la prendeva con Beth?
C' un qualche collegamento tra Beth e Mr Snyder?, chiesi, cercando
di fare la sprovveduta. Un motivo per cui la creatura che se
l' presa con lui possa essersela presa anche con lei?.
Romy si sedette sul banco, le ginocchia strette al petto e lo sguardo
fisso nel vuoto. A me non ne viene in mente nessuno. Beth non
frequentava nemmeno il corso di Biologia questo semestre.
Cal il silenzio, l'unico suono che sentiva era quello prodotto da
Anderson che si tamburellava sui denti o da qualche macchina di
passaggio. Poi Dex ripoggi i piedi a terra e proclam: Dunque,
adesso dir quello a cui tutti voi state pensando. Forse la storia si
sta ripetendo. Magari Beth e Mr Snyder avevano una relazione, proprio
come Mary e il professor Gross.
Romy, Anderson e io facemmo un'espressione disgustata, ma dovevo
ammetterlo, la sua era un'idea sensata, che rendeva ancor pi
plausibile la colpevolezza di Mary Evans. E tutto quel che avevo
bisogno di scoprire per liberare la scuola dal fantasma era chi
fosse questo fantasma.
Romy aveva cliccato su un'altra icona, un'immagine. Ritraeva diverse
persone vestite in abiti tipici del XX secolo. Erano in piedi su
un prato e alcuni dei ragazzi avevano in mano delle racchette da
tennis. Dietro di loro c'era una ragazza con i capelli chiari e gli occhi
grandi, che aveva un cerchio rosso disegnato intorno al volto.
Lei  Mary, disse Romy, indicandola sullo schermo.
Dex si protese sul mio banco per vedere meglio e a me arriv una
zaffata del suo profumo, piacevole e muschiato. Era carina, osserv.
Se fossi in lei, me la spasserei in paradiso, provandoci con
qualche bel ragazzo morto. Di certo non me ne andrei in giro ad
abbordare professori di scienze.
 legata a questo posto, disse Anderson, puntando la matita verso
il computer. Finch non otterr una qualche forma di giustizia,
continuer ad aggirarsi qui intorno.
Fu molto difficile tenere a freno la lingua, ma ci riuscii. Cos come
sui vampiri, anche sui fantasmi circolavano un sacco di dicerie
sbagliate. Se Mary Evans era legata a quella scuola, nemmeno tutta
la giustizia del mondo sarebbe stata in grado di staccarla. Avrebbe
continuato a vagare per i corridoi fino a quando qualcuno non le
avesse permesso di trovare pace.
Romy spense il computer. Quindi, facciamo una seduta spiritica?.
Alzai la testa di scatto. Aspetta, cosa?
Possiamo contattare Mary Evans attraverso una seduta spiritica,
disse Anderson. Fece un cenno del capo in direzione di un angolo
della stanza dove c'era una tavola Ouija ancora chiusa in una scatola
e poggiata su un banco. Possiamo parlarle e scoprire se  stata
lei. Magari questo weekend?.
Cavolo. Non sapevo chi avesse inventato le tavole Ouija, ma di
sicuro si trattava di un cretino. Quella scuola era infestata da uno
spirito pericoloso; non c'era affatto bisogno di invocarne un altro.
Ragazzi, siete sicuri che sia una buona idea? Insomma, le tavole
Ouija non funzionano, vero?.
Anderson mi fiss come se avessi appena insultato sua nonna.
Certo che funzionano. Insomma, non ne abbiamo mai provata
una prima, ma in televisione....
In televisione funzionano anche i rilevatori di onde elettromagnetiche,
si intromise Dex. E quello che hai tu invece  solo un
aggeggio con delle lucine lampeggianti.
L'ho avuto solo per poche settimane, quindi ancora non sappiamo
che cosa indicassero quelle lucine, replic Anderson, e Dex
alz le mani in segno di resa.
Maschi. Romy fece un sospiro profondo che mi rivel che quella
non era la prima volta che interrompeva un loro litigio. Il rilevatore
di onde elettromagnetiche di Anderson  molto bello, nonch
uno strumento utile per questo club. E lo stesso vale per la tavola
Ouija. Non appena riesco a trovare una sera libera, in cui non devo
fare da babysitter ai miei fratelli, organizziamo la seduta spiritica.
Dex fece una smorfia. Quindi praticamente se ne parla l'estate
prossima. Secondo me, aggiunse, Romy far da babysitter per
sempre a quei piccoli mostri.
Aveva usato un tono disinvolto, ma io sapevo che la maggior parte
dei Prodigium odiava il termine mostro. Lo trovavano offensivo
e non l'avrebbero mai utilizzato in una conversazione qualsiasi. Ancora
una volta mi chiesi che diavolo di creatura fosse Dex.
Sospirando, lui si mise a sedere e pos i piedi a terra con un tonfo.
Non vedo l'ora di sentire l'emozionante storia di Mary Evans
e scoprire come mai si sia evoluta dagli sportelli degli armadietti al
tentato omicidio.
Romy lo ignor e alz la mano per chiedermi di battere il cinque.
Allora, Izzy Brannick, sei pronta per la tua prima esperienza con
il paranormale?.
Battei il palmo contro il suo, senza sapere se mettermi a ridere o
a piangere. Prontissima, come sempre.


CAPITOLO 13

Non credo che Everton la ami davvero.
Certo che la ama, dissi a Torin, con la bocca piena di pasta precotta.
Insomma, ha rinunciato al sogno di fare un viaggio intorno
al mondo in barca a vela solo per accompagnarla al ballo scolastico.
Deve pur significare qualcosa.
Era venerd sera, e io e Torin eravamo seduti in camera mia. O
meglio, io ero seduta in camera mia. Se ne stava nello specchio,
aspettando che mamma rientrasse. Quando ero tornata da scuola
avevo trovato un biglietto in cui diceva che sarebbe tornata pi
tardi e che mi sarei dovuta organizzare da sola per la cena. E quindi
pasta precotta.
No, ne conosco di canaglie come questo Everton. Vuole Leslie
solo perch non pu averla. Una volta che lei avr ceduto al suo fascino,
se ne stancher.
Puntai il cucchiaio in direzione dello schermo: Everton e Leslie
erano al momento stretti in un abbraccio abbastanza appassionato.
Penso che abbia gi ceduto.
Bah, fece Torin, con un cenno della mano. Segnati quello che
ti sto per dire: lui la scaricher prima della fine del DVD.
Mi strinsi nelle spalle. Mi interessava di pi guardare Everton e
Leslie che si baciavano piuttosto che stare ad ascoltare Torin. Mi
chiesi se avrei mai avuto l'occasione di baciare qualcuno. Non sembrava
molto probabile, considerata la caccia al mostro e i problemi
familiari, tuttavia l'idea... mi stuzzicava.
Possiamo provare, la prossima volta che verr a trovarti in sogno,
disse a un tratto Torin, e i miei spaghetti trasbordarono dalla
scodella.
Cosa?.
Torin fece un cenno del capo in direzione della tiv. A baciarci.
Tu non l'hai mai fatto, e io sono abbastanza bravo... penso valga la
pena di fare almeno un tentativo.
Fulminandolo con lo sguardo, mi strofinai la macchia che mi ero
fatta sulla maglietta. Non voglio baciarti.
Torin inarc le sopracciglia e si protese in avanti. No? E perch?.
Posai la scodella sulla scrivania, non avevo pi molta fame. Prima
di tutto, sei un mago malvagio intrappolato in uno specchio, e
poi sarebbe... strano.
Lui si strinse nelle spalle. Certo, a meno che tu non voglia.
Non sapevo cosa rispondergli, per cui mi limitai a tornare a guardare
la tiv. Ti conosco da sempre, gli dissi, gli occhi fissi su
Everton e Leslie. Praticamente mi facevi da babysitter quando
mamma e Finn andavano in missione. Quindi baciarci  fuori
questione.
Mi aspettavo che mi prendesse in giro, invece lui si limit a minimizzare.
Molto bene. Pensavo solo di offrirmi.
Grazie, ma non sono interessata, mormorai, il viso che mi stava
andando a fuoco. Adesso Everton e Leslie stavano discutendo, ma
mi era sfuggito il motivo, e in ogni caso non me ne importava molto.
Dicevo sul serio quando avevo comunicato a Torin che baciarlo
sarebbe stato troppo strano. Ma d'altronde, non lo sarebbe stato
con qualsiasi ragazzo?
Gli lanciai un'occhiata con la coda dell'occhio. Fare pratica con
i baci in sogno non sarebbe stato come dare un bacio vero, dopotutto.
E...
No. No, no, no. Era un'idea stupidissima. Torin aveva quattrocento
anni pi di me, ed era pericoloso, nonch prigioniero di un cavolo
di specchio. La mia vita era sempre stata piuttosto strana, ma
volevo impedire che lo diventasse ancor di pi.
Mi alzai e premetti stop sul lettore DVD. Okay, per oggi basta
Ivy Springs.
Torin protest. Ma Leslie lo aveva appena accusato di provarci
con quell'altra ragazza, Lila! Ero quasi sicuro che Everton stesse
per lasciarla.
Continuiamo domani, gli promisi. Adesso, tu....
Venni interrotta da un insistente ronzio che proveniva da qualche
parte all'interno del mio zaino.
Che diavolo ?, mi chiese Torin, e io tutt'a un tratto mi ricordai:
il mio cellulare.
Lo presi. Mamma?.
Ci fu una pausa, poi: Ehm, no... Chi ? Izzy?.
Era un ragazzo. Ma chi... poi mi ricordai che il secondo giorno
di scuola avevo dato il mio numero a Adam. Adam! Ehi. Ciao.
Ciao.
Ciao.
Che conversazione entusiasmante, mormor Torin, e io mi voltai
appena a guardarlo.
Ecco, disse Adam. Ti ho chiamato perch stasera c' una partita
di basket e pensavo che potesse farti piacere andarci, ehm, con me.
Dal momento che io non gli risposi subito, si affrett a proseguire.
So che te lo sto chiedendo all'ultimo minuto, ma comincia tra
un'ora e se vuoi possiamo vederci l, oppure posso passarti a prendere...
insomma, come vuoi.
Abbassai lo sguardo sulla mia maglietta macchiata di sugo, la mente
che mi andava a mille. Un ragazzo, che sarebbe venuto a casa
mia. A prendermi. Per portarmi da qualche parte. Era senza dubbio
un appuntamento.
E io ancora non ero pronta.
Ci vediamo l, gli dissi, sperando che mia madre sarebbe tornata
presto. Altrimenti sarei andata a piedi. Dopo essermi messa
addosso qualcosa che non fosse macchiato di pomodoro, ovviamente.
Grande!, disse lui, a voce un po' troppo alta.
S!, esclamai io, cercando di dimostrarmi altrettanto entusiasta.
Allo specchio Torin alz gli occhi e si volt dall'altra parte.
Quindi ci vediamo a scuola, tra un'ora.
Va bene, acconsentii io, sperando che finisse tutto il prima possibile.
Le mani avevano gi cominciato a sudarmi. Com' che nessuno
dei personaggi di Ivy Springs aveva mai delle conversazioni al
telefono imbarazzanti come quella? A Leslie le mani non sudavano
mai, nemmeno quando Everton l'aveva chiamata per dirle che
la lasciava, cos lei sarebbe potuta andare a frequentare la scuola
d'arte in Italia.
Ci vediamo allora, disse alla fine Adam, e io feci un silenzioso
sospiro di sollievo. Okay... ciao.
Ciao.
Dopodich gettai il telefono sul letto e mi concentrai sull'armadio.
Che cosa pensi di metterti?, osserv Torin, il mento posato sulle
mani. Vediamo, ecco, una maglietta nera e un paio di jeans neri.
O forse se preferisci puntare sull'eleganza piuttosto che sulla comodit,
potresti metterti una maglietta nera e un paio di jeans neri.
Oooh!. Si mise a sedere, sgranando gli occhi. Sai come staresti
davvero bene? Con la maglietta....
Nera e un paio di jeans neri, conclusi io al posto suo. Molto
divertente.
Tuttavia, guardando il mio guardaroba, dovetti ammettere che
aveva ragione. A parte la felpa rosa, nel mio armadio c'era una marea
di roba identica. Una marea nera. E in pi non avevo la bench
minima idea di cosa si mettono le ragazze per andare a una partita
di basket.
Aggrappandomi all'anta con una mano, pescai una maglietta nera.
Sei una stupida, mormorai a mezza voce. Devi trovare un fantasma
e vai nel panico perch non sai cosa metterti.
Anche se non stavo parlando con lui - e lo sapeva -, Torin si
comport come se fosse stato il mio interlocutore. Ma queste
due cose sono collegate, no? Voglio dire, il fantasma e il fatto di
dover fare amicizia con dei patetici bambinetti. Non ti stai agitando
per dei vestiti. Stai solo facendo del tuo meglio per mantenere
la copertura.
Torin poteva essere molto fastidioso, davvero una gran rottura di
scatole, ma ogni tanto diceva proprio ci che avevo bisogno di sentire.
Quindi gli feci un sorrisetto, prima di gettare un asciugamano
sul mio specchio.
Lo sai che non guarderei mai, disse. Cos mi offendi.
Dopo essermi messa una maglietta pulita, mi occupai dei capelli.
Avevo ancora la treccia che portavo ogni giorno e per un secondo
pensai di lasciarli in quel modo. Ma no, avevo bisogno di un look
un po' diverso da quello che portavo a scuola, giusto?
Quindi mi sciolsi i capelli, pettinandomeli con le dita e lasciando-
meli ricadere sulle spalle. Infine presi uno stick di burro cacao dalla
borsa e me lo spalmai sulle labbra. Non possedevo dei trucchi, e
nemmeno mia madre, quindi di pi non avrei potuto fare.
Tolsi l'asciugamano dallo specchio per guardarmi. Torin era ancora
l e mi accigliai, cercando di vedere oltre la sua figura. Adorabile,
Isolde, mi disse, e dovevo ammetterlo, avevo un aspetto...
carino, con i capelli che mi incorniciavano il volto in quel modo.
Tuttavia le mani mi prudevano dalla voglia che avevo di intrecciar-
meli di nuovo. Le Brannick non portano mai i capelli sciolti, perch
sarebbero solo un fastidio mentre pugnalano un vampiro, sparano
a un mutaforma o ammazzano una strega.
Sentii la porta d'ingresso aprirsi. Iz?, mi chiam mia madre.
Mi diedi un'ultima occhiata prima di prendere la giacca e scendere
di sotto.
Mamma aveva le braccia cariche di libri, vecchi volumi che perdevano
pezzi di copertina in giro per casa riempiendola di puzza di
muffa. Tutto quello che sono riuscita a prendere dalla biblioteca
dell'universit... Oh.
Si ferm sulla soglia. Un nuovo look.
C' questo ragazzo, sbottai io. Adam. E lui, ecco, mi ha chiesto
se ci vediamo a scuola per una partita di basket, e stavo pensando
di chiederti se mi potevi accompagnare. Se per te va bene. Fa parte
della copertura.
Mamma sbatt le palpebre un paio di volte, poi si appoggi la pila
di libri sull'altro fianco. Cos', un appuntamento?
No, una missione, la corressi, e mi parve di notare che avesse
appena accennato un sorriso.
Allora va bene. Aspetta un attimo, giusto il tempo di mettere via
questa roba.
Le andai incontro per aiutarla, prendendo alcuni dei libri. Mentre
la seguivo nella stanza degli ospiti, diedi un'occhiata a qualcuno
dei dorsi. Due parlavano di infestazioni e fantasmi, ma uno aveva il
titolo cos sbiadito che non riuscii a leggerlo. Come mai tutti questi
libri?. Continuavo a non avere idea di cosa facesse mia madre
mentre io ero a scuola, anche se aveva menzionato il fatto di essere
andata all'universit della cittadina vicina a recuperare un po'
di materiale.
Sospirando, apr la porta con una spallata. Ricerche. Dal tono
della sua voce, compresi che non avrei ottenuto altro.
Ancora una volta il senso di colpa e un moto di rabbia mi attanagliarono
lo stomaco. Quelle ricerche avevano qualcosa a che fare
con Finn? Se cos fosse, perch mamma faceva tanto la misteriosa?
Izzy?, disse mia madre, e io mi resi conto che mi aveva appena
fatto una domanda.
Scusa. Poggiai i libri sul letto, accanto alla pila che aveva deposto
lei.
Ti ho solo chiesto se hai gi trovato qualcosa a scuola.
Be', in effetti s, le dissi, mettendomi i capelli dietro le orecchie.
Intanto, sono abbastanza sicura di aver scoperto l'identit del fantasma.
La aggiornai sulla storia di Mary Evans e su quello che avevo
scoperto alla PMS. Una volta che ebbi finito, mamma inarc le
sopracciglia. Un caso abbastanza tipico.
Esatto. Mi appoggiai alla sponda del letto. C' sempre un motivo
se alcune storie diventano leggende.
Mamma annu. E com'era questo club di acchiappafantasmi? Simile
agli altri?
S. Hanno ordinato un rilevatore di onde elettromagnetiche in
tiv e creato delle cartellette con le leggende locali. Questo genere
di cose. Vorrebbero fare una seduta spiritica, ma sto cercando di
trovare un modo per impedirglielo.
Mia madre abbass lo sguardo su uno dei suoi libri, quello intitolato
Fantasmi e infestazioni. Assicurati di riuscirci. L'ultima volta
che ho avuto a che fare con un gruppo di civili che andavano a caccia
di fantasmi, ce n' stata una. Invece di evocarli, hanno aperto
un portale sull'Unseelie Court, il regno delle fate moleste, attirandone
un bel po'. Non voglio ritrovarmi a dover ripulire un altro
pasticcio come quello.
Non sapevo se per ripulire intendesse chiudere il portale e cacciare
le fate o piuttosto eliminare le macchie di sangue umano
dalle pareti, o roba del genere.
Decisi che forse era meglio non approfondire.
Comunque, le dissi, giocherellando con le punte dei capelli, mi
sembra tutto abbastanza chiaro. La storia della rana e della Barbie
 strana, certo, ma....
Mia madre alz una mano. La che?.
Oh, giusto. Mi ero dimenticata di dirle della teoria di Romy, secondo
cui Mary cercava in qualche modo di avvertire le sue vittime.
Riempii quella lacuna, pi in fretta che potei.
Mamma si accigli. Strano, in effetti, comment. Ma non importa.
Se questa Mary Evans  il fantasma che stai cercando, allora
eliminala.
Ci sto lavorando, le dissi. Ma tu hai una missione alla fine del
mese, no? Mancano ancora due settimane.
Mamma emise un verso indistinto, e io ripensai a quello che mi
aveva detto Torin. Eravamo l per proteggere gli studenti della Mary
Evans High? Oppure mia madre stava tentando di offrirmi un assaggio
della vita normale?
Insomma, questo Adam, mi disse, sedendosi sul bordo del letto,
fa parte del lavoro oppure....
Fa parte del lavoro, ovvio, replicai io in fretta e furia e per qualche
strana ragione mi apparve davanti agli occhi la faccia di Dex.
Come mi sarei sentita se quella sera avessi avuto un appuntamento
con lui? Solo il pensiero mi faceva battere forte il cuore, una sensazione
non del tutto sgradevole.
Mamma mi lanci un'occhiata. Sei arrossita.
Mi trattenni dal coprirmi le guance con le mani. Cosa? No, non
 vero. Io...  solo che qui dentro fa caldo.
Ma mia madre non era il tipo da lasciarsi ingannare facilmente. Iz,
lo so che non abbiamo parlato molto di ragazzi, io e te.
E non ce n' alcun bisogno, mi affrettai a rassicurarla. Dex 
solo un amico.
Non mi resi conto dell'errore che avevo commesso fin o a quando
mamma non mi rivolse un'occhiata perplessa. Pensavo avessi
detto che questo ragazzo si chiamava Adam.
S, infatti, dissi io, voltandomi e dirigendomi verso la porta.
Dex  un altro ragazzo. Uno dei membri del club di cacciatori di
fantasmi. E siccome tu l'hai menzionato, mi  venuto in mente il
suo nome. Dovremmo andare....
Mia madre si alz. Due ragazzi?, mi chiese. Non avrei saputo
dire se era terrorizzata o impressionata.
Amici, ripetei. Niente di pi. Non sei stata tu a dire che dovevo
fare amicizia? Andare a... andare alla partita di basket serve
proprio a questo.
Ebbi la sensazione che mia madre si stesse destreggiando tra il
suo essere una Brannick, che voleva credere che io stessi facendo
tutto ci solo e soltanto per la missione - che poi era la verit - e il
suo essere mamma, che si era improvvisamente reso conto di avere
una figlia adolescente. Una figlia adolescente che usciva con dei
ragazzi adolescenti.
Allung una mano e pensai che stesse per poggiarmela su una spalla,
o roba del genere, invece alla fine lasci cadere il braccio lungo
il fianco. Izzy, sono contenta che tu ti sia tanto dedicata a questo
compito, ma... ricordati che queste persone con le quali trascorri
il tuo tempo sono solo parte del lavoro. Puoi pure divertirti un
po', ma sappi che alla fine non ci sar posto per loro nella tua vita.
Avrei dovuto limitarmi ad annuire, invece dissi: Ma tu hai degli
amici. O dei conoscenti. Tipo Maya. Tipo la persona che ti ha trovato
questa casa, chiunque sia.
Mamma si accigli appena. Quelli non sono miei amici, Izzy, e
poi non sono... civili. Si tratta di persone gi coinvolte in questo tipo
di vita. Persone che sanno dell'esistenza dei Prodigium e di ci
che facciamo.  diverso.
Capito, replicai, ma mia madre inclin il capo, per guardarmi
negli occhi. Hai capito? Hai capito sul serio?.
Pensai di nuovo a Dex, e a come era stato... bello sedermi accanto
a Romy durante le lezioni di Inglese.
Ma poi fissai mia madre e dissi: Certo. Un lavoro. Che deve essere
portato a termine. Punto e basta.
Mamma continu a guardarmi negli occhi per un altro istante,
poi sospir.
Okay, disse infine. Prendo le chiavi della macchina e ti accompagno
a questa partita.


CAPITOLO 14

La palestra era illuminatissima e, mentre attraversavo il parcheggio
e discendevo la collina, sentii i tamburi, lo scricchiolio delle scarpe
e le grida. Dentro, c'era persino ancor pi rumore e pi gente di
quanto mi sarei aspettata. A quanto pareva, lo sport era un affare
importante da quelle parti.
Adam mi stava aspettando appena oltre la porta, e fui sollevata dal
constatare che indossava pi o meno le stesse cose che aveva quella
mattina a scuola. Almeno sull'abbigliamento c'avevo azzeccato.
E, a giudicare da come guard i miei capelli, c'avevo azzeccato anche
sull'acconciatura. Stai bene, mi disse, indicando in generale
il mio aspetto.
Grazie, gli risposi io, sforzandomi di non mettermi i capelli dietro
le orecchie. Ehm, anche tu.
Per il primo appuntamento, Everton aveva portato Leslie in un
bel ristorante che alla fine dell'episodio era andato a fuoco. Tuttavia,
fino ad allora, era stata una serata carina. Non mi ricordavo
di averli visti in piedi, imbarazzati, alla disperata ricerca di qualcosa
da dirsi.
Perch questa non  una serie tiv, scema che non sei altro,  la
vita vera, mi dissi.
Alla fine Adam fece un cenno del capo in direzione dell'interno
della palestra. Ehm, di solito suono nel gruppo, ma oggi mi sono
preso la serata libera. Batteria.
Oh, commentai, senza sapere che altro aggiungere. La batteria
... rumorosa.
Adam inclin la testa di lato, come se non sapesse stabilire se la
mia battuta era stata divertente o meno. Poi si strinse nelle spalle.
Gi. Quindi ti piace il basket?.
Guardai oltre le sue spalle, dove un gruppo di ragazzi con indosso
delle divise in acrilico correva su e gi per il campo. Non lo so. 
la prima volta che assisto a una partita.
Lui sgran gli occhi. Wow, dici sul serio?. Dal tono della sua voce
sembrava che gli avessi detto che, non so, non avevo mai messo il
naso fuori di casa. Che non avevo mai respirato. Nel senso che non
l'hai mai vista dal vivo o che non l'hai mai vista nemmeno in tiv?
Tutt'e due, gli risposi. Non abbiamo mai avuto una tiv, quindi....
A quel punto Adam non pareva solo sorpreso, ma pi che altro
sconvolto. Forse fu per quello che mi misi sulla difensiva e feci un
cenno del capo in direzione del campo. Ho visto altre cose simili.
Poi mi ricordai che alla festa di streghe oscure alla quale stavo pensando
in campo non c'era una palla, ma una testa umana.
Forse non era una storiella da condividere con Adam.
Lui scosse il capo. Okay. Be', allora sono contento di poterti introdurre
alla tua prima vera partita di basket. Insomma, le nostre
squadre fanno schifo, ma meglio di niente, giusto?. Mi sorrise, ma
gli occhi non gli si illuminarono e capii che non ero l'unica a essere
delusa da come stava andando il nostro appuntamento.
Dovremmo entrare, disse, voltandosi verso la palestra. Io feci
lo stesso e andai subito a sbattere contro un ragazzo.
Scusa!, esclamai, allungando le mani per sostenerlo senza pensarci
su.
Solo che, visto che si trattava di Ben McCrary, lo avevo appena afferrato
per la spalla che gli avevo lussato. Fece un sibilo di dolore.
Scusa, scusa, scusa!, esclamai di nuovo, alzando le mani. Ben
mi fiss, pallido e con gli occhi sgranati, e tent di mettere quanto
pi spazio possibile tra se stesso e me.
Stai... stai lontana da me, sbott, prima di schizzare via.
Adam e io lo guardammo allontanarsi.
Io... ehm, credo di avergli lussato la spalla durante Educazione
fisica.
Adam lo stava ancora fissando. Okay, disse piano. Ne avevo
sentito parlare, ma pensavo fosse solo una diceria. Ecco, senza offesa,
ma tu sei minuta e Ben McCrary... no.
Gli ho tirato una semplice pallonata, fu tutto quello che riuscii
a replicare.
Voltandosi verso di me, Adam sbatt le palpebre. Quindi non
hai mai visto una partita di basket, non possiedi una tiv e riesci a
slogare una spalla con una pallonata?.
Immaginai che nessuno di quelli fosse un complimento, ma sorrisi
lo stesso. Gi.
Adam ne prese atto. Vado a prendere un paio di lattine di Coca,
disse alla fine, indicando con un cenno del capo il chioschetto.
Se vuoi, vatti a sedere e prendi i posti. Io ti raggiungo appena
ho fatto.
Perfetto, feci, sollevata all'idea che potessimo finalmente schiodarci
da l.
La partita sembrava essere appena cominciata, ma gli spalti erano
gi abbastanza pieni. Individuai un paio di posti vuoti nel mezzo e
stavo gi per farmi largo tra la folla, quando alzai lo sguardo e vidi
Romy, Anderson e Dex seduti alla fila pi alta.
Loro videro me e Romy mi fece un cenno, per dirmi di raggiungerli.
E io mi arrampicai, cercando di non pestare la mano a nessuno
nel corso del tragitto.
Una volta che fui l, Anderson si avvicin a Romy, lasciando un
po' di posto tra s e Dex. Io mi ci infilai a pressione, la coscia attaccata
a quella di Dex, ma praticamente erano tutti seduti l'uno
in braccio all'altro.
Eccoti, mi disse Dex, entusiasta, appoggiando i gomiti sulle ginocchia.
Sei venuta ad abbracciare lo spirito della scuola, a supportare
la squadra scolastica.
S, feci io, sono qui....
Ma prima che potessi aggiungere qualcosa su Adam, Romy si sporse
oltre Anderson e disse: Sono proprio contenta di vederti. Sembra
quasi un incontro della PMS improvvisato.
Dex alz gli occhi al cielo. Il che significa che Romy ha ingannato
me e Anderson promettendoci una serata di sport solo per rifilarci
le sue questioni da acchiappafantasmi.
Io lo sapevo che era un incontro della PMS, intervenne Anderson
con la sua voce profonda. Odio lo sport.
Dex allung le braccia verso il campo. Be', io no. E sono molto
interessato a vedere quei tizi in blu battere i Ricci, ovvero adorabili
schiappe della Mary Evans High.
Scusa, la nostra mascotte  il riccio?, chiesi io.
Fino a pochi anni fa era un soldato confederato, mi spieg Anderson.
Ma poi hanno deciso tutti di comune accordo che fosse
troppo aggressivo, quindi hanno indetto una votazione studentesca
per trovarne un'altra. Ed ecco che adesso abbiamo i Ricci della
Mary Evans High.
Annu e io, per la prima volta, vidi la mascotte. Era in piedi accanto
alle cheerleader. Era stato fatto qualche tentativo di farlo
apparire un duro. Gli aculei erano stati dipinti di color argento
per farli sembrare pi acuminati e la sua espressione era atteggiata
a un ghigno.
Tuttavia n gli aculei n l'espressione riuscivano a mascherare il
fatto che, alla fine della fiera, la mascotte fosse un riccio alto un
metro e ottanta.
Fu difficile distogliere lo sguardo da quello spettacolo, ma alla fine
mi girai verso Romy e le chiesi: Quindi, su quale storia di fantasmi
stai lavorando, stasera?.
Romy sbuff, facendo svolazzare la frangia. Be', avremmo dovuto
fare la seduta spiritica. Mia madre  tornata presto stasera, quindi
sarebbe stata l'occasione perfetta, ma quando siamo arrivati qui,
quello stupido prefabbricato era chiuso.
Guardandomi, aggiunse: Ho provato a scriverti un miliardo di
volte.
Avevo lasciato il telefono a casa. Ancora non mi ero abituata a
portarmelo in giro, cosa sulla quale ovviamente avrei dovuto lavorare.
Proprio non volevo che quei tre facessero una seduta spiritica.
Romy ci ha chiesto di rompere una finestra, disse Dex, ma io
le ho detto che non ero ancora pronto a commettere un crimine,
anche se in nome della scienza.
C' una qualche possibilit che tu riesca ad avere un'altra serata
libera a breve?, le chiese Anderson.
Prima che Romy potesse rispondere, Dex disse: Perch Adam
Lipinski sta venendo verso di noi?.
Oh!. Mi ero dimenticata di Adam. Tuttavia eccolo, stava salendo
gli spalti con due bicchieri in mano. Lui ... ehm, siamo venuti
insieme. Romy, Anderson e Dex si voltarono a guardarmi quasi
contemporaneamente.
Cio, avevate un appuntamento?, mi chiese Romy, inarcando le
sopracciglia. E tu sei venuta a sederti con noi?
Mi ha chiesto di trovare dei posti, le dissi io, sollevando una
spalla.
Probabilmente intendeva per voi due, disse Dex, scostando il
pi possibile la gamba dalla mia. E magari dei posti che non ti costringessero
a stare stritolata tra altri due ragazzi.
Romy si fiond all'estremit della panca e Anderson le si appiccic
pi che pot. Dex aveva un po' di spazio accanto e quindi si allontan
da me in modo che Adam potesse sedersi tra di noi.
Adam mi porse il bicchiere, ghiacciato e scivoloso. Grazie, mormorai,
improvvisamente di nuovo insicura e in imbarazzo. Non
avrei dovuto sedermi con i miei amici? Era per questo che Adam
aveva un atteggiamento cos... strano?
Bevendo un sorso di Coca, mi chiesi perch ci fossero in circolazione
un milione di libri su fantasmi e leggende e mostri e niente
di utile tipo: Come comportarsi durante un normale appuntamento
senza sembrare un'idiota completa.
Ehi, ragazzi, stavate parlando di roba di fantasmi?, ci chiese
Adam, e accanto a me sentii Anderson irrigidirsi un po'.
Ma Romy si chin in avanti, piacevolmente sorpresa. In effetti s.
Be', lo sanno tutti che a scuola c' un fantasma, e....
E voi pensate di mettervi in testa dei cappelli di stagnola e cacciarli
via?.
Adam l'aveva detto con il sorriso, tuttavia il suo tono sembrava...
beffardo. Sgradevole, addirittura.
L'espressione di Romy si indur, e lei si volt di nuovo verso il
campo. No, i cappelli di stagnola li usiamo solo quando ci sono
di mezzo gli alieni.
Dex, seduto accanto a Adam, sospir con fare drammatico e si
appoggi al muro, tirando fuori gli occhiali da sole e inforcando-
li. Dopodich allung le gambe, accavall le caviglie e incroci le
mani sulla pancia.
Accigliandomi, mi protesi un po' in avanti, per guardare oltre
Anderson. Quindi, visto che della seduta spiritica non se n' fatto
niente, di quali questioni pensavate di occuparvi stasera?, chiesi
a Romy.
Lei spost lo sguardo su Adam, poi disse: Pensavo solo che vista
la storia della bambola mutilata, avremmo fatto bene a tenere
d'occhio Beth.
Stasera fa la cheerleader, disse Anderson, indicando il gruppetto.
Eccola l, Beth, in mezzo alle altre ragazze in verde e bianco,
con un pon pon argentato in mano. Mi ricordai della bambola che
indossava un'approssimativa divisa simile a quella, tutta deformata
e macchiata di rosso.
Al mio fianco, Adam fece una smorfia. Oh, la Barbie psicopatica
che ha trovato nell'armadietto? Ma per favore!  solo una trovata
scema di Ben.
No, non lo , disse Romy, ma Adam fece girare il ghiaccio nel
bicchiere e alz gli occhi al cielo. Invece s. Romy, questa storia
degli acchiappafantasmi era carina quando andavamo tutti alle elementari,
ma ora ti rende solo una tipa un po' stramba. Lo sai, vero?
Meglio stramba che stupida, mormor Dex.
Senti chi parla, replic Adam, ma Dex non diede segno di averlo
sentito.
Comunque. Adam si alz e abbass lo sguardo su di me. Io
vado. Izzy, vieni con me?.
Lo fissai, e improvvisamente mi resi conto di una cosa. Non mi
aveva infastidito il fatto che avesse interrotto Romy, impedendomi
di procurarmi pi informazioni. Ero infastidita perch Dex aveva
ragione. Era proprio uno stupido.
No, gli risposi, avvolgendo le dita intorno al bordo della panca.
Penso che rester qui.
Adam non se lo aspettava, si vide benissimo. Per un istante, parve
confuso poi, forse, ferito. Ma subito dopo mi rivolse la stessa occhiata
che aveva rivolto a Romy. Okay, disse, scendendo di una
fila. Una ragazza che non ha mai visto la tiv prima d'ora probabilmente
 pi a suo agio con questi fricchettoni.
Detto ci, si volt e se ne and. Noi quattro lo guardammo allontanarsi.
Solo quando arriv in fondo agli spalti, Dex disse: Izzy,
non mi piace molto il tuo nuovo ragazzo.
Non mi presi la briga di correggerlo e dirgli che Adam non era il
mio ragazzo. Alla fine, il mio primo appuntamento era stato un
disastro. Ma come mai, vedendolo allontanarsi, mi sentivo cos...
non saprei, sollevata?
A un certo punto mi venne in mente un'altra cosa. Oh, cavolo.
Mi avrebbe dovuto riaccompagnare a casa.
Dex si fece scivolare gli occhiali sul naso, ma prima che potesse
aprire bocca, Romy si sporse in avanti. Mia madre viene a prendermi
tra un'ora. Possiamo accompagnarti noi.
Grande, le dissi io, ignorando un lieve guizzo di disappunto da
parte di Dex. In ogni caso, sarebbe stata un'occasione in pi per
chiacchierare con Romy.
Il pubblico url, probabilmente perch la nostra squadra aveva
fatto canestro. Tutti intorno a noi scattarono in piedi e applaudirono,
ma noi quattro restammo seduti.
Bene, Isolde, disse Dex, oltre il baccano, come ci si sente a essere
entrati a far parte ufficialmente della Squadra degli Emarginati?.
Non riuscii a trattenere una risata. Bene, gli risposi, e mi sorpresi
nel constatare che dicevo sul serio.


CAPITOLO 15

La partita era quasi finita e non avevo ancora capito le regole
del basket, ma avevo scoperto che la nonna di Dex gli mandava un
messaggio ogni dieci minuti quando non era a casa, che Romy si
arrotolava una ciocca di capelli al dito ogni volta che Anderson le
rivolgeva la parola e che Anderson era stato, almeno fino a un certo
punto, un discreto giocatore di basket.
Mi sono rotto il ginocchio facendo sci d'acqua, mi disse,
tamburellando sulla rotula in questione. Ma pazienza. Ho scoperto
nuovi modi di passare il tempo e poi ho trovato Ro... cio, il gruppo.
Andare a caccia di fantasmi mi sembrava molto pi divertente
che provare a far canestro con un pallone.
Anderson  uno sportivo pentito, disse Dex. Cosa che non si 
degnato di dirci se non dopo che eravamo amici gi da un mese. E
ormai era troppo tardi per tagliare i ponti, come avrei dovuto fare.
Sorridendo, Anderson allung un braccio, scansandomi, e diede
uno scappellotto a Dex, facendogli cadere gli occhiali.
Dex strill, indignato. Che offesa! Ecco, rescindiamo la nostra
amicizia.
Anderson si riappoggi al muro e scoppi a ridere. Come hai detto
tu, fratello,  troppo tardi. Si gir e mi guard. Naturalmente
se vuoi sfuggire a tutta questa follia, sei ancora in tempo. Sappi che
io non ti biasimerei.
Ehi, intervenne Romy, che mi piazz con fare possessivo una
mano sul braccio. Finalmente abbiamo un'altra ragazza nel gruppo.
Per favore, non fatela scappare a gambe levate.
Era strano vederli trattarsi con tanta intimit e poi constatare che
avevano lo stesso comportamento anche con me. Non mi era mai
mancato il fatto di non avere amici - non ti pu mancare qualcosa
se non l'hai mai avuta - ma non mi ero nemmeno resa conto di
quanto potesse essere bello.
Mi alzai. Corro in bagno. Torno subito per.
Romy parve sul punto di alzarsi a sua volta. Vuoi che ti accompagni?.
Esitai, un piede gi sulla panca sotto di noi. So dov', le dissi, ricordandomi
che ne avevo visto uno nell'atrio antistante la palestra.
Tuttavia probabilmente fu la risposta sbagliata, perch lei sembr
confusa. Ah, okay.
Scesi dagli spalti e quando uscii dalla palestra all'improvviso mi
resi conto del perch Romy si fosse offerta di venire con me. C'erano...
gruppi di ragazze radunate fuori dal bagno, che parlavano,
ridevano, si scambiavano il lucidalabbra. Cavolo, era una cosa che
le amiche avrebbero dovuto fare insieme?
Sospirando, mi voltai verso le porte della palestra, notando che le
luci dell'edificio scolastico erano accese. C'erano dei bagni anche
l e forse non tanto affollati.
La temperatura si era abbassata e, mentre mi diressi verso la scuola,
mi ritrovai a rabbrividire. Per fortuna il portone era aperto e i
bagni appena oltre la fila di armadietti.
Non appena aprii la porta i foglietti attaccati alla lavagna svolazzarono.
L'atrio era buio, anche se da sotto le porte dei bagni filtravano
due rettangoli di luce. Mi stavo dirigendo verso di esse, quando
un bagliore improvviso illumin l'ambiente.
Per un istante pensai che qualcuno avesse solo acceso l'interruttore,
invece no. Quella non era la rude luce fluorescente dei corridoi,
n quella fioca dei bagni. Era una luce bluastra che conoscevo
molto, molto bene.
Trassi un profondo respiro, cercai di calmarmi e mi voltai.
Mary Evans fluttuava per il corridoio, il lungo vestito bianco che
quasi strisciava per terra. Nella foto che Romy mi aveva mostrato
portava i capelli appuntati in una qualche graziosa acconciatura, ma
adesso invece erano sciolti sulle spalle. Non parlava, ma mi fissava,
con uno sguardo confuso e il viso traslucido.
Ciao, Mary, le dissi, e la mia voce risuon nel silenzio. Okay.
Era una buona notizia. La conferma che il fantasma che infestava
la Mary Evans High era in effetti quello di Mary Evans. Tuttavia,
era dura continuare a considerarla tale se pensavo che si trattava di
quello stesso fantasma che aveva cercato di uccidere una persona.
Devi lasciare questo posto.
La sua testa scatt su, le labbra tirate in un ghigno, e io feci un
passo indietro. Sentii sulla spalla il freddo metallo degli armadietti
e deglutii. Non puoi restare..., cominciai, poi lei avanz e ci fu
una folata di vento.
Fu come sprofondare in una vasca piena di acqua ghiacciata. Non
vedevo nulla a parte quella luce blu e tutt'intorno a me percepivo
un orribile senso di pressione, come se delle mani mi stessero spingendo
pi forte che potevano. Ma quella non era la cosa peggiore.
La cosa peggiore era la sua voce nell'orecchio che urlava cos forte
da impedirmi quasi di comprendere quel che stava dicendo. Pagare,
loro devono pagare, devono pagare, in continuazione. Delle immagini
mi cominciarono a danzare dietro le palpebre. Vidi del sangue
su un microscopio, vidi la mano fantasma di Mary impugnarne la
base. Poi una grotta e... del fuoco? Qualcosa che brillava, qualcosa
che bruciava.
All'improvviso la pressione e il freddo svanirono, le urla tacquero,
Mary non incombeva pi su di me.
Me la ritrovai davanti, a qualche passo di distanza, il petto che si
alzava e si abbassava come se stesse ancora respirando e uno sguardo
furioso. La bocca era aperta in un grido silenzioso, il capo gettato
all'indietro, verso il soffitto.
Poi si sollev da terra, levitando sopra la mia testa, e infine scomparve.
Mi ritrovai attaccata agli armadietti, quasi ansimante. Le ginocchia
mi cedettero e dovetti impegnarmi per restare in piedi. Le Brannick
non si accasciano a terra solo perch si sono ritrovate davanti
un fantasma.
Tuttavia, mentre mi scostavo dagli armadietti e mi mettevo una mano
tremante davanti alla bocca, dovetti ammettere che quello non
era un fantasma comune. Ne avevo visti di spiriti, prima di allora.
Erano tristi e confusi, qualcuno forse un po' arrabbiato. Ma nessuno
era mai stato furioso come quello di Mary Evans e di certo nessuno
aveva mai cercato di... Cielo, che cosa aveva cercato di fare?
Avevo quasi avuto la sensazione che volesse insinuarmisi sotto pelle.
Rabbrividendo a quel pensiero, aprii la porta del bagno. Una volta
dentro, mi spruzzai dell'acqua fredda sul volto e mi sforzai di
rallentare il battito del mio cuore. Ricordai a me stessa che essermi
trovata faccia a faccia con Mary Evans era una cosa buona - ehi,
almeno ora sapevo con chi avessi a che fare - e tornai in corridoio.
Una figura indistinta mi apparve di fronte e io con un grido soffocato
l'afferrai per la maglietta e la sbattei contro gli armadietti.
Anderson mi guard perplesso.
Oh!. Mollai la presa e lo lasciai andare, lisciandogli la maglietta
con il palmo della mano. Scusa, mi hai sorpreso. Mi spavento
facilmente.
Lui si mise i capelli dietro le orecchie e annu. L'ho notato. Mi
aspettavo che mi rivolgesse lo sguardo Tu, pazza violenta che mi
aveva rivolto Ben McCrary, ma Anderson si limit a sorridermi e
dirmi: Sapevo che ti vestivi come un ninja, ma non pensavo che
lo fossi per davvero.
Scoppiai a ridere. Non ti ho fatto male, vero?, gli chiesi. Lui mi
mise a tacere con un cenno della mano.
No problem. Romy ti stava cercando. Lei si  occupata della palestra,
mentre io sono venuto qui.
Dov' Dex?, domandai, prima di riuscire a trattenermi.
Anderson si strinse nelle spalle. Sua nonna aveva bisogno di lui,
cos  tornato a casa. Si accigli, guardandomi pi da vicino. Sei
sicura di star bene? Sembri pallida.
Aprimmo il portone e uscimmo fuori. S, solo.... Mi interruppi
e Anderson annu.
Sei sopraffatta dalla grandezza dello sport di squadra. Capisco.
Ridacchiando, feci spallucce. Pi o meno. Dopo che un fantasma
aveva cercato di stringermi nel suo abbraccio, l'aria non mi
sembrava pi cos fredda. Trassi un profondo respiro. Eravamo quasi
arrivati in palestra, quando Anderson disse: Ehi, Izzy.
Mi voltai e rimasi l ferma, le mani in tasca, le spalle curve. Ehm...
grazie per essere stata cos carina con Romy. So che le piace stare
con me e Dex, ma tu... ecco tu sei una ragazza e quindi....
Bloccai Anderson prima che finisse per inghiottirsi la lingua. Mi
fa piacere stare con Romy.  simpatica.
Anderson non era bello come Dex, ma il timido sorriso che gli si
dipinse sul volto fu davvero stupendo.  simpaticissima, concord,
entusiasta. Nonostante fino a dieci minuti prima fossi stata
spaventata a morte, a quel punto mi ritrovai a sorridere a mia volta.
Di chi state parlando?, chiese Romy, sbucando alle sue spalle.
Le orecchie di Anderson divennero tutte rosse e lui prese a calci
un sasso inesistente. Una ragazza, disse. Una ragazza che 
molto simpatica.
Romy inarc le sopracciglia. Ah, grazie per l'esaustiva informazione,
Anderson. Mi prese per mano e cominci a trascinarmi verso
il parcheggio. Andiamo, Iz, mia madre  arrivata.
Ciao, Anderson, gridai io, salutandolo con la mano libera.
Lui ci rivolse un timido cenno e si volt.
Insomma, mi chiese Romy, mentre ci dirigevamo verso il parcheggio,
a parte il fatto che sei stata scaricata da quel cretino di Adam,
com' andato il tuo primo evento ufficiale alla Mary Evans High?.
Lanciai un'occhiata alla scuola e, anche se non avrei potuto giurarlo,
mi parve di cogliere un lampo di luce blu. Intenso.


CAPITOLO 16

La mamma di Romy aveva un minivan, uno di quelli belli, con le
portiere che si aprono da sole e uno schermo sullo schienale di ogni
sedile. Non appena montammo sul retro, calpestai una bambola,
una manciata di cracker e una pila di Lego.
I miei fratelli sono delle bestie, scusa, disse Romy, sedendosi.
E per di pi sono quattro, mi inform sua madre, catturando
il mio sguardo dallo specchietto retrovisore. I suoi capelli erano di
qualche tonalit pi scuri dei miei e appuntati in una scombinata
coda di cavallo. Una grossa macchia che sembrava di succo d'uva
le occupava la maglietta dal colletto a met del torace.
Notai i seggiolini e fissai Romy. Hai tre fratelli?
Tre gemelli, disse lei con un cenno del capo. Tutti e tre maschi.
Tanto adorabili quanto malefici.
Romy, la rimprover sua madre, e Romy si sporse in avanti, aggrappandosi
al sedile di fronte a s. Mamma, gli voglio un sacco
di bene, lo sai. Ma anche tu devi ammettere che sono per met carini
e per met un concentrato di puro terrore.
Udii sua madre sospirare, mentre si guardava la macchia viola sulla
maglietta. Be', non hai tutti i torti.
Risistemandosi sul sedile, Romy prese il tappo di un bicchiere con
il beccuccio e lo gett sul pianale dell'auto. Almeno per nove anni
sono stata figlia unica. I miei genitori mi hanno adottato quando
avevo due anni, mi disse. Avevo undici anni quando sono nati i
gemelli, e la mia vita  cambiata da cos a cos. Mentre lo diceva,
accenn un sorriso che mi fece sciogliere qualcosa nel petto.
Una sensazione che non fece che peggiorare quando la madre di
Izzy mi chiese: E tu, Izzy? Hai fratelli o sorelle?
No, le risposi, con un improvviso groppo alla gola. Siamo solo
io e mia madre. Che altro potevo aggiungere? Mia sorella 
scomparsa sarebbe stata una risposta troppo strana e avrebbe dato
la stura a una serie di domande. Se avessi detto: Mia sorella 
morta non sarebbe stata la verit. O almeno, speravo che non lo
fosse. Quindi quella era la risposta pi semplice, anche se mi faceva
schifo doverla pronunciare.
Allora casa tua sar super silenziosa, comment Romy. Adesso
so dove posso rifugiarmi la prossima volta che ho bisogno di scappare.
Mi rivolse un luminoso sorriso.
Certo, dissi io, mentre provavo a immaginarmi Romy a casa mia.
Non avevo mai avuto compagnia prima di allora. Come si sarebbe
comportato Torin? Forse se l'avessi avvisato...
Dobbiamo prendere un gelato prima di accompagnare Izzy a
casa, Romy inform sua madre. Ha avuto una serata difficile.
Mi girai verso di lei. Non le avevo detto di aver visto il fantasma
di Mary Evans, quindi come faceva...
 stata mollata da un cretino.
Non sono stata mollata, replicai in fretta, ma Romy agit la mano.
Okay, tecnicamente sei stata tu a dirgli di voler restare con noi,
ma ci non toglie che abbiamo bisogno di un gelato.
Credo di stare bene, le dissi, sorridendo.
Sei sicura?, mi chiese la mamma di Romy. Perch io l'ho sempre
detto a mia figlia, quando i ragazzi fanno i cretini, l'unica cosa
che pu consolarti  un gelato. O forse un po' di shopping.
Oooh!. Romy si raddrizz sul sedile. S, shopping! Ecco di
cos'ha bisogno Izzy. Insomma, non adesso, ovvio, ma molto presto.
Senza offesa, aggiunse, mi piace il tuo stile total black, ma hai bisogno
di qualcosa di colorato.
Considerando che lei indossava una maglia di un giallo cos intenso
che praticamente risplendeva al buio, il suo concetto di colore
mi innervos. Ma in fondo non ero stata io a preoccuparmi
che il normale guardaroba Brannick non andasse bene alla Mary
Evans High?
Okay, dissi. Posso farcela ad affrontare un giro di shopping.
Ottimo!, esclam Romy. La settimana prossima. Mamma, ci
puoi accompagnare? Gioved?
Va bene, disse lei, prima di incrociare il mio sguardo attraverso
lo specchietto retrovisore. Romy mi ha detto che ti sei unita al
club. Anche a te piacciono queste storie sul soprannaturale, Izzy?
S, certo, le risposi. Sono stata felice di scoprire che a scuola
ci fosse un'associazione interessante come la Paranormal Management
Society.
Be', mi fa piacere. A Romy far bene avere delle amiche femmine.
Non che Anderson e Dex siano dei cattivi ragazzi. Solo che per
lei  difficile trovare altre ragazze che condividano i suoi interessi.
Mamma, disse Romy, imbarazzata.
Io le lanciai un'occhiata e mi sentii invadere dal senso di colpa. Mi
piaceva, sul serio. Ma non ero diventata amica sua perch mi stava
simpatica. Io... la stavo usando.
Era questo che intendeva mia madre quando mi aveva detto di non
stringere troppo perch le persone con cui sarei entrata in contatto
erano solo un mezzo per raggiungere un obiettivo?
Quando la mamma di Romy fren davanti il vialetto di casa nostra,
quel pensiero mi angosciava ancora, ma cercai di far s che non si
notasse. Dissi in tono allegro a Romy che ci saremmo viste l'indomani,
ringraziai la madre per il passaggio e smontai dalla macchina.
Entrai in casa e trovai mamma seduta al tavolo della cucina, con
uno di quei suoi antichi libri davanti. Mi sedetti di fronte a lei, ma
a stento alz lo sguardo. Com' andata?.
Mi strinsi nelle spalle. Bene. Ho visto il fantasma con cui abbiamo
a che fare e, lascia che te lo dica, quella ragazza  proprio infelice.
 anche pericolosa?, mi chiese mamma, intrecciando le dita
sul libro.
Posso gestirla, risposi automaticamente, pur ricordando quanto
mi era parsa furiosa Mary. Pensai di chiedere a mia madre se sapeva
se i fantasmi sono in grado di possedere la gente - se di questo
si era trattato quando avevo sentito tutta quella pressione intorno
a me - ma decisi che era meglio di no. Doveva convincersi del fatto
che avrei potuto cavarmela da sola.
Perch potevo.
Quindi, prima che mi chiedesse altro, aggiunsi: Credo di aver
cementato i rapporti con quei ragazzi che fanno gli acchiappafantasmi,
ma....
Ma?.
Sospirai e poggiai il mento sulle mani. Mi sa che non sono molto
brava con gli appuntamenti.
Mamma trattenne una risata e torn ad abbassare lo sguardo sul
libro.  brutto se ti dico che la cosa mi fa molto piacere?.
Avrei voluto chiederle qualcosa di pi. Tipo, avevo fatto male a
sedermi con il gruppo della PMS? Adam era un cretino o era normale
comportarsi in quel modo per i ragazzi della sua et? Insomma,
Dex non si comportava cos, ma d'altronde lui non era un ragazzo
normale, e...
Finn ha mai avuto un appuntamento? Quando avevate quelle
missioni che duravano settimane. C' mai stato un ragazzo, o qualcosa
del genere?.
Sorpresa, mia madre alz gli occhi. Io... sinceramente non lo so.
Non mi ha mai parlato di nessun ragazzo.
Se avessimo ritrovato Finley - quando l'avremmo ritrovata - l'avrei
chiesto a lei.
C'erano un paio di penne sul tavolo e io ne presi una, mettendomi
a picchiettare sul libro di mamma. Insomma, questa ricerca.
Su che cos'?.
Stringendo il volume tra le dita, lo allontan, quel tanto che bastava
perch non ci arrivassi. Niente di cui tu debba preoccuparti.
Una cosa che sto studiando per conto di Maya.
Inspir dal naso, proprio come faceva Finn subito dopo aver detto
una bugia. Ebbi un tuffo al cuore e sentii l'improvvisa urgenza
di toglierle il libro di mano per capire che cosa l'interessasse tanto.
Doveva esserci di mezzo Finley. Ma in quel caso, perch non mi diceva
niente? Perch non lasciava che l'aiutassi?
Perch ha paura che tu mandi tutto a rotoli, mi sibil una vocina
nella mente. Perch se tu fossi entrata in quella casa con Finley,
probabilmente lei sarebbe ancora qui.
Sbattei le palpebre per trattenere le lacrime e mi limitai ad annuire.
Okay.
Il silenzio che era calato tra noi si stava trasformando in qualcosa
d'imbarazzante, quindi mi schiarii la gola e dissi: Sai, le uniche
cose che mi spiego di ci che  successo alla Mary Evans sono la
rana e la Barbie.
Mamma poggi i gomiti sul libro. Hai ragione. Ci sono un sacco
di storie sui fantasmi che attaccano gli umani, ma quel livello di
manipolazione fisica... ci vuole molta energia. Non si tratta solo di
brandire un'arma, ma di pianificare un'aggressione.
Annuii, tamburellando con le dita sul tavolo. Un po' troppo complesso
per un fantasma.
Complesso, s, ma non impossibile.
Sia io che mamma trasalimmo quando udimmo la voce di Torin
aleggiare in cucina. Mi diedi un'occhiata intorno, chiedendomi dove
fosse, e i miei occhi si posarono sull'orologio sopra i fornelli. Era
incorniciato da uno specchio dagli angoli smussati e anche se la superficie
riflettente era minuscola e la sagoma di Torin si intravedeva
appena, riuscii comunque a scorgerne qualche pezzetto.
Torin, lo sai che dovresti restare nel tuo specchio, disse mamma,
alzandosi e dirigendosi verso l'orologio. Lo sollev dalla parete
e Torin emise un gemito di dolore.
Mi alzai anch'io e appoggiai una mano sul tavolo. Avevi mai visto
qualcosa del genere prima d'ora?.
Mamma si blocc, l'orologio riflettente in mano. Non riuscivo a
vedere l'espressione di Torin, ma potei comunque udire chiaramente
la sua risposta: Solo una volta. La mia congrega aveva suscitato
un fantasma pi molesto degli altri. Dal canto loro, gli spiriti di
solito sono innocui, ma se vengono ridestati da un qualche tipo di
magia, be', allora  tutto un altro paio di maniche.
Mia madre pos l'orologio sul tavolo, valutando le sue parole.
Quindi pensi che sia stata una strega o uno stregone a suscitare
questo spirito?
Possibile. Mamma aveva messo lo specchio a faccia in gi, quindi
la voce di Torin ci giungeva attutita. O, quanto meno, potrebbe
averlo, per cos dire, attivato. Isolde ha detto che per qualche tempo
a scuola si sono registrate le tracce di una normale infestazione,
quindi perch no? Che cosa  cambiato negli ultimi mesi tanto da
spingere uno spettro qualsiasi in una creatura in grado di attaccare
una rana morta a una porta o mutilare una bambola?.
Mi morsi il labbro. Da quando Dex viveva a Ideal. Non poteva essere
una coincidenza se non appena quel ragazzo, che sicuramente
era qualcosa, era arrivato in citt, Mary Evans era diventata un super
fantasma.
Ma mia madre si limit a stringersi nelle spalle. Be', poco importa.
Potente o no, non  difficile disfarsi di un fantasma. E a noi
rimangono solo pochi giorni, prima della luna piena. Izzy lo eliminer,
punto e basta.
Solo che io non la vedevo cos semplice. Se qualcuno si era messo a
suscitare fantasmi, cosa gli avrebbe impedito di suscitarne un altro,
una volta che Mary Evans se ne fosse andata? Per un secondo appena,
ebbi sulla punta della lingua il desiderio di dire a mamma di Dex.
Ma se l'avessi fatto e lei avesse ritenuto che questo caso era troppo
complicato per me decidendo di occuparsene in prima persona?
Lanciai un'occhiata alla pila di libri sul tavolo... la ricerca super
misteriosa di mia madre, quella di cui non voleva parlarmi.
Se lei poteva avere dei segreti, perch non potevo averne anch'io?


CAPITOLO 17

Ecco. Romy aggiunse un maglione alla pila che avevo tra le
braccia. Le rosse stanno bene in verde.
Gettai un'occhiata dubbiosa alla maglia. Ma questo non sembra...
verde.
Quella particolare sfumatura si sarebbe potuta definire radioattiva
o forse velenosa. Parole che avrebbero dovuto far parte del
nostro vocabolario di quella mattina.
Accigliandosi, Romy allung una mano verso lo scaffale e prese
una gonna nera. Ecco, Ninja Lady, disse, e la mise in cima alla
pila. Puoi abbinarlo con il nero.
Facevamo shopping da pi di un'ora, e Romy mi aveva gi fatto
prendere una blusa rosa, due paia di jeans non neri, tre magliette
in varie tonalit di viola e persino un vestitino giallo. Se non te lo
vedo addosso il primo giorno di primavera, ci resto male, aveva
detto, mentre me lo mollava tra le braccia.
Okay, avevo replicato io, anche se c'era una vocina nella mia
mente che mi ricordava che in primavera non sarei stata a Ideal.
Misi via sia il maglione verde che la gonna nera. Mi sa che siamo
a posto, Romy. Credo di aver raggiunto il limite della carta di credito
di mia madre.
Romy fece un profondo sospiro e accarezz il maglione verde. E
se me lo comprassi io e ogni tanto te lo prestassi?.
Scoppiai a ridere. Tu e quel maglione siete chiaramente fatti l'uno
per l'altra.
Dopo aver lasciato il negozio, avevamo ancora una mezz'oretta a
disposizione prima che sua madre ci venisse a prendere. Ideal aveva
un solo centro commerciale e, anche se non era di altissimo livello,
ospitava diversi negozi carini. Inoltre, non potevo non ammetterlo,
il profumo che arrivava dalla zona ristoro era una vera tentazione.
Ma invece di dirigersi da quella parte, Romy mi port in un negozio
di giocattoli dall'aria abbastanza triste.
Guarda, sono gi piena fino al collo di Mio Mini Pony, le
dissi, mentre mi trascinava verso l'ingresso. Romy alz gli occhi
al cielo.
Prima di tutto, non si possiedono mai abbastanza Mio Mini Pony.
Lo dice la scienza. E comunque non siamo qui per questo. Devo
comprarmi una nuova tavola Ouija. Quella vecchia  tutta graffiata
e puzza di scuola.
Ah, giusto. Dovevamo fare la seduta spiritica. Avevo promesso a
mamma che l'avrei impedito, e invece che cosa avevo fatto? Ero andata
a una partita di basket e mi ero comprata dei vestiti.
Dobbiamo fare sul serio una seduta spiritica?, le chiesi, mentre
mi guidava verso la sezione giochi da tavolo.
Uhm, s. Non appena avr un'altra serata libera. Esaminando le
varie scatole, finalmente trov quella che stava cercando. Ecco!.
Fece per tirare gi la tavola Ouija dallo scaffale, ma io spostai la
borsa sull'altra spalla e misi una mano sulla scatola. Senti, mi piacerebbe
un sacco fare una seduta spiritica, ma questa roba  troppo
datata. Non c' qualcosa di pi... tecnico?.
Romy non moll la confezione, tuttavia si ferm un secondo a riflettere.
Tipo cosa?
Non lo so. Per esempio, Anderson non si  appena comprato
un nuovo rilevatore di onde elettromagnetiche? Forse potremmo
usare quello. E poi, onestamente, ti fideresti mai di Dex con una
tavola Ouija?.
Era il tasto giusto su cui far leva. Romy trasal visibilmente. Ehi.
Hai ragione. Di sicuro la userebbe per far dire a Mary Evans, quella
insolente sgualdrina, cose inappropriate.
Non potei trattenermi dal ridere. Esatto, farebbe proprio cos.
La scatola rimase sullo scaffale. Anderson non vede l'ora di mettere
alla prova quel rilevatore di onde elettromagnetiche. Vediamo
se riesce a registrare la presenza del fantasma. Con uno strumento
come quello Dex non pu fare casini. Arricci il naso. O forse s.
Cercai di non sospirare di sollievo quando diede le spalle allo scaffale
dei giochi da tavolo. Fantastico, dissi. E poi non vedo l'ora
di scoprire come funziona l'aggeggio di Anderson. Ovviamente
avrei fatto in modo che non funzionasse, ma mi guardai bene dal
dirlo a Romy.
Lasciammo il negozio di giocattoli e scendemmo al piano di sotto,
dirigendoci verso l'ingresso. Una qualche ballata anni Ottanta
risuonava dalle casse e una mamma dall'aria infastidita ci pass
accanto, trascinandosi dietro un bambino. A qualche metro di
distanza c'era una grande fontana dalla quale sgorgava dell'acqua
dall'intenso colore turchese. Sul bordo stavano sedute due ragazze,
che ridacchiavano.
Sei un'aliena?
Cosa?, chiesi, voltandomi verso Romy. Stava sorridendo, ma
c'era una punta di genuina curiosit nei suoi occhi scuri.
Ti stai guardando intorno come se non fossi mai stata in un centro
commerciale prima d'ora. E qualche volta hai quello sguardo
anche a scuola.
Oh, risposi, arrossendo. A quanto pare non mi ero integrata
proprio per niente.
Dove vivevi prima?, mi domand Romy, sorpassando una coppia
di anziane signore che camminavano a passo spedito.
Tennessee. Mi chiesi subito se fosse il caso di aggiungere altro,
quindi mi affrettai a proseguire. Andavo in una piccola scuola
solo per ragazze, per cui s, molte di queste cose per me sono una
novit.
Quella risposta parve soddisfarla. Okay, ma perch tua mamma
ti ha portato via da l e ti ha costretta a venire a Ideal, Mississippi,
alias la Cittadina pi Noiosa del Pianeta Terra?
Oh, non lo so, risposi, dondolando la borsa sulla spalla. Nella
mia vecchia scuola non c'erano fantasmi. N acchiappafantasmi.
Pensai a Ivy Springs, e al modo in cui Leslie e sua cugina Lila, che
era identica a lei, ridevano, si tenevano a braccetto e si davano
colpi di anca. Mi chiesi se fosse il caso di provarci anch'io con Romy.
Ma lei era molto pi alta di me, quindi se avessi provato a colpire
la sua anca con la mia, avrei finito per prenderle la coscia e... be',
meglio lasciar perdere.
All'improvviso le si illumin il volto e mi afferr per il braccio.
Oh, a proposito di acchiappafantasmi....
Si mise a rovistare nella borsa, alla ricerca di qualcosa. Ti ricordi
di quando hai chiesto se c'era qualche connessione tra Beth e Mr
Snyder? Insomma, qualcosa che non fosse disgustoso e illegale?
Eh, dissi io, scansando un paio di ragazzini con dei palloncini
legati al polso.
Ecco, ho fatto un po' di ricerche su internet e ho trovato questo.
Estrasse un foglio di carta ripiegato su se stesso e me lo porse.
Veniva dal sito della Mary Evans High. Il titolo recitava La Mary
Evans High celebra una storia Ideale.
Insomma, l'anno scorso la scuola ha organizzato questo grosso
evento sulla storia della nostra citt, coinvolgendo gli studenti e i
professori la cui famiglia viveva gi qui quando Ideal  stata fondata.
Indic la foto. Guarda qui, ci sono sia Beth che Snyder.
Riconobbi Beth abbastanza facilmente e notai che nella foto c'erano
anche Adam e Anderson. Mr Snyder, un tizio dai capelli scuri
che doveva essere circa sulla trentina, era l'unico adulto.
Lo so, non  molto. Ma pur sempre qualcosa, no?. Romy mi stava
guardando con i suoi grandi occhioni scuri.
S, concordai, studiando la foto.
Devono pagare, aveva detto Mary Evans. Pensato. Sentito. Qualsiasi
cosa fosse quel suo grido che avevo avuto nella testa. Ma Mary era
morta di freddo, secondo la leggenda. Un modo abbastanza brutto
di andarsene, per il quale per non si poteva incolpare nessuno. E
se invece lei avesse ritenuto qualcuno responsabile della sua morte
e stesse cercando di vendicarsi sui discendenti? Non sarebbe stata
la prima volta che succedeva qualcosa di strano.
Continuo a chiedermi perch adesso.  morta da cent'anni, e poi
a un certo punto  impazzita?. Lanciai un'occhiata a Romy.
Lei si strinse nelle spalle. Chi lo sa perch i fantasmi fanno le
cose?. Sorrise. Ooh, o forse la nostra citt  stata costruita sopra
l'Oltretomba! E l'energia malvagia adesso sta cominciando a
infiltrarsi qui a Ideal. Rimase a rimuginare su quell'ipotesi come
un bambino che riflette sulla sua lista di regali di Natale. Cavolo,
pensa a quanti fantasmi ci sarebbero, disse con aria sognante. E
io quasi scoppiai a ridere.
Non ero sicura che si potesse essere eccitati all'idea che la propria
citt fosse un portale per l'Inferno, tuttavia diedi una pacca sulla
spalla a Romy e dissi: Speriamo.


CAPITOLO 18

Alcuni giorni dopo, ero a cena con mia madre e stavo arrotolando
gli spaghetti alla forchetta. Quindi Mrs Steele ci ha detto che
Macbeth era una persona reale che ha davvero ucciso un re, ma che
invece le streghe e i fantasmi sono inventati. Cosa, che ovviamente
non  vera.
Presi un boccone di pasta, lo masticai e deglutii, poi aggiunsi:
Peccato. Penso che tutti sarebbero stati molto pi interessati se
avessero saputo che era tutto vero. Forse scriver qualcosa del genere
nel tema.
Mamma mi lanci un'occhiata strana, quindi mi affrettai a correggermi.
Non direi certo che le streghe e i fantasmi esistono davvero,
ma magari qualcosa a proposito del fatto che il soprannaturale....
 l'ultima notte del mese, Izzy, disse mia madre, scuotendo il
capo. Non sar necessario scrivere quel tema.
Abbassai la forchetta. Giusto.
Spingendo via il piatto, mamma pos i gomiti sul tavolo. Non te
lo sei dimenticato, vero?.
Certo che non me lo ero dimenticato. Solo... solo che non avevo
pensato di dover lasciare Ideal subito dopo aver disinfestato la
scuola. Che stupida. Se lo spirito di Mary veniva messo a dormire,
quale altra ragione avremmo avuto per restare l?
Mamma si alz, portando il piatto al lavello. In ogni caso, questa
 la notte giusta. Ho preso alcuni barattolini di sale in negozio.
Sono nella dispensa.
Udii rumore di piatti, poi lei apr il rubinetto. Hai fatto un buon
lavoro, disse, dandomi le spalle. Sei riuscita a scoprire chi  il
fantasma e adesso lo eliminerai, senza che nessuno si faccia male.
Nessuno eccetto quel tuo compagno di Educazione fisica, almeno.
Vuoi che venga con te stasera?
Penso di essere in grado di spargere un po' di sale sul terreno,
dissi, e mi odiai per il tono petulante che avevo usato.
Probabilmente non era piaciuto nemmeno a mia madre, perch
sospir e si volt verso di me. Non tutti i casi sono affascinanti,
Isolde. Alcuni prevedono solo... di versare del sale e dire un paio
di formule magiche. Andiamo.
Lo so, replicai. Nel silenzio che segu riuscii a sentire il plin-plin
delle gocce d'acqua nel lavello.
Mamma si volt. Ti  piaciuto andare a scuola?.
Sorpresa, mi strinsi nelle spalle. Pi o meno, le risposi. Insomma,
ci sono andata solo per un mese e non che sia stato particolarmente
eccitante. Le superiori sono sempre cos... noiose?.
Mia madre accenn quello che sarebbe dovuto essere un sorriso.
Le mie lo sono state.
Gli spaghetti mi sfuggirono dalla forchetta. Sei andata alle superiori?
In una scuola normale?. Da quel che sapevo nessuna Brannick
aveva mai trascorso molto tempo nel mondo umano. Eravamo troppo
impegnate ad allenarci, a combattere e a salvare il mondo dal male.
Per un po', disse mia madre. Insieme a mia sorella. Nostra madre
aveva un lavoro in California che fin per prenderle molto tempo.
Pens che fosse una buona idea farci provare la scuola mentre
eravamo l.
E ti  piaciuta?
Come se mi strappassero i denti tirandomeli fuori dal naso. Mi
venne da ridere, ma nello stesso tempo quelle parole mi parvero cos
tipiche di Finn che provai una stretta al cuore. Lo prender come
un no, riuscii a commentare infine, e mamma ridacchi.
Non era terribile, in fondo. Mi piaceva la storia e poi era tutto...
nuovo, ecco. Non faceva per me, ma sono stata contenta di fare
quest'esperienza. Alla fine. Esit di nuovo, come se non riuscisse
a decidersi a proseguire. Poi disse: Mi ha permesso di capire quel
che non volevo.
I nostri occhi si incrociarono attraverso la cucina. Mi dispiace,
Iz. Per te e per Finn. Avrei dovuto permettere a entrambe di scegliere.
Prima.
Avresti potuto permetterci... di scegliere di non essere Brannick?,
le chiesi. Mi sembrava la cosa pi impossibile del mondo. Era
questo che eravamo, eravamo nate per questo. Non si pu rifiutare
cos la propria discendenza e il suo sacro richiamo.
Ma mia madre annu. Se fosse questo ci che desiderate.
Quelle parole aleggiarono tra di noi fin quando mamma non si
schiar la gola. Comunque s, la scuola  noiosa. E insopportabile.
Ma tutti ci devono passare, anche se solo per un po'.
Quindi adesso?, le chiesi, spingendo via il piatto. Prendo un
po' di sale e andiamo?. L'idea mi avrebbe dovuto riempire di gioia.
Un mese di scuola superiore era pi che abbastanza per chiunque,
e poi sarebbe stato bello tornare a casa. Certo, mi sarebbero mancati
Romy e Anderson. E Dex. Ma mamma aveva ragione; non c'era
spazio per gli amici nella nostra vita.
Era rimasto un solo mistero da risolvere. Un'unica cosa che avrebbe
potuto trattenerci a Ideal un po' pi a lungo. Ma se qualcuno
sta suscitando dei fantasmi, che cosa impedirebbe a lui o a lei dal
suscitarne un altro, una volta che abbiamo sparso il sale sulla tomba
di Mary Evans?.
Mamma si strinse il naso tra pollice e indice. Ottima osservazione.
Deglutii. Ora o mai pi. E poi c' uno dei ragazzi della PMS, cio
della societ di acchiappafantasmi. Ecco,  un Prodigium.
Quando mia madre inarc le sopracciglia, ebbi un momento di
esitazione. O almeno, penso che lo sia.
Pensi?, ripet lei. Iz, tu sai sempre quando qualcuno  un
Prodigium. E anche di che tipo.
Di solito s, dissi, mettendomi i capelli dietro le orecchie. Ma
questo ragazzo... non so. Non sapevo nemmeno che fosse un Prodigium
finch non mi ha toccato. Mamma inarc le sopracciglia
ancor di pi, e quindi aggiunsi in fretta: Sulla mano. Quando me
l'ha stretta. Non c' stata di mezzo la zona bikini.
Lei mi studi a lungo prima di dire: Sei sicura che sia stata magia
quella che hai sentito e non... qualcos'altro?
S, esclamai, alzando le mani. Santo cielo, perch dite sempre
tutti la stessa cosa?.
Mia madre mi fiss, la mano sul fianco. Tutti chi?.
Deglutii. Solo... solo Torin.
Quindi hai parlato con Torin di questo ragazzo che potrebbe essere
un Prodigium e non con me?.
Sembrava una cosa brutta messa su quel piano. Io... Io non ne
ero sicura e non volevo scocciarti mentre lavoravi.
Isolde, non so quante volte devo ripetertelo, ma i consigli di Torin
nella maggior parte dei casi sono inutili. Se hai bisogno di aiuto,
vieni a chiederlo a me e sii onesta e sincera.
Cos come sei tu con la tua ricerca?. Non appena lo dissi, me
ne pentii.
Rigida nei movimenti, mamma and alla dispensa e prese due confezioni
di sale. Questo dovrebbe essere sufficiente, disse, porgendomele.
Vai a spargere il sale sulla tomba, fai cessare l'infestazione
e torna qui. Poi parleremo ancora di questo Prodigium.
Okay, dissi, afferrando le confezioni in modo pi brusco di
quanto avessi voluto. Mia madre non aggiunse altro e io salii di sopra
a prendere lo zaino.
Quando aprii la porta della mia stanza, vidi Torin allo specchio.
Non appena lui si accorse di me, si illumin. Oh, bene, eccoti. 
ora di guardare il nuovo episodio di Ivy Springs? Se Everton chiede
a Rebecca invece che a Leslie di andare al ballo....
Stasera non ho tempo, lo interruppi, mettendo il sale nello zaino.
Se non l'avessi conosciuto bene, avrei potuto giurare che Torin
ci fosse rimasto male. Non ne hai mai di tempo. Nelle ultime settimane
ci siamo visti a stento. E poi, cosa c' di pi importante di
Ivy Springs?
La caccia ai fantasmi, risposi.
Ah, fece lui, rivolgendo un cenno del capo allo zaino. Adesso
 tutto pi chiaro. E io che pensavo che avessi una carenza di
sodio.
Presi un elastico dal letto e lo feci schioccare. Colp la superficie
dello specchio, innocuo. Dopo che avrai distrutto il fantasma, possiamo
addolorarci un po' per la tragica storia d'amore di Everton
e Leslie?, mi chiese, giocherellando con il pizzo dei suoi polsini.
Certo, gli risposi, ma si accigli.
Perch hai un'aria sempre cos triste, Isolde?
Non sono triste, gli risposi immediatamente.  solo che... io
e mamma abbiamo appena avuto una discussione.
Torin fece una smorfia. Tu e Aislinn avete sempre qualche discussione.
Credo che ci sia dell'altro. Sporgendosi verso di me, strizz
gli occhi. Isolde, sei... sei triste perch presto dovrai lasciare questo
squallido posto?
No, replicai in fretta. Troppo in fretta. Torin si appoggi al mio
letto riflesso nello specchio, un sorriso compiaciuto dipinto in volto.
Invece s. Tu non vuoi andartene. Ti  bastato un assaggio di ci
che significa frequentare una normale scuola superiore per capire
quanto ti piace.
Alzai gli occhi al cielo e infilai le braccia nelle maniche di una giacca
nera. Hai del tutto deformato la realt.
Torin incroci le braccia al petto e mi guard in tralice. Lo sai che
non mi piacciono le battute che hanno a che fare con gli specchi.
Facendo del mio meglio per assumere un'aria contrita, presi lo
zaino. Mi dispiace, Torin. Cercher di riflettere sulle mie azioni.
Adesso ti comporti come una stupida.
Era ancora arrabbiato quando io uscii, cosa che avrebbe dovuto
farmi sorridere. Infastidire Torin era uno dei miei passatempi preferiti.
Tuttavia non ero di buonumore: le sue parole mi pesavano
come pietre sullo stomaco.
Una delle cose belle di una cittadina piccola come Ideal  che puoi
andare a piedi praticamente dovunque. Il cimitero in cui era sepolta
Mary Evans distava solo qualche isolato da casa mia. Quindi, anche
se appesantita dai miei pensieri, lo raggiunsi in un batter d'occhio.
La maggior parte della gente pensa che i cimiteri siano inquietanti,
ma io c'ero stata cos tante volte nel corso degli anni che mi sentivo...
a casa. Superai le tombe pi recenti e mi addentrai nella parte
pi vecchia. Non fu difficile trovare la sepoltura di Mary Evans,
sormontata com'era da un'enorme statua di marmo.
Mi soffermai a leggere l'iscrizione: Mary Anne Evans 1890-1908,
per sempre il nostro angelo, per sempre riposi in pace.
Lo spero proprio, mormorai, togliendo lo zaino dalle spalle. Presi
una delle confezioni di sale e la aprii. L'intera tomba ne avrebbe
dovuto essere coperta affinch il suo spirito tornasse qui e vi fosse
imprigionato.
Mi dispiace, Mary, bisbigliai.
Avevo appena cominciato a versare il sale, quando una voce disse:
Che piacere incontrarti qui.
Mi girai di scatto.
Dex.


CAPITOLO 19

Mi raggelai, ma il sale continu a uscire dalla confezione, formando
una piccola piramide in cima alla tomba. Per un lungo istante,
Dex si limit a guardarlo.
Una volta che si svuot, spost lo sguardo su di me. Allooooo-
ra... che stai facendo?
Potrei chiederti la stessa cosa, ribattei. Proprio la notte in cui
andavo a eliminare un fantasma che forse era stato suscitato con
la magia, si palesava Dex, il quale forse era un Prodigium. Un po'
troppe coincidenze per i miei gusti.
Ti ho seguita, disse lui, come se fosse normale tanto quanto il
fatto che io fossi l con tutto quel sale. Stavo tornando dal negozio
e ti ho vista, quindi ho pensato di scoprire che cosa avesse in mente
la stimata Isolde Brannick.
Con pi dignit di quanta pensavo di poter mettere insieme,
sparsi la montagnola di sale sul terriccio con la punta della scarpa.
Non puoi andartene in giro e seguire la gente, dissi a Dex,
mentre mettevo la confezione vuota nello zaino.  inquietante.
E sconveniente.
Disse la ragazza che versava il sale sulle tombe.
Lo fulminai con lo sguardo. Fa... fa parte della mia religione.
Sorridendo, Dex si mise una mano nella tasca della giacca. Quindi
appartieni alla Strana Chiesa dei Pazzi del Sale?.
 una roba celtica e irlandese, inventai, ma Dex si limit a scuotere
il capo.
Non so se sentirmi pi offeso per il fatto che mi stai mentendo
o perch a quanto pare pensi che io sia un idiota. Non mi  certo
sfuggito che questa, fece un cenno in direzione della lapide,  l'eterna
sepoltura di una certa Mary Evans. La stessa Mary Evans che
Anderson vuole rintracciare con il rilevatore di onde magnetiche e
Romy con la tavola Ouija.
Mi arrovellai alla ricerca di una spiegazione plausibile. Sfortunatamente,
tutto quello che mi venne in mente fu: Cosa avrebbe fatto
Leslie se Everton l'avesse sorpresa a versare del sale su una tomba?.
Dal momento che ero quasi certa che la risposta fosse: piangere
con compostezza, rifiutai quella soluzione e optai per ci diceva
sempre mia madre: Quando ti colgono sul fatto a dire una bugia,
cerca di restare il pi aderente possibile alla verit.
Le tavole Ouija non funzionano.
Dex dondol sui talloni, senza smettere di sorridere. Ne sei sicura?
No, ma penso che un giocattolo qualsiasi non sia un valido strumento
per contattare l'aldil, ecco tutto.
Invece la ragazza sulla confezione di sale  in perfetta connessione
con le forze del male. Questo d'altronde spiegherebbe perch 
vestita cos male.
Il sale distrugge gli spiriti maligni. L'ho... l'ho letto su internet
oggi pomeriggio.
Indicando il cumulo di sale con la punta del piede, Dex si strinse
nelle spalle e disse: Okay, ci posso stare. Ma perch venire qui da
sola? Perch non dirlo durante una riunione della PMS e lasciare
che fosse il club a occuparsi della Guerra del Sale?.
Cavolo, cos'era, un membro dell' FBI? Non avevo mai conosciuto
qualcuno che facesse cos tante domande.
Pensavo che voi l'avreste trovata una cosa stupida.
Al che, Dex gett indietro il capo e scoppi in una fragorosa risata.
Per l'amor di Dio, Izzy, il nostro club si chiama PMS. E, credimi, la
tua teoria del sale  molto meno stupida di quella in base alla quale
Romy si  messa a esaminare un cimitero dell'epoca della guerra
civile con in testa un cappello di stagnola.
Quindi...  successo davvero?. Avevo pensato che stessero
scherzando.
Dex annu. O di quella che ha convinto Anderson a spendere
tutti i suoi soldi per registrare per due estati di fila il rumore dei
prati che venivano falciati su un nastro speciale, credendo che cos
avrebbe catturato la voce dei fantasmi. I nostri sguardi si incrociarono.
I suoi occhi erano di un blu intenso e... scintillante. E poi a
me piaci proprio perch sei cos strana.
Non sapevo cosa dire, ma per fortuna lui non sembrava in attesa
di una risposta. Quindi. Tu hai fatto questa deliziosa montagnola
di sale. Cosa posso fare io?
Andartene a casa, gli dissi. Dex per si era gi tolto la giacca -
un'altra giacca da marinaio che per alla luce della luna sembrava
viola scuro - e l'aveva appoggiata con delicatezza su una delle ali
spiegate dell'angelo. Poi si chin e cominci a spargere il sale con
le mani. Aveva delle belle mani, notai. Sottili, delicate e dalle dita
lunghe. Come quelle di un pianista. Non avevo mai pensato alle mani
dei ragazzi prima di allora, ma guardare quelle di Dex mi faceva
sentire caldo e freddo nello stesso tempo.
A denti stretti, mi inginocchiai accanto a lui e presi l'altra confezione
di sale dallo zaino. Allora... continuiamo cos. Devi coprire
tutta la tomba con il sale, per confinare lo spirito. Dex sollev il
capo e io aggiunsi: Insomma,  questo che ho letto su internet.
Soddisfatto, Dex torn a occuparsi del sale. Dopo un po' si spost
ai piedi della lapide e continu a versarlo anche l.
 divertente, disse lui. Strano e inquietante e potenzialmente
illegale, ma comunque divertente.
Va bene se non diciamo niente a Romy e Anderson?.
Lui mi sorrise. Certo. Adesso abbiamo formato la nostra personale
fazione all'interno della PMS.
Sporgendosi in avanti, abbass la voce in un bisbiglio cospiratore.
Ci siamo ribellati.
Scoppiai in una specie di risatina. Non che io ridacchiassi. Le
Brannick non sono tipe che ridacchiano. Dex e io trascorremmo
qualche minuto a spargere il sale sull'erba. Non aggiungemmo altro,
ma c'era qualcosa di piacevole in quel silenzio. Mi ricordava
di quando me ne stavo insieme a Finn nella Stanza della Guerra, io
impegnata a leggere, lei ad affilare le armi. Il semplice fatto di stare
con mia sorella era stato... confortante. Bello. Ed era cos che mi
sentivo con Dex, anche se stavamo facendo una cosa bizzarra, tipo
chiudere un fantasma nella sua tomba.
A un certo punto entrambi puntammo allo stesso mucchietto di
sale e le nostre mani si sfiorarono. Questa volta Dex non si scus,
tuttavia, non appena la nostra pelle entr in contatto, sentii di nuovo
quel lieve formicolio. Che mi ricord che Dex non era un ragazzo
normale. Che non sapevo cosa fosse. Pi tempo passavo con lui pi
mi sorgeva il dubbio che non lo sapesse nemmeno lui.
Rientrando in me, mi alzai, prendendo un po' le distanze. Okay,
dissi, con la voce malferma. Ecco... ecco.
Ottimo. Quindi niente pi fantasmi, niente pi professori di
Scienze con la testa rotta e armadietti che si aprono misteriosamente,
comment Dex, facendomi ondeggiare un dito davanti
al viso. Mi venne di nuovo da ridacchiare, ma mi trattenni. Lui
parve confuso e si ficc le mani in tasca. Bene, disse, senza aggiungere
altro.
Tutt'a un tratto il silenzio che era calato su di noi mi parve pi impacciato.
Mi pulii le mani dalla polvere passandole sui jeans. Meglio
che vada a casa. Mia madre si arrabbier se faccio tardi.
Dex gir il polso, per guardare l'orologio. Non sono nemmeno
le otto. I tuoi genitori sono per caso amish?
No, solo che mia madre  un po'... severa.
Anche nonna, ma ho il permesso di stare fuori almeno fino alle
nove. E non so tu, ma tutto questo spargimento di sale mi ha fatto
venire una voglia matta di patatine fritte. Ti va di andare a prendere
qualcosa da mangiare?.
Mangiare insieme. Di sera. Non avevo bisogno di pensare a Ever-
ton e Leslie per capire che era un appuntamento. Oppure anche
quello lo era stato? Avevamo riso, ci eravamo divertiti e le nostre
mani si erano sfiorate. Ne aveva tutta l'aria, anche se ci trovavamo
accanto a una tomba.
Comunque, Dex mi stava sorridendo e ora che ci pensavo a cena
non avevo mangiato granch. Mi riporti a casa per le nove?.
Il suo sorriso divenne ancor pi ampio. Isolde, mia cara, sarai di
ritorno per le nove meno un quarto. Mi tese la mano per aiutarmi
ad alzarmi. Okay?.
Esitai solo un istante prima di stringergliela e questa volta, quando
sentii una strana vibrazione attraversarmi tutto il corpo, non fui pi
sicura al cento percento che si trattasse solo di magia.


CAPITOLO 20

Qualche minuto dopo, Dex e io eravamo seduti in un chioschetto
con i divani in vinile rosso che si chiamava Dairee Kween, e non
Dairy Queen come la famosa catena di fast-food.
Perch  scritto male?, gli chiesi.
Un tempo era un Dairy Queen vero e proprio, ma poi l'hanno
fatto chiudere perch hanno trovato un grosso topo in cucina. Alla
fine i proprietari hanno riaperto cambiando nome quel tanto che
bastava per non essere denunciati.
Mmm... mi sta passando la voglia di mangiare.
Dex scoppi a ridere. La storia del topo risale a trent'anni fa, a
detta della nonna. E probabilmente  solo una diceria.
Avr anche avuto ragione, ma decisi che non avrei preso l'hamburger.
D'altronde, sarebbe stata la prima e ultima volta che mangiavo
l. Il fantasma di Mary Evans era stato chiuso nella tomba e
mamma e io ce ne saremmo andate. Il che era una bella notizia e
non un motivo di sconforto.
Questo  molto meglio di uno dei nostri soliti incontri della PMS,
disse Dex, mentre mangiavamo. Di solito c' troppa carenza di patatine
fritte. Allung una mano per prendere il ketchup. E sconsacrare
tombe  un'attivit sorprendentemente divertente. Lo faccio
solo con i miei amici pi intimi.
Quindi siamo amici, dissi, esitante, immergendo una patatina
nella salsa. Dex ne rub una dal mio piatto e se la ficc in bocca.
S, rispose, masticando. E adesso che ti ho rubato del cibo, 
ufficiale. Saremo amici per sempre.
Bene. Mi fa piacere essere tua... amica.
Vale anche per me. Mi rivolse il sorriso che preferivo, quello incredibilmente
smagliante per un ragazzo bello come lui.
Un attimo. Ci conoscevamo solo da qualche settimana. Come facevo
a dire di avere gi un sorriso preferito?
I nostri occhi si incrociarono e rimasero incatenati, e fu come se tra
noi fosse scoccato qualcosa... una specie di scintilla. Per un istante
pensai che fosse solo la magia di Dex, o il suo potere, o qualcosa
del genere. Ma non lo era. Era pi...
Il suo telefono squill, lui abbass lo sguardo e il momento svan.
Il che, in tutta sincerit, fu una specie di sollievo. Mia nonna,
sospir. Perch, perch ho insegnato a questa donna a scrivere i
messaggi?. Mentre le sue dita si muovevano sulla tastiera, io finsi
di essere super interessata alle patatine. In realt lo stavo studiando.
Non sembrava affatto un ragazzo che aveva qualcosa da nascondere,
ma perch era venuto alla tomba di Mary Evans? Non poteva
essere una coincidenza che si fosse palesato proprio in quel frangente.
Mi aveva seguito davvero oppure c'era dell'altro? Dovevo
avvicinarmi il pi possibile a lui.
Quel pensiero mi fece subito fremere dalla testa ai piedi e quindi
abbassai gli occhi sul piatto. Non in quel senso. Nel senso che
dovevo scoprire la verit. Ecco, disse, mettendo via il telefono.
A quanto pare, visto che sono con te, il mio coprifuoco si  allungato
di un'ora. Ammicc, inarcando le sopracciglia. Le ho
detto che ero in compagnia di una signora che ha un'influenza
positiva su di me.
E tu hai proprio bisogno di qualcuno che abbia un'influenza positiva
su di te, gli dissi, accennando un sorriso.
Dex si appoggi allo schienale del divanetto, impressionato. Isolde
Brannick. Stai per caso flirtando con me?.
Gli tirai una patatina, che gli rimbalz sulla spalla. Lui sussult
con fare teatrale e si port la mano alla clavicola. Ehi, Rocky! In
mano a te anche una patatina  un'arma letale.
No, sono letale solo quando tiro un pallone, ribattei, e lui scoppi
a ridere.
Flirti e scherzi!  questo il lato di Isolde che solo i suoi amici sono
abilitati a conoscere?.
Era una provocazione, ma mi offriva lo spiraglio che stavo cercando.
Gi. E a proposito di..., azzardai, ...amici, si possono dire
anche altre cose, giusto? Insomma... se tu avessi un segreto, qualcosa
che non hai mai detto a nessuno... potresti parlarne con me.
Di qualsiasi cosa si tratti.
Ehi, che diplomazia, Izzy. Sul serio. Perch non l'ho preso per il
colletto e gli ho urlato: Dimmi cHe razza Di poteri magici Hai!.
Alla fine del mio balbettante discorso, io ero arrossita e Dex accigliato.
Un segreto?, mi chiese, perplesso. Poi il suo volto improvvisamente
si illumin, e lui scosse il capo. Oh, certo. Per via del viola.
Il viola?
I vestiti, mi spieg, indicando il proprio soprabito. Ho un
aspetto curato e alla moda, e porto pure un braccialetto.
Sollev il polso, mettendo in mostra il bracciale che avevo gi notato.
Era d'argento, fatto di tante maglie agganciate l'una all'altra.
Ma, continu Dex, immergendo un'altra delle mie patatine nel
ketchup, mi piacciono le ragazze. E non come amiche con cui andare
a fare shopping, ma in senso carnale. Il suo tono era leggero
come al solito, ma non mi guard negli occhi. Per non dire che il
suo discorso era cos ben strutturato che di sicuro doveva averlo
gi fatto in precedenza.
Prima avevo solo creduto di essere arrossita. A quel punto la mia
faccia doveva essere diventata dello stesso colore del tavolo. Dex,
non ti stavo chiedendo se... non pensavo che fossi....
Ah. Bevve un sorso di Coca. Quindi volevi solo sapere se ho
un... segreto qualsiasi?.
Scossi il capo. Lascia stare. Non saremmo andati a parare da
nessuna parte, per cui decisi di cambiare argomento. Dimmi di
tua nonna.
Il volto di Dex si illumin all'istante. Allora, in sostanza,  la nonna
migliore sulla faccia della Terra. Fa i biscotti, lavora a maglia e
mi lascia stare fuori anche oltre il coprifuoco con le belle signorine
come te. Un giorno o l'altro devo fartela conoscere. Le piaceresti
moltissimo.
Incontrare sua nonna era una cosa seria? Temevo di s. Avevo proprio
bisogno di qualcuna di quelle riviste. Dovevo ricordarmi di fermarmi
all'emporio che avevo notato lungo la strada mentre andavo
al cimitero. Mi farebbe piacere. E i tuoi genitori? Anche loro sono
i migliori genitori sulla faccia della Terra?.
Se prima, quando avevo menzionato sua nonna, il volto di Dex
si era illuminato, far riferimento a suo padre e a sua madre ottenne
l'effetto opposto. Abbass le spalle e il suo sguardo si incup.
Sono morti quando ero piccolo. Adesso siamo solo io e la nonna.
Bevve un lungo sorso di Coca, scuotendo il ghiaccio nel bicchiere.
Non che avesse sete, a mio parere. Voleva solo far cadere
l'argomento.
Anche mio padre  morto quand'ero piccola, dissi io, e Dex abbass
il bicchiere.
Quella storia non faceva parte della mia copertura, era la verit.
Solo che lui aveva condiviso qualcosa con me e mi sembrava giusto
restituirgli il favore. Lui, ehm, era un militare. Era letteralmente
tutto ci che sapevo di mio padre. Gli uomini tendono a non entrare
a far parte della famiglia Brannick.
Lui annu. Che schifo, eh?.
Non avevo conosciuto mio padre, quindi non mi mancava allo stesso
modo in cui mi mancava Finn, tuttavia risposi: Gi.
Cal il silenzio e io mi presi mentalmente a calci. Avrei dovuto
strappargli qualche informazione sul suo conto, non condividere
con lui sentimenti personali.
Ignorando la vocina che mi diceva che forse il mio interesse per
lui non era solo di carattere professionale, allungai una mano e
gli presi il polso. A quel punto ero preparata al piccolo fremito che
avrei sentito. Sai, in realt mi piace questo braccialetto, gli dissi,
girandoglielo per guardarlo meglio. Sperai che lo prendesse per un
approccio scherzoso, ma la verit era che volevo esaminarlo, in cerca
di... be', qualcosa. Forse c'erano delle rune intagliate nelle maglie.
Pavoneggiandosi un po', Dexter mi si avvicin. Questo perch
sei una donna di buon gusto. Me l'ha dato mia nonna, e mi ha fatto
promettere di non togliermelo mai.
Lo osservai pi attentamente. Sul serio? Mai? E perch?. Per
la prima volta da quando l'avevo conosciuto, Dex mi parve un po'
a disagio. Ritirando la mano, si strinse nelle spalle.
Superstizione, credo. Mia nonna, come te, ha dei geni irlandesi.
Gir il polso e l'argento scintill alla luce fluorescente del chiosco.
Immagino sia una specie di portafortuna. Poi mi rivolse di nuovo
quel sorriso. E in effetti un po' di fortuna me l'ha portata, visto
che ho incontrato te. Prese un'altra patatina dal mio piatto. La
mia nuova migliore amica.
A dispetto delle mie stesse intenzioni, scoppiai a ridere. Ah, quindi
adesso siamo migliori amici?.
Lui annu con aria seriosa. Ti ho rubato due patatine. La nostra
amicizia si  cementata.
Mentre Dex mi riaccompagnava a casa, smisi di pensare al suo
braccialetto, a sua nonna e a quello che sentivo quando lo toccavo
e mi concentrai pi che altro su quant'era stato bello chiacchierare
e ridere insieme a un ragazzo. Leslie ed Everton non sembravano
divertirsi molto. Passavano diverso tempo a piangere, ad angosciarsi
e a scambiarsi reciproche e drammatiche dichiarazioni d'amore.
In tiv sembrava abbastanza bello, ma pensai che quello che avevo
sperimentato io fosse meglio.
In ogni caso tutte quelle riflessioni erano stupide e inutili (e avevo
chiaramente bisogno di smettere di guardare Ivy Springs).  solo
lavoro, ricordai a me stessa, mentre Dex mi apriva lo sportello del
passeggero. Lui  un lavoro. Non devi stare a pensare a quanto
sembrano morbidi i suoi capelli. O quanto sono belli i suoi occhi.
Dex mi scort fino al portone di casa e, quando si ferm sulla soglia,
sentii il cuore martellarmi nel petto. Oddio, quello di solito
era il momento in cui ci si baciava. Non avevo mai avuto un appuntamento,
ma avevo visto un bel po' di serie tiv e letto una discreta
quantit di libri, e sapevo che quando si va a mangiare fuori
con un ragazzo e poi lui ti accompagna alla porta  possibile che ci
scappi il bacio.
E io non ero assolutamente pronta. Anche su quell'argomento
avevo bisogno di fare qualche ulteriore ricerca, nel caso servisse.
Per esempio, come facevo a sapere da che lato girare la testa? E
i denti? E se ci fosse stato un problema di saliva? Avrei dovuto
accettare la proposta di Torin e fare pratica con lui? Mi sforzai
di tenere a bada il panico e mi voltai verso Dex. Okay. Allora.
Buonanotte.
Lui mi fece un piccolo inchino. A domani, mia bella Isolde.
Detto questo, si sporse in avanti.
Avevo il cuore in gola e le mani che mi tremavano. Okay, potevo
farcela. Erano solo labbra. Solo labbra premute le une sulle altre,
possibilmente senza saliva. E lingue... lingue... No, in effetti no.
Proprio non ce la facevo.
Stavo quasi per tirarmi indietro, quando Dex allung una mano
e... mi scompigli i capelli. Dormi bene!, mi disse allegro, mentre
scendeva svelto i gradini.
Ehm, anche tu, replicai, ma ero cos sconvolta che non mi riscossi
se non dopo che lui se ne fu andato.
Aveva avuto intenzione di scompigliarmi i capelli sin dall'inizio?
Avevo solo immaginato il modo in cui mi aveva guardato la bocca?
O aveva colto la mia espressione di puro panico e aveva cambiato
idea?
Entrai in casa e mi voltai a guardare il piccolo specchio all'ingresso.
Potevo confermarlo: il viso e i capelli erano esattamente dello
stesso colore. Riviste, mormorai a me stessa, decisa. Domani.
All'improvviso apparve la faccia di Torin, accigliato. Stai parlando
con me? E perch sei cos paonazza?.
Fortunatamente arriv mia madre e Torin si dilegu. Ci hai messo
pi del previsto, disse, asciugandosi le mani con uno strofinaccio.
Ho incontrato quel ragazzo. Quello che credo sia un Prodigium.
Abbiamo, ehm, mangiato qualcosa.
E?, mi chiese lei.
E ancora non ho capito cos'. Trassi un profondo respiro e mi
feci coraggio. Quindi voglio restare. Un po' di pi. Giusto il tempo
di scoprirlo. Dopotutto, c'era la possibilit che quella storia non
fosse davvero finita, a prescindere da quanto sale avessi sparso sulla
tomba di Mary Evans. Avevo bisogno di sapere se i Presunti Poteri
Prodigium di Dex avessero qualcosa a che fare con il suo fantasma.
Mia madre gett lo strofinaccio sul mobile all'ingresso, lo sguardo
torvo. Credi che quel ragazzo sia pericoloso?.
Avevo le ginocchia molli e il cuore che batteva all'impazzata. S,
Dex era pericoloso, certo, ma non nel senso in cui pensava mamma.
Le feci una smorfia da dura, con il massimo della convinzione di cui
fossi capace. No. Ma se lo fosse, mi occuper di lui.
Lei mi osserv a lungo, cos a lungo che a un certo punto temetti
che avrebbe detto di no. Invece alla fine si strinse nelle spalle.
Okay. D'altra parte, questa missione la gestisci tu.
Cercai di convincermi che il senso di sollievo che provavo derivava
dal fatto che mia madre si stava fidando di me e che non c'entrasse
niente il prolungamento del nostro soggiorno a Ideal.
Ma possiamo restare solo un altro mese, aggiunse. Non di pi.
Altrimenti rischieremmo di trovarci in pericolo.
Okay, risposi, annuendo. A mia madre non erano mai piaciuti i
lavori troppo lunghi. Per come la vedeva lei, pi ci si tratteneva in
un posto, pi legami si creavano, amicizie addirittura. E le Brannick
non potevano permetterselo. Troppe domande.
Mamma, dissi, strofinando la punta del piede sulla moquette.
A proposito di poco fa....
La luce era fioca, ma ebbi la netta sensazione che si fosse incupita.
Niente. Solo... Buonanotte, mamma.
Le mie parole rimasero ad aleggiare nell'ingresso. Poi mia madre
si volt. Solo un mese, Izzy, disse, tornando verso la cucina. Poi
torniamo a casa.


CAPITOLO 21

Il giorno successivo, Dex non era sull'autobus, ma Romy e Anderson
s. Non appena Romy mi vide, mi sorrise e mi fece cenno
con la mano di raggiungerla.
Ehi, dissi io, sedendomi. Che ci fai qui?. Anderson di solito
non prendeva l'autobus, perch aveva una macchina tutta sua.
Lui sprofond nel sedile, intimidito. I miei genitori hanno ricevuto
l'estratto conto della carta di credito e hanno scoperto che ho usato
la loro American Express per comprare della roba per la PMS.
Fa' vedere, disse Romy, dandogli una gomitata. Lui apr lo zaino
e io intravidi un oggetto di plastica nera che dedussi fosse il rilevatore
di onde elettromagnetiche. Glielo avrei ripagato, prosegu
Anderson, richiudendo lo zaino. Ma era in saldo, per cui sarebbe
stato stupido non comprarlo, giusto?
Certo, concord Romy. Ma  una rottura che ti abbiano tolto
la macchina.
Anderson si strinse nelle spalle. Solo per qualche settimana. E
poi, ecco, cos posso stare di pi con voi.
Anche se aveva detto voi, a giudicare da come lo sguardo di
Anderson indugi su Romy non era esattamente quello il pronome
che avrebbe voluto usare.
Trattenendo un sorriso, gli chiesi: E Dex? Dov'?
Mi ha mandato un messaggio, dicendomi che sarebbe arrivato a
scuola in ritardo, spieg Anderson, sollevando le gambe e poggiando
i piedi sul mio sedile. Cos facendo, sfior quelle di Romy, che
trasal.
Poi Romy si schiar la gola e si arrotol la coda di cavallo attorno
a un dito. Ti ha detto come mai?.
Anderson alz gli occhi al cielo. Conosci Dex. Ha detto che sua
nonna gli ha chiesto di consegnare un messaggio a un corriere della
droga colombiano, ma che sarebbe arrivato entro l'ora di pranzo.
Ridacchiai, ma Romy si accigli. Scommetto che avuto un altro
attacco d'asma. Gli capita sempre pi spesso ultimamente.
 molto grave?, chiesi. La sua asma, intendo.
Romy e Anderson annuirono all'unisono. Lui ci scherza su, ma
s, disse Anderson. A volte  davvero spaventosa.
Mi si present all'improvviso alla mente l'immagine di Dex che
annaspava in cerca d'aria e sentii una stretta al petto.  un lavoro,
solo un lavoro, mi ripetei.
Vive qui da molto tempo?.
Romy scosse il capo. Solo da agosto. Poi si volt verso Anderson
e aggiunse: Okay, adesso devi lasciarci sole per un secondo.
Le scarpe da ginnastica del ragazzo, un attimo prima puntellate
sullo schienale del mio sedile, piombarono a terra. Perch?
Perch io e Izzy dobbiamo parlare di cose da ragazze e tu non
puoi ascoltare.
Non avrei saputo dire se Anderson obbedisse sempre agli ordini
di Romy o se avesse solo avuto paura che ci mettessimo a
parlare di Tampax, fatto sta che si affrett a spostarsi qualche
fila pi indietro. Sporgendosi verso di me, Romy mi prese la mano.
Vieni qui.
Mi spostai sul sedile vuoto accanto a lei, perplessa. Che c'? Qualcosa
a proposito della PMS? Voglio dire, della societ di acchiappafantasmi,
non l'altra PMS. A meno che non sia proprio di quello
che vuoi parlare, nel qual caso....
Romy mi mise a tacere con un cenno della mano. No, gli affari
non c'entrano e nemmeno quel tipo di cose da femmine. Volevo
parlare di roba pi interessante. Mi si accost, gli occhi scuri che
le brillavano. Ti piace Dex?.
Lo aveva bisbigliato, ma io non potei fare a meno di guardarmi intorno
per assicurarmi che nessuno avesse sentito. Prima di tutto,
parla piano! E... s, certo che mi piace. Mi piacete tutti.
No, volevo dire, ti piace sul serio? Hai presente, in senso carnale....
Alzai gli occhi al cielo. Chiaramente passi troppo tempo con
lui.
Romy sorrise e mi punt un dito dall'unghia verde lime contro il
petto. Proprio come te, se quello che mi ha detto la mia fonte del
Dairee Kween  vero. Avevate un appuntamento ieri sera?
Ti prego, sibilai. Parla piano. Potresti almeno provarci? E no,
non avevamo nessun appuntamento. Siamo solo... usciti insieme.
Un'uscita sexy.
Eccolo di nuovo. Quel sorrisetto. Quel verso che non avrei mai
dovuto fare. No, mormorai, cercando di essere seria. Un'uscita
tra amici.
Ah-ah, fece Romy, gli occhi stretti a fessura.
E che mi dici di te?, le chiesi io, accostando la testa alla sua. Ti
ho visto sussultare quando Anderson ti ha sfiorato la gamba con
la sua.
A quel punto fu lei a voltarsi e a sibilare: Ssssshhhh!.
Sorridendo, mi riappoggiai allo schienale. Ah, capisco. Quando
si parla di te, le cose cambiano.
Non c' niente di cui parlare, davvero, insistette Romy, ma la
punta delle orecchie le si arross. Anderson e io siamo solo amici.
Quindi siamo solo due belle ragazze acchiappafantasmi insieme
a due ragazzi, che potrebbero essere anche carini, ma che per noi
sono solo amici, commentai, e Romy sorrise.
Esatto. Ecco perch sto per dirti una cosa, anche se pensavo di
tenerla per me.
Detto ci, si pieg sullo zaino. Chiss che avrebbe tirato fuori. Un
cappellino di stagnola, forse. Oppure un libretto con le tecniche di
caccia ai fantasmi del XXI secolo.
Invece estrasse un numero tutto scintillante di Rockin' Girls!,
con tanto di articoli, del tipo: Dimmi che cane hai e ti dir come baci,
oppure  sbagliato innamorarsi del proprio fratellastro?
Perfetto, commentai.
Romy e io trascorremmo il resto del tragitto in autobus a leggere
Rockin' Girls! e, mentre andavamo in classe, le parlai di Ivy
Springs.
Quindi questa Leslie lavora al circo?, mi chiese lei, entrando
nell'aula di Inglese.
No, non per tutto il tempo. Solo da quando sua madre si  sposata
con un trapezista.
Romy mi fiss. Okay, ho proprio bisogno di vedere questa serie.
Mi hai detto che hai i DVD?.
Io annuii e Romy mi punt un dito contro. Allora portali a casa
mia la settimana prossima e ci facciamo una full immersion.
Sono pi di sessanta episodi, le dissi, alzando un po' la voce, in
modo da sovrastare il rumore della terza campanella.
Facciamo venerd prossimo, allora. Puoi restare a dormire da me,
cos facciamo una vera e propria maratona.
Bello, dissi, sorpresa dal constatare che lo pensavo davvero. E
non solo perch cos avrei potuto chiederle qualcosa di pi su Dex
o cercare di scoprire quanto ne sapeva davvero di questioni soprannaturali.
L'idea di stare con Romy e guardare Leslie ed Everton litigare-fare
pace-lasciarsi di nuovo-rimettersi insieme mi sembrava...
divertente. Molto divertente.
Mrs Steele annunci che quella mattina avremmo fatto lavori di
gruppo, quindi ci mettemmo tutti a spostare i banchi in modo da
formare un cerchio. I gruppi sarebbero stati decisi in base a chi sedeva
vicino a chi, quindi oltre a Romy il mio comprendeva anche
Adam.
Ahia.
Mi preparai ad affrontare la situazione, e Adam fece lo stesso. Apr
il raccoglitore e si spost pi lontano che pot.
Un altro banco urt il mio e, quando alzai lo sguardo, vidi Beth, la
ragazza di Ben McCrary. Pensavo che sarebbe stata fredda con me,
dal momento che avevo lussato la spalla al suo ragazzo, ma forse
non sapeva nemmeno chi fossi. In effetti, mentre facevamo il compito
che ci era stato assegnato, ovvero rispondere a una serie di domande
sul Macbeth, Beth non prest attenzione a nessuno di noi.
Il suo sguardo era lontano, distratto, e quando Romy le chiese di
ricopiare la domanda numero quattro, lei sbatt le palpebre, come
se non parlasse nemmeno la nostra lingua.
Cosa?
La domanda numero quattro, ripet Romy, inarcando le sopracciglia.
Come influenza il soprannaturale le azioni di Macbeth?.
Beth si limit a scuotere il capo. Io... io non lo so. Venne scossa
da un brivido e incroci le braccia sul petto. Non possiamo sorvolare
sulle domande sul soprannaturale?.
Romy mi scocc un'occhiata. Sono praticamente la met.
Ci sono un sacco di fantasmi nel Macbeth, dissi io, tamburellando
con la penna sul foglio. Beth mi guard, gli occhi cerchiati
da due ombre scure. Sbatt le palpebre due volte e poi torn a rivolgersi
a Romy.
Tu hai quel club di acchiappafantasmi, vero?.
Adam, che era accanto a me dall'altro lato, fece una smorfia, ma
non disse nulla. Romy lo fulmin con un'occhiata.
S, rispose a Beth. Perch?.
Lei deglut in modo piuttosto convulso. Hai mai visto un fantasma?.
A quel punto Adam incroci le braccia, tutto il suo corpo emanava
disprezzo, ma n io n Romy gli prestammo la bench minima
attenzione.
No, visto no, disse Romy, avvicinandosi a Beth, con gli occhi che
praticamente le luccicavano. Ma sentito s. Posso mostrarti tutta
una serie di appunti sull'attivit dei fantasmi in....
A casa mia c' un fantasma, sbott Beth. Poi gir il capo prima
da una parte e poi dall'altra, per assicurarsi che nessuno la sentisse.
I capelli biondi le ricadevano sciolti sulle spalle e, quando pos entrambe
le mani sul banco, mi accorsi che le tremavano. Insomma,
almeno credo. Nelle ultime notti ho sentito degli strani rumori oltre
la porta della mia stanza, come se ci fosse qualcuno che camminava
per il corridoio. Ma, quando mi alzavo e andavo a controllare, non
trovavo nessuno. All'inizio ho pensato di avere le allucinazioni, ma
poi ieri notte.... Si interruppe e si morse il labbro. Romy aveva
stretto le dita intorno al bordo del banco e persino Adam adesso
sembrava interessato. La voce di Beth trasudava puro terrore. Mi
sono svegliata e c'era... una specie di sagoma che incombeva sul mio
letto. Tutta scintillante e dai contorni sfumati. Ho provato a gridare,
ma era come se la gola non mi funzionasse, e poi...  svanita.
Romy stava praticamente fremendo d'eccitazione, ma io mi incupii.
La scorsa notte? Il giorno prima avevo rinchiuso Mary Evans
nella sua tomba. Non era possibile che fosse lei ad aggirarsi per i
corridoi di casa Tanner.
Beth not la mia espressione. Non mi credi, disse in tono piatto.
No, risposi io, scuotendo il capo. Non  questo, solo che....
Forse stavi sognando, sugger Adam. A Beth tremarono le
labbra.
No... Come non detto. Lasciate stare. Era una stupidaggine.
Detto ci, chiuse di scatto il quaderno e si alz per chiedere a Mrs
Steele di andare in bagno.
Non appena se ne fu andata, Adam incroci le braccia sul banco,
sporgendosi verso di me. Secondo te si droga? Io scommetto di s.
L'anno scorso ho fatto un corso sulle droghe. Al college.
Stavo ancora fissando la porta, per cui ci misi un po' a realizzare
che Adam invece stava fissando me.
Eh?
Beth Tanner. Si droga. Non credi? Secondo me s.
Non fare il cretino, Adam, sbott Romy. Era veramente spaventata.
Poi si gir verso di me. Dovremmo parlarle. Quando
torna. Forse la PMS pu andare a casa sua e vedere se capta una
qualche energia....
Mi state prendendo in giro, grugn Adam, e Romy torn a voltarsi
verso di lui.
Dovresti prendere la faccenda pi seriamente, gli disse. Hai
visto che cosa  successo con Mr Snyder, e ora Beth. Potresti essere
il prossimo.
Mi resi conto che Romy stava facendo come al solito: dava per
scontato che gli altri sapessero esattamente che cosa stava pensando.
Ma Adam non era a conoscenza dell'esistenza della foto in cui
c'erano sia lui che Beth e Mr Snyder, n poteva immaginare la sua
teoria secondo cui Mary stava cercando di vendicarsi sugli eredi
delle famiglie che avevano fondato Ideal. Per cui si limit a fissarla
con tanto d'occhi.
Ehm... che diavolo significa?. Romy aveva il viso tutto rosso, ma
suon la campanella, per cui evit di dovergli rispondere. Adam rimise
a posto il banco e cominci a raccogliere le proprie cose, borbottando
qualcosa a proposito di certi tipi strani a mezza voce.
Mentre ci dirigevamo verso la porta, Romy si volt verso di me.
Beth deve aver visto Mary, giusto? Il che significa che il suo spirito
non  legato alla scuola.
Mi limitai ad annuire, persa nei miei pensieri. Non poteva essere
Mary. Sapevo come comportarmi con i fantasmi, e la tecnica del
sale non aveva mai fallito. Ce n'era per caso un altro che si aggirava
per i corridoi della scuola?
Vidi Beth di nuovo durante l'ora di Educazione fisica, ma se ne
rimase per tutto il tempo sugli spalti, circondata dalle sue amiche e
con un'aria piuttosto abbattuta. Cercai di catturare il suo sguardo,
sperando di avere l'occasione di chiederle qualcosa di pi su ci
che aveva visto, ma ogni volta che i nostri occhi si incrociavano, lei
si voltava dall'altra parte.
Alla fine della mattinata, mi ero quasi convinta che Beth si sbagliasse.
La bambola l'aveva sconvolta, e chi poteva biasimarla per
questo? Una Barbie mutilata vestita come te appesa nell'armadietto?
Chiunque ne sarebbe stato turbato. Tuttavia, ero preoccupata.
Avrebbe dovuto essere un lavoro facile. Non potevo combinare
guai un'altra volta.
Romy e Dex mi stavano aspettando accanto al mio armadietto
quando suon l'ultima campanella e, anche se ebbi un piccolo fremito
nel vedere Dex, che sembrava star bene, feci del mio meglio
per ignorarlo. Era appoggiato al muro, proteso ad ascoltare Romy.
Quando mi avvicinai, la sentii dire: Forse Mary prova una sorta
di rancore contro quelle famiglie.
Quindi il fantasma di Mary Evans  arrabbiato con i discendenti
di certa gente che avrebbe fatto qualcosa. Per qualche ragione,
riassunse Dex. Romy annu e lui le strinse una spalla. Romy, ti
ascolti quando parli?.
Irritata, lei si divincol, scuotendosi di dosso la mano di Dex.
Perch sei entrato a far parte della PMS se non credi a questo genere
di cose?
Perch questa scuola  cos noiosa che pensavo di morire, e dare
la caccia ai fantasmi mi era sembrato un buon passatempo, replic.
Ed  divertente. Mi piace intrufolarmi in edifici abbandonati,
aggirarmi per i cimiteri e versare del sale su... Ahi!, esclam, visto
che gli conficcai un gomito nelle costole.
Mi rivolse una smorfia, ma aggiunse: Sulle patatine. Mi piace cospargere
di sale le patatine dopo che mi sono intrufolato in edifici
abbandonati e aggirato per qualche cimitero. La tua per mi sembra
una forzatura, Romy.
Romy strinse le labbra. Non capivo se fosse ferita o arrabbiata.
Alla fine sbott: Bene, ciao, e se ne and. Io rimasi l, indecisa.
Sia Dex che Romy erano miei amici, ma ora avevano litigato. Avrei
infranto un qualche codice di amicizia femminile se non correvo
dietro a Romy?
Romy!, grid Dex. Lei non si volt, limitandosi ad alzare una
mano per metterlo a tacere.
Lui sospir. Be', terr il muso per un po'. Romy  capace di portare
rancore come nessun altro.
Non avresti dovuto prendertela con lei, gli dissi, rimettendo la
mia roba nello zaino.
Non l'ho fatto, ribatt lui. Ho solo osservato che la sua teoria
non ha senso.
Il che significa prendersela con lei, commentai, mentre ci univamo
al flusso degli altri studenti che si dirigevano verso il parcheggio.
Gli autobus ci stavano aspettando.
Oh, forse avrei potuto usare un tono un po' pi gentile, ma la vita
alla Mary Evans High  gi abbastanza dura per Romy. La storia
della PMS l'ha resa un obiettivo sensibile. Se comincia ad andare in
giro dicendo che c' un fantasma che vuole uccidere la reginetta
della scuola.... Scosse il capo. Non avr pi pace.
Quindi stai cercando di proteggerla... facendo il duro con
lei?.
A quel punto eravamo gi fuori. Mentre gli altri ragazzi, quelli pi
fortunati che avevano la macchina, attraversavano il parcheggio, io
e Dex ci fermammo sul marciapiedi. Romy era a qualche metro di
distanza e si stava evidentemente sforzando di non guardarci.
Io lo so quant' difficile quando tutti ti considerano un tipo strano,
disse Dex, la voce improvvisamente tirata. Quando ero piccolo....
Si interruppe, puntando lo sguardo da qualche parte oltre la mia
spalla. Che diavolo....
Mi voltai, cogliendo un movimento con la coda dell'occhio. Una
macchina che proveniva dall'estremit opposta del parcheggio si
stava dirigendo verso di noi. E stava andando... veloce. Troppo
veloce, considerato che c'erano un sacco di ragazzi in giro. Uno di
essi mi super e mi resi conto che si trattava di Beth.
Si raggel, fissando la macchina. Oh, mio Dio, la udii mormorare.
L'auto acceler e parve puntare proprio su di lei.
Al volante non c'era nessuno.
Non riflettei. Mi fiondai su Beth, scansando chiunque si frapponesse
tra noi. Sentii un grido di dolore, ma nel frattempo l'avevo gi
raggiunta. Sbattemmo contro un'auto parcheggiata e io urtai con il
gomito uno specchietto, mordendomi il labbro. Beth si accovacci
tra due macchine e io le caddi quasi addosso.
Alle nostre spalle, si sent lo stridere degli pneumatici e il rumore
del metallo che urtava contro altro metallo. E delle urla. Un sacco
di urla.
Stai bene?, chiesi a Beth. Una domanda stupida, considerando
che era pallida e singhiozzante. Che  successo?, continuava a
chiedermi. Che cos'era?.
Bella domanda.
Mi alzai e mi resi conto del caos che ci circondava. La macchina
era andata a sbattere contro uno degli autobus parcheggiati. Fortunatamente
a bordo non c'era nessuno, e tutti i ragazzi che aspettavano
di salire si erano tolti di mezzo.
Colsi un movimento con la coda dell'occhio e mi voltai verso la
macchina di Beth. Seduto al sedile del guidatore c'era lo spirito di
Mary Evans. Era pi sfocato della sera della partita di basket, ma
non c'erano dubbi che fosse lei.
Un istante dopo era sparita, tanto che mi venne quasi il dubbio di
aver avuto un'allucinazione.
Avevo cosparso la sua tomba di sale. Non poteva pi uscirne.
A meno che non avessi sbagliato qualcosa. Ma si trattava solo di
spargere del sale. Non era mica difficile.
Tuttavia, c'era anche Dex. Aveva per caso fatto qualcosa per impedire
all'incantesimo di funzionare? Esaminai la folla alla ricerca
di lui e Romy e alla fine li individuai sul fondo del marciapiede, vicino
alla scuola. Mi diressi verso di loro, calpestando Ben McCrary.
Giaceva per terra, stringendosi la spalla. Evidentemente era lui che
avevo spinto via. Ops. Oh, scusa, dissi, ma lui fece un verso di
dolore e si allontan da me.
State bene, ragazzi?, chiesi, una volta che ebbi raggiunto Dex
e Romy.
Noi?, fece Romy, scostandosi i capelli dal volto. Sei tu quella
che  saltata addosso a Beth Tanner come un ninja.
Gi, annu Dex. Se dico che l'ho trovato... eccitante, rischio
di passare per pervertito?.
Nonostante tutta l'adrenalina che avevo in corpo - o forse proprio
per quella -, scoppiai a ridere. E una volta che ebbi dato il via, si
unirono anche Dex e Romy. Ce ne restammo l tutti e tre a lungo, a
sghignazzare, mentre tutti intorno sembravano terrorizzati.
Tuttavia, quando mi voltai verso l'autobus, la risata mi mor in gola.
Due insegnanti stavano aiutando Beth ad alzarsi da terra. C'era
anche il professor Lewis, che faceva segno alla folla: Indietro, indietro!.
Si sent in lontananza il rumore di una sirena e intorno alla
macchina aveva cominciato a radunarsi un gruppetto di persone.
Wow, disse Dex, iniziando a realizzare la seriet di quanto era
appena accaduto. Avrebbe potuto farsi molto male.
Lo guardai attentamente. Niente di tutto ci aveva il bench minimo
senso. Se Dex aveva impedito apposta al rituale di funzionare,
era il miglior attore sulla faccia della Terra. Sembrava davvero
spaventato.
Avrebbe potuto morire, disse Romy, poi mi prese per il polso.
Ma tu l'hai salvata.
Cercai di restituirle il sorriso e di non pensare che se avessi fatto
bene il mio lavoro, Beth non avrebbe avuto alcun bisogno di essere
salvata.


CAPITOLO 22

Ho usato abbastanza sale, dissi a Torin pi tardi quella sera.
Avevamo appena visto tre episodi di Ivy Springs, ma io non ero riuscita
a concentrarmi su nessuno di essi. Ero stata troppo impegnata
ad analizzare tutto quel che era successo quel pomeriggio.
Sono sicura di averlo fatto. Ma non  bastato a imprigionare
Mary.
Torin si gratt il mento. Questo  estremamente insolito.
Mamma aveva detto di smetterla di andare a chiedere consiglio a
Torin ma, be', lui era l e lei no. E quella era una giornata che necessitava
di una bella dose di consigli. Una bella dose abbondante.
 pi che insolito;  impossibile, replicai, girandomi sulla schiena
per fissare il soffitto. Chi aveva vissuto prima di noi in quella stanza
ci aveva appiccicato un po' di quelle stelle di plastica luminose.
I fantasmi non possono opporsi al rito del sale.  uno dei motivi
per cui  cos poco divertente dar loro la caccia.
Torin rimase in silenzio un momento prima di commentare: Tu
hai detto che sia l'insegnante che la studentessa hanno ricevuto dei
piccoli... regali. Degli avvertimenti relativi al loro imminente destino.
S. Una rana maciullata e una Barbie mutilata.
 molto furbo, disse Torin. La paura rafforza gli spettri.  il
motivo per cui  pi difficile sbarazzarsi delle infestazioni pi antiche.
Pi a lungo un fantasma ha la possibilit di costituire un regime
di terrore e nutrirsene, pi potente diventa.
Mi voltai, guardando Torin in viso. Non l'avevo mai sentito prima.
Torin incroci le braccia, compiaciuto. Oh, quanto amo sapere
cose che non sai.  una sensazione cos soddisfacente.
Be', ora lo so, quindi grazie tante.
Mmm, Torin accett il ringraziamento con un cenno del capo.
 il prezzo da pagare per aver condiviso la mia saggezza.
Con un sospiro pesante, Torin si lanci sul mio letto nello specchio.
Guardando il riflesso, era come se stessimo fianco a fianco.
Dunque, il fantasma  forte a causa della paura, dissi, dondolando
le gambe gi dal letto. Ma... i fantasmi sono quasi sempre parecchio
spaventosi. Perch fare uno sforzo ulteriore?
C' una bella differenza tra la paura e il terrore, disse Torin. Il
terrore  un'emozione pi potente. Alimenta ogni sorta di energia
negativa. Comparendo sotto forma di spettro a queste persone le
fa andare fuori di testa, per usare una delle tue espressioni gergali.
Ma lasciare dei regalini che dicono loro come saranno attaccate?
Cos crea una sorta di terrore preventivo.  come benzina per un
fantasma. E quando hai uno spettro che  gi terribilmente potente
perch  stato evocato dalla magia, be', ti ritrovi tra le mani una
gatta da pelare come questa.
Ci rimuginai sopra. Ma perch evocare un fantasma?.
Torin era stranamente silenzioso, e quando mi voltai per guardarlo,
stava giocherellando con un polsino.
Torin?, lo sollecitai.
Gli spiriti non sempre vengono evocati di proposito, disse infine.
Ci sono casi in cui, se uno sta facendo per caso un incantesimo
particolarmente avanzato, la magia pu avere... delle conseguenze
impreviste. Se, per esempio, stai cercando di far resuscitare
un morto....
Non si pu fare. Non  possibile riportare qualcuno in vita.
Soffiando in modo lezioso, Torin lasci andare la manica. Certo.
Sono sicuro che il tuo vasto sapere accumulato nel corso degli
ultimi sedici anni superi di gran lunga la mia personale esperienza
centenaria.
Torin tendeva a usare un linguaggio super fiorito quando si sentiva
ferito nel profondo, perci mi sedetti e mi spostai un po' pi
vicino allo specchio. Mi dispiace, dissi, ed ero sincera.  solo
che... aspetta, quando hai resuscitato un morto?
Non sto dicendo questo, replic Torin, ma evit di incrociare il
mio sguardo. Sto solo dicendo che se hai per le mani un fantasma
resistente al sale, da qualche parte hai anche una strega, e tra l'altro
una strega che sta tentando una magia davvero oscura.
Mordendomi il labbro, pensai a Dex. Era l la notte in cui avevo
cercato di sigillare Mary nella sua tomba, e la cosa non aveva funzionato.
Hai sul viso quell'espressione che rivela un'incipiente incertezza
morale, osserv Torin e mi rallegrai per il fatto di aver comprato
un dizionario qualche anno prima.
S, sto per avere una super incertezza morale. Torin. Ricordi l'altro
giorno, quando mi hai chiesto se volessi che tu visitassi lo specchio
di Dex?
Certo che s, disse, stringendo gli occhi.
E ricordi che ti avevo detto che non volevo?
Direi di s.
Me lo rimangio. Era tremendo, lo sapevo. A prescindere da quel
che era Dex, era pur sempre mio amico. Usare il mio specchio magico
per spiarlo non andava decisamente bene. Ma le persone continuavano
a farsi male, quindi non potevo permettermi di essere
una brava persona, ora come ora. E da qualche parte, nel profondo,
sapevo che prima o poi sarebbe successo. Altrimenti, perch avrei
fatto caso al numero civico di casa sua quando ci eravamo passati
davanti in macchina, la sera prima?
Diedi a Torin l'indirizzo, dicendo a me stessa che non avevo scelta.
Essere una Brannick significava prendere decisioni difficili. Mamma
una volta mi aveva detto che voleva dire scegliere la ragione anzich
il cuore. Ero convinta che stesse parlando di mio padre, ma
non avevo avuto il coraggio di domandarglielo.
Tuttavia, quando Torin mi salut in modo pomposo e spar, dovetti
sopprimere l'istinto di richiamarlo indietro e dirgli di dimenticarsi
quel che avevo detto. Ma ormai era troppo tardi. Con un
sospiro, mi concentrai sul mio computer, sperando che i problemi
di Everton e Leslie potessero distrarmi dai miei. Stavo guardando
il telefilm da pi o meno cinque minuti, quando qualcuno
buss piano alla porta.
Anche se sapevo che Torin se n'era andato, lanciai un'occhiata allo
specchio prima di dire: Avanti!.
Mamma apr e si appoggi allo stipite.
C' stato un incidente a scuola tua oggi, mi disse senza preamboli.
Qualcosa ha a che fare con te?
Del tipo?.
Mamma ci pens su. Qualcosa di cui devo essere informata?.
Lanciai un'occhiata allo specchio. No, dissi infine. Ho tutto
sotto controllo.
Mamma inspir profondamente dal naso, ma poi si limit ad annuire.
Okay. Hai scoperto qualcosa di interessante su quel ragazzo?.
Feci uno sforzo enorme per non guardare lo specchio, stavolta.
Mi ha invitato a casa sua a conoscere sua nonna. Ho pensato di
accettare, per vedere se trovo qualche indizio.
Buona idea, replic mamma con un leggero movimento affermativo
del capo. Hai finito i compiti?
S. Avevamo dovuto aspettare un bel po' prima che rimuovessero
l'auto e l'autobus ammaccato. Cos avevo attaccato il resto delle
domande sul Macbeth e i primi paragrafi del mio saggio. Dex e
Romy per fortuna avevano fatto pace.
Quando era arrivato finalmente un autobus sostitutivo, stavano
scherzando e si stavano lanciando frecciatine.
Okay, disse mamma lentamente. Quando sollevai lo sguardo,
stava ancora indugiando sulla soglia.
Pensavo che saremmo potute uscire a cena stasera.
In questa citt esistono dei ristoranti?, le chiesi. Voglio dire,
oltre il Dairee Kween?.
Mamma fece una sbuffata che parve pi simile a una risata. Sono
passata davanti a quel posto oggi. Non penso di potermi azzardare
ad avvicinarmi a un luogo con un nome simile.
Penso di aver visto un ristorante cinese vicino al supermercato,
dissi. Mi andrebbero un po' di noodles.
Vada per il cinese, replic mamma, allontanandosi dallo stipite.
Ci vediamo gi tra dieci minuti.
Il viaggio fino al ristorante fu silenzioso, ma in senso positivo.
Non discutemmo del caso durante la cena. Parlammo della scuola,
e le raccontai di Romy, della PMS e di uno degli articoli che avevo
letto sull'autobus: Venti modi di usare il phon a cui non avevi
mai pensato!.
Mia madre non parl molto, ma mi ascolt, e io decisi che mi
andava bene cos. Una volta finito di mangiare e dopo che mamma
ebbe pagato il conto, pensai che saremmo andate a casa. Ero
un po' ansiosa di andare a vedere se Torin fosse gi tornato. Invece
lei accese la macchina e chiese: Perch non ci facciamo
un giro?
Ehm... va bene.
Se il tragitto fino al ristorante era stato piacevole, quel viaggio fu
semplicemente... strano. Quando accesi la radio, mamma allung
subito una mano e la spense. E continu ad appoggiarsi al volante
e a scrutare l'oscurit, piegando la testa come se stesse ascoltando
qualcosa.
Ma fu solo quando si ferm davanti a una casa e spense il motore
che finalmente capii che cosa stava succedendo.
Un lavoro?.
Lei fece spallucce. Forse. L'altro giorno stavo facendo colazione
alla Waffle Hut, e c'erano due tizi che parevano sospetti, perci....
Alzai gli occhi al cielo. Mamma, chiunque alla Waffle Hut  sospetto.
 per quello che va alla Waffle Hut. Per... essere sospetto.
E mangiare dei waffle. In modo sospetto.
Mamma si appoggi contro il sedile.  solo che... dovevo fare
qualcosa.
Qualcos'altro oltre le tue ricerche?, le chiesi, e il sospiro di mamma
parve partire dalle piante dei piedi.
Perch non mi dici su che cosa stai facendo ricerche?, domandai,
e con mio sommo orrore, la voce mi usc sottile e acuta, come
se fossi sull'orlo delle lacrime. Se riguarda... riguarda Finley, almeno
lascia che ti aiuti. So che ho fatto un casino quella sera, ma
non vorrei....
Si volt verso di me, e ancora una volta mi colp quanto somigliasse
a Finn. Era tutta zigomi alti, labbra imbronciate e lineamenti definiti.
Quel che  successo a Finley non  stata colpa tua, Isolde,
disse, usando ancora quel suo tono imperioso. Io non lo penso, e
vorrei che non lo pensassi nemmeno tu.
Tirai il cordoncino della mia felpa. Mi manca un sacco.
Una macchina ci pass accanto. Avrei potuto giurare che il labbro
inferiore di mamma stesse tremando un po', ma forse era stato solo
un gioco di luci. Lo so che ti manca.
Non era un manca anche a me, ma almeno era qualcosa.
Lasciandomi andare all'indietro, battei la testa contro il sedile.
Non la troveremo, vero?.
Mamma rimase in silenzio cos a lungo che mi chiesi se mi avrebbe
risposto. E poi disse: Non lo so.
Forse il fatto di essere al buio in auto fece s che parlare di
quell'argomento fosse molto pi facile. Che cosa faremo? Se
non la troviamo. Siamo le uniche due Brannick rimaste al mondo.
Continuiamo come nulla fosse a dare la caccia ai mostri anche
se  follemente pericoloso? Finch non rimarr pi nemmeno
una Brannick?.
Mia madre fece una smorfia, ma non rispose. Per molto tempo,
l'unico suono fu quello del motore che si raffreddava. Poi, con un
tono stanco quanto il mio, mamma disse: Non lo so, Isolde. Tutto
quel che so ... questo. Fece un cenno con il capo in direzione
della casa, ma sapevo che non intendeva questo lavoro in particolare.
Mia madre  morta in azione. Cos come le mie cugine, le mie
zie, e quasi ogni Brannick che io abbia mai conosciuto. Ma non so
che fare di me stessa se non faccio questo. E cercare in libri antichi
e inutili qualche indizio su quel che  successo a Finn... mi sembra
solo di impazzire. Seguire questi tizi della Waffle Hut, pensare che
possano essere dei Prodigium,  stata la prima cosa che mi abbia
resa felice in settimane.
Mi voltai a fissarla. Mamma. Questo ... un bel casino.
Emise una risata penetrante simile a un lamento, senza gioia. Questo
 essere una Brannick, Izzy. Ora, coraggio. Andiamo a casa.
Non parlammo per tutto il tragitto, ognuna persa nei propri pensieri.
Di nuovo nella mia stanza, controllai lo specchio, ma Torin ancora
non era tornato. Non sapevo se fosse un bene o un male. Mi
tolsi i vestiti, mi misi il pigiama e passai le ore successive al computer
a cercare informazioni su Mary Evans e sull'evocazione di
un fantasma.
Mamma aveva ragione: questo  quello che fanno le Brannick.
Cacciamo i mostri, salviamo le persone, teniamo gli occhi fissi
sull'obiettivo. Mi ero lasciata distrarre troppo da Dex, Romy e
dai saggi sul Macbeth... era giunta l'ora di risolvere il caso e andare
via da Ideal. Era il momento di lasciare che anche mamma
tornasse su un caso, anzich seguire alcuni tizi potenzialmente sospetti
della Waffle Hut.
Quando mamma buss alla porta e disse: Spegni la luce, sapevo
quale sarebbe stato il passo successivo. Spensi il computer e mi infilai
a letto, pensando di essere troppo tesa per dormire. Ma dovevo
essermi addormentata a un certo punto, perch la cosa successiva
che ricordo  che Torin era l e sussurrava: Isolde.
Mi misi seduta, temendo di essere in un altro sogno Torin-indotto.
Ma no, lui era l, in piedi nel mio specchio. Torin?, la mia voce
era parecchio assonnata.
Se il tuo ragazzo sta tramando qualcosa, non lo sta di certo facendo
stasera, disse Torin, e io fui sconvolta dall'ondata di sollievo
che mi attravers. Non c' niente di soprannaturale in lui, eccetto
la quantit di ore che riesce a giocare ai videogiochi, aggiunse con
un enorme sbadiglio.
Bene, gli dissi. E grazie.
Nello specchio, sembrava seduto alla sedia della mia scrivania, appoggiato
all'indietro con le mani incrociate dietro la testa.  tutto,
dunque? Abbiamo risolto?.
Rotolai di nuovo nel letto, guardando fuori dalla finestra.
No, dissi piano. Abbiamo appena iniziato.


CAPITOLO 23

Okay, allora se tutti vi prendete un momento per guardare la
presentazione, possiamo iniziare.
Romy, Dex e Anderson mi fissarono con stampati in faccia vari
di gradi della classica espressione che diceva: Ma che cavolo...,
mentre stavo in piedi davanti alla lavagna bianca della classe, con
un pennarello cancellabile in mano.
Quella mattina, avevo convocato una riunione di emergenza della
PMS prima delle lezioni, perci non avevamo molto tempo, di l
a breve sarebbe suonata la campanella. Prima li avrei convinti del
mio piano, prima avremmo potuto fermare Mary.
Quando hai avuto tempo di preparare una presentazione?, chiese
infine Dex.
Non  importante. Quello che davvero conta ve l'ho sottolineato
a met di pagina due.
Ci fu un frusciare di fogli mentre tutti loro giungevano alla sezione
indicata. Qui... qui dice Riguardo le streghe, i fantasmi
e le evocazioni. Anderson mi guard con i suoi occhi scuri
spalancati. Evocazioni? Abbiamo a che fare con roba in stile
esorcista?
Non esattamente. Mi voltai verso la lavagna bianca e iniziai a
scrivere. Okay, il fantasma di Mary Evans  stato evocato da una
strega. Non sono sicura del perch, ma ora non importa. La cosa
principale da scoprire  chi l'ha evocato.
Dietro di me, sentii Dex dire: Ehm, professoressa Brannick, ho
delle domande. Una legione di domande.
Risponder alle domande alla fine.
Stavo scherzando, mormor Dex, ma io ormai ero lanciata.
Allora, l'evocazione di un fantasma non  cos difficile se sai
dove farla. E ci sono due luoghi soltanto dove una strega pu
aver evocato Mary Evans. Uno: dove  sepolta; e due: il luogo
dove  morta.
Mi voltai per guardare in faccia gli altri componenti della PMS. Ora,
sappiamo dove  sepolta Mary, e secondo la leggenda,  morta nella
caverna dove era solita incontrare il suo insegnante. Se andate a pagina
tre, vedrete che ho allegato una mappa di dove penso probabilmente
sia la caverna. Domani notte, ci divideremo e andremo in quei
posti. Dex e Anderson, voi vi occupate della tomba, io e Romy invece
della caverna. Feci una pausa. Figo, vero? Comunque, una volta
scoperto chi ha rievocato il fantasma di Mary, scopriamo il perch,
e possiamo fermare il tutto. E ora risponder alle vostre domande.
Tre mani si alzarono.
Feci per primo il nome di Dex. Ehm, s. Abbiamo questa amica,
Izzy Brannick?  alta pi o meno come te, ha il tuo stesso colore
di capelli, ed  una persona normale, sana di mente. E pare che tu,
Miss Follia, abbia preso il suo posto. Possiamo avere indietro Izzy
ora, per favore?.
Alzando gli occhi al cielo, indicai Romy. La prossima.
A dire il vero, vorrei che tu rispondessi alla domanda di Dex. Seriamente,
Izzy. Che ti prende?
Sto solo cercando di essere un... un membro efficiente della PMS.
Allora, siamo tutti d'accordo? Venerd sera, i ragazzi si occupano
del cimitero, le ragazze della caverna.
Ehm, disse Anderson, togliendosi i capelli dagli occhi, io, ehm,
mi chiedevo se potessi fare coppia con Romy. Senza offesa, Dex, 
solo che....
Dex alz una mano. Nessuna offesa. Poi, con uno sguardo esageratamente
malizioso: Preferisco di gran lunga entrare nella caverna
con Izzy, in ogni caso.
Sapevo che per entrare nella caverna intendeva esplorarla, ma
lanciai un'occhiataccia a Dex come se avesse detto qualcosa di inappropriato.
Vedi, ecco la Izzy che conosco, mi prese in giro, e all'improvviso
mi ritrovai a sorridergli. Aiuto. Chiaramente stavo andando
fuori di testa.
Scuotendo il capo, sventolai la mia presentazione. Okay, allora
io e Dex ci prendiamo la caverna; Romy e Anderson, a voi tocca
la tomba. Cercheremo ogni traccia possibile che suggerisca che c'
stato un rituale. Candele, segni di bruciature, odori strani....
Sale sull'erba, disse Dex sottovoce, ma n Romy n Anderson
gli badarono.
Allora... streghe, disse Romy, rivolgendo un'espressione accigliata
al foglio.
S. Be', strega, al singolare almeno.
Lei mi guard, strizzando gli occhi dietro le lenti degli occhiali.
Streghe con il cappello a punta, a cavallo di manici di scopa.
A dire il vero non fanno nessuna di quelle cose. Almeno, la maggior
parte di loro non lo fa. Alcune di loro sono un po' rtro, di
tanto in tanto.
Anderson inarc un sopracciglio. E che ne sai?.
Diedi un'occhiata a Dex. Leggo molto. In internet. E poi sono
andata in questa scuola per ragazze un po' strane e l avevamo un
intero corso sulle... streghe.
Quando i tre continuarono semplicemente a fissarmi, aggiunsi:
Era una scuola parecchio avanti. Comunque, stasera, PMS in azione,
va bene?
Non ho niente di meglio da fare, disse Anderson, allungando il
braccio sullo schienale della sedia di Romy.
Le sue fossette si fecero pi profonde mentre lei tentava di nascondere
un sorriso.
Nemmeno io, replic lei.
Sai che ci sto sempre quando si tratta di stranezze che mia nonna non
approva, disse Dex, battendo le mani l'una contro l'altra. Parlando
del diavolo, visto che stasera ti devo dare un passaggio, Izzy, perch
non scendi alla mia fermata questo pomeriggio? Cos te la presento.
Bene, risposi. Avevo intenzione di farlo in ogni caso, e nel mentre
avevo sperato di trovare del tempo per spulciare qualche giornale
alla ricerca di articoli del tipo Incontrare sua nonna: che vuol
dire? Chi ha tempo non aspetti tempo. S... certo, va bene.
Dex si sporse in avanti, gli occhi blu luminosi. Facciamolo. La
prima caccia alle streghe della PMS!.
La campanella suon, e noi quattro ci affrettammo a raccogliere
le nostre cose e tornare all'edificio principale. I ragazzi camminavano
davanti a noi a grandi passi, mentre io e Romy ce ne stavamo
un po' indietro.
Anderson era in quella foto, disse, mordicchiandosi preoccupata
l'unghia del pollice. Se ho ragione e Mary sta dando la caccia
ai discendenti di un certo tipo di persone....
C'era un mucchio di persone in quella foto, Romy, replicai,
prendendola a braccetto. Non avevo ancora trovato un momento
appropriato per darle un colpo d'anca, ma prenderla a braccetto
mi sembr andar bene. E Anderson star bene perch scopriremo
che cosa sta causando l'infestazione e ci metteremo la parola fine.
Tra l'altro, Mary  abbastanza carina da lasciarci dei piccoli avvertimenti
quando sceglie una vittima. Se succedesse qualcosa di strano
a Anderson, lui ce lo direbbe, e lo sapremmo.
Quelle parole non sembrarono far stare meglio Romy, perci aumentai
la stretta del mio braccio nel suo. Oh, ehi! Forse l'ha fatta
finita con tutta la storia della vendetta. Forse ce l'aveva solo con i
parenti di Snyder e Beth.
Quella teoria resse fino alla seconda ora. Appena dopo Educazione
fisica, io e Romy eravamo accanto al suo armadietto quando ci
fu improvvisamente un esplosivo bang da qualche parte in fondo
al corridoio.
Che cavolo?, sentii qualcuno sbraitare, mentre una nuvola di
fumo grigio cominciava a uscire da uno sportello.
Anderson?, grid Romy, ma non era Anderson quello davanti
all'armadietto esploso. Era Adam. Il suo volto era una maschera di
paura e fastidio.
Correndo in fondo al corridoio, gli afferrai un braccio. Stai bene?.
Irritato, si scroll di dosso la mia mano. S, sto bene. Qualche
simpaticone ha messo un fuoco d'artificio o qualcosa del genere
nel mio armadietto.
Spingendo via il fumo, diede un'occhiata all'interno, e io mi allungai
sopra la sua spalla per fare lo stesso. Tutto quello che rimaneva
dei libri di Adam era solo una montagna di cenere che bruciava
lentamente.
Va bene, gente, fate spazio, disse Mrs Steele, facendosi largo tra
gli studenti. Con una smorfia, prese coscienza del disastro. Prima
la macchina di qualcuno si guasta, e ora gli armadietti si mettono a
esplodere? Che cosa sta succedendo in questo posto?.
Dietro la sua schiena, incrociai gli occhi di Romy. Evidentemente
Mary non l'aveva fatta finita proprio per niente.


CAPITOLO 24

Okay, per favore, non ti allarmare per la situazione in cui versa
il nostro giardino, disse Dex, mentre lo seguivo lungo il vialetto.
La nonna  una cuoca provetta, ma decisamente non ha il pollice
verde.  risaputo.
Dex aveva la tendenza a esagerare un sacco di cose, ma lo stato del
giardino non era tra quelle. Anche se era fine febbraio e niente si
poteva esattamente definire in fiore, ogni cespuglio e lembo di terra
nel giardino di Dex era marrone e secco. Anche il pero rischiava di
collassare. Ma la casa in s era carina. Pi bella della nostra e un po'
pi grande, aveva delle allegre tendine gialle alle finestre, e quando
Dex apr la porta d'ingresso, mi bloccai e feci un respiro profondo.
Non so che profumo ci sia in paradiso, ma se non ci dovesse essere
quello di biscotti appena sfornati, rimarrei molto delusa.
Alla vista della mia espressione estasiata, Dex mi fece un gran sorriso.
Da questa parte, disse, trascinandomi in cucina.
Una donna con indosso un maglioncino azzurro e un paio di quelli
che sono sicura di poter descrivere come jeans da mamma - jeans
da nonna, forse? - stava togliendo una teglia di biscotti dal forno
mentre noi entravamo.
Dex!, grid allegramente. E poi i suoi occhi si posarono su di
me. Erano della stessa sfumatura di blu di quelli del nipote e si intonavano
quasi perfettamente al suo maglione. E lei chi ?
Izzy, ti presento mia nonna. Nonna, questa  Izzy.
Lanciai un'occhiataccia a Dex mentre sua nonna appoggiava la teglia
di biscotti sul ripiano della cucina. Oh, santo cielo, esclam,
sventolando le mani. Dexter, se hai intenzione di avere degli ospiti,
specialmente degli ospiti cos incantevoli, devi avvertire la nonna!
Sono un disastro.
A dire il vero, stava parecchio bene, secondo me. I suoi capelli,
come quelli di Dex, erano neri e ricci, con solo qualche spruzzata
di grigio sulle tempie. Teneva gli occhiali sulla punta del naso,
legati a una catena scintillante appesa attorno al collo. Mentre si
allungava per stringermi in un abbraccio, colsi un vago sentore di
vaniglia e borotalco.
Fondamentalmente, la nonna di Dex era la Nonna Perfetta. Quando
sciolse l'abbraccio, mi diede persino un buffetto sulla guancia.
Oh, sei proprio carina. Dex ha detto che lo eri, ma  bello vedere
che non aveva esagerato, per una volta.
Le mie guance presero fuoco a quella affermazione, e accanto a
me, Dex mi diede una gomitata nelle costole. Piuttosto, non l'ho
elogiata a sufficienza, vero, nonna?.
Lei gli colp il braccio. Ora, Dexter, la stai facendo arrossire. Forza,
prendi un paio di biscotti, e raccontami tutto di te, Izzy. Che
nome dolce.  il diminutivo di Isabelle?
Di Isolde, le dissi, agguantando un biscotto dalla teglia.
Dex si sedette su uno sgabello con un motivo a quadretti e indic
quello accanto a lui. Mi sedetti, prendendo un morso del mio
biscotto.
Era tutto quello che avevo sperato che fosse e anche un po' di pi.
Mi chiedevo se la nonna di Dex potesse prendere in considerazione
l'idea di adottarmi.
Che bello, disse. And all'enorme frigo d'acciaio inossidabile
e prese un cartone di latte. Non c'era una storia famosa riguardo
un'Isolde? Qualcosa di bello e tragico?
Quella era Isotta. Tristano e Isotta, intervenne Dex prima che
potessi rispondere. E francamente, spero che la storia d'amore tra
Dexter e Isolde finisca con un numero minore di morti.
La nonna ridacchi, e io mi pulii le briciole del biscotto dalla bocca.
Non c' nessuna storia d'amore tra Dexter e Isolde, dissi, ma
mi ritrovai lo stesso a sorridere. Poi mi ricordai. Dex non era un
ragazzo qualsiasi, come io non ero solo una ragazza qualunque seduta
nella cucina di sua nonna, intenta a mangiare i biscotti pi incredibili
mai creati dalle mani di una donna. Lui era una sorta di
Prodigium, e io ero l a scoprire di che tipo.
E comunque, a prescindere, una storia d'amore tra me e Dex era
totalmente fuori questione. Provai a immaginarmi a portarlo a casa
da mamma, presentandolo come il mio fidanzato. Le donne Brannick
erano sempre molto caute nelle loro scelte in fatto di uomini.
Dovevano pensare al loro lignaggio, dopotutto, il che spiegava
perch tendevano a selezionare dei guerrieri. Soldati, marine. Mio
nonno era stato persino un Berretto Verde.
Ogni volta che mia mamma aveva parlato di nostro padre, l'unica
parola che ricorreva era forte. Dex non riusciva nemmeno a fare un
giro attorno al campo da football senza avere un attacco d'asma.
E non era solo quello. Come avrebbe reagito mamma a un ragazzo
che era cos puramente... ornamentale? Vero, Dex aveva riempito
di sale una tomba, ma prima si era tolto il suo bel cappotto.
Mi scrollai di dosso quei pensieri. Erano poco produttivi e inutili.
Invece, sorrisi alla nonna e dissi: Allora, lei e Dex vi siete trasferiti
qui da New York?. Pensai che pi la conversazione si spostava
da me, pi sarebbe stata abbastanza innocua. Ma non mi persi il
modo in cui la nonna si irrigid appena. Abbiamo vissuto un po'
dappertutto. E ho detto a Dex che quel che conta  il futuro, non il
passato. Gli fece una carezza sui capelli. Lui  qui ora, ed  questo
che importa.
Dex le sorrise, ma c'era qualcosa di confuso nel suo sorriso. Forse
pensava che la sua risposta fosse strana, proprio come pensavo io,
ma mi sembr quasi che ci fosse dell'altro. Aveva lo stesso sguardo
che era solita avere Finn quando non riusciva a ricordarsi dove
aveva messo la sua balestra. (Cosa che succedeva molto pi spesso
del dovuto, se volete il mio parere. Dovresti sempre ricordare dove
lasci delle armi letali.)
La nonna ha ragione, disse finalmente Dex, picchiando la mano
sul ripiano. Come diceva Shakespeare: Non guardare indietro,
non dovresti mai guardare indietro.
Quella era una canzone di Don Henley, tesoro, ma in ogni caso
 una disposizione d'animo eccellente, replic la nonna, dandogli
un colpetto sulla mano.
L'impasse svan e lei mi sorrise di nuovo. Ti fermi a cena, Izzy?.
Se il resto di quello che cucinava era buono quanto i suoi biscotti,
sarei stata un'idiota a non farlo.
Dex le rispose per me. S, si ferma. E poi usciamo per un po', se
per te va bene.
Il viso della nonna si accigli. Sei sicuro che sia una buona idea,
tesoro? Ultimamente la tua asma  stata cos tremenda....
Ma Dex sminu la cosa. Sto bene.  questa stagione dell'anno
o qualcosa del genere. La stagione dell'asma. Ma ho il mio fidato
inalatore, lo estrasse da una tasca del cappotto, scuotendolo, e la
coraggiosa Isolde a proteggermi in caso di necessit.
Dal momento che la nonna non smise di essere accigliata, Dex la
piant di fare l'idiota, sporgendosi di pi verso di lei. Star bene,
nonna, disse, con la voce pi dolce. Pos una mano su quella
di lei, e il suo braccialetto cattur la luce. Ti preoccupi troppo.
Lei tocc i ganci d'argento attorno al polso del nipote. Sono tua
nonna, gli disse. Mi  consentito.
Vederli insieme mi strapp un sorriso, e mi fece sorgere una sorta
di sentimento caloroso e traboccante nel petto. Non solo Dex
era carino e intelligente e divertente, ma voleva anche molto bene
a sua nonna...
E fu allora che mi resi conto di una cosa. La nonna di Dex. Era
sua parente di sangue. Ci significava che se lui era un Prodigium,
allora lo era anche lei. Era cos che funzionava; non c'era alcun salto
generazionale, nessun insolito bambino umano nato da genitori
Prodigium.
Non c'erano vibrazioni magiche che emanavano dalla nonna, e lei
mi aveva abbracciata. Mi aveva toccato la guancia. Non avevo sentito
niente. Nemmeno il pi piccolo indizio che lei fosse una Prodigium.
Tuttavia, giusto per essere sicura, mi sporsi in avanti e dissi:
Che bell'anello.
Proprio come avevo sperato, spinse la sua mano verso di me cos
che potessi dargli un'occhiata pi da vicino. Mentre lo faceva, afferrai
le sue dita.
Niente. Nemmeno il pi piccolo formicolio.
Grazie, tesoro, disse. L'ho comprato da una televendita. Sai,
quelle che vanno in onda di notte e fanno spendere a sciocche signore
anziane come me pi di quanto dovrebbero.
Risi pi forte del necessario, cercando di nascondere la mia confusione.
Se la nonna non era una Prodigium, allora non poteva esserlo
nemmeno Dex. Ma allora che cavolo sentivo? A prescindere
da quello che tutti mi ripetevano, sapevo che quella piccola vibrazione
magica che avvertivo quando lo toccavo non era dovuta solo
agli ormoni.
Mi voltai a guardarlo mentre sorrideva a sua nonna, il suo braccialetto
d'argento che mi faceva l'occhiolino alla luce del sole, il suo
assurdo cappotto viola.
O semplicemente volevo che Dex fosse un Prodigium perch l'idea
che mi piacesse era ben pi tremenda?


CAPITOLO 25

Io e Dex passammo il resto del pomeriggio a giocare ai videogiochi.
Non l'avevo mai fatto prima, ma salt fuori che tutti quegli anni
di allenamento erano serviti per la mia incredibile coordinazione
occhio-mano.
Dunque, anche se non potevo battere Dex a Dragon Slayer IV, non
facevo nemmeno una figuraccia tremenda. Dopo aver fatto a pezzi
i draghi, cenammo con la nonna. Come i suoi biscotti, la sua ricetta
degli spaghetti chiaramente veniva dritta dal cielo, e per l'ora in
cui uscimmo per andare alla caverna, mi sentivo pi felice - e pi
piena - di quanto fossi stata in settimane.
Okay, forse la nonna di Dex sembrava un po' troppo protettiva.
Ma Dex era il suo unico nipote e rappresentava tutta la sua famiglia.
Probabilmente era normale. E Dex era normale, ricordai a me
stessa mentre ci recavamo fuori dai confini della citt. Alla tenue
luce bluastra del cruscotto, studiai il suo profilo. Normale. Non
avrei mai pensato che quella parola potesse essere cos attraente.
La caverna fu pi facile da trovare di quanto pensassi. C'erano indicazioni
e tutto. Certo, non nominavano Mary Evans o i fantasmi
ma, secondo la leggenda, era l che Mary e Jasper - il suo insegnante
- si davano appuntamento, ed era sempre l che avevano... be',
non  rilevante quel che avevano fatto. E, cosa pi importante, era
l che Mary era morta.
Una volta giunti sul posto, Dex mi apr la portiera, porgendomi
la mano. Mia signora.
La notte era abbastanza fredda da farmi desiderare di aver portato
una giacca pi pesante. Dex era imbacuccato in una nuova giacca
viola, al collo portava annodata una spessa sciarpa verde. Sembrava
stare caldo e comodo, e mi chiesi se la sua giacca fosse cos morbida
come appariva.
Dex dovette aver colto il mio desiderio, perch si tolse il cappotto.
Hai freddo? Prendila tu.
No, dissi in fretta.  solo che... il viola ti sta davvero bene. Per
fortuna, visto che lo indossi cos spesso.
Pavoneggiandosi, Dex sollev la testa e raddrizz le spalle. Fa
risaltare il colore dei miei occhi.
Non risi questa volta, ma gli diedi una spinta giocosa mentre lo superavo
ed entravo nella caverna. Una volta dentro, accendemmo le
torce.
Be', ....
Inquietante, conclusi io.
A dire il vero stavo per dire da farsela sotto per la paura, ma
va bene anche inquietante.
Credi davvero che Mary e Jasper usassero questo posto per... degli
incontri romantici?. Facendo scorrere una mano sopra le pareti
umide della caverna, rabbrividii un po'. Perch seriamente, non
mi toglierei nemmeno il cappello qui dentro.
La loro relazione era gi parecchio perversa. Forse volevano mettersi
in lizza per qualche sorta di record di perversione.
Fantastico, mormorai, inoltrandomi nella caverna. Mentre procedevo,
dovevo chinarmi un po', mentre Dex era praticamente piegato
in due. Chiunque se la spassasse qui dentro, doveva essere
piuttosto bassino, scherzai.
Dex mi punt contro la sua torcia. Ehm, Iz, sono piuttosto sicuro
che non stessero in piedi, replic lui, e io arrossii.
Giusto, dissi, cercando di suonare super disinvolta, cos lui non
avrebbe notato il mio disagio. Okay, bene. Prova del soprannaturale.
Cerchiamo qualcosa.
Inginocchiandosi, Dex strapp una candela sciolta da una piccola
mensola scavata nella roccia. Credi che questa dovesse essere sexy
o che sia servita per evocare gli spettri?.
Non avrei smesso un secondo di arrossire. Per dirla tutta, stavo
per morire dissanguata perch non mi era rimasto pi sangue che
pompasse attraverso il cuore. Era tutto sulla mia faccia.
Non c' niente di sexy in questo posto, gli dissi, e lui rise.
Oh, di, Izzy. Anche tu, Miss Non-Romantica, devi ammettere
che c' qualcosa di attraente, solo un pochino attraente, nel baciarsi
a lume di candela in una caverna.
Ci vivono i pipistrelli nelle caverne, gli ricordai. E dove ci sono
i pipistrelli, c' la loro cacca. Un mucchio della loro cacca. Lo
sapevi che in Messico c' una caverna dove c' una montagna intera
di guano?.
Dex mi scocc uno sguardo fintamente sensuale. Ci stai provando
con me?.
Lo accecai con la mia torcia, obbligandolo a schermarsi gli occhi
con le mani. Ehi, fai attenzione. Tu vuoi che io riesca a vedere le
robe da fantasmi, vero?
Mettiamoci... solo a guardare okay?
Va bene, borbott, e ci inoltrammo pi a fondo nella caverna. Il
soffitto si abbass ed entrambi dovemmo inginocchiarci e strisciare.
Gettare sale nelle tombe, strisciare... tu sai davvero come ci si
diverte a un appuntamento, riflett Dex. Gli diedi una spallata e
continuai a proseguire. Dopo qualche metro, la caverna inizi ad
allargarsi di nuovo, il soffitto era alto almeno tre metri e mezzo.
Dex si alz e si stiracchi con un grugnito felice, ma tutto quello
su cui riuscivo a concentrarmi era la magia che emanava dalle
rocce; riempiva l'aria, mi faceva quasi rizzare i capelli in testa.
Ci siamo.
Aggrottando le sopracciglia, Dex si mosse in cerchio. Cosa, questo?
Questo  il posto dove c' stata l'evocazione? Come fai a dirlo?
 solo che... posso. Forse non era la miglior risposta che fosse
mai stata data, ma non riuscivo a pensare a nessun altro modo per
spiegare a Dex come potevo avvertire la magia.
Fortunatamente, non lo mise in discussione. Wow!, grid.
Cosa?. L'aveva sentita? Era solo una reazione ritardata? Ma l'esclamazione
di Dex non era stata causata dalla magia che emanava
dalla caverna. Si stava muovendo verso un'altra piccola alcova ricavata
nella pietra.
Aha, disse, scavando nel terriccio. Hai ragione, ci siamo.
Mi inginocchiai accanto a lui, puntando il mio fascio di luce sul
suolo della caverna. C'era un'altra candela sciolta e qualche pezzo
di carta bruciacchiata. Scavando un po' di pi, trov un minuscolo
ciondolo d'oro. Mi avvicinai, mentre se lo metteva sul palmo della
mano e lo illuminava con la torcia.
Un cuore, mormor.
All'improvviso, fui estremamente consapevole che le nostre teste
erano vicinissime, e feci un respiro profondo. S.
I suoi occhi si posarono sulle mie labbra.  sia sexy che spettrale,
non credi?
Dipende tutto dai punti di vista, suppongo, risposi.
Ora ero io a guardare la sua bocca. Le labbra di Dex erano carine,
proprio come le sue mani e i suoi occhi. Anzi, belle. E all'improvviso,
le desideravo sulle mie pi di quanto avessi mai desiderato
qualsiasi altra cosa. Anche mentre ci avvicinavamo sempre di pi,
una piccola parte del mio cervello, quella ancora Brannick e non
di una ragazza sciocca che stava perdendo la testa per un ragazzo
carino, registr quale tipo di magia dovesse esserci stata in quella
caverna. Non si trattava di un incantesimo ordinario. Era diverso.
Era un incantesimo d'amore.
E ora io e Dex eravamo qui, immersi in tutta questa energia prodotta
dall'incantesimo d'amore. Era quello il motivo per cui mi
stava guardando come se volesse divorarmi. Il motivo per cui io
volevo che mi divorasse. Era solo energia residua dell'incantesimo,
nient'altro. Non so come feci, ma riuscii a rimettermi in piedi e allontanarmi
da lui.
Schiarendomi la gola, iniziai a illuminare con la torcia il resto della
caverna. Potrebbero esserci pi cose. Voglio dire, qui c' chiaramente
traccia di magia, e....
Non ho mai baciato nessuno in una caverna, disse pensieroso
Dex. Quando mi voltai, era ancora in ginocchio e mi guardava. O
in qualche tipo di struttura sotterranea, a dire il vero. Caverna, rifugio
antiatomico, bunker governativo segreto.... La luce della sua
torcia era ancora puntata su di me. E che mi dici di te? Sembri il
tipo di ragazza che ha una vita romantica piena di brividi e pericoli.
La mia vita romantica consisteva nel vedere smielati telefilm per
teenager e nel leggere di nascosto qualche romanzetto rosa, ma non
era il tipo di informazione che volevo condividere. E decisamente
non gli avrei detto che non avevo mai baciato nessuno prima, in
nessun posto. Non immagini quanto, gli dissi, stando sul vago.
C'era un tunnel segreto che metteva in comunicazione la mia scuola
con il collegio maschile in fondo alla strada. Quindi passavamo
tutto il tempo a baciarci sottoterra.
Lo sapevo, disse lui, facendomi ridere. Quindi questi ragazzi
con cui ti incontravi di nascosto nei tunnel. Ce n'era uno... che
consideravi speciale?.
Dal momento che non c'era stato nessun ragazzo, e tanto meno
non ce n'era stato nessuno speciale, non ero sicura di cosa dire. Finalmente
mi decisi per un: Non avevo un ragazzo, se  questo che
mi stai chiedendo.
Stavo cercando di non essere troppo esplicito nel chiederlo, ma
s, ti stavo domandando se avessi avuto... se tu avessi un ragazzo.
Il cuore mi batteva all'impazzata ora. Questa volta non potevo convincermi
che stava solo cercando di essermi amico, o che questo era
solo Dex. I ragazzi non ti chiedono se sei impegnata a meno che
non siano interessati a te.
E poi mi venne in mente qualcos'altro. Potevo dirgli che ce l'avevo
un ragazzo. Potevo inventarmi che avevo una relazione a distanza
con qualcuno a cui mandavo delle email e che sentivo su Skype. E
questo avrebbe chiuso la questione. Io e Dex saremmo stati amici
e niente di pi. Ci sarebbe rimasto un po' male, e forse si sarebbe
allontanato un tantino. Solo quel pensiero mi fece stare male. Non
conoscevo Dex da molto, per mi piaceva. Davvero. Uscire con
Romy era divertente, ma non era lo stesso che uscire con Dex. Ero
rimasta zitta troppo a lungo.  un s, allora?, chiese, il tono di
voce vago quanto lo era stato il mio qualche momento prima. Solo
che avvertii che il dolore ci si stava insinuando.
Digli di s. Digli di s.
Voltandomi, lasciai che la luce della torcia puntasse al suolo. No.
Non ho nessun ragazzo.
Pensavo di aver visto tutti i sorrisi di Dex. Quello da scemo, quello
ironico, quello deliziato. Ma il sorriso che gli esplose sul volto in
quel frangente era di tutt'altro tipo: il sorriso sexy.
Oh, grazie a Dio, sospir. Un attimo dopo stava attraversando
la caverna e mi stava attirando a s.


CAPITOLO 26

Dex era pi alto di me, e mentre mi schiacciava contro di lui, mi
sollev letteralmente sulle punte dei piedi. Mi mise un braccio intorno
alla vita e infil l'altra mano fra i miei capelli. E poi mi baci.
Intendo, proprio un bacio vero, ma vero vero. E io risposi. E fui
persino brava. Non sapevo se fosse l'incantesimo, o se avessi una
sorta di talento nel baciare. Tutto quello di cui mi ero preoccupata
- strani movimenti della testa, posizioni imbarazzanti delle labbra,
la questione della saliva - non era un problema in quel momento. Io
e Dex ci stavamo baciando come se lo facessimo da sempre. Quella
tensione che avvertivo ogni volta che lo toccavo era ancora l, ma
ora era aggrovigliata in tutti quegli altri sentimenti, che sembravano
persino pi potenti della magia.
Le mie dita si chiusero sulle sue spalle, la stoffa del suo cappotto,
morbida come mi era sembrata, e io rabbrividii.
Quando finalmente ci separammo, i suoi occhi erano pi blu del
solito. Sembrava frastornato, e nemmeno io mi sentivo la mente
particolarmente lucida. Izzy, mormor.
Mi ritrassi.  un incantesimo.
Dex sbatt due volte le palpebre, scuotendo il capo. Cosa?.
Stavo ancora cercando di riprendere fiato. Cercando di trattenermi
dal fiondarmi di nuovo tra le sue braccia. Questo posto. Ha
assistito a una sorta di incantesimo d'amore.  l'unico motivo per
cui noi... noi, ehm....
Mi stavo di nuovo avvicinando a lui, le mie mani non desideravano
altro che afferrarlo per il bavero. Una delle sue dita si infil nel
passante della mia cintura, tirandomi verso di lui, ma prima che
le nostre labbra si incontrassero di nuovo, misi i palmi delle mani
contro il suo petto.
Tu non vuoi davvero baciarmi, dissi d'impulso.
Io... scusa, cosa?.
Facendo un passo indietro, incrociai le braccia. Questa caverna.
Qualcuno qui ha fatto un incantesimo d'amore. Ecco come si
spiega....
Indicai la sua mano, ma ora era vuota. A un certo punto nel mezzo
di... tutto ci, Dex aveva lasciato cadere il ciondolo a forma di
cuore. Schiarendomi la gola, ripresi in fretta a spiegare. In ogni
caso, gli incantesimi d'amore sono, tipo, potenti da matti. Possono...
penetrare nei luoghi. Far sentire ad altre persone gli effetti
della magia. Ecco cosa ci sta succedendo.
Stavo blaterando a vanvera e lo sapevo, ma volevo solo trovare
qualcosa da dire che cancellasse l'orrore che stava comparendo sul
viso di Dex.
Allora... ci siamo baciati a causa della magia?
Esatto, dissi, sollevata. Perci non significa nulla.
La sua espressione cambi di colpo, e ora non parve pi terrorizzato.
Lui sembrava... arrabbiato.
Anche questo l'hai letto in internet?, chiese, il tono di voce gelido.
Gli effetti di un incantesimo d'amore su persone che non si
piacciono?.
Confusa, scossi il capo. Tu mi piaci.
Dex rise, ma era una risata che non gli avevo mai sentito fare prima.
Era sarcastica e stridula. Certo che ti piaccio. Come amico,
giusto?. E allora, all'improvviso, tutta la rabbia che aveva provato
sembr scemare. Si pass una mano sulla testa, spettinandosi i
capelli. Senti, va bene. Ci siamo baciati perch  stata la magia a
farcelo fare. Chissenefrega. Solo... andiamo e basta.
Si mosse in direzione del tunnel e fece quella che credetti essere
un'altra risata stridula. Ma non lo era. Era un colpo di tosse. E poi
un rantolo. E all'improvviso stava scivolando verso il pavimento,
le sue spalle e il suo petto si muovevano, ma l'aria non vi entrava
n vi usciva.
Corsi da lui, infilando le mani nelle tasche della sua giacca, ma lui
mi allontan con forza.
So che le cose non sono il massimo tra noi, ma ora non  il momento!,
gridai. Nel chiarore diffuso della torcia potevo vedere la
pelle attorno alle sue labbra diventare blu. Dex emise un altro rantolo,
ma quest'ultimo suonava come se lui stesse cercando di fare
una risata. In macchina, mim con le labbra.
Mi stavo fiondando fuori dalla caverna il secondo esatto in cui la
parola si formul sulla sua bocca. Piegandomi per evitare di sbattere
la testa, strisciai pi velocemente di quanto qualcuno avesse
mai fatto prima. Nel momento in cui arrivai alla macchina, le mani
mi tremavano. Spalancai la portiera e cominciai a tastare nel
portaoggetti. Tutto quello che trovai fu una scatola di fazzoletti
e alcune mentine.
Stavo pronunciando ogni parolaccia che conoscevo mentre infilavo
le mani tra i sedili. Finalmente, le mie dita toccarono un oggetto
metallico, e mi sarei messa a piangere per il sollievo nel momento
in cui tirai fuori l'inalatore di Dex.
Quando tornai da lui, il rantolo si era trasformato in un silenzio
terrificante. Andando a tentoni, gli diedi l'inalatore, appoggiandomi
sui talloni quando lo sent inspirare diverse volte.
Ci volle pi tempo di quel giorno a scuola, ma dopo qualche straziante
secondo, Dex inizi a respirare di nuovo. Il suo viso riprese
colore, e lui chiuse gli occhi, tremando.
Be', questa s che  una novit, sussurr una volta che riusc
a parlare di nuovo. Apr un occhio. Non avevo mai avuto un attacco
d'asma causato da un bacio. Baci davvero coi fiocchi, Izzy
Brannick.
L'avrei picchiato, ma ero cos contenta che non stesse morendo
che mi limitai invece a dargli un colpetto sulla spalla. Credo che
sia stata pi colpa del litigio che del bacio.
Eh, esal. Forse. Apr entrambi gli occhi.
Mi dispiace, tra l'altro, non mi sarei dovuto arrabbiare cos tanto,
ma....
Consideralo dimenticato, dissi. E... forse non  stata solo la
magia che mi ha spinto a baciarti. Ma Dex. Non posso... non possiamo....
Non sapevo che altro dire. Quelle parole sembravano riassumere
tutto quanto. Io non potevo. Noi non potevamo. La mia vita era
piena di cose assurdamente pericolose. E Dex, a modo suo, era assurdamente
coraggioso. Pensai ai vestiti che indossava, all'affetto
sfrontato che mostrava a me, a Romy, persino a sua nonna. Ogni
giorno della sua vita, Dex era unico a modo suo, e se ne fregava dei
commenti delle persone.
E sapevo che se avesse avuto idea di com'era la mia vita realmente,
avrebbe voluto farne parte. Quello era il tipo di ragazzo che dava...
il cento per cento nelle cose.
E dare il cento per cento con me avrebbe finito per ucciderlo.
Va bene, disse Dex, respirando pi lentamente. Se possiamo
essere amici, a me... a me sta bene.
Anche a me, replicai. E nonostante fosse vero, mi chiesi perch
mi rendeva cos triste.


CAPITOLO 27

Allora... a Everton piace Leslie?, chiese Romy con la bocca piena
di popcorn.
S. La ama, a dire il vero. Ma quello era prima dell'amnesia.
Era sabato sera ed eravamo in camera di Romy. Sul pavimento
c'era una ciotola enorme di popcorn, sul suo tavolo due tipi diversi
di bibita, e tutte e tre le stagioni di Ivy Springs stavano accanto
alla sua tiv.
L'avevo aggiornata su tutto quello che era successo nella caverna.
Sulla parte dell'incantesimo d'amore, almeno. Avevo tralasciato il
particolare che io e Dex ci eravamo baciati. Romy mi aveva raccontato
che lei e Anderson avevano trovato del sale sulla tomba - e io
provai a fingermi molto sorpresa della cosa - ma, in fin dei conti,
entrambe eravamo d'accordo sul fatto che le nostre scampagnate
del venerd sera erano state dei piccoli successi, tutto sommato.
Poi, avevamo messo su Ivy Springs e avevamo lasciato che le
pene di Leslie ed Everton ci distraessero dai nostri fallimenti.
Romy si era gi messa il pigiama - ovviamente, aveva stampati
sopra dei piccoli fantasmini - e io mi stavo dipingendo le unghie.
Be', ci stavo provando almeno. Dal momento che non l'avevo
mai fatto prima, sembrava che i miei piedi si fossero fatti un giro
nel tritacarne. Mentre tamponavo quel disastro rosso acceso,
Romy mi guard.
Oddio, disse, spalancando gli occhi. Che hai combinato?.
Con un sospiro, tolsi un fazzoletto dalla scatola sul comodino di
Romy e iniziai a cercare di arginare il danno. Credo di averne usato
troppo.
Romy rise mentre si metteva a sedere. Pensi? Iz, sembra che tu
ti sia versata mezza boccetta sul piede. Su, dammelo. Mi tolse di
mano il fazzoletto e rovist nel cassetto del suo comodino finch
non trov una bottiglietta di acetone. Feci per prenderlo, ma tenne
il braccio alzato sopra la testa. Uh, uh. Chiaramente non ci si
pu fidare a lasciarti maneggiare pericolosi agenti chimici. Forza,
dammi il piede.
Allungai la gamba con esitazione, e Romy inumid alcuni fazzolettini
con l'acetone. Mentre si metteva all'opera per sistemare il disastro
sul mio piede destro, mi guard da sopra gli occhiali. Non ti
sei mai messa lo smalto sulle unghie dei piedi, vero?.
Per un attimo pensai di mentire, ma considerando che sembrava
che avessi immerso le dita nel chili, non credevo che Romy se la sarebbe
bevuta.
No. Mia mamma  piuttosto rigida in fatto di trucco.
Facendo un fischio sommesso, Romy scosse il capo.
Non hai mai giocato a dodgeball, mai stata baciata, mai usato
dei trucchi....
Il mio viso divenne rosso quasi come le mie dita dei piedi. Be', a
dir la verit, come tutto il mio piede.
Quando non dissi nulla, Romy alz gli occhi.
Izzy?, mi imbecc.
Mi schiarii la gola e infilai una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Non avevo pianificato di raccontare a Romy del bacio, ma la mia
stupida carnagione chiara mi aveva tradito per l'ennesima volta.
Io, ehm... io e Dex, noi....
Romy si mise a sedere cos velocemente che quasi rovesci la bottiglietta
di acetone. La presi al volo, ma lei parve non accorgersene,
impegnata com'era ad applaudire e strillare qualcosa del tipo:
Ohmiodioohmiodioohmiodioohmiodioohmiodio!.
Saltando gi dal letto, mise in pausa il DVD di Ivy Springs proprio
mentre Everton stava per baciare Lila, la cugina identica a Leslie.
Non posso credere che siamo qui da un'ora intera, a dipingerci
le unghie e guardare la tiv, quando tu avresti potuto raccontarmi
ogni singolo dettaglio riguardo la tua sessione di limone mega-bollente
con Dexter O'Neil.
Non  andata proprio cos, protestai.  stata... okay,  andata
proprio cos, ma....
Romy mi interruppe con un altro urlo, e io non potei fare a meno
di ridere. Questa  troppo una figata, disse, lasciandosi cadere di
nuovo sul letto. Allora, quando? Dove? Come?.
Ritrassi il mio piede ora privo di smalto, mettendomi le mani attorno
alle ginocchia. Ieri sera, alla caverna, e, ehm, con le nostre
bocche?.
Romy alz gli occhi al cielo e mi colp con uno dei suoi cuscini
ornamentali verde acceso che coprivano il letto. All'ultima parte
ci ero arrivata. Ma voglio sapere se ti ha baciata lui per primo, o se
sotto la tua corazza di timidezza si nasconde un'anima civettuola.
Lei ammicc, e venne il mio turno di lanciarle un cuscino.
Lui ha baciato me. Be', mi ha chiesto se avessi un ragazzo, e io
ho detto no, e allora noi... ci siamo baciati.
Detta cos, sembrava una scena piatta, insignificante. Ma non sapevo
come le ragazze parlassero di quel genere di cose. E oltretutto, in
un certo senso volevo tenerlo privato. Era come se fossi quasi spaventata
dal riferire tutti i dettagli - come erano calde le sue labbra,
la morbidezza del suo cappotto sotto le mie mani - perch temevo
che non mi sarebbe sembrato pi cos speciale. E dal momento che
era probabilmente l'unica volta che avrei baciato qualcuno, volevo
che rimanesse un ricordo speciale per un bel po'.
Qualcosa doveva essere trapelato sul mio viso, perch il sorriso
eccitato di Romy si trasform in un cipiglio perplesso. Perch hai
fatto la faccia triste?.
Prima che potessi rispondere alcunch, Romy continu in fretta.
Ha fatto schifo? Voglio dire, ho sempre pensato che Dex fosse
piuttosto bravo a baciare, nonostante la sua stranezza generale, ma
posso essermi sbagliata, e se  cos, dimmelo e basta. Lo so che  il
mio migliore amico maschio, ma tu sei la mia migliore amica femmina,
e quindi il nostro legame supera quello con lui....
Sollevai le mani come per fermare il fiume in piena di parole. No,
non ha fatto schifo. E... sono la tua migliore amica?. Non avevo
mai avuto una mia migliore amica a meno che non si contasse Finley.
Ma anche se lei era mia sorella, e la amavo, non  che ci dipingessimo
le unghie dei piedi a vicenda, e rabbrividii al pensiero di
quello che avrebbe detto di Ivy Springs.
Romy sorrise, quasi timidamente. Ehm, be', certo che sei la mia
migliore amica. Che cosa credi che significhi tutto questo, fece un
movimento ampio della mano, includendo i popcorn, lo smalto, la
tiv, se non la tua iniziazione al Regno delle Migliori Amiche?.
Nella mia mente, potevo sentire la voce di mamma: Queste persone
non sono tue amiche, Izzy. Sono mezzi per raggiungere un fine,
e non appena il tuo lavoro sar finito, non le rivedrai mai pi. Ma
Romy era mia amica. Quando mi aveva chiesto di passare la notte
da lei, non avevo accettato per estorcerle pi informazioni riguardo
le infestazioni. Avevo detto s perch volevo passare del tempo con
lei. Volevo che ci dipingessimo le unghie, che parlassimo di ragazzi e
guardassimo Everton e Leslie che si comportavano da completi idioti.
Okay, ecco, hai di nuovo la Faccia Triste, disse Romy, e io sospirai.
Il fatto  che... il bacio con Dex  stato bello. E lui mi piace.
Parecchio. Ma non posso esattamente avere un ragazzo.
Ora era il turno di Romy di fare la Faccia Triste. Perch no?.
Perch sono una cacciatrice di mostri e tutta questa storia  solo
un lavoro, e io dovr dire presto a mia mamma che Dex non  davvero
un Prodigium e allora lei ci costringer ad andare via.
Avevo quelle parole proprio sulla punta della lingua, pronte a scivolare
disperatamente fuori dalla mia bocca in una spettacolare
valanga di rivelazioni inappropriate. Invece, feci spallucce e dissi:
Devo concentrarmi sulla scuola. Sai. Per gli, ehm, gli esami. E per
il college. E... roba cos insomma.
Mi aspettavo che Romy ribattesse qualcosa, ma lei si limit a sospirare
e raccogliere l'acetone. Capisco, disse. Ma fa schifo. Voi
due sembrate una strana coppia di primo acchito, ma non so. Credo
che stareste bene insieme.
S, replicai.
E a quel punto scesi dal letto e feci ripartire Ivy Springs prima che
la Faccia Triste diventasse la Faccia da Sto Per Piangere.
Isolde. Isolde. Isolde.
Sbattendo le palpebre, mi misi a sedere. Uff, un altro sogno indotto
da Torin. Qualcosa di cui in quel momento non ero dell'umore
di sopportare. Vai via, mormorai rivolta a lui. Non voglio giocare
ad agghindarmi.
Ma quando mi girai sullo stomaco, mi resi conto che non indossavo
un abito da sera. Non ero nemmeno in una sala da ballo o su
una barca. Ero nel letto estraibile in camera di Romy, e Torin non
era nei miei sogni, era nel suo specchio.
Completamente sveglia, schizzai fuori dal letto e mi diressi il pi
silenziosamente possibile da Torin. Con la faccia quasi premuta
contro il vetro, sibilai: Che cosa stai facendo?
Mi sto imbucando, disse, alzando le mani con fare innocente.
Non  quello che di solito fanno i ragazzi? Imbucarsi ai pigiama
party?
No, ribattei, la mia voce appena udibile. Almeno, non credo.
Ma non importa. Tu non dovresti essere qui.
Dietro di me, Romy tir su col naso nel sonno e si gir. Non credevo
di poter fare pi piano di cos, ma tentai ugualmente. Vai. Via.
Mi manchi, disse all'improvviso. I nostri visi erano vicinissimi,
e anche se sapevo che era impossibile, avrei potuto giurare di aver
avvertito uno sbuffo di respiro sulla guancia. Non parli pi con
me. E quello?. Indic la pila di Ivy Springs, con gli occhi ridotti a
fessure. Traditrice.
Questo  il mio lavoro, gli dissi, ignorando la fitta di senso di
colpa nel petto. Che cosa c'era che non andava in me? Non avevo
niente di cui sentirmi in colpa. Ebbene, avevo scelto di guardare
la serie con una ragazza vera della mia et invece che con uno stregone
vecchio di quattrocento anni che stava intrappolato in uno
specchio. Di certo, non era niente di cui sentirmi in colpa. O almeno,
non credevo lo fosse. Happy Miss non mi aveva fornito una
risposta in proposito.
Queste persone non sono pi solo un lavoro per te, Isolde, disse
Torin, a bassa voce. Sono tuoi amici. E anche se mi provoca un
dolore fisico vero e proprio ammetterlo, tua mamma ha ragione.
Alla fine della fiera, avvicinarti agli umani pu solo farti soffrire.
Mi allontanai dallo specchio, ma lui continu. Ho osservato generazioni
di donne Brannick avvicinarsi a persone comuni. Innamorarsi,
farsi degli amici.  finita in tragedia ogni singola volta,
Isolde. So che non credi a una buona percentuale di quel che dico,
ma sappi che non ho alcun desiderio di vederti soffrire. E queste
persone ti faranno soffrire.
Romy si gir, e io la guardai di nuovo.
Romy ... non potrebbe mai farmi soffrire.
No?. Nello specchio, Torin cammin fino alla scrivania di Romy
e apr il primo cassetto, estraendo qualcosa di piccolo e dorato.
Il mio cuore precipit, ma mi obbligai ad attraversare la stanza e ad
aprire lo stesso cassetto. L, nascosto sotto una pila di Post-it viola,
c'era un braccialetto con dei ciondoli. Aveva attaccati una scarpina
da ballo, un piccolo unicorno d'oro, un ferro di cavallo e quello
che credo dovesse essere una pentola dell'oro. E tra la scarpetta e
l'unicorno c'era uno spazio vuoto dove, avevo la brutta sensazione,
ci dovesse stare un cuore.
Rimisi a posto il braccialetto dove l'avevo trovato, richiusi silenziosamente
il cassetto e tornai allo specchio. Tutto torna, disse
Torin non appena fui di nuovo davanti a lui.
Lei scopre un piccolo, innocuo incantesimo d'amore da qualche
parte e decide di provarlo. E poi ne prova anche un altro, e poi un
altro ancora. E per quanto ne sai tu,  a capo di un club di acchiappafantasmi,
ma non ci sono fantasmi. Cos lei fa una piccola magia
limitata, fa un'evocazione o due. Giusto per rendere le cose interessanti.
E poi molto rapidamente la cosa le sfugge di mano.
Volevo negarlo. Dire che ci doveva essere un errore. Ma Torin aveva
ragione. Tornava tutto.
Che faccio?, chiesi, ma non ero sicura se stessi parlando con
Torin o con me stessa.
Dillo a tua mamma. O dillo a quel maledetto Consiglio dei Prodigium
e lascia che ci pensino loro. Lascia che questa ragazza sappia
che ci sono delle conseguenze quando si scherza con l'ignoto.
Tecnicamente erano entrambe delle buone idee, ma mi fecero contorcere
lo stomaco in modi alquanto spiacevoli. E se fosse saltato
fuori che l'unico modo per rompere quel particolare incantesimo
fosse ucciderla? Mamma l'avrebbe fatto. Se non ci fosse stata altra
soluzione, non avevo dubbi che ci sarebbe riuscita. E per quanto
riguardava il Consiglio... mia cugina Sophie poteva anche esserne
a capo, ma non era l in quel momento. E chiss cosa avrebbe fatto
quella gente a Romy.
Non posso, dissi, e Torin mi guard con un'espressione indecifrabile.
Alla fine, replic: Izzy,  questo che significa essere una Brannick.
Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.
Detto ci, se ne and.


CAPITOLO 28

La prima cosa che feci domenica mattina fu fingere un mal di stomaco
e andarmene da casa di Romy. Lei sembrava un po' delusa,
ma le lasciai tenere l'ultima stagione di Ivy Springs, cosa che la rallegr.
Invece di andare a casa, optai per la biblioteca. Purtroppo,
la biblioteca di Ideal non era esattamente la miglior risorsa, e io capii
subito perch mamma era dovuta andare a tre citt di distanza
per recuperare i libri che le servivano. La ricerca sulla magia limitata
mi port solo a un mucchio di volumi su come far crescere le
siepi. Pensando al giardino tremendo di Dex, mi chiedevo se non
dovessi prenderne uno per sua nonna. Poi mi ricordai che le cose
tra me e Dex erano pi o meno tremende in quel momento. E poi,
dovevo concentrarmi sul caso.
Quella sera, io e mamma tornammo al ristorante cinese, e le dissi che
ero pronta ad andarmene. Lei aggrott le sopracciglia. Caso chiuso?
Quasi, risposi. Ancora non avevo capito come fermare Romy.
Una parte di me si chiedeva se non potessi semplicemente parlarle
da... da amica. O forse infilare un articolo finto in Adolescenti
americane dal titolo Perch la magia limitata e l'evocazione di fantasmi
sono roba vecchia!
Il luned non avevo ancora trovato una soluzione. Dex mi aveva
tenuto il posto sull'autobus come al solito, ma stava particolarmente
attento a non sedersi troppo vicino a me. Credo che entrambi fossimo
sollevati quando Romy si gir e cominci a raccontare a Dex
della nottata sua e di Anderson.
E c'era sale dappertutto, disse, spingendosi gli occhiali sul naso.
Voglio dire,  tutto quello che abbiamo visto, ma deve pur significare
qualcosa, no?.
Dex fece una sorta di risata soffocata e la trasform velocemente
in un colpo di tosse. Romy aggrott le sopracciglia. Stai bene?
S, solo... comunque, Izzy, perch non aggiorni Romy sulla nostra
serata?
L'ha gi fatto, disse Romy, nascondendo a fatica un sorriso. Mi
fece l'occhiolino, e io avrei voluto essere in grado di farne uno anche
a lei. Invece, misi una mano in tasca. Ho tralasciato una parte.
Abbiamo trovato anche questo. Prima di lasciare la caverna
venerd sera, avevo ispezionato il suolo alla ricerca del ciondolo a
forma di cuore.
In quel momento, lo tolsi dalla tasca.
Romy prese il ciondolo dalla mia mano, con una strana espressione
sul volto. Mentre lei studiava il ciondolo, io studiavo lei.
L'hai mai visto?.
Sorpresa, sollev la testa. Ho un ciondolo simile a questo, ma
non sembra annerito o roba cos. Me lo restitu. Forse apparteneva
a Mary.
Non so cosa mi fossi aspettata. Certamente non che lei dicesse:
Oh, giusto,  mio! Ho fatto un incantesimo strano in quella caverna,
e ops!, ora siamo infestati dai fantasmi. Ma pensavo che avrebbe
avuto una reazione pi esplicita di quella. E invece, sembrava
solo un po' confusa.
Avevamo una verifica di Inglese e una tremenda staffetta a Educazione
fisica, quindi non ebbi alcuna possibilit di parlare con lei pi
di quanto avessi fatto quella mattina. Poi Romy non si fece vedere a
pranzo, quindi mi decisi a parlarle durante l'ora di Storia, solo per
scoprire che la lezione era sospesa perch c'era un pep rally, cio
un evento studentesco con le cheerleader dedicato alla squadra di
basket. Ce n'erano stati tipo otto nella prima stagione di Ivy Springs,
ma non ne avevo mai visto uno dal vivo. E devo ammetterlo, la
mia curiosit di capire cosa fosse davvero super il mio bisogno di
sapere cosa stesse combinando Romy.
La palestra era gi piena quando arrivai, ma Romy e Anderson avevano
tenuto un paio di posti proprio in cima alle gradinate, come la
sera della partita di basket. Evitando gli altri ragazzi, io e Dex ci facemmo
strada con cautela fin l. A un certo punto, quasi inciampai
e lui allung un braccio, prendendomi la mano. Era la prima volta
che ci sfioravamo dalla sera nella caverna, e il tocco della sua mano
sulla mia mi fece ricordare le sue labbra sulle mie, le sue mani contro
la mia schiena. Tuttavia, nell'istante stesso in cui mi raddrizzai,
Dex mi aveva lasci andare.
Meglio cos. Davvero. Io e Dex non potevamo stare insieme. Non
in quel senso almeno. E io non sarei rimasta a scuola ancora a lungo.
Meno cose mi sarebbero mancate e meglio era. Una volta raggiunta
la cima delle gradinate, mi sedetti accanto a Romy, e Dex si
mise accanto a Anderson. Anche con due persone tra noi, ero cos
consapevole della sua presenza che mi sentivo formicolare la pelle
dalla testa ai piedi.
Cercando di distogliere il pensiero, feci un cenno con il capo in
direzione del pavimento della palestra. Allora, che cosa succeder
esattamente?, chiesi a Romy.
Si volt, sorpresa. Davvero non sei mai andata a un pep rally?
Ehm, non li facevano alla mia vecchia scuola. Non avevamo delle
squadre. Ero troppo distratta per sembrare sincera, ma Romy
non parve notarlo.
Okay, bene, fondamentalmente,  un rituale stupido e inutile dove
noi tutti facciamo il tifo per la nostra stupida e inutile squadra di
basket. Noi gridiamo delle robe, le cheerleader fanno un balletto, e
poi esce la mascotte e noi gridiamo ancora un po'.
Mi sembra... idiota.
Romy annu. Lo . Moltissimo. Ma  meglio di Storia, suppongo.
In quel momento, la squadra di basket, vestita con la divisa ufficiale,
entr di corsa in palestra e tutti iniziarono a fischiare e ad applaudire
come se quelli non fossero gli stessi ragazzi che vedevamo
ogni santo giorno. Circa la met degli studenti seduta sulle gradinate
balz persino in piedi, ma dal momento che Romy, Anderson
e Dex rimasero seduti, li imitai.
La banda attacc un pezzo, e vidi Adam sul lato pi esterno, che
suonava la batteria. Lo avevo tenuto d'occhio attentamente dopo
la storia dell'armadietto, ma per il momento non c'era stata traccia
di Mary. Non ero nemmeno sicura di che cosa avesse in serbo per
lui. Snyder aveva ricevuto la rana con la testa sfondata a segnalare
che era lui quello che stava per fare la stessa fine. Beth aveva avuto
la Barbie semidistrutta qualche giorno prima di essere quasi investita
da una macchina. Adam si era beccato l'esplosione. Un mese fa,
avrei detto che era alquanto impossibile che un fantasma facesse saltare
in aria qualcuno, ma se Mary poteva brandire un microscopio
killer e manomettere un'auto, che cosa le impediva di far saltare in
aria Adam? Tuttavia, mi chiedevo come avrebbe fatto esattamente.
Dex si avvicin di pi a Anderson. Lo sentii mormorare qualcosa,
e tutti i pensieri su Adam furono dimenticati.
Forse potevo provare a parlare con Dex sull'autobus. Dirgli... non
lo so, che avevo mentito sul fatto di non avere un ragazzo. E che
poi mi ero sentita in colpa per il bacio, e che era stato per quello
che mi ero comportata in modo strano. Probabilmente era troppo
intelligente per bersi una roba del genere, ma valeva la pena tentare.
Dio, perch i ragazzi erano cos complicati? All'improvviso,
avrei preferito avere un fantasma da combattere proprio in quel
momento. O un vampiro. O un lupo mannaro. Cavolo, mi sarebbe
andato bene persino Gollum, e non mi importava che ucciderlo
fosse un gran casino.
Qualsiasi cosa pur di sentirmi di nuovo me stessa.
Me ne stetti l con il muso per tutto il resto del pep rally. And pi
o meno esattamente come l'aveva descritto Romy, e mi ero quasi
distratta quando un gigantesco porcospino fece il suo ingresso in
campo.
Dall'altro lato di Romy e Anderson, Dex sbuff, e in quel momento
non volevo far altro che sedermi accanto a lui ad ascoltare
i commenti sarcastici che senza dubbio stava facendo sulla
mascotte.
Non mi ero accorta che lo stavo fissando finch non gir la testa
e mi guard. Romy e Anderson stavano parlando tra loro, le teste
vicine vicine, ma per un secondo mi parve che ci fossimo solo io
e Dex. Un sorrisetto balen sul suo volto, e proprio quando stavo
pensando di restituirglielo, giunse un grido dal campo da gioco.
Dal porcospino stava spuntando un enorme cannone. Mentre
una delle cheerleader gli consegnava un fuoco d'artificio, mi piegai
in avanti e chiesi a Romy: Che cosa ci fa con quello?.
Lei alz gli occhi al cielo. Ah, questo  il solito gran finale. Finge
di accendere la miccia e poi spara fuori stelle filanti e coriandoli
mentre tutti noi gridiamo ooh e aaah e fingiamo che non l'abbia
fatto un milione di volte. In compenso, significa che questo stupido
pep rally  quasi finito.
Allora non  un cannone vero, domandai io.
Romy scosse il capo. No.  un cannone ad aria compressa.
Ma.... Mi piegai in avanti. Sembra un cannone vero. Tipo quello
che c' fuori, davanti alla scuola.
Il porcospino prese il fuoco d'artificio mentre il corpo studentesco
batteva i piedi, cantando, M! E! H! S!. Accese la miccia, e quella
si incendi, facendo fumo.
Mi misi a sedere dritta. L'ha appena acceso davvero?.
Strizzando gli occhi, Romy guard in basso con attenzione. Ah.
S. Forse questa  una nuova parte dello show.
Ma la cheerleader che aveva passato il fuoco d'artificio alla mascotte
stava guardando la miccia, confusa. Poi, cominci ad arretrare,
dicendo qualcosa da sopra una spalla a una delle altre cheerleader. E
il porcospino, improvvisamente molto pi sinistro di quanto avessi
mai ritenuto che fosse un porcospino, spinse fuori la canna del cannone
finch non punt dritto sulla banda. O, per essere pi precisi,
dritto su Adam. Lo vidi mollare le sue bacchette, con un'espressione
confusa sul viso. Un gruppo di ragazzi esult, ovviamente aspettandosi
stelle filanti e confetti, come aveva detto Romy.
Schizzando in piedi, cercai di farmi strada gi per le gradinate, ma
ero troppo in alto e c'erano troppe persone. In lontananza, udii Dex
che mi chiamava, ma non mi voltai, impegnata com'ero a cercare di
raggiungere il campo da gioco.
Una delle cheerleader stava gridando e indicando il cannone, e
sentii un coro di grida innalzarsi dal campo. Non ce l'avrei mai fatta.
Tuttavia in quel momento un giocatore di basket spunt fuori dalla
prima fila di gradinate, lanciandosi di peso contro il cannone.
Il rumore che le sue ruote facevano sul parquet era tremendo, ma
l'esplosione assordante che segu fu molto, molto peggio.
Grazie al giocatore, l'esplosione disintegr il muro invece che
Adam e tutti i ragazzi nel raggio di cinquanta metri. Ma non importava.
All'improvviso scoppi il pandemonio mentre gli studenti urlavano
e si spingevano, cercando di scendere dalle gradinate e uscire
dalla palestra. Mi tenni alla ringhiera, scendendo lungo il lato delle
gradinate. Gi sul campo, uno dei giocatori di basket teneva le
braccia del porcospino dietro la schiena mentre un altro si allungava
e toglieva la testa della mascotte.
Il costume era vuoto.
Mentre il ragazzo con in mano la testa di porcospino barcollava
indietro, il vestito si accasci nelle mani dell'altro giocatore, divenendo
un mucchio di stoffa sul pavimento.
Io credevo che ci fosse stata un'ondata di panico prima. Le grida
ora aumentarono, le persone iniziarono a spingersi pi forte e l'intero
edificio parve tremare.
La paura - ondate dense e soffocanti di paura - si diffuse in fretta
nella palestra. Era pi che paura, a dire il vero. Era terrore. Orrore.
Panico allo stato puro. Pulsava nell'aria, e da qualche parte, lo
sapevo, Mary Evans si stava rafforzando.
Sempre di pi.


CAPITOLO 29

Dal momento che la scuola era stata evacuata, facemmo una riunione
di emergenza della PMS a casa di Romy. Sua madre aveva decisamente
abbondato con la scelta degli snack, mettendo sul ripiano
tre diversi tipi di patatine, cos come due tipi di bibite.
Una volta selezionata la merenda, seguimmo Romy nella sua camera.
Lei salt immediatamente sul letto, sedendosi al centro a gambe
incrociate. Anderson si mise accanto a lei; io mi presi la sedia della
scrivania e Dex, in tutta la sua considerevole altezza, si appollai
su un pouf verde acceso.
Okay, disse Romy, togliendosi le briciole dalle mani, credo che
siamo tutti d'accordo nel dire che sta succedendo qualcosa di folle
alla Mary Evans High.
Non so, Romy, replic Dex, incrociando le caviglie. I porcospini
violenti sono pi comuni di quel che pensi.
Quello che ancora non capisco, si intromise Anderson, prendendo
una generosa manciata di patatine,  perch Mary  passata
dal far volteggiare un po' di gesso a questo genere di regno
del terrore.
Non c'era mai stata un'infestazione prima, dissi, arrivando al
dunque. I gessetti che volteggiavano, le ante degli armadietti che
si aprivano, erano solo cavolate, storielle che le persone raccontavano.
Ero troppo sconvolta e avevo troppi pensieri che mi vorticavano
per la testa per fingere anche solo lontanamente che non
sapessi granch di paranormale. Questa  l'unica infestazione a cui
la Mary Evans High abbia mai assistito, e questo perch qualcuno
ha usato la magia ed evocato un dannato fantasma.
Tutti e tre mi fissarono, ma non me ne importava. Quella storia era
andata troppo oltre, e dopo ci che era successo in palestra, Mary
sarebbe stata pi forte che mai. Non ci rimaneva molto tempo. Feci
un respiro profondo. Eravamo arrivati a questo punto. E penso
di sapere chi sia stato.
Andai alla scrivania di Romy e presi il braccialetto, facendolo dondolare
con un dito mentre infilavo l'altra mano in tasca per estrarre
il ciondolo che avevo trovato nella caverna. Questo  tuo, non
 vero?, le chiesi.
Molto lentamente, Romy pos la sua bibita.
S. Che cosa stai insinuando?.
Potevo sentirmi addosso gli sguardi di Anderson e di Dex mentre
dicevo: Tu sei il capo del club degli acchiappafantasmi, ma non
avevi nessun fantasma da acchiappare. Cos forse sei incappata in
un incantesimo da qualche parte. Magia limitata, dissi. Pensavi
solo di evocare un paio di spiriti locali. Niente di troppo pericoloso,
niente che potesse nuocere a qualcuno. Ma la magia limitata
pu giocare brutti scherzi, e qualcosa  andato storto. E le persone
si stanno facendo male, Romy.
Il suo viso era una maschera. Finalmente, scese dal letto e mi strapp
di mano il braccialetto. Questo  il mio braccialetto, e s, questo
 il mio ciondolo. Ma l'ho perso settimane fa. Di certo non stavo
passando del tempo in una caverna, a fare una magia limitata. Che
poi, che cosa  una magia limitata?
 qualcosa....
Non venirmi a dire che l'hai letto su internet.
In effetti lo dici spesso, intervenne Dex, e per una volta non
sembrava che stesse scherzando. Potevo giurare che il suo sguardo
trasudasse sospetto. Prima la cosa del sale, ora delle streghe che
evocano fantasmi.
Anche Romy mi stava guardando in modo strano. Quale cosa
del sale?.
Lanciando un'occhiataccia a Dex, dissi: Non  niente. E comunque
non ha funzionato.
Questa faccenda  iniziata quando sei arrivata tu, osserv Anderson,
con una voce estremamente calma. Alzai le mani in segno di resa.
E che cavolo... Mi avete detto che stavate indagando sulla storia
di Mary Evans fin dall'episodio con Mr Snyder. E quello  successo
un mese fa.
Non c'era nessun porcospino che cercava di far saltare in aria la
palestra mesi fa, insinu Anderson.
Non ha niente a che vedere con me, insistei, ma anche mentre
lo dicevo, un brivido mi corse lungo la schiena. Era vero. C'era stato
solo un incidente prima che arrivassi qui. Ora si era scatenato
l'inferno. Ero stata io a provocare quel putiferio?
Sembra che tu sia parecchio informata sui fantasmi per essere una
che afferma di fregarsene del paranormale, sput Romy.
Anderson stava annuendo lentamente, e persino Dex sembrava
preoccupato. La cosa del sale, ripet. Il giorno dopo, Beth stava
per diventare una vittima della strada.
Stavo cercando di intrappolare il fantasma di Mary, mi difesi.
Non volevo aiutarla a uccidere Beth.
Era la cosa sbagliata da dire. Il viso di Anderson divenne duro.
L'hai vista al cimitero la sera prima che Beth venisse quasi falciata?,
chiese a Dex.
Lui annu. Ha detto che stava cercando di trattenere il fantasma
nella tomba.
Il che chiaramente non ha funzionato.
Se avessi voluto cercare di uccidere Beth, perch le avrei salvato
la vita?
Come hai detto, non vuoi che qualcuno si faccia male, disse
Romy. Ti senti in colpa.
Non  vero!, replicai. O meglio, gridai. Romy trasal. Cercando
di abbassare il tono, aggiunsi: Non mi sento in colpa perch non
ne ho motivo. Non ho evocato alcun fantasma. Sei stata tu a farlo.
No, disse Romy a denti stretti. Non. L'ho. Fatto.
Okay, va bene, tagliai corto, cos frustrata da volerla scuotere.
Non l'hai fatto. Qualcun altro  venuto qui, ha rubato il tuo braccialetto
e ha iniziato a fare incantesimi in giro. Il punto  che dobbiamo
porre fine a questa storia. Il fantasma  pericoloso, Romy. E
non puoi fermarlo con una scatola luminosa e un cappello di carta
stagnola.
Romy lanci uno sguardo accusatorio a Dex. Smetti di dire a tutti
del cappello.
Quello  ci di cui hai scelto di preoccuparti?.
Se le nostre scatole luminose e cappelli di stagnola ti paiono cos
stupidi, Izzy, forse non dovresti pi far parte della PMS, disse Anderson.
Ero sorpresa da quanto mi bruciasse. E ancora pi sorpresa dal
fatto che Dex se ne stesse zitto. Quando azzardai uno sguardo nella
sua direzione, stava guardando il tappeto, mangiucchiandosi l'unghia
del pollice.
Bene, dissi, sperando che la voce non mi abbandonasse. Continuate
cos. Affrontate fantasmi pazzi e assassini da soli. Stavo solo
cercando di aiutarvi.
Non abbiamo bisogno del tuo aiuto, disse Romy, e con mio
sommo orrore, i miei occhi si riempirono di lacrime. Prima che il
gruppo potesse notarlo, raccolsi il mio zaino e, con quanta dignit
mi riusc di mostrare, uscii dalla stanza, chiudendomi la porta
alle spalle.
La camminata fino a casa non mi prese molto tempo, ma a ogni
passo la mia rabbia cresceva sempre pi. Questo  quel che succede
quando ci si lascia coinvolgere dalle dinamiche dei ragazzi normali.
Ragazzi stupidi, che evocavano un fantasma e probabilmente
finiranno per rimanere uccisi. E andava bene cos. Questo era
quel che succedeva quando le persone si immischiavano in cose al
di fuori della loro portata. Allora denunciatemi per aver cercato di
intervenire e di usare, oh, non so, un milione di anni di lignaggio ed
esperienza e allenamento per tenerli al sicuro. Lasciate che indossino
i loro cappelli di stagnola. E lasciate che Dex...
Le lacrime stavano quasi per prendere il sopravvento, ma mi fermai
appena fuori dalla porta di casa e feci un respiro profondo. No.
Non avrei pianto per lui.
Per loro. Non mi importava.
La macchina di mamma era nel vialetto, perci la chiamai quando
entrai.
Sono qui, rispose dalla cucina.
Percorsi il corridoio, e mi sorpresi nel trovare Maya in piedi accanto
al lavandino.
Che cosa state..., iniziai a dire, ma prima di riuscire a finire la
frase, mamma si volt. Non stava sorridendo, i suoi occhi stavano
praticamente scintillando. Si tratta di Finn, disse. Abbiamo
una pista.


CAPITOLO 30

Cosa?, fu tutto quel che riuscii a dire.
Muovendosi in fretta, mamma afferr la sua giacca da una sedia.
Una ragazza a qualche contea da qui  scomparsa la settimana
scorsa. Stessa cosa di Finn. Si  immischiata nelle vicende di una
congrega di streghe nere ed  scomparsa.
Oh, dissi, cercando di non lasciar trapelare la delusione nella
mia voce. La notizia era grandiosa, meglio di quello che avevamo
scoperto finora. Ma non sembrava granch. Per qualche ragione,
quando mamma aveva detto che aveva una pista, pensavo che volesse
dire qualcosa... di pi. Che potessimo riportare indietro Finley
quella sera stessa. All'improvviso lo volevo pi di qualsiasi cosa
al mondo. Io e Finn litigavamo, e forse non ci eravamo dipinte insieme
le unghie, ma non mi aveva mai mentito. Non aveva evocato
fantasmi e poi detto che quella strana ero io.
In ogni caso, Maya star qui con te fino a che non torno. Dovrei
essere a casa stasera tardi, forse domattina presto.
Non ho bisogno di una babysitter, dissi, ma mamma mise a tacere
le mie rimostranze.
Non ora, Izzy. Con tutto quel che sta succedendo, preferisco che
tu non stia qui da sola.
Comunque, disse Maya, andando ai fornelli, dove stava facendo
bollire qualcosa che sapeva di rosmarino e di morte, ci divertiremo.
Posso farti le trecce ai capelli, insegnarti qualche incantesimo....
Pronunciai l'evviva meno entusiasta della storia.
Quando sar di ritorno, ci occuperemo della tua amica strega limitata,
e poi possiamo andarcene a casa, disse mamma, sconvolgendomi.
Mi voltai di scatto per affrontare mia madre. Lo sai? Come l'hai
saputo?.
Togliendosi i capelli dal colletto del cappotto, mamma guard verso
il corridoio. Torin non  sempre del tutto inutile.
No, ma era del tutto viscido e inaffidabile.
Non avrebbe dovuto dirtelo, insistei. Questo  il mio caso, e
me ne sto occupando.
Era il tuo caso finch si trattava solo di un'evocazione sfuggita di
mano. O di capire che tipo di Prodigium fosse quel ragazzo. Cosa
che non ti  riuscita, a quanto pare.
Ci stavo lavorando, le dissi, ma mamma aggrott le sopracciglia.
 giunto il momento di mettere la parola fine a questo caso, Iz, e
tu sei troppo coinvolta. Appena torno, la finiamo. Tra l'altro, questa
storia sta diventando pericolosa.
Non cos tanto pericolosa, dissi, omettendo convenientemente
tutta la vicenda del porcospino piromane.
Ma mamma scosse la testa. Hai chiuso. Se non riusciamo a fermare
subito questa infestazione, la situazione non far altro che
peggiorare. Pi le persone hanno paura, pi il fantasma diventa
forte; pi Mary diventa forte, pi persone si faranno male. Se non
stiamo attente, questo diventer un circolo vizioso impossibile da
fermare.
Come fermerai Mary?, chiesi a mamma, e i suoi occhi lasciarono
i miei.
Stai qui con lei, Maya, e quando torno, sistemeremo la faccenda.
Tu sistemerai la faccenda, vuoi dire, borbottai.
Di norma, quella frase mi avrebbe procurato un secco Isolde! e
un rimprovero per aver osato risponderle. Ma con mia grande sorpresa,
questa volta mamma si limit ad attraversare la cucina e ad
appoggiare il palmo della mano sulla mia guancia. Hai fatto un
ottimo lavoro qui. Ti sei messa alla prova, e sono orgogliosa di te.
Ma  giunto il momento di andare via.
L'ultima volta che mamma mi aveva toccato la guancia avevo dieci
anni e lei pensava avessi la febbre. Dev'esser stato quello il motivo
per cui mi limitai ad annuire e a dire: Okay.
Mamma tolse la mano con un sorrisetto. Bene.
Rivolgendosi a Maya, sollev dal tavolo una borsa di tela.
Chiamer mentre sono per strada.
Riportala a casa, Ash, le disse Maya, mescolando il suo intruglio.
Ci prover, replic mamma e, con un ultimo sguardo nella mia
direzione, se ne and.
Non appena la porta si fu chiusa alle sue spalle, Maya apr un armadietto
e inizi a prendere un paio di ciotole. Ne vuoi un po'?,
mi chiese, indicando il fornello.
Ehm... no. Ho una cosa da fare.
Prima che potesse offrirmi qualcos'altro - t all'estratto di occhio
di tritone, stufato di zampe di uccello - andai nella stanza degli
ospiti.
Dopo essermi chiusa la porta alle spalle, marciai verso lo specchio
di Torin e colpii la cornice con quanta forza avevo in corpo.
Lui barcoll, cadendo contro il letto. Che cosa diavolo stai facendo?.
Non ti azzardare, gli puntai un dito contro. Volevo scoprire
cosa fare con Romy da sola. Mi fidavo di te.
E io stavo solo cercando di aiutare, insist lui. Rischiavi di farti
male, e per cosa? Per un trio di ragazzini ingrati? Se la sono presa
con te. L'ultima non era una domanda.
Le sue parole bruciavano, ma cercai di non darlo a vedere. Non
se la sono presa con me. Avevano tutte le ragioni di sospettare che
fossi un fenomeno da baraccone perch, ehi, notizia bomba, io sono
un fenomeno da baraccone. Questo non li rende ingrati. Li rende...
svegli.
Torin inarc le sopracciglia. Isolde....
Allungai una mano e coprii lo specchio, all'improvviso stanca e
molto pi triste di quanto credessi possibile.
Dopo essermi trascinata su per le scale, passai il resto del pomeriggio
a rimettere i miei pochi averi nel borsone da viaggio, e a guardare
gli ultimi episodi di Ivy Springs, terza stagione. Ma per qualche
ragione, nemmeno Everton e Leslie che finalmente avevano il loro
lieto fine (e volavano via su una mongolfiera, cosa che pareva persino
pi strana dell'episodio in cui Leslie aveva sognato di essere
sul Titanic con Everton) riuscirono a tirarmi su di morale. Una volta
che si fece buio, decisi di scendere in cucina a parlare con Maya.
Per fortuna, aveva finito di cucinare.
Quando entrai, stava canticchiando tra s e cianciando con la triste
piantina di basilico che mamma aveva comprato al supermercato.
Era un po' che se ne stava appoggiata sul davanzale, patetica
e abbandonata.
Tiro a indovinare, per te niente zampe di uccello?, chiese Maya,
mentre facevo il mio ingresso.
Proprio cos, le dissi. Ora che la cucina non puzzava pi di Magia
Nera, pensai di provare a preparare la cena. Forse i carboidrati
avrebbero avuto successo laddove Ivy Springs aveva fallito. Mentre
prendevo una scatola di maccheroni al formaggio, Maya fece un
sorriso allegro.
Non ti disturbare, disse, dirigendosi al cesto della frutta nel mezzo
del tavolo. Avevamo fatto la spesa giusto qualche giorno prima,
quindi dentro il cesto c'erano diverse mele e qualche banana. Dimentica
della mia pasta, guardai Maya che prendeva due mele e una
banana e le disponeva ai lati della pianta di basilico. Borbottando
qualcosa sottovoce, afferr il vasetto di basilico, e le foglie iniziarono
a diventare verdi e luminose.
Nel frattempo per le mele e la banana appassirono e divennero
marroni.
Una volta che il basilico fu pi vivo che mai, Maya allung la mano
e si tolse uno dei diversi orecchini a cerchio che portava alle orecchie.
Questo ... bizzarro, dissi infine.
Magia limitata!, trill lei con una piccola scrollata di spalle.
Io le lanciai uno sguardo di rimprovero. Magia vera, magia limitata,
tutto all'apparenza portava allo stesso risultato: uno schifo. Ma
non era solo quello. Qualcosa mi turbava. Aveva senso che fosse stata
Romy a evocare i fantasmi, che l'avesse fatto di proposito o meno,
ma c'era ancora un piccolo dubbio insignificante in un angolo
del mio cervello. Romy era una pessima bugiarda, e mi era sembrata
sinceramente confusa e ferita in camera sua, quel pomeriggio. E
non c'era alcuna traccia di colpevolezza sul suo viso quando le avevo
mostrato il ciondolo a forma di cuore, solo perplessit.
Maya, dissi mentre lei continuava a chiocciare sulla pianta,
mettiamo il caso che tu abbia una strega limitata che evochi dei
fantasmi, e che quello che ha evocato sia brutto e cattivo ed estremamente
pericoloso.
Maya si volt verso di me, gli occhi tristi. Tesoro, il pi delle volte,
puoi semplicemente servirti di una strega che rispedisca il fantasma
da dove  venuto.
Con un sospiro di sollievo, misi la scatola di pasta sul ripiano.
Questo era proprio ci che stavo pensando....
Ma, mi interruppe Maya. Questo non  un caso normale. Il
fantasma  troppo potente. A questo punto, l'unico modo per fermare
quel fantasma  di recidere la connessione con la strega che
l'ha evocato. Strega limitata, strega vera, non importa. Ferma la
strega e fermerai il fantasma.
Aprii la scatola di maccheroni anche se ormai la fame mi era passata
praticamente del tutto. E per fermarla intendi....
Ucciderla, s. Tocc uno dei ciondoli che portava appesi attorno
al collo. Non  piacevole, ma  cos che si fa.
Avevo i piedi nudi, e quando guardai in basso, vidi le mie unghie
dipinte di rosso. Mi sal un groppo in gola. Ha fatto un errore. Ha
fatto una cosa sciocca, ma non dovrebbe pagare con la sua vita. Ci
deve pur essere un altro modo.
Quando alzai gli occhi, Maya si stava sciacquando le mani.
Che cosa?
 solo che..., si interruppe, emettendo un sospiro.
Oh, tua mamma mi ucciderebbe se solo sapesse che sto anche
soltanto sussurrando riguardo questa cosa, ma... forse c' un modo.
Per recidere la connessione senza fare lo stesso con la giugulare della
tua amica. Ma  pericoloso e potenzialmente instabile, ed  davvero
uno dei migliori trucchetti rimasti alle cosiddette streghe.
Sporgendomi in avanti, posai le mani sul ripiano. Maya, qualsiasi
cosa sia, lo prover.
Mi spieg in cosa consistesse esattamente il rituale - i passaggi
obbligati - e anche se quando smise di parlare, il mio cuore batteva
all'impazzata e i miei occhi erano spalancati, concordai sul fatto
che sembrava molto meglio che lasciare che mia mamma passasse
Romy a filo di pugnale.
Okay, dissi, puntando un dito contro Maya. Tu vai a prendere
gli ingredienti necessari, io chiamo Romy e la faccio venire qui.
Ma quando chiamai il cellulare di Romy lei non mi rispose.
Probabilmente mi stava evitando, e io non potevo certo fargliene
una colpa. Fortunatamente, avevo anche il suo numero di casa, e
lo composi.
Rispose la mamma di Romy, quando dissi chi ero, si mostr sorpresa.
Oh! Izzy. Ero certa che tu fossi fuori con il resto di loro.
Il cuore si trasfer in un punto imprecisato della mia gola. Il resto
di chi?
Del club. Romy ha detto che tu avevi organizzato un incontro
speciale stasera.
Oh, giusto, replicai, anche se la mia presa rischiava di mandare
in frantumi il telefono. Sono totalmente fusa. Puoi ricordarmi
dove si tiene?.
Ci fu una pausa, e poi la mamma di Romy sospir e disse: Dio,
Izzy, penserai che sono la madre peggiore del mondo, ma sinceramente
non mi ricordo. Fece una risatina. La vita  cos se hai tre
gemelli, suppongo.
Feci del mio meglio per ridere con le, ma non vedevo l'ora di
riattaccare alla velocit della luce. Dopo averla salutata, esitai solo un
millesimo di secondo prima di chiamare un altro numero.
Rispose al primo squillo. Izzy?
Dex, dissi, ma prima che potessi dire altro, inizi a parlare a
raffica.
Izzy, mi dispiace tantissimo per quel che  successo oggi pomeriggio.
Sai che io....
Dex!, dissi di nuovo, e per fortuna smise di blaterare a vanvera.
Sei con Romy e Anderson?.
Lo sentii sospirare. No. Dopo che te ne sei andata, credo di aver
mollato il club. In modo parecchio teatrale, dovrei aggiungere, con
tanto di....
Mi piaceva Dex. Davvero. Cavolo, forse era qualcosa in pi del
piacermi. Ma nel bel mezzo di una crisi, non era esattamente facile
da gestire.
Sai dove avevano intenzione di andare stasera?
S, rispose subito, e io quasi mi afflosciai per il sollievo. Alla
caverna. Sai, quella dove noi....
Va bene, va bene, dissi in fretta. Okay, penso di aver scoperto
un modo per fermare Mary Evans senza fare del male a Romy.
Non mi ero reso conto che fare del male a Romy fosse un'opzione.
Non lo , dissi, guardando da sopra la spalla il punto in cui Maya
stava gettando ogni contenitore di sale che avevamo in un borsone.
Almeno, spero che non lo sia.
Vuoi che ci vediamo l?.
Non c'era tempo per pensare, tuttavia esitai, solo per un momento.
In effetti volevo che venisse con me. Perch a prescindere da
come sarebbero andate le cose stasera, una volta che fosse tutto finito,
avrei lasciato Ideal. Questa era forse la mia ultima possibilit
di vederlo.
No. Mi usc come un gracidio, e mi schiarii la gola. No, non
c' bisogno che tu venga. Ho solo bisogno di mettere le cose a posto
con Romy.
Okay, disse, la sua voce pi bassa del solito. Izzy....
Riagganciai. Qualsiasi cose stesse per dire avrebbe probabilmente
solo reso tutto pi difficile di quanto non fosse gi. In pi, Maya
era pronta e dovevo andare.
Grazie, le dissi, prendendo la borsa e allungando la mano che
era rimasta libera. Se mi dai solo le tue chiavi....
Ma Maya mi sbarr la porta d'ingresso, le mani appoggiate sui suoi
fianchi larghi. Proprio no, disse. Ho promesso a tua mamma che
avrei badato a te, e lasciarti uscire a combattere una strega limitata
e un fantasma assassino  probabilmente una di quelle cose per cui
si arrabbierebbe. Inoltre, avrai bisogno del mio aiuto per il rituale.
Ricordando a me stessa che stendere delle signore anziane era da
maleducati, feci un respiro profondo. Maya, lo apprezzo davvero,
ma i miei amici sono in pericolo, e io devo aiutarli. Da sola.
Ma invece di lasciarsi impressionare da quello che pensavo essere
un discorso parecchio stoico, Maya rise. Voi Brannick lo dite
sempre. Abbass la voce pi o meno di un'ottava. Devo farlo da
sola.  solo compito mio. Non posso accettare aiuti. Scuotendo il
capo, continu: Ma non lo fate da sole. Mai. Ci sono sempre persone
come me, o quel tipo strano che tenete nello specchio, o questi
ragazzini della tua scuola.
Sporgendosi in avanti, mi appoggi le mani sulle spalle. Non sei
sola, Izzy. Questo vale per te, per tua mamma e, quando la troveremo,
per Finley. E che ti piaccia o no, hai bisogno di aiuto. E lo
avrai. Quindi metti quel tuo sederino ossuto nella mia macchina e
andiamo a dare una bella lezione a questo fantasma.


CAPITOLO 31

L'auto di Anderson era parcheggiata fuori dalla caverna quando
arrivammo. Sporgendosi oltre il volante, Maya emise un fischio.
Be', se questa non  l'ambientazione perfetta per uno scontro con
un fantasma, non so cosa lo sia.
Guardai dentro la bocca della caverna, ma era tutto buio. Tuttavia,
loro erano l dentro, ne ero sicura.
Dopo essere scesa dalla macchina, andai al baule. Io e Maya stavamo
giusto per scaricare la borsa con tutto l'occorrente quando
le luci di un'auto apparvero nell'oscurit. Chi cavolo..., inizi a
dire Maya, ma io riconobbi immediatamente l'utilitaria bordeaux.
Anche se avrei dovuto essere terrorizzata, non potei impedire al
mio cuore di fare una capriola o alla mia faccia di aprirsi improvvisamente
in un gran sorriso. L'auto si ferm. E Dex usc dal sedile
del passeggero.
Ti avevo detto di non venire, lo aggredii, andando da lui.
Dex alz le mani in segno di difesa. E invece eccomi. E ora, che
facciamo qui?.
Osserv Maya alle mie spalle, che stava gi portando la borsa dentro
la caverna.
Dex, dissi, infilandomi le mani nelle tasche dei jeans per evitare
di fare qualcosa di stupido tipo abbracciarlo. Questo pu essere...
Aspetta, non hai guidato tu.
Dex sospir. S, mi ha dovuto accompagnare mia nonna. Vedi,
a quanto pare, rischiare di saltare in aria a scuola  stata in qualche
modo colpa mia, quindi ora sono in punizione. Ma quando ho spiegato
che la mia coraggiosa Isolde aveva bisogno di me....
Lo guardai dritto nei suoi occhi blu, accorgendomi che la sciarpa
di quella sera era una lotta tra l'azzurro e il viola. I suoi ricci corvini
sparavano da tutte le parti, e oh cavolo, aveva ragione. Avevo
bisogno di lui. Un sacco.
Il che era semplicemente una tremenda disgrazia. Davvero tremenda.
Dexter!, lo chiam la nonna, abbassando il finestrino.
Ah, s. Corse alla macchina, appoggi la mano sulla portiera e
infil la testa dentro. Nonna, Izzy ha bisogno che io entri in questa
caverna per recuperare i nostri amici. Ho intenzione di aiutarla
mentre tu aspetti proprio qui.
La nonna mi sorrise. Ciao, Izzy. Dexter, sai che apprezzo sempre
quando cerchi di renderti utile, ma questo sembra....
Il suo sguardo ci scavalc e si fiss sulla caverna; Dex si gir a
guardare oltre la sua spalla, seguendone la direzione. So che non
sembra molto igienico e potenzialmente scandaloso, nonna, ma ti
giuro che io e Izzy abbiamo solamente nobili... intenti. Abbiamo
persino un accompagnatore! Izzy, chi era quella donna che  entrata
nella caverna?.
Mi si svuot il cervello, incerta sul come descrivere Maya. Mi decisi
a dire: Mia... lei  mia nonna.
Vedi?, le disse Dex con entusiasmo, piegando la testa per dare
un bacio sulla guancia a sua nonna. La nonna di Izzy! Siamo del
tutto al sicuro e appropriati.
Non ero certa che la nonna fosse molto convinta, ma strinse le labbra
e disse: Non pi di dieci minuti, Dexter.
Lui le fece il saluto militare, e noi entrammo nell'imboccatura della
caverna.
Maya era nella prima camera a spargere il sale. A onore e merito
di Dex va detto che lui la guard limitandosi a dire: Oh, e poi mi
segu pi a fondo nella caverna.
Okay, quindi..., iniziai, ma proprio allora la sua mano afferr
le mie braccia, voltandomi in modo che la mia schiena fosse contro
il muro della caverna.
Tu mi piaci.
Sconvolta, mi limitai a sbattere le palpebre. Cosa?
Tu. Mi. Piaci, ripet Dex, e per una volta non c'era alcun baluginio
nei suoi occhi, e nessun sorrisetto pronto ad affacciarsi sulle
sue labbra. Mi sei piaciuta sin da quella mattina al campo, e avrei
dovuto fartelo capire in modo pi chiaro prima di adesso.
Da qualche parte in questa caverna, Romy e Anderson erano probabilmente
in gravissimo pericolo. Dex, seriamente, ora non 
il....
No, disse lui, scuotendomi un pochino. Non ci sar mai il momento
giusto, Izzy. Ormai l'ho capito. Ogni volta che provo a dirtelo,
tu minimizzi o non mi lasci finire, o qualcuno cerca di far saltare
in aria la palestra. Perci te lo sto dicendo ora. Mi piaci. E non
ha niente a che vedere con gli incantesimi, o con l'adrenalina per
essere quasi morti, o qualcun'altra di quelle cavolo di scuse che ti
inventi ogni volta.
Dex, dissi ancora, impotente.
E anche io ti piaccio, continu, e a quel punto almeno arriv il
sorriso. Non sono io a essere arrogante, comunque. Sebbene capisca
che quello in un certo senso sia un problema. Ma, disse in
fretta quando aprii la bocca per replicare, posso lavorarci. Se vuoi.
Anche se penso che segretamente ti piaccia anche quello.
Forse era solo il fatto di sapere che stavamo per affrontare qualcosa
di incredibilmente spaventoso. Forse avevo paura che, se anche
non fossi morta io, quella notte, Dex avrebbe potuto morire.
O forse volevo davvero solo baciarlo. Sta di fatto che strinsi a pugno
le mani sulla sua maglietta e lo attirai a me. Le nostre labbra si
incontrarono, e anche se questo bacio non fu cos... diretto come
il precedente, mi sembr in un certo senso pi importante. Molto
pi importante.
Hai ragione, esalai, una volta allontanata la mia bocca dalla sua.
Mi piaci. Molto. E volevo solo che lo sapessi anche tu. Ma....
Dex semplicemente mi baci di nuovo, un veloce bacio a fior di
labbra a dire il vero. No, sussurr. Niente ma. Ora andiamo a
prendere Romy e Anderson.
Come se le sue parole l'avessero evocata, ci fu un'improvvisa esplosione
di luce blu pi in fondo nell'intrico della caverna. Cavolo,
mormorai, tirando Dex per la mano.
Seguimmo un sentiero stretto e tutto curve che finalmente si apr
in una stanza pi ampia. Tenendo Dex dietro di me, entrammo, incerti
su cosa vi avremmo trovato.
Ma c'era solo Anderson, che ci dava la schiena. Dex fece un sospiro
di sollievo. Oh, sei qui, amico. Stavamo....
Ma proprio allora Anderson cominci ad arretrare lentamente, le
mani aperte ai lati. Quando si volt, riuscimmo a vedere Romy davanti
a lui. Una luce blu le pulsava tutto attorno, e all'improvviso
comparve Mary Evans, in piedi di fronte a Romy, quasi come se le
fosse sovrapposta. Indossava un lungo abito bianco, e i suoi capelli
biondi le stavano incollati al viso.
Poi Mary scomparve, e davanti a noi c'era di nuovo Romy, con un
lungo pugnale d'argento puntato al petto di Anderson.
Dex si lasci scappare una parolaccia sottovoce, e io allungai un
braccio per tenerlo dietro di me.
Romy mi lanci un'occhiata, il suo viso divenne per un momento
di nuovo quello di Mary. L'effetto era sconvolgente e tremendo.
Ti volevo, disse. Due voci diverse uscivano dalla bocca di Romy.
Eri forte e... diversa. Ero convinta che se fossi riuscita a prendere
possesso del tuo corpo, avrei potuto mettere a ferro e fuoco il
mondo.
Feci un piccolo passo indietro, spingendo Dex. A dire il vero, non
 che distruggere il mondo mi diverta molto, perci....
Romy rise, e la sua risata echeggi nella caverna.
Non importa. Posso sempre farla pagare a questo qui. Lei punzecchi
Anderson con il pugnale, e lui emise un suono sorpreso di
dolore.
Anderson non ti ha fatto nulla, dissi, ma lei rise di nuovo, scuotendo
il capo. Oscillava cos velocemente tra le sembianze di Romy
e di Mary che l'immagine pareva sfocata.
No, ma gli uomini che mi hanno fatto del male sono morti.
Nessuno ti ha fatto del male, disse Anderson, con voce tremante.
T-tu sei morta di freddo.
Sorridendo, Mary-Romy mosse il pugnale. Uno dei bottoni della
camicia di Anderson salt via e spar nel buio.
 quello che dicono, non  vero? Che sono congelata, tutta sola,
in attesa del padre di mio figlio. Un tragico destino, ma non crudele.
Congelare a morte dovrebbe essere un processo tranquillo.
Come quando ci si infila in un bagno caldo e si fa un pisolino lungo.
Si avvicin e vidi la punta del pugnale affondare un po' nel
petto di Anderson. Ma bruciare viva? Quello. . Tutto. Meno.
Che. Tranquillo.
Grid le ultime parole e noi tutti trasalimmo mentre rimbalzavano
sulle pareti della caverna.  quello che hanno fatto, sapete,
disse Mary. Aveva del tutto le sembianze di Mary ora, anche se il
viso e il corpo erano quelli di Romy. Gli occhi di Romy non avevano
mai emanato tanto odio. Mio padre e i suoi amici. Quando mi
hanno scoperto a provare degli incantesimi. Niente di pericoloso,
cose innocue. Solo un incantesimo d'amore per far s che l'uomo
che volevo mi amasse.
Sempre sorridente, Mary continu ad avanzare verso Anderson,
anche se lui arretrava. Un sottile rivolo di sangue correva gi per
la sua camicia.
E sapete che hanno fatto questi buoni e giusti uomini di Ideal, Mississippi?
Mi hanno trascinata in questa caverna, dicendo non sopporterai
di veder sopravvivere una strega e mi hanno dato fuoco.
Mi dispiace, dissi. Ed ero sincera. Pensai a quella ragazzina dolce,
timida e sorridente della foto. Non meritava di morire a quel
modo. Nessuno lo meritava. Ma questo non significava che le avrei
lasciato fare del male a persone innocenti.
E ora, continu Mary. Far soffrire tutti.
Si lanci in avanti, ma io ero pronta. Afferrando il braccio di Anderson,
lo allontanai da Mary e lo spinsi verso Dex e il passaggio
per uscire. Il pugnale di Mary affond nel mio braccio, la sensazione
era al contempo di caldo e di freddo, ma strinsi i denti e colpii
con l'altra mano. Il colpo la sped all'indietro.
Questo  il problema quando possiedi le persone, dissi, spingendo
i ragazzi fuori dalla caverna. Le persone hanno dei corpi, il
che le rende pi facili da picchiare rispetto a un fantasma.
Mary lanci un urlo di rabbia, ma io continuai a spingere Dex e
Anderson, pregando di aver dato a Maya il tempo di cui aveva bisogno
per preparare tutto.
Precipitammo nella caverna principale, i nostri piedi scivolavano
sul sale sparso al suolo. Maya era pronta, e quando Mary entr,
grid una parola.
L'effetto fu doloroso e istantaneo. Tutta la caverna parve risuonare
come una campana e Mary lanci un grido. Poi cadde in ginocchio.
Ancora una volta, cominci a sfarfallare, un po' Mary e un po'
Romy. Maya la guard con gli occhi spalancati.
Chi  la strega?
 lei, dissi, respirando affannosamente e indicando Romy che
era in ginocchio per terra. Il fantasma  dentro di lei, ...  posseduta.
Maya teneva in una mano delle erbe e nell'altra un libro che sembrava
antico. Li lasci entrambi cadere al suolo. Oh, tesoro, disse,
con aria tremendamente triste. Allora non c' niente che io
possa fare. La strega e il fantasma devono essere separate perch il
rituale funzioni.
Romy si divincolava sul pavimento come se il sale le bruciasse la
pelle. Nel suo viso non riconobbi nulla della ragazza che conoscevo,
ma non potevo nemmeno sopportare il pensiero di ucciderla.
Non quando mi aveva dipinto le unghie dei piedi, mi aveva fatto
ridere ed era stata la prima persona che avevo considerato amica.
Maya venne accanto a me, passandomi il piccolo pugnale d'argento
che aveva portato, giusto per sicurezza.
Automaticamente, cercai di ridarle il pugnale, ma Maya premette
gentilmente l'impugnatura sul palmo della mia mano.
Tesoro, sta soffrendo. E molto. Se questo non funziona, devi farla
smettere di soffrire.
La bile mi sal in gola.
Vuoi che lo faccia io?, chiese Maya, e accanto a me, sia Dex che
Anderson mi fissarono.
Fare cosa?, chiese Anderson mentre Dex diceva: So che non
 quello che stai suggerendo....
Ma io li ignorai entrambi. Era tutta colpa mia. Se avessi fatto qualcosa
nell'istante esatto in cui avevo scoperto che Romy aveva evocato
Mary, forse ci sarebbe stato abbastanza tempo. Forse avremmo
potuto sistemare la faccenda prima che Mary diventasse cos forte.
E se non si fermava tutto ora, ogni singolo abitante di Ideal sarebbe
stato in pericolo. La furia di Mary sarebbe cresciuta sempre di
pi, cos come il suo desiderio di provocare dolore. Questa storia
doveva finire ora.
E dovevo essere io a mettere la parola fine.
La mia mano si chiuse attorno all'impugnatura del pugnale, ma
prima che potessi prenderlo dalle mani di Maya, una voce risuon
nella caverna. Dexter?.
Tutti e quattro ci girammo lentamente a guardare la nonna di Dex.
Indossava una felpa con dei gattini e la luce del fuoco tramutava
i suoi occhiali in due sfere luminose.
Nonna, ti posso spiegare, disse Dex, mentre lei spostava lo
sguardo da me al pugnale a Romy afflosciata sul pavimento, e ritorno.
Oh, santo cielo, disse la nonna, facendo un passo avanti. Credo
che questa storia sia tutta colpa mia.


CAPITOLO 32

Nonna, come cavolo fa a essere colpa tua?.
Lei fece un cenno del capo in direzione di Romy. C'... c' un
fantasma in quella ragazzina, vero?.
Storditi, tutti e quattro annuimmo.
La nonna tir su con il naso. S,  quello che pensavo. Mary
Evans. Sapete, era la leggenda del posto quando vivevo qui da ragazza.
C'erano delle voci che dicevano che fosse una strega e....
Fece una risatina. Be', forse simpatizzavo per lei. Ho sempre fatto
dei piccoli incantesimi anche io.
Si interruppe improvvisamente e si avvicin a Dex, che la guardava
con un misto di orrore e confusione dipinto sul volto.
Non avevo intenzione di farlo. La sua mano tremava, mentre
accarezzava la guancia di Dex. Ma tu te ne stavi l sul pavimento,
e non riuscivi a respirare.
Dex si ritrasse leggermente. Che cosa?.
La nonna scosse il capo, con le lacrime che le rigavano il volto.
Il tuo petto si... si muoveva, ma l'aria non entrava, e i tuoi occhi....
Emise un sospiro tremulo. Quei tuoi bellissimi occhi erano
cos spaventati. Avevo fatto magie limitate per tutta la vita. Facevo
rinascere le piante, piccoli incantesimi per dare un aiutino alla sorte.
 per quello che il mio cibo  cos buono. Perci in quel momento,
ho solo... agito. Ho pronunciato le parole di un incantesimo che
ho usato centinaia di volte per far fiorire le mie petunie.
Schiarendosi la gola, rovist nella borsetta e ne trasse un fazzolettino.
Mentre si asciugava gli occhi, la nonna disse: E poi ti sei riavuto.
In un momento. L'incantesimo ha ucciso ogni pianta nell'arco
di dieci metri, ma tu ti eri ripreso. Allora ti ho messo il mio braccialetto
d'argento e io... io ho sperato che funzionasse. Indic con
il capo il braccialetto. Quello  ci a cui  ancorato l'incantesimo,
quello che tiene la tua anima legata al corpo.
Ma non era abbastanza, dissi piano, ricordando Maya che giusto
quella sera riportava in vita la nostra piantina di basilico.
La nonna fece una risatina. No, non lo era. L'anima umana  potente,
Izzy. Serve moltissimo potere per trattenerla. E non importava
quante piante, o uccelli, o cani randagi sacrificassi, era come se
potessi avvertire l'anima di Dex sfarfallare. Allora ho cercato altri
libri di incantesimi, ho provato altri rituali.
E ha finito per evocare un fantasma parecchio arrabbiato.
Uno sfortunato effetto collaterale. Lei tir su con il naso.
Ma a dire il vero, ho soltanto rimandato l'inevitabile. Finch
non sacrifico una vita umana per Dex, la sua esistenza  solo...
precaria.
Finalmente capii quel che avevo sentito toccando Dex. Non c'era
da stupirsi che avessi percepito qualcosa di magico e non magico
insieme. La magia era ci che lo teneva in vita. A modo suo, era un
fantasma. O uno zombie. Il che voleva dire che avevo baciato... no,
decisamente un fantasma.
Dex stava scuotendo il capo e sbattendo le palpebre. Lentamente
si stava allontanando da sua nonna. No, disse con mani tremanti.
No, no, no, non  possibile. Non posso essere morto, e questo,
infil un dito sotto il braccialetto, non pu essere l'unica cosa che
mi tiene in vita.
La nonna lo studi con calma da sotto i suoi occhiali. Toglitelo,
allora.
No!, gridai, mentre Dex cominciava a tirare il filo d'argento attorno
al suo polso. Ma si blocc, con le dita avvolte attorno al metallo.
Non ci riesco.
Incantesimo di costrizione, disse la nonna. Non volevo correre
rischi.
All'improvviso le ginocchia di Dex cedettero e lui si accasci al suolo
con la testa tra le mani. No, disse, ma potei vedere una lacrima bagnare
il sale sul pavimento. Quando alz il viso, aveva gli occhi rossi.
Nonna, come hai potuto fare una cosa del.... La voce gli si spense,
poi guard Romy, che piangeva tutta accartocciata su se stessa,
chiaramente in preda al dolore.  tutta colpa mia. Mr Snyder e...
e Beth Tanner, e la palestra. E ora Romy, la prima amica che mi sono
fatto in quella stupida scuola,  posseduta da un cavolo di fantasma
desideroso di vendetta che tu hai evocato perch ti stavi dando da
fare per tenermi in vita.
Dex stava piangendo, ma si alz da terra, togliendo il sale dai suoi
pantaloni gessati. Non permetter che succeda. Se muoio, tutto
questo finir? La... l'energia o qualunque cosa alimenti il fantasma
si spegner?.
Dietro di lui, Maya fece segno di no con la testa, ma Dex stava gi
tirando di nuovo il suo braccialetto. Perch se  cos me lo tolgo.
Se la mia morte far stare bene Romy, a me va bene. Dopotutto, sto
vivendo una vita che non mi appartiene.
Tutto il suo corpo stava tremando, ma aveva il mento alto e il suo
sguardo era determinato. L'avrebbe fatto, non avevo dubbi.
La nonna fece un passo avanti, cercando di accarezzargli il viso,
ma lui si ritrasse al suo tocco. No, caro ragazzo, disse gentilmente.
Non  per niente colpa tua.  mia semmai.  solo che.... La
voce le si spense, e questa volta, quando cerc di toccarlo, Dex la
lasci fare, sebbene con riluttanza.  solo che ti voglio cos tanto
bene. E mi dispiace di aver fatto del male a delle persone, ma sono
davvero contenta di aver avuto un anno in pi da passare con te.
Confuso, Dex scosse il capo, ma la nonna si stava gi muovendo
verso Romy. Si inginocchi e le accarezz i capelli. Poi, rovist di
nuovo nella borsetta e tolse una lametta. Feci un passo avanti, ma
Maya mi afferr per il braccio.
Con una serie di movimenti fulminei, la nonna si incise una x
nel palmo e pos la mano insanguinata sulla schiena di Romy. Poi
sorrise a Dex. Ti voglio bene, gli disse.
Dex, ancora tremante, si limit a fissarla.
La nonna guard Romy, che era tornata a essere Mary. Mi dispiace,
le disse. Avrei dovuto lasciarti riposare in pace. Non avevo
idea di quello che ti avevano fatto realmente, o quanto fossi arrabbiata.
Nonna..., inizi a dire Dex, ma lei si limit a piegare il capo e
sussurr qualcosa. La luce che riemp la caverna fu accecante e improvvisa,
e fu seguita da un boom assordante che ci fece barcollare
tutti all'indietro.
Quando fui di nuovo in grado di vedere, Romy era seduta e scuoteva
il capo con sguardo appannato, mentre Anderson era inginocchiato
accanto a lei. Ehm, wow, mormor lei, e in quel momento
era cos chiaramente Romy - solo Romy - che un singhiozzo di
sollievo mi sal in gola prima che potessi impedirlo.
Ma in quel momento si ud anche un altro singhiozzo. Dex era in
ginocchio accanto a sua nonna. Lei aveva gli occhi chiusi e sorrideva
appena, ma non c'erano dubbi sul fatto che fosse morta.
Lui guard me e Maya con il volto rigato di lacrime. Cos' successo?.
Maya scosse il capo. Non ne sono sicura. Non ho mai sentito l'incantesimo
che ha usato prima. Accovacciandosi, lev con gentilezza
la mano di Dex dalla schiena di sua nonna. Le sue spalle si
stavano incurvando e io volevo dirgli qualcosa, fare qualcosa, ma
non avevo idea di dove iniziare.
Senza alcun preavviso, Maya fece scattare la chiusura del braccialetto
di Dex e io mi lanciai in avanti, con la mano aperta. Maya!.
Il braccialetto cadde innocuo sul pavimento, ma Dex non si mosse
da dov'era. Respirava ancora, o meglio, rantolava. Prese dalla
tasca il suo inalatore e se lo mise in bocca, gli occhi ancora fissi sul
braccialetto.
Una volta che il suo respiro torn a essere normale, Maya gli poggi
una mano sulla spalla. Proprio come pensavo. Tua nonna sapeva
che l'unico modo per fermare Mary era che lei morisse. Ma
qualsiasi incantesimo abbia usato, non l'ha semplicemente uccisa,
ha... trasferito lei in te. La sua energia vitale  passata a te.
Dex abbass l'inalatore. Allora, io... non morir?.
Facendo spallucce, Maya raccolse il braccialetto e lo premette sul
palmo di Dex. Be', un giorno morirai, proprio come tutti noi. Ma
non oggi. Detto questo, strinse Dex in un abbraccio.
Scioccato, Dex sollev quasi passivamente le braccia e le mise attorno
al collo di Maya.
Tua nonna ha fatto la cosa giusta, alla fine, disse la donna. E
l'ha fatta per te.
Se Dex rispose, io non riuscii a sentirlo.


CAPITOLO 33

Allora, tu eri... morto.
Romy, la ripresi, ma lei si limit a un'alzata di spalle e si strinse
di pi nella coperta.
Senti, capisco che sia traumatizzato, ma ehi, lo sono anche io.
Lo siamo tutti, borbott Anderson.
Noi quattro ce ne stavamo seduti nel mio soggiorno, Romy e Anderson
erano rannicchiati sul divano, io ero sull'unica poltrona che
avevamo, e Dex era ai miei piedi, con le braccia attorno alle ginocchia
e una coperta sulle spalle. Non aveva detto una parola da quando
avevamo lasciato la caverna.
Ma in quel momento guard Romy, e un'eco del suo vecchio sorriso
gli si apr sul viso. S, lo ero. E anche cos ero ancora pi figo
di tutti gli altri ragazzi della Mary Evans High.
La sua voce trem un po' alla fine, e torn a mangiucchiarsi l'unghia
del pollice. Volevo mettergli una mano sulla testa o accarezzargli
la schiena. Fare qualcosa. Invece, incrociai le braccia al petto.
Allora lui era morto, rincar la dose Romy, indicando Dex con
il capo.
E tu, mi guard, sei una sorta di super ammazzamostri.
Non mi sento proprio cos super, ora come ora, mormorai.
Forse perch non c'era stato nessun mostro da ammazzare. Certo,
avevamo fermato la strega limitata e messo fine alle infestazioni,
ma questa non mi sembrava nemmeno lontanamente una vittoria.
Non quando guardavo l'espressione distrutta di Dex.
Sua nonna non era cattiva. Aveva solo commesso un errore. E a essere
onesti, mi chiedevo se poi quello fosse davvero un errore. Che
cosa avrei fatto io per riportare indietro Finley, se avessi potuto? O
mia mamma, se le fosse accaduto qualcosa? Quando non ti rimangono
poi molti famigliari, fai di tutto per proteggerli.
La porta principale si apr e tutti noi facemmo un salto, ma era
solo Maya.
Dex si alz mentre lei entrava. Ti sei occupata di lei?, le chiese.
Non l'hai semplicemente... lasciata l?.
Maya era rimasta alla caverna per sistemare le cose, per dirla
con parole sue. Ora diede un colpetto al braccio di Dexter, la
compassione dipinta su tutto il suo viso ampio. L'ho fatto. Con
rispetto. Era una sorella, e abbiamo i nostri modi per gestire queste
cose.
Confuso, Dex la fiss. Una sor... oh, certo, perch eravate entrambe
streghe. Perch  tutto vero.  una cosa che succede davvero,
e mia nonna era proprio una strega.
Torn a sedersi e mangiucchiarsi le unghie.
Lasciai che avesse un momento per s e mi rivolsi a Romy e Anderson.
Allora, se  stata la nonna di Dex per sbaglio a fare l'evocazione,
perch il tuo ciondolo era in quella caverna?, chiesi
a Romy.
Sorridendo, prese un altro sorso del t che aveva preparato Maya.
Te l'ho detto, non ne ho idea. Ho perso quello stupido ciondolo.
Dall'altro lato del divano, Anderson si schiar la gola. Ehm... io
a dire il vero so perch. L'ho preso io il ciondolo.
La coperta di Romy scivol via mentre si tirava su a sedere.
Tu hai fatto cosa? Perch?.
La faccia di Anderson divenne rossa come un peperone, diventando
dello stesso colore del plaid in cui era avvolto. Ho visto questa
cosa in internet per fare... un incantesimo d'amore. Pronunci le
ultime parole in un sussurro cos basso che sembrava avesse detto,
tesimod'amore.
Hai fatto un incantesimo d'amore a me?, esclam Romy. Il me
finale pareva quasi uno strillo.
S!, ribatt Anderson, togliendosi la coperta e alzandosi dal divano
per misurare a grandi passi il soggiorno. E so che  tremendo,
e non avrei dovuto... ma mi piacevi, e non credevo potesse fare
male a nessuno. Abbass un po' la testa. Dunque,  per quello
che ci siamo baciati quella sera al cimitero. Mi dispiace.
Oh. Allora io e Dex non eravamo stati gli unici ad aver trasformato
la ricerca sul campo della PMS in un'occasione romantica.
Romy colp Anderson alla spalla. Idiota che non sei altro, grid.
Hai fatto l'incantesimo d'amore in quarta elementare?
Che cosa? No. L'ho fatto tipo il mese scorso.
Be', tu mi piaci dalla quarta elementare, disse Romy, colpendolo
di nuovo. Quindi, no, non  stato il tuo incantesimo d'amore che
mi ha spinto a baciarti al cimitero. E non  l'incantesimo d'amore
che mi spinge a baciarti ora.
Detto quello, lo prese per il davanti della camicia e lo baci sulla
bocca.
Era stata una notte terribile. Una notte cos piena di cose brutte,
che persino Everton e Leslie sarebbero rabbrividiti, e loro avevano
addirittura passato una notte intera a scappare da un serial killer su
un treno. Ma vedendo Romy e Anderson che si baciavano, sorrisi.
Erano al sicuro e felici, e doveva pur valere qualcosa.
Guardai Dex e vidi che stava sorridendo anche lui.
I nostri occhi si incontrarono e mi chiesi se lui stesse pensando la
stessa cosa.
Noi quattro, pi Maya, rimanemmo seduti l per un'altra ora prima
che Romy e Anderson decidessero che dovevano tornare a casa.
Mentre andavano alla porta, fermai Romy.
Senti, mi dispiace per....
Lei mi abbracci prima che avessi il tempo di finire la frase.
Dispiace anche a me.
La strinsi forte tra le braccia, restituendole l'abbraccio, e quando
lei si allontan, sperai che non vedesse le lacrime nei miei occhi.
Probabilmente domani me ne star a casa da scuola, disse lei. E
anche tu dovresti farlo. Forse potresti fare un salto da me? A vedere
se Leslie sopravvive all'attacco dell'orso polare?.
Mi si strinse la gola, ma mi costrinsi ad annuire. Certo. Mi piacerebbe
molto.
Una volta che se ne furono andati, Maya and in cucina, ufficialmente
per fare altro t, ma in realt per lasciare me e Dex un momento
da soli, penso.
Contai sei battiti del mio cuore prima che lui dicesse: Non ti vedr
domani, non  vero?.
Non aveva senso mentire. No. Non appena mia mamma torner,
ce ne andremo.
E che farete?, chiese, alzando lo sguardo su di me. Andrete in
qualche altra citt? Combatterete qualche altro cattivo?.
Tua nonna non era cattiva, Dex, dissi, ma lui scosse il capo.
Sai cosa intendo.
Sospirai. S. Faremo proprio cos.
Dex si alz, tenendo la coperta davanti a s, e mi guard dritto
negli occhi. Ottimo. Perch verr con te.
Dex, dissi, ma lui mi zitt.
Senti, so che tu devi fare la parte della grande eroina e dire
no, devo lavorare da sola, il mio amore per te pu essermi solo
d'intralcio, ma... Izzy, che altro mi resta da fare?. Gli trem
la voce. I miei genitori sono morti. Mia nonna ...  morta. E
la magia e i mostri a quanto pare esistono davvero. Non posso
dimenticarlo. E capisco che se tu pi o meno mi adotti, questo
render strane le cose tra noi, ma non dobbiamo stare... possiamo
essere solo amici.
Guardai Dex in quei suoi occhi blu, ricordandomi di quanto fosse
stato coraggioso. Era stato pronto a sacrificare se stesso per salvare
la vita di Romy, l'avrebbe fatto in quell'istante senza discutere.
Forse non era in grado di correre o combattere, ma Dex era la persona
con il cuore pi grande che conoscessi. E ne avevo bisogno.
Avevo bisogno di lui.
Credo che ci possa essere un posto per te da amico, s, dissi piano,
e lui sorrise. Ma prima..., esitai, mordendomi il labbro. Devo...
devo mostrarti una cosa.
Voltandomi, condussi Dex in fondo al corridoio fino alla stanza
degli ospiti. Mi fermai con la mano sulla maniglia. Quel che sto
per farti vedere...  parecchio strano, lo avvertii.
Oh, bene, perch tutto quel che  successo stasera era cos normale.
Voleva fare il simpatico, ma aveva le guance bagnate di lacrime
e gli tremava la voce.
In un altro momento, avrei sorriso al suo tentativo di fare una battuta,
ma quel che stavo per fare era troppo importante per sorridere,
e Dex dovette accorgersene. Volevo dire... qualsiasi stranezza
ci sia, sono preparato per affrontarla.
Non pensavo davvero che fosse preparato, ma annuii. Okay, allora.
Lo specchio di Torin era coperto quando aprii la porta, ma lo
sentii mentre diceva: Ah, sei tornata. Lunga vita all'eroina conquistatrice.
Dex si ferm sulla soglia. E quello chi era?.
Sei pronto a vedere qualcosa di strano, giusto?, gli chiesi, andando
verso lo specchio.
Dex deglut rumorosamente, ma dopo un secondo annu. Pronto.
Strano. Avanti.
Tolsi la stoffa dallo specchio, e l c'era Torin, appoggiato contro il
letto come al solito. Dex guard prima il letto nello specchio e poi
il letto nella stanza prima di esalare un respiro profondo.
Okay. S. Questo ... questo  strano forte.
E chi cavolo  questo?. Torin strinse gli occhi. Oh, certo. Il ragazzo
che gioca a tutti quei videogiochi. Quello che piace a Isolde.
Torin, lo minacciai, ma Dex sorrise un po' anche se i suoi occhi
vagarono sullo specchio.
Ohi, scatt Torin. Ragazzo vestito da carnevale, i miei occhi
sono quass.
Dex incontr quegli occhi, un angolo della bocca sollevato in un
mezzo sorrisetto. Ragazzo vestito da carnevale? E questo lo dice
un tizio vestito come Prince?.
Feci una risata nasale e Torin mi lanci un'occhiataccia. Prince?
E chi ?.
A quel punto anche Dex scoppi a ridere e, dopo un po', suon
normale e non come se stesse trattenendo le lacrime.
Non mi piace, dichiar Torin, puntando un dito contro Dex.
Disapprovo totalmente lo spasimante che ti sei scelta.
Non  il mio spasimante, dissi, alzando gli occhi al cielo. 
mio amico.
Giusto, disse Dex, togliendosi finalmente la coperta dalle spalle.
Dex le raddrizz come se si fosse liberato di un peso enorme,
abbass lo sguardo su di me e mi porse la mano. Amici.
Ci stringemmo la mano, e non ci fu nessun formicolio magico questa
volta. Ma questo non significava non sentissi niente. Dex sostenne
il mio sguardo e io sapevo che avrei dovuto ritrarre la mano, ma
all'improvviso era l'ultima cosa che volevo fare.
Sto per vomitare, borbott Torin, guardando altrove. Sto davvero
per vomitare in modo incontrollabile qui nello specchio; e lasciate
che ve lo dica, questo  un bel casino.
Proprio come questo. Io e Dex ci voltammo e trovammo mamma
sulla porta, ma prima che potessimo dire qualcosa, lei entr,
con un martello stretto in pugno. Con un grido, ci separammo
mentre mia madre colp con quanta forza aveva in corpo lo specchio
di Torin.


CAPITOLO 34

Mamma!, gridai, mentre dei frammenti volavano in giro ferendo
le braccia di mamma. Ma lei parve non accorgersene. Torin arretr
e, nello specchio, il tavolo barcoll, quasi rovesciandosi.
Per quattrocento anni, Torin aveva innervosito e frustrato le
Brannick, ma aveva sempre fatto parte delle nostre vite. Avevo
sempre dato per scontato che ci fosse qualche regola che diceva
che non potevamo fargli del male. Dopotutto, se avesse potuto
essere distrutto, qualcuno l'avrebbe fatto prima e al diavolo le
profezie, no?
La cornice trem, e Torin fece una smorfia. O almeno, cos mi sembr.
Era difficile dire cosa stava succedendo in tutti quei frammenti.
Mamma se ne stava l, con il respiro affannoso e il martello sollevato.
Il sangue le colava dalle braccia, ma lei non pareva notarlo. Attesi
che lo specchio cadesse fuori dalla cornice, che Torin divenisse
nient'altro che una manciata di schegge. Non ci fu nessun lampo
di luce o odore di fumo. Nessuna delle cose che ti aspetti quando
succede una magia attorno a te. Solo un leggero pop!, e all'improvviso
Torin era di nuovo tutto intero. Lo specchio non era nemmeno
scalfito, tanto meno rotto. Potevi risparmiartelo, disse, raddrizzandosi
il farsetto.
Mi hai mentito, rugg mamma. Mi hai detto di aver visto Finley,
e mi hai mandato a fare una ricerca inutile mentre Izzy rischiava
di essere uccisa.
Il suo sguardo si pos su di me, l'espressione sul suo viso era arrabbiata,
preoccupata, e aveva qualcosa che non avrei saputo descrivere
con chiarezza.
Lui era la tua fonte?, chiesi, indicando Torin. Mi dici sempre
che non devo fidarmi di lui, e....
E a ragione, disse mamma, e in quel momento capii che non era
arrabbiata solo con Torin ma anche con se stessa.
Izzy aveva bisogno di un'occasione per volare con le sue ali,
Aislinn, disse Torin, con una scrollata di spalle annoiata. E tu dovevi
stare fuori dai piedi. Si  comportata magnificamente stasera.
Ha dimostrato di essere una vera Brannick.
Mamma mi guard a lungo.  sempre stata una vera Brannick,
disse infine. Poi fece qualche passo avanti, prese la stoffa e copr
Torin. Dovevamo liberarci di lui un bel po' di tempo fa.
Si volt e per la prima volta sembr notare Dex. E lui chi ?
Sono Dexter O'Neil, signora Brannick, si present Dex, offrendole
la mano da stringere. E spero che lei mi adotti.
Mamma guard prima me poi Dex, prima di mormorare: Ho bisogno
di un drink, e uscire dalla stanza.
Nel silenzio che segu, inarcai un sopracciglio in direzione di Dex.
Dunque... questa  la mia famiglia. Sei sicuro di volerne fare
parte?.
Lo sguardo di Dex vag dalla porta allo specchio di Torin. Mia
nonna era una strega che mi ha tenuto in vita evocando fantasmi
crudeli. Il livello di disfunzione famigliare  gi abbastanza alto.
Mezz'ora dopo, sedevamo tutti al tavolo della cucina - io, Dex,
mamma e Maya. Raccontai a mia madre tutto quel che era successo
nella caverna. Quando arrivai al punto in cui Maya mi passava
il pugnale, lei mi guard attentamente. L'avresti uccisa?, chiese.
Se avesse significato distruggere il fantasma?.
Ci pensai un attimo, rigirandomi la tazza di t tra le mani. Non lo
so, dissi infine. Sapevo che probabilmente non era la risposta che
voleva mamma, ma era l'unica onesta da darle. Non credo. Penso
che avrei cercato di trovare un altro modo, a prescindere da tutto.
Con mia grande sorpresa, mamma sorrise e si allung per sfiorarmi.
Non mi spettin proprio i capelli - la sua mano si mosse troppo
approssimativamente - ma era lo stesso un gesto d'affetto.
Sei una brava ragazza, Izzy, mi disse. Qualche volta  proprio
questo che vuol dire essere una Brannick. Non significa sempre
fiondarsi da qualche parte e salvare il mondo da sola. Riguarda la
volont di fare quel che serve per tenere le persone al sicuro. Ancora
non ho digerito il fatto che Torin mi abbia mentito - soprattutto
riguardo Finn - ma....
Nemmeno a me lui piace, disse Dex, intervenendo per la prima
volta da quando ci eravamo seduti. Sia perch le ha mentito, sia
pi o meno per principio. Giusto per la cronaca.
Gli angoli della bocca di mia madre si sollevarono in un mezzo
sorriso.
Buono a sapersi. Allora, che dobbiamo fare con te, Dexter
O'Neil?.
Dex si appoggi allo schienale della sedia, provando a fingere
quell'atteggiamento super disinvolto che di solito gli veniva cos
bene. Ma le sue mani tremavano e il suo viso appariva devastato.
Be', potr anche non avere dei super poteri, ed  vero che la mia
asma pu essere un po' un problema quando si tratta di inseguire
dei mostri, ma ero morto, e ho affrontato un fantasma terrificante,
stanotte. Quindi, vorrei... unirmi alla vostra squadra. O quello
che . Non c' qualche rituale di iniziazione in cui si usa il sangue,
no?. Rabbrivid e mamma mi guard fisso.
Io feci una piccola alzata di spalle.
Tu capisci perch potrei essere riluttante a lasciare che il ragazzo
di mia figlia si trasferisca da noi, giusto?
Non sono il suo ragazzo, disse Dex, con una voce del tutto seria.
Sono solo un amico. Lo giuro. Alz la mano in quello che credo
dovesse essere un saluto da boy scout, ma fin solo per essere un
gesto vagamente osceno.
Mamma torn a concentrarsi su di me.  vero, Iz? Questo ragazzo
 solo un amico?.
Guardai Dex e ignorai il colpo al cuore.
Aveva ragione lui. S, ci piacevamo. Ma potevamo ignorarlo. Soprattutto
se questo significava che Dex poteva vivere con noi.
Lo , le risposi.
Con un sospiro, mamma si alz e si mise le mani sui fianchi. Bene,
abbiamo risolto il problema del fantasma di Ideal. Dove andiamo
ora?.
Maya si sedette comoda. Ho almeno tre raccoglitori pieni di documenti
a cui devi dare un'occhiata. Mi sono capitati tra le mani
un paio di casi interessanti nelle ultime settimane.
Mamma annu. Bene. E c' un'altra cosa.
Appoggi entrambe le mani sul tavolo, sporgendosi in avanti in
modo da essere all'altezza dei miei occhi. S, la ricerca che stavo
facendo riguardava Finley. Ho tentato di rintracciare la storia della
congrega con cui era Finn la notte in cui  scomparsa, leggendo di
altre sparizioni, vedendo se ci fosse qualcosa, qualche frammento
che ci potesse aiutare a trovarla. E non te l'ho detto perch io...,
abbass lo sguardo, flettendo le dita.
Non volevo che ti facessi illusioni, in caso tutto questo non portasse
a nulla.
Allungai la mano e la appoggiai sulla sua.
Mamma, sapere  sempre meglio che non sapere in ogni caso,
okay?.
Dopo un momento, mi restitu la stretta. Okay. Poi, sbattendo
i palmi delle mani sul tavolo, si raddrizz. Allora, abbiamo altri
mostri da combattere, posti in cui andare e tua sorella da trovare.
Dobbiamo dividerci il lavoro.
Schiarendosi la gola, Dex si pieg in avanti e aggrott le sopracciglia.
E quel noi include me?.
Mamma mi guard, e la domanda mi parve impressa nel suo sguardo.
Se dicevo di s, avrebbe permesso a Dex di venire con noi. Il che
significava viaggiare con Dex. Vivere con Dex. Ma andava bene. Ci
eravamo baciati un paio di volte. Non  che avessimo una relazione
duratura o qualcosa del genere. Di certo, passare al rango di amici
e, fondamentalmente, di colleghi non sarebbe stato difficile.
Non importava quanto blu fossero i suoi occhi.
Feci a mamma un piccolo cenno di assenso, e lei lo imit.
Mettendo una mano sulla spalla di Dex, mamma la strinse un po',
facendolo trasalire. Benvenuto nella famiglia Brannick, Dexter.
...
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FINE.
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RINGRAZIAMENTI.
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Un grazie enorme alla mia editor, Catherine Onder, per tutto il duro lavoro
che ha fatto per rendere Izzy, Dex, Torin e compagnia bella il meglio
possibile! Grazie anche a Lizsa Yoskowitz per essersi presa cura di me e
del libro, e a Hayley Wagreich per essere semplicemente Wonder Woman.
Come sempre, grazie alla mia agente delle meraviglie, Holly Root, senza
la quale nessun libro sarebbe stato scritto, e tanto meno pubblicato.
Abbracci e t per Victoria Schwab, che ha detto che Dex sarebbe stato
suo pi o meno cinque minuti dopo la sua prima scena, mi dispiace per
voi, ragazze (e per Izzy).
Grazie a tutti alla Disney Hyperion per aver dato a me e ai miei libri una
casa accogliente nel corso degli anni.
Un grazie sentito va a tutta la mia famiglia e ai miei amici che mi sopportano
quando mi chiudo in una stanza per giorni, mormorando cose del tipo:
Ma come ucciderei un fantasma?. Siete i migliori in assoluto e vi amo.
E ai miei lettori, grazie, grazie, grazie. Siete tutti fantastici e adorabili, e io sono fortunata ad avere ciascuno di voi.
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FINE.